martedì 11 luglio 2017

Paolo Pollacino e Elisabetta Ruffino – Tutto e subito. La velocità dei sogni.

LoreGasp

… uno di quei libri non-libri che mi stanno catturando sempre di più, ultimamente. Sembrano libri, all’apparenza: una volta aperti, però, si rivelano porte per altre forme di lettura. Forse sarebbe più giusto chiamarli oltre-libri. Sono quelli che sono difficili da rinchiudere in etichette (romanzo, saggio, graphic novel) perché sono quelli che non ne hanno bisogno: si leggono, sì, ma si ascoltano, si percepiscono, si sentono, si vedono. Aprite la copertina e tutto di voi viene sollecitato a prestare attenzione. Persino le orecchie, sì.

Solo per essere veloce nell’esprimermi, lo posso definire romanzo. Un romanzo di vita. O meglio, di vite, perché qui sono due quelle che parlano. Ma nel momento stesso in cui lo scrivo, comprendo perfettamente che è riduttivo. Per cui, andrò semplicemente a parlare di cos’è avvenuto, una volta superata la copertina del libro e la vibrazione del titolo. Che non è da trascurare, affatto.

Tutto e subito. È un’espressione che di solito si usa per definire gli arroganti, gli impazienti, i pretenziosi. O quelli che si vuole etichettare superficialmente così, senza ascoltare e guardare di quale fibra sono veramente intrecciati. Tutto e subito: impossibile avere tutto e subito, per una certa scuola di pensiero, per cui, chi lo desidera, non può che essere un arrogante, impaziente, ecc.
Se la pensate così, e volete ricredervi, oltrepassate la copertina. E quando la richiuderete, dall’altro lato, capirete che si può fare, ed è del tutto naturale farlo, se si è scelto di essere protagonisti e presenti a se stessi.

Se la pensate così, e non volete ricredervi, cambiate libro. Questo è un oltre-libro, e per voi potrebbe essere un po’… oltre.

Ho scritto all’inizio che qui entrate in un multimedia: quando cominciate a leggere le prime parole, notate che non le state più leggendo, ma le state ascoltando. E state guardando un film che quelle parole stanno disegnando per voi, davanti a voi.

Come ho detto, sono due le voci che s’intrecciano: Paolo Pollacino, la Voce del Protagonista, ed Elisabetta Ruffino, Colei che Racconta, che si spartiscono i capitoli del libro in queste due grandi strade. Due vite che poi diventano una, nel lavoro e nella vita, pur rimanendo due, e che costruiscono insieme qualcosa di nuovo, solido e rassicurante, partendo da una bruciante delusione di anni prima, patita da Paolo.

Siamo in Piemonte, negli anni ’90, tra Torino e le valli di Susa. Paolo è un ragazzo diciannovenne, perdutamente innamorato, e senza ritorno, della velocità incarnata dalle corse di rally. Vuole riuscire in quello sport che si è infilato nelle sue valvole cardiache e s’impegna con tutto se stesso, lavorando come rappresentante di libri di giorno, e allenandosi su e giù per le valli di sera e in ogni momento libero per acquisire capacità e maestria al volante, oltre a recuperare denaro per finanziare quell’amore così totale e costoso. Il mondo dei rally può essere definito con tanti aggettivi ed espressioni, ma “a buon mercato” non rientra proprio tra questi.

Lasciando gli altri a ridere dei suoi sforzi (è sempre incredibilmente molto alto il numero di coloro pronti a sommergere di risate di scherno chi si sta impegnando in un progetto, solo perché non si concretizza in un impiego più o meno routinario e con uno stipendio a fine mese), Paolo corre letteralmente per la sua strada, raccogliendo e collezionando successi e un’ultima brutale delusione, che lo farà uscire dal mondo delle corse.

Storia finita? Solo un capitolo. Paolo non è persona incline a far finire la propria vita con la fine di un progetto, per quanto amato, nutrito e curato. Coloro che amano la velocità ne rimangono innamorati per sempre, anche quando non possono più adorarla in corsa. Paolo sposta l’attenzione verso i modi in cui può essere veloce anche senza una macchina da corsa, e lo trova fondando a Torino, nel 1998, la Metal Test Certificated: un laboratorio prove conto terzi che si occupa di effettuare prove distruttive sui materiali metallici usati dall’intero indotto FIAT e le altre case produttrici di auto. Si tratta di aziende di stampaggio, saldatura, verniciatura, meccanica di precisione, trattamenti termici, cui vende anche strumenti e attrezzature da laboratorio.

Il primo passo di un’espansione. Paolo non poteva saperlo, all’epoca, e nemmeno Elisabetta, che vi entrò poco più tardi, per affiancare e aiutare colui che era anche il suo fidanzato a costruire l’azienda.
Non vi racconterò nulla di quello che capitò tra il 1998, l’anno della fondazione e il 2017, il momento in cui la società si chiama MotivexLab ed è grande, solida, unica nel suo genere, in continua e inarrestabile espansione. Dovrete leggere, ascoltare, stupirvi, vivere tutto quello che scrivono i due protagonisti: meglio di loro, non può dirlo nessun altro.

Non è nemmeno più un’azienda. È uno stile di vita lavorativa. È la sintesi di come vita, lavoro, spirito e capacità umane, voglia di fare, creatività, serietà e rigore s’incontrano e si mescolano, per dare vita a qualcosa di unico. Quando leggerete di com’è strutturata l’azienda e di come si lavora, penserete che sia una favola o che sia troppo bello per essere vero.

Può darsi.

Solo perché a nessuno è venuto in mente di usare davvero il proprio coraggio e le proprie risorse per creare qualcosa che altrimenti sarebbe rimasto confinato al mondo dei romanzi di fantasia e dei film. Paolo ed Elisabetta hanno realizzato sul serio quello che volevano vedere con gli occhi e toccare con mano, mettendo da parte la paura del “ma non esiste una cosa simile, non si può fare” oppure “dato che nessuno l’ha fatto prima, allora non si può fare”. 
Un sogno sfrenato, quasi un peccato contro l’ordine supinamente accettato delle cose, una trasgressione impensabile all’angoscia e allo squallore di certa realtà lavorativa italiana: un’azienda che ascolti davvero i clienti e ne soddisfi le esigenze con serietà, senza servilismi o sotterfugi, che dia davvero quello che promette, o altrimenti rimborsa i costi. Un’azienda dove le persone possano sul serio lavorare, esprimere se stesse, le loro capacità lavorative, fare carriera “sul serio” per il proprio impegno, meriti e studio, e realizzarsi.

Un sogno? Diventato realtà, ormai da un po’. Visitate questo sito http://motivexlab.com/ e vedrete che esiste sul serio. Prendete nota dell’indirizzo e andate a trovarli, ad Avigliana nelle valli di Susa.

Leggete, ascoltate il libro e ricordatene le parole, se avete un sogno da realizzare che vi spaventa. O se è diventato talmente grande che qualcosa si è bloccato a metà nella sua concretizzazione. I sogni non sono le creazioni eteree fatte di nuvole con cui vengono rappresentati… sono creature impalpabili, ma potentissime, esigenti, totalizzanti e non accettano di buon grado di essere messi da parte. Vogliono il sangue e le energie di chi li ha richiamati per diventare palpabili e concreti, e se costano tanto (e quello del denaro è il costo più trascurabile, facendo tutti i conti finali) è perché valgono immensamente. Quanto ripagano, e ripeto, non solo in termini monetari, quando li potete guardare in faccia, sentire sotto le mani, o aprirne le porte e le serrande? Quanto vi ricordate, in quel momento, di tutte le cadute, le fatiche, le porte sbattute in faccia, i fallimenti, i pianti e la voglia di mollare tutto e scappare? Un maestro buddista asseriva che, una volta raggiunto l’obiettivo, tutte le lotte, per quanto estenuanti, diventeranno dolci ricordi.


È quello che si respira nell’atmosfera di questo libro. Non è stato tutto facile, roseo, e nessuno di loro due, Paolo ed Elisabetta, è stato graziato di umiliazioni, arrabbiature, accuse, contestazioni, e nessuno di loro due ha ricevuto regali semplicemente per i loro bei visi. Hanno costruito e guadagnato tutto, ogni cm di mattone e di metallo sottoposto a prove, rilanciando ogni giorno, ogni momento. 
Ogni 24 ore, come la promessa che campeggia nella home page del loro sito.

1 commento:

  1. Guru .... inserisci in libro in Camomilla Express per favore???? Grazieeeeeeee

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