martedì 13 febbraio 2018

Leggere ... volare ... vivere!#47 - Tredici giorni a Natale


SimoCoppero

Finalmente sono riuscita a conoscere il Commissario Crema e con lui l’autore Rocco Ballacchino, uno dei fondatori di ToriNoir.

Partiamo dal principio: “Tredici giorni a Natale” è un poliziesco, ambientato a Torino, dove i personaggi ruotano tutti intorno al Commissario Crema. Ma non è tutto: qui le indagini saranno dirette su un cold case, un delitto irrisolto.

Chi conosce Torino, la vive, la respira, la abita, si riconoscerà nella sua città, perché la descrizione è delicata ed elegante, proprio come Torino è naturalmente: caotica sì, ma romantica e ricoperta da una spessa coltre di neve; con qualche disagio sì, ma tremendamente romantica e spettacolare, proprio come viene descritta nel suo intimo dall’autore.

La storia è una storia come tante, ma con questo risvolto nel guardare al passato, nel riaprire un caso irrisolto, la capacità dell’autore nel costruire un ponte tra presente e passato per risolvere da una parte un caso quotidiano, dall’altra un vecchio caso oscurato e pilotato dalla notorietà degli attori, tiene sempre alta l’attenzione.


I personaggi sono molti, ma molto ben delineati, non vengono mai ad accavallarsi rendendo nebulosa la storia. Abbiamo un PM affascinante, un commissario comune ma non troppo e un sacco di personaggi di secondo piano divertenti e spesso criptici. Con il Commissario Crema troviamo il suo fedele amico, l’ispettore  Quadrini, l’amicizia tra i due è descritta come sottofondo all’indagine, ma mai in modo banale, anzi, rispecchia la realtà di tante amicizie che possono trovare momenti di poca armonia, perché una delle due parti mette in discussione certezze.

Libro piacevole, di facile lettura e interpretazione, un poliziesco ben congeniato in una Torino a cavallo tra il 1990 e il 2016. Alla prossima indagine Sergio Crema!

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