venerdì 25 maggio 2018

I thriller di Edvige#11– Notte in bianco



CriMazzuccato

"Il sangue del fiore mi segna la mano. Sgomento negli occhi. Si apre lo squarcio. È viola, non rosso, il dolore del cuore. " 
Ancora con un pezzo di cuore da ricucire, ho salutato i personaggi di questo romanzo appena terminato. 
Mille sarebbero le parole da dire su questo piccolo capolavoro che in sé racchiude le più svariate sfumature dell'animo umano. Ho pensato a dargli un'etichetta, ma non è possibile! Questo è un noir sì, nerissimo per giunta, ed è carico di poesia, ma non poesia sdolcinata. È poesia dell'anima, è analisi psicologica e introspezione. L'autrice sa toccare argomenti che fanno parte della nostra quotidianità (come l'amicizia, l'amore, la fratellanza, la maternità, i rapporti di vicinato) e renderli speciali, intensi, profondi.

La storia tragica di Viola Carraturo fa da sfondo all'intera vicenda, ambientata nella splendida Napoli. Una città che non ho mai visto, ma che ho potuto ben immaginare grazie alle descrizioni delle vie, delle case, delle persone al mercato, nei negozi, agli odori, profumi, rumori fatti anche di chiacchiere e pettegolezzi tra comari. Descrizioni mai pesanti, mai prolisse, sempre messe lì al punto giusto! 

Ho conosciuto Viola detta da tutti "La Tabaccaia", un soprannome che indica la poca considerazione con la quale veniva vista dal vicinato : una donna dura, sfuggente, mal vestita, sporca, per tutti era quella strana, quella su cui costruire i pettegolezzi più biechi. Ma lei dentro racchiudeva un segreto, un dolore che nessuno poteva capire, né sapere. E attorno a lei, altre figure con drammi e segreti nascosti a loro volta, le ruotano intorno come un vortice. 
"Dentro, invece, io custodisco l’inferno e i suoi mille rumori, i suoi strepiti, le voci e le urla che nessun altro sente oltre me, che quell’inferno ce l’ho chiuso nell’anima. "

Un racconto alternato da parti scritte in corsivo che, ammetto, mi hanno spiazzata e fuorviata più volte nel corso dell'indagine : una, più persone osservano la scena da fuori, raccontando in prima persona e nulla è mai ciò che sembra. Un gioco delle parti perfettamente architettato ad arte per ingannare benevolmente il lettore. Sulla morte violenta di Viola si creano mille ipotesi. 

Seguiamo l'indagine affiancando il commissario, ora in pensione e dedito al giardinaggio, Andrea Martino detto" il commissario buono ". 
L'intera vicenda toccherà profondamente l'animo sensibile dell'uomo, portandolo nel buio del sentimento umano, confrontandosi con il male, contro il quale non sempre si vince, e con la giustizia che non sempre viene fatta e non sempre è quella che pensiamo sia corretto assicurare. 
Il tema della maternità mancata, della violenza sulle donne vista sotto l'aspetto sia fisico che psicologico è descritta in modo superlativo, sottolineando anche come spesso queste vittime siano, in fondo, sole in mezzo a tanta gente.


"La stragrande maggioranza della gente non cerca condivisione, si esibisce in qualche assolo per attirare attenzione, ma poi non ama il coinvolgimento, si gira dall’altra parte più spesso che può. L’uomo è solo, anche se cammina in mezzo a una moltitudine, pure se c’è qualcuno che l’ama, ed è sempre in cerca di qualcosa che non sa spiegare neppure a sé stesso. "


Non voglio di proposito raccontarvi la trama che si può trovare ovunque. Voglio soppesare l'intensità della scrittura dell'autrice, mai banale, mai superficiale, mai "già vista" e convincere chi mi sta leggendo, a prendere in mano questo libro e tuffarsi a piè pari nella storia e passare con essa una indimenticabile 'notte in bianco'. 

Vi lascio con quest'ultima citazione (ne avrei messe molte altre!) che ho sentito molto 'mia'.

" Le notti così inquiete sembrano non dover mai finire, moltiplicano i fantasmi e i pensieri, in una spirale che vortica di continuo." 

Buona lettura e grazie Letizia Vicidomini per questo prezioso regalo.

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