lunedì 25 giugno 2018

I thriller di Edvige#12– Ombre di vetro




CrisMazzuccato

"Forse il tempo è davvero qualcosa di circolare: ogni cosa prima o dopo torna, come per darci altre possibilità di cogliere nuova bellezza in ciò che abbiamo amato e continuiamo ad amare, di riuscire in qualcosa che abbiamo fallito o di tormentarci con incubi dai quali non sapremo mai liberarci”.
Con questo estratto vorrei far cogliere quello che, secondo me, è il filo conduttore di tutta la vicenda narrata dall'autore.In un susseguirsi di eventi che si alternano tra passato e presente, le storie dei personaggi sono legate da un unico avvenimento accaduto nel passato e che dopo oltre 30 anni torna terribilmente alla ribalta.
Bologna, Primavera del 1986:  la cronaca nera è  presa d'assalto da terribili omicidi che vedono vittime giovani donne in gravidanza. Il serial killer, denominato "Mammana", uccide incidendo il ventre delle future mamme, asportandone il feto. Il caso è seguito dal giovane ispettore Cesare Naldi che individua l'ipotetico colpevole in un personaggio detto "il segnatore" che pratica strani riti alle donne che si rivolgono a lui nella speranza di avere il dono di un figlio.
Bologna, Oggi : sono passati 30 anni e Mammana non colpisce più da allora. Naldi, per questioni interne, è stato ingiustamente allontanato dalla polizia. Ora è un investigatore privato nella sua agenzia che gestisce con la fidanzata Cristina. Il commissario attuale invece è Tommaso Malerba che ricopre quel ruolo soprattutto perché figlio di un noto magistrato, ma alquanto incapace nel suo mestiere. Quando un giorno viene rinvenuto il cadavere di una giovane donna, inciso e senza feto, l'ombra di Mammana aleggia inquietante su Bologna. L'incubo è tornato? Le indagini, seguite da Malerba, sono ad un punto fermo. Il vicequestore Silvia Severi è messa alle strette dai suoi superiori e decide, nonostante i pareri negativi dei colleghi, di contattare Naldi per una consulenza e per aiutarla a far luce sul caso. Spetta all'investigatore la decisione di collaborare o rifiutare. 
Una serie di avvenimenti più o meno drammatici porteranno Naldi ad affrontare i suoi incubi del passato, a fare i conti con il suo problema (che scoprirete leggendo) e a rischiare la sua stessa vita per la donna che ama.  
Una scrittura, quella di Mundadori, che non lascia il tempo di un respiro, specialmente da metà lettura in poi, un crescendo di adrenalina e azione che portano ad un epilogo finale inaspettato e sconvolgente. Tutti i pezzi del puzzle che l'autore semina come indizi nel corso della narrazione e che, a prima vista, sembrano insignificanti, andranno ad incastrarsi perfettamente solo alla fine. 
Il personaggio di Naldi entra dentro l'anima e ci resta. Ho centellinato il finale per poter 'restare' ancora un po' con lui.
Il commissario Malerba è caratterizzato così bene che non si può non provare indisponenza nei suoi confronti!
La vicequestore Severi è anche degna di nota: una donna di carattere, che non teme di andare controcorrente pur di assicurare il killer alla giustizia. 
Termino queste mie considerazioni, consigliando vivamente la lettura di questo autore che sono felice di aver scoperto. Il talento di uno scrittore non è solo nello stile della scrittura, ma soprattutto nel saper tirar fuori emozioni e trasmetterle così forti al lettore, tanto da lasciarlo sconvolto all'ultima pagina, come è successo a me.  
Un monito iniziale dell'autore vi sia da compagno nella lettura: LA REALTÀ NON ESISTE. ESISTONO DIVERSE PERCEZIONI DI UNO STESSO EVENTO ". 
Dello stesso autore potete leggere il libro "L'altra metà della notte", precedente a questo, che ha sempre protagonista Cesare Naldi.

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