Eh, lo so.
Sembro quella regista dai titoli infiniti. Ma certi libri
proprio non fanno per me e stuzzicano la mia vena beffarda. Ha pure la
copertina sul verdino, bah!
Il libro in questione è di Chiara Gamberale; mi è stato
regalato da un’amica entusiasta, beata lei. Va be’, la quarta di copertina
potrebbe essere intrigante.
Quasi ogni giorno
Erica e Tea s’incrociano tra gli scaffali di un supermercato. Erica ha un posto
in banca, un marito devoto, una madre stralunata, un gruppo di ex compagni di
classe su Facebook, due figli (voce fuori campo de L’Amanita: sto per avere un
attacco di nausea, attenti ai rigurgiti!). Tea è la protagonista di una serie
tv di culto, ha un passato complesso, un marito fascinoso e manipolatore. Erica
fa la spesa di una madre di famiglia, Tea non va oltre gli yogurt light. Erica
osserva il carrello di Tea e sogna la libertà, la leggerezza di un corpo
fantastico, la passione di un amore proibito. Nelle sue abitudini, invece, Tea
coglie la promessa di una pace che a lei pare negata. In un gioco di equivoci e
di proiezioni, le due donne si spiano la spesa, si contemplano a vicenda: e
l’esistenza dell’altra diventa l’occasione per guardare in faccia le proprie
scelte e non confonderle col destino. Che comunque irrompe, strisciante prima,
deflagrante poi, nelle case di entrambe.
Cos’ho scritto? Potrebbe essere cosa?
Ritratto. Sono entrata in fase sfere rotanti alle prime
pagine.
E, tanto per non lasciarle girare da sole, ti coinvolgo.
