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lunedì 18 dicembre 2017

Eleonora Mandese – Il destino a portata di app – L’amore moderno

LoreGasp

Un romanzo d’amore, o come si dice ora, un romance tra le mie letture. Sì, qualcuno si può stupire e anche tanto, vista la quantità esorbitante di post che ho scritto declamando che io no, io non leggo romanzi d’amore. Non è che sia cambiato poi tanto, eh. Un giorno mi sono svegliata, sono entrata in Facebook, in uno dei gruppi dedicati agli scambi tra autori e lettori, e questo titolo, corredato di un bel paio di scarpe rosse con tacco arma-impropria, mi ha colpito. Sono sensibile ai titoli, anche questo è un concetto che ho ripetuto fino alla nausea. Un’app tecnologica e il sentimento più antico, confuso, cercato, fuggito, bramato, odiato, frainteso e discusso dell’intera gamma extra-sensoriale a disposizione dell’uomo, l’amore.

L’antennina curiosa si è accesa e ho scritto all’autrice, Elenora Mandese. Inoltre, quando so che esiste una situazione abbastanza consueta e consolidata nel mio universo, come l’allergia ai romanzi rosa, ho necessità di andare a punzecchiarla per vedere se è davvero così granitica, o se c’è spazio per un mutamento, un ammorbidimento. In questo caso, il punzecchiamento ha ottenuto un risultato piacevole.

Il destino a portata di app si è rivelata una lettura piacevole, rilassante, e con qualche risvolto originale.

La storia si racconta attraverso la voce di Jessica Bonomi, studentessa universitaria siciliana a Milano. Quando apriamo la porta, si sta esibendo in una prestazione di “arrampicamento su vetri bagnati” proprio davanti al crudele assistente universitario che la sta torchiando su Emily Dickinson. E poi Edgar Allan Poe. La graziosa vitt… eh, studentessa, non sembra preparatissima. Al momento cruciale della scelta tra dedicare il proprio tempo alle vicende letterarie americane o alla ricerca di un paio di scarpe o di una borsa all’ultimo modello, possibilmente offerte a prezzi stracciati, la tormentata ragazza ha settato il suo ipertecnologico Mac sui siti di ecommerce che potevano farle raggiungere il suo obiettivo, scordandosi di Emily Dickinson e Edgar Allan Poe. Sicuramente, doveva essere stata sotto effetto di qualche potente narcotico, per distoglierla così tanto dal suo studio appassionato e senza orario.

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