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| Fabio Girelli |
Abbiamo appena finito di leggere i romanzi di Fabio Girelli,
ed ecco che ne approfittiamo per intervistarlo e conoscere un po’ di più di lui
come scrittore. Per esempio, da dove prende spunto per quei suoi argomenti così
particolari.
Due note biografiche e di carriera molto veloci, prima di
passare alle domande vere e proprie.
Nasce a Biella nel 1980, e a tempo debito si laurea in
Lettere Moderne, va fino in Colombia per insegnare italiano.
È autore di diversi titoli: Tutto il villaggio lo saprà
(2012), Il bacio della Velata (2012), Marmellata di Rose (2013, tradotto anche
in spagnolo), L’autore (2014), Il settimo esorcista (2017).
Nel 2013, ha pubblicato il serial book fantasy Nachzehrer, I
vampiri della peste.
È anche scrittore di racconti e poesie con cui ha partecipato
e vinto alcuni concorsi (Giallo Limone, Premio Tela Nera, Rosazza Cultura), ed
è tra i fondatori del gruppo ToriNoir.
Nel post
sui suoi romanzi, abbiamo identificato le due colonne principali, Torino e il
commissario Andrea Castelli; e tanto per restare in ambito, partiamo a farne un
identikit.
Ciao Fabio, grazie di
essere con noi sul Blog Del Furore Di Aver Libri. Essendo tu scrittore di noir,
sarai abituato alle parole come identikit. Poco sopra, abbiamo tracciato due
linee biografiche su di te, che individuano anno e luogo di nascita, ma non il
motivo per cui hai iniziato a scrivere. Cosa fa nascere il Fabio Girelli
scrittore, o chi?
Cosa e chi: il cosa è patologico, il chi sintomatico. Inizio
dal secondo. A farmi scattare la molla del “adesso è il caso che ti dai da
fare” fu il mio migliore amico, nonché mio ex chitarrista. Spiego: suonavamo
insieme, io per vari motivi lasciai il gruppo che a quel punto, come c'era da
aspettarsi, iniziò ad avere un discreto successo. Ecco, mi dissi, 'sto
maledetto adesso diventa famoso e io no, ora gli faccio vedere io. E ho
iniziato a scrivere Tutto il villaggio lo saprà, per fargliela pagare. Invece
il primo punto, patologico, dipende dal fatto che sin da ragazzino sentivo la
spinta creativa in me. Avevo bisogno di riempire pagine di qualcosa e ci provai
con tutto: disegni, poesie, canzoni, scarabocchi, storie, romanzi. Ora
finalmente ho capito di essere portato per gli scarabocchi.
