Quando guardo i libri negli scaffali di una libreria,
cercando il prossimo “da adottare”, mi ritrovo spesso a far correre la
fantasia, pungolata dal titolo, per cercare di indovinarne la trama. Trama che
di solito diventa del tutto personale, lontana da quella oggettiva, che poi
evapora nel momento in cui leggo la presentazione nella copertina. Mi
incuriosiva questa lettrice, e per di più bugiarda. Sono molto attirata dalla
parola “lettrice”, perché mi sento tirata in causa per prima e poi, perché
cresce l’aspettativa di essere presentata ad un’altra come me. Capita che
questa parola sia seguita da altri termini, che la definiscono con maggior
precisione. Una lettrice può essere molte cose, Irriverente o Rampante, come le
proprietarie dei rispettivi blog, oppure di tarocchi, di fondi di caffè, di un
certo tipo di libri, ecc., ma “bugiarda” ...? E’ una lettrice che mente su
quello che sta leggendo? O è una persona che legge, abituata a mentire per
abitudine? Per scoprire di più sulla trama, e mettere a tacere altre domande
insensate come queste, mi sono decisa a leggerne il riassunto. Scopro che al
centro di questo libro c’è una famiglia di donne strane e bizzarre, tutte
dotate di un potere particolare, la capacità di leggere il pizzo, che vive a
Salem, che custodiscono un segreto pesante, hanno subito perdite e ferite
copiose, e due di esse sono gemelle. Un’occhiata, come di consueto, al titolo
originale, The Lace Reader, e via verso
la cassa. E’ un’abitudine che ho da sempre, per sentire come suona il titolo
nella sua lingua madre. Un altro forte elemento di richiamo di questo libro, è
l’ambientazione a Salem, città americana diventata tristemente famosa per una
cruenta caccia alle streghe nel XVII secolo, che ha colpito la fantasia di
diversi scrittori, come Nathaniel Hawthorne, nato lì, autore de La letterascarlatta, e come Stephen King, che vi ha infilato una spaventosa bocca
dell’inferno, e Melissa La Cruz, che la rievoca nei ricordi delle sue dee in
incognito. Brunonia Barry, l’autrice di
questo libro, ci invita nella Salem del 1996: una città moderna, che vive
grazie al mare e al suo indotto, fatto di pesca, ma anche di barche a vela e
regate, e di una particolare branca di turismo, quello dell’occulto. Quest’ultimo
affonda le sue radici nell’immaginario collettivo, secondo cui Salem è diventata,
grazie a quell’evento sanguinario, la città delle streghe. Ai giorni nostri, esistono
congreghe di streghe che allestiscono negozi in cui vendono incensi, pozioni e
filtri, rimedi naturali, e che talvolta partecipano alle rievocazioni delle
cacce spietate di qualche secolo prima, per attirare e impressionare i turisti.
La voce narrante del libro è Sophya Whitney, che si presenta in modo del tutto
singolare: “Il mio nome è Towner Whitney.
No, non è esatto. Il mio vero nome di battesimo è Sophya. Non dovete credermi.
Mento continuamente. Sono pazza…questo è vero. Mio fratello minore, Beezer, più gentile di me, dice la mia è una
pazzia genetica. ‘Siamo pazzi da cinque generazioni’, afferma, come se fosse un
distintivo da portare con orgoglio, sebbene ammetta che io potrei aver alzato
il livello della nostra pazzia.” (Brunonia Barry, La lettrice bugiarda,
Garzanti, pag.11)
