Ho sempre avuto un debole per i romanzi che avevano a che
fare con il tempo, soprattutto quando si tratta di andare indietro. O per una
regressione tramite ipnosi, oppure per un superpotere o per semplice
immortalità, come Highlander. (Ricordate il film, con Christopher Lambert?)
Quando ho letto il titolo e la sinossi, pensavo che si
trattasse dell’avventura di un ennesimo immortale, magari ispirata proprio al
film appena nominato.
Si è rivelato, invece, qualcosa di più originale. E anche la
lettura ha rivelato aspetti originali di un tema già affrontato in tante salse,
lingue e maniere.
È la storia in prima persona di Tom Hazard, nato Estienne
Thomas Ambroise Christophe Hazard, il 3 marzo 1581, in Francia, in un piccolo
castello di proprietà dei suoi genitori. A causa di scontri religiosi (è il
periodo controverso della repressione degli ugonotti), la famiglia ripara in
Inghilterra, nel villaggio di Edwardstone nel Suffolk. Fin qui nulla di
particolare. A parte il fatto che, ai giorni nostri, Tom è ancora vivo per
raccontarci la sua storia.
