
Il titolo completo è Vicarìa,
Un'educazione napoletana. Attenti, non è un romanzo di formazione.
Non nel senso in cui siamo abituati, dalla letteratura e dal
significato che attribuiamo solitamente alla parola. Anche questo
libro proviene dalla mia ultima “missione” in corso, come la
chiama Kristina, ovvero quella di leggere opere di scrittori made in
Campania.
Ne ho parlato a
WeekendOut, un paio di settimane fa.
Vicarìa è il nome di un quartiere di Napoli, e il 1841 è l'anno in
cui lo visitiamo. Non è un bel quartiere, no affatto. E il luogo che
ci accoglie all'inizio è una bocca dell'Inferno sotto mentite
spoglie, l'Albergo dei Poveri, che raduna i poveri, gli orfani, le
donne e le ragazze senza mezzi, i malati. Un bel nome pietoso, che fa
pensare a stanze ariose, pulite, fervide di carità verso gli ultimi
e gli scartati dalla società. Niente di più lontano dalla
realtà...ben rappresentata nell'altro nome per cui è noto il
summenzionato Albergo, ovvero Serraglio. Serragliuoli sono i suoi
abitanti, un termine incollato addosso con disprezzo e degnazione,
che non lascia dubbi: non si tratta di esseri umani, ma di animali di
cui si tollera a stento la presenza, purché tenuti nascosti e
rinchiusi.

Ed è proprio così: chi entra nel Serraglio, come
“gradito ospite”, ci rimane e non può prendere congedo, quando
lo desidera...come scopriamo in modo cruento proprio nelle prime
pagine del libro. Il piccolo Antimo, una creatura prosciugata del
Serraglio di circa sette anni, tenta una fuga ingegnosa incontrando
una morte crudele, ad opera del sadico Comandante di sorveglianza,
Michele Florino. Il suo cadavere viene fatto sparire grazie all'opera
silenziosa ed efficiente di un'altra anima nera in abiti bianchi, il
prestigioso e sussiegoso Dottor De Consoli. La sua figura distinta e
altera è ben nota nelle stanze del Serraglio. Si occupa dei piccoli
malati, con una sollecitudine tinta di qualcos'altro, meno angelico,
meno disinteressato, meno...paterno.
Tuttavia, Antimo non finisce
subito nel dimenticatoio silenzioso degli ultimi oppressi e uccisi
per spregio. Il suo cadavere appare nel posto sbagliato, davanti alla
persona sbagliata: il giovane Commissario Gioacchino Fiorilli, da
poco assegnato a Vicarìa, capta immediatamente la nota d'aiuto che
aleggia intorno ad Antimo, e si occupa di questo strano caso. Le sue
indagini lo portano ad approfondire la conoscenza dell'inferno del
Serraglio, dove si aggira un angelo straniero, una giovane donna
inglese di talento, che insegna musica e canto alle piccole recluse
dell'Albergo dei Poveri.
Seguiamo i suoi passi fermi da soldato
difensore della verità in una vicenda torbida e complicatissima, che
coinvolge gli strati insospettabili della società napoletana.
Questo
è ben di più di un semplice caso di morte-occultamento di
cadavere...è un viaggio di scoperta.
Un viaggio di educazione alla
scoperta del lato infernale del cuore umano. In un'atmosfera calda e
vischiosa, leggermente sensuale e repellente al tempo stesso,
impariamo cosa significa la crudeltà esercitata con gioia dai
meschini sugli indifesi, seppur rozzamente. Guardiamo affascinati
come uno spirito apparentemente superiore, ma solo per nascita e
studi, escogita sistemi per impadronirsi del cuore altrui, per
manipolarlo e assoggettarlo ai propri desideri sporcati. In questo
squallore estremo, ci aspetteremmo di trovare solo buio, immondizia
spirituale.
Brillano lampi brevi, ma purissimi, di luce: la giovane
prostituta che salva con uno stratagemma il gendarme che si è
comportato correttamente nei suoi confronti, proteggendo la sua vita.
La giovane cantante inglese, Emma, che dona il suo talento e il suo
tempo per i piccoli disprezzati, e che lega tragicamente se stessa
all'abusato Antimo. Il Commissario Fiorilli, che resiste ad una vera
e propria ordalia in nome di Emma e Antimo, per arrivare alla verità
e alla punizione dell'incurante e sadico criminale.
Correte a
procurarvi questo libro se, come me, amate le figure tinte e
complesse: i buoni con gli artigli, e i cattivi con insospettati lati
di burro. Oppure se amate odiare, come capita a me, alcune figure
particolari di “cattivo”, come De Consoli: medico irreprensibile
di facciata, sordida anima nera manipolatrice con fascino da “essere
superiore”.
L'ho letteralmente odiato, ma non smettevo di cercare
la sua marsina nera nelle pagine del libro, anche solo per ripetergli
in faccia che il suo spirito da demone avrebbe avuto quello che si
meritava. Se amate i gialli storici, e le vicende a incastro, entrate
subito in Vicarìa. Attenti, però. Quando pensate di esserne usciti,
con sollievo, guardate nel vostro cuore. Non essendo un luogo che si dimentica facilmente e che si fa abbandonare altrettanto facilmente, trova il modo di insinuarsi in posti bui e dimenticati della mente di chi ne legge.
Vorrete ritornarvi, prima o poi.
LoreGasp