Visualizzazione post con etichetta Dialoghi con l'Amanita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dialoghi con l'Amanita. Mostra tutti i post

lunedì 28 agosto 2017

Dialoghi con l'Amanita#35 - La lunga estate calda dell'Amanita

LoreGasp e L'Amanita

A prescindere dalla latitanza e dal titolo sono ancora nella valle di lacrime. Anzi, quest’anno è bene parlare di valle di sudore.

Prima parentesi: io non sud(av)o. Mai. Uno studio serio e scientifico, convalidato da prove empiriche, dimostrò anni fa che per vedere la mia fronte leggermente lucida dovevo trovarmi in Sardegna con almeno 40 gradi all’ombra (non ricordo l’anno, ma ricordo che l’aeroporto di Elmas chiuse per “liquefazione dell’asfalto delle piste”). Dubito che abbiamo raggiunto i fatidici quaranta gradi, ma un buon (si fa per dire) 80% di umidità africana (e scusate l’inciso velenoso: ma l’Africa ha scelto l’Europa come pattumiera?) ha decisamente pesato sul becero processo di liquefazione sul divano.
Dicevo. La valle di sudore non ha comunque sconfitto la furia: libri poco impegnativi, ovviamente, ma parecchi. Alcuni anche già letti.

Qualche titolo: La libreria degli amori impossibili (ma! qualcosa mi è rimasto indigesto, devo rileggerlo per capire; forse la protagonista…); un Poirot e due Miss Marple (i classici non deludono mai); Cari mostri di Stefano Benni (delusione: mi aspettavo di più da un autore di cui mi hanno parlato con entusiasmo); La casa delle foglie rosse (grazie, M! L’ho letto solo perché prestato, invece il giallo di Paullina Simons è una bella sorpresa, un’ottima compagnia con finale davvero soddisfacente); un tuffo ed una lunga nuotata ne Il Signore degli anelli, libro e dvd… devo aprire un’altra lunga digressione, ogni volta scopro qualcosa di nuovo! Frodo mi ha insegnato alcune cose riguardanti la convivenza col male. Ho sempre mal tollerato la sua défaillance di fronte alla voragine del Monte Fato: caspita, almeno nei libri l’eroe senza macchia “ci può stare”. Ma nella vita il male c’è. Nella vita puoi non scegliere il male, ma trovartici. Come Frodo, appunto, che si salva solo perché qualcun altro è più malvagio e “perso”. Dopo diciassette anni di malattia mi consola leggere che c’è salvezza anche per chi è, suo malgrado, ferito così profondamente dal male.

E ancora: Il piccolo negozio di fiori in riva al mare (simpatico); La signora dei cimiteri (harmony con furore, sì, ma – strano, eh – mi interessavano i fantasmi). E la grande scoperta degli ultimi tempi: Alice Basso con Non ditelo allo scrittore, ovvero le peripezie di una “scrittrice fantasma” (ricevuto appena uscito, sto consumando il libro: l’avrò letto almeno cinque volte).

Di solito non seguo le novità, ma la Basso mi fa sganasciare… sì, l’immagine di una massa tremolante che sghignazza sul divano è da nausea, abbiate pazienza.

giovedì 23 marzo 2017

Dialoghi con l'Amanita#34 - Cartoline da L’Amanita quaresimale – I Giudici

L'Amanita e LoreGasp

I Giudici, ovvero un resoconto più credibile dell’insediamento nella terra promessa.

Qua la soap si fa intrigante (tradimenti, inganni, stupri – già quando va bene le donne sono considerate merce di scambio – diatribe anche fra le varie tribù) ma andiamo con ordine.

L’idea principale è che Israele è il popolo di Dio, perciò è il Creatore stesso a guidarlo. Se Israele vuole crescere e prosperare non deve far altro che seguire la legge di Mosè (i dieci comandamenti e tutte le pedanti interpretazioni scaturite dalla Torah). Le sue pecorelle, però, sono un po’ dure di comprendonio: si mescolano alle altre popolazioni, le imitano, le nuove generazioni scelgono compagne/i “locali”, seguono altri culti. Comincia il ritornello: “gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore” (ergo al Capo “prendono i cinque minuti”), che compare in tutta la storia narrata dal Primo Testamento.

A volte Dio ispira qualche pastore per riportare il suo gregge sulla retta via. Così leggiamo le imprese di questi “giudici”, imprese che spesso finiscono con qualche bella strage approvata dal redattore: qua c’è il famoso Sansone (e tutti i filistei, che fanno ancora una fine “pulita”: altri nemici sono allegramente bruciati o trucidati senza tanti complimenti, con somma soddisfazione del cronista). E diciamo anche che Sansone non deve essere chissà quale perla d’uomo: tutti i guai nascono dalla sua infatuazione per le furbette straniere, che lo infinocchiano allegramente.

Il giudice Gedeone risulta più simpatico: prima di muovere guerra contro Madian, come gli suggerisce un misterioso angelo del Signore, chiede qualche prova: Dio tace da tempo, meglio essere proprio sicuri prima di cercare altri guai. Convinto, guida un piccolo esercito alla vittoria e regala quarant’anni di pace al paese; ma alla sua morte tutto ricomincia.

Interessante la figura della profetessa Debora, alle prese con un vicino cananeo un tantino invadente (soltanto novecento carri di ferro, armati di tutto punto). Grazie alle sue ispirazioni e ai consigli saggi che elargisce, ci sarà ancora un periodo di pace.

La lista è lunga, a volte anche noiosa perché segue un unico schema: presentazione del giudice, la sua famiglia, la durata della sua carica con eventuali imprese e l’ubicazione della tomba.
Spesso mi coglie un pensierino birbante. Oggi si parla tanto di tolleranza ed inculturazione. Bei concetti, sì. Ma tollerare significa perdere la propria identità?

giovedì 16 marzo 2017

Dialoghi con l'Amanita#33 - Cartoline da L’Amanita quaresimale – Giosuè

LoreGasp e L'Amanita


1200 a.C. circa. Mosè muore appena prima di toccare la terra promessa (che fregatura) ed è Giosuè a guidare il popolo alla conquista. Il libro è diviso in tre parti: la conquista della terra promessa, la distribuzione della terra tra le tribù (con tutta la pedanteria tipica degli elenchi e le genealogie tribali), la fine della carriera di Giosuè.

Sto ridacchiando.

E già.

 “La conquista della terra promessa” ha un suono grandioso. Epico. Grandi battaglie e vittorie straordinarie perché “il Signore li guida” o “Dio è con noi” (no, questo è inquietante).
E la famosa battaglia di Gerico? Tutti gli israeliti a fare caciara e suonar trombette per far cadere le mura della città… e poi via, Giosuè che guida gli eserciti trionfanti contro i re locali (me lo vedo come Superman, ricordi quando spicca il volo?)!

Rido ancora: già per conquistare Gerico, prima della strombazzata fatale, Giosuè ha pensato bene di mandare qualche spia. E chi li ha aiutati? Una donna. Di più: una prostituta.

venerdì 10 marzo 2017

Dialoghi con l'Amanita#32 - Cartoline da L’Amanita – saluti quaresimali

Non so voi, care Loregasp e Simo, ma qua il tempo non si limita a volare: sparisce! Mi addor ehm! mi distraggo un attimo e mi ritrovo in quaresima.

Quest’anno, un tuffo nella bibbia. Ho deciso di rileggere parte del librone tutto di seguito, nello specifico i cosiddetti libri storici; salto la Torah (o Pentateuco) e parto da Giosuè (l’occupazione della terra promessa dopo la fuga dall’Egitto).

La bibbia non ha niente da invidiare alla soap-opera dei nostri giorni. Tra inganni, scandali ed intrighi incontrerò condottieri, re, profeti, ed un popolo particolare; ritroverò tante belle figure femminili sottovalutate, tantissimi “eroi” da prendere a calci, ed un’umanità che sembra aver imparato poco negli ultimi tremila anni circa (consolante…).

Fate le brave e continuate a leggere!

… e noi accogliamo l’invito a continuare a leggere! Come hai già visto, di libri in arrivo ce ne sono parecchi. Leggerli e scriverne sarà divertente, soprattutto trovare il tempo per farlo, ma dov’è il problema? :-D

Mi piace la tua lettura della bibbia proprio per come l’hai definita: qualcosa che “non ha niente da invidiare alla soap-opera dei nostri giorni”. Io ne lessi un compendio piccolissimo anni fa, da ragazzina, senza capire subito che si trattava di una scrittura cosiddetta “sacra”. Non lo dico con l’intento di sminuire, ma proprio esponendo quello che hai indicato con la tua frase, e che è quello che poi mi è rimasto dentro: la storia umana tramite le sue azioni e reazioni, tanto spesso non edificanti, e il suo rapporto con una divinità di cui sembra ricordarsi quando ha bisogno di aiuto o di condono… più che perdono.

Te lo chiedo pubblicamente, cara Amanita: hai voglia di condividere con noi la tua lettura delle storie umane nella bibbia che ti colpiscono maggiormente e che hanno, magari, qualche eco anche in libri più laici? Il riferimento alla soap opera solletica i miei sensi di Lettrice Ex-Furiosa Ora Vivaista. Che ne dici?

Nel frattempo, riporto qui una vignetta pubblicata sulla Pagina Facebook di Adotta un Ragazzo, sito molto ironico e scanzonato di incontri (più che altro, è la caricatura di un sito di incontri e un e-commerce… visitalo: c’è materiale per dissacrare, visto che l’intento parte già abbondantemente dissacratorio), che in qualche modo si riallaccia alla tua cartolina.


Alla prossima! (LoreGasp)

lunedì 13 febbraio 2017

Dialoghi con l'Amanita#31 - L'Amanita esistenzialista

LoreGasp e L'Amanita

La vita nel mondo reale è un vero caos, se poi si è immersi nel mondo vario ed avariato della malattia e delle terapie…

Un rimedio? Un bel dialogo, così eccomi qua a spettegolare.

C’è bisogno di una premessa, cara Loregasp: ti sto coinvolgendo nel giro di chiacchiere con altre amiche (in realtà ci incontriamo, spacciamo e scambiamo libri in posti malfamati come la parrocchia e l’oratorio o l’ambulatorio del medico di base…) su un libro che conosciamo bene; una di queste amiche ama spulciare tutte le recensioni, a volte le commentiamo. Sì, siamo strane: in pratica recensiamo le recensioni…

Il libro in questione è “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome”: è piaciuto a tutto il mio circolo di lettura, anche la più esigente ha gradito. Una recensione negativa non ricordo su quale sito o blog ha scatenato le ire funeste. Il commento più educato: ma se questa vuole più spessore nei personaggi e più profondità nei contenuti, perché non si sciroppa “Resurrezione” di Tolstoj o qualche francese ottocentesco ripiegato su se stesso ed il suo piccolo mondo borghese? E la stessa tizia, poi, segna ben cinque stelle a quella cianfrugliona della Killough-Walden? Maddai! L’intento della Basso è in parte dichiarato dalla stessa Vani mentre commenta la rivista per cui deve scrivere un articolo “riccardesco”!

lunedì 12 dicembre 2016

Dialogo con l'Amanita#30 - L'Amanita rimugina, si risveglia, e la Lettrice Furiosa perde la Furia.

LoreGasp e L'Amanita

L’Amanita rimugina (ronf), ma si è svegliata di colpo.

…e a chi rompe le scatole?

No, cara Loregasp, non ho finito di leggere la Reichs e le elucubrazioni sono più generiche; sono abbastanza lenta: ho appena finito “Ceneri” e sto per iniziare “Morte di lunedì”. Come ben sai, sono distratta da molte piccole incombenze che mi regalano grandi soddisfazioni.

Le mie profonde meditazioni (sì, il roboante “ronf” che ti arriva è mio :-D!) non sono legate strettamente alle vicende di Brennan, ma alla lettura in sé.

Da tempo qualcosa ronza più insistentemente e non è sempre Neurino-mio che russa di gusto.
Si nota dai post – anche dai “non-post” – che sta accadendo qualcosa.

A parte le mie “immersioni”, il fatto principale è che noi viviamo al di qua di un pc. Non so tu, ma io sopporto sempre meno chi spiattella tutti-ma-proprio-tutti i fatti suoi ai quattro venti e internet è un oceano immenso pieno di cianfrusaglie. Non mi interessano le vicende dei cosiddetti “personaggi”, figurati se affatico gli occhi su uno schermo per altro.

Fino ad un paio di mesi fa seguivo abbastanza regolarmente alcuni blog di libri. Poi mi sono stancata. Ho gli indirizzi delle mie case editrici preferite per informarmi sulle pubblicazioni. Stop. Se un libro mi parla, mi segno il titolo per “molestarlo” poi in libreria. Le recensioni non mi interessano. Le opinioni altrui, con pochissime eccezioni, non mi interessano.

I libri sono ancora importanti, la mia lista infinita lo dimostra, ma…

Ecco, il nocciolo della questione è qua.
Vero, il caratteraccio incide, ma c’è bisogno di altro.

E qua chiedo aiuto a te. Vero che abbiamo gusti ed esigenze diverse, però ormai mi conosci abbastanza da poter sviscerare in modo più completo la questione.

Cosa sta succedendo?

martedì 11 ottobre 2016

Dialoghi con l'Amanita#29 - …e vai con un bel Dickens! L’Amanita ha crisi d’identità?

LoreGasp e L'Amanita

Ti vedo, cara Lettrice Furiosa. Vedo la tua faccia perplessa. E ti dirò di più: ho sentito il tuo commento. 

<<Bel Dickens?>> 

Marzia sta male; oppure ha cambiato incenso e le hanno propinato roba parecchio alternativa. 

Insomma, L’Amanita “è fumata”.

Sghignazzo. Sia per te, sia per il libro che mi ha regalato qualche ora piacevole.

Risvolto della copertina:

Nata a Londra nel 1915 nella celebre e facoltosa famiglia Dickens, pronipote del grande scrittore, delusa dal mondo in cui era cresciuta, decise di lasciare i privilegi per lavorare come domestica, infermiera e cameriera.

venerdì 30 settembre 2016

Dialoghi con l'Amanita#28 - Il peso della farfalla, la noia e L’Amanita cogitabonda (strano, vero?)

LoreGasp e L'Amanita


Loredana ha scritto una frase, non so bene quando, che continua a far ballonzolare Neurino-Mio; era un commento sulla noia.

Se un libro annoia, via quel libro e scegliamo altro.

Mozione approvata!

Però…

Sì, nel ruolo de L’Amanita spicca la mia abilità nell’arte della contestazione.

Il problema arriva con uno scrittore degno di questo nome, tale Erri De Luca.

Cavoli, De Luca sa scrivere. E non è banale. Tutti me ne hanno parlato bene, parecchi amici sono entusiasti, e “Il peso della farfalla” è tra i più amati. Poetico, opulento, evocativo, una splendida metafora sul senso della vita…

E va bene. Dopo “La musica provata” provo a dargli un’altra possibilità. L’ho preso in mano più di una volta ed ogni volta l’ho posato dopo poche righe. Alla fine mi sono obbligata: caspita, neanche cinquanta paginette, un paio d’ore e via!

Vero. Tutto vero. De Luca sa scrivere.

lunedì 19 settembre 2016

Dialoghi con L'Amanita#27 - L’Amanita è zitella. Embè?

LoreGasp e L’Amanita

Piccola premessa: sono una lettrice furiosa, ma anche parsimoniosa. È uno dei motivi per cui difficilmente leggo il libro del momento; già quando esce l’edizione economica, aspetto le offerte e le promozioni... A parte il fatto che sono un bastian contrario: detesto comprare/leggere/fare/eccetera qualcosa solo perché <<così fan tutti>>.

A volte però capita anche a me di avventarmi su un titolo appetitoso. Un tizio ben più sagace e importante della sottoscritta disse: posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Chi sono io per oppormi a cotanta sapienza?

L’anno scorso – pur di averlo – prenotai il famoso Fungone prima ancora fosse distribuito (Qualcosa di vero, Barbara Fiorio).

Quest’anno ha provveduto Loredana e mi ha prestato L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome.

martedì 13 settembre 2016

Dialoghi con L'Amanita#26 - L’Amanita sghignazzante… o vigliacca?

LoreGasp e L'Amanita

Amo i libri “leggeri”; forse si è capito, soprattutto ultimamente, ho bisogno di ridere.

Lo so, lo so: il ruolo di puffo Brontolone mi calza a pennello.

Apro una parentesi. Ho anche il cosiddetto physique du rôle: sono alta un metro e un tappo, vesto spesso di blu e bianco e ho la fastidiosa abitudine di canterellare… devo soltanto assaggiare le foglie di salsapariglia! Parentesi chiusa.

Dopo un paio di libri dolorosi (li trovate nel blog: da La logica del gambero – una vera randellata – a Una lunga notte, tanto per citarne un paio), il bisogno di storie allegre è impellente.

Così Loredana spacci-ehm! mi passa un paio di libri deliziosi e ne parlo senza spore.

mercoledì 31 agosto 2016

Dialoghi con l'Amanita#25 - Tanto per cambiare: mugugni, noia e confusione

LoreGasp e L'Amanita

Le ferie sono finite e torno al passatempo preferito: leggo, rileggo, mugugno… e poi ti coinvolgo.

1: perché sei in parte colpevole, nel losco ruolo di spacciatri… ehm, amica che presta amabilmente parecchio materiale cartaceo.
2: leggere è cosa buona e giusta, ma lo spasso raddoppia con la fase commento.

Piccola carrellata di titoli:

Claude Izner, La donna del Père-Lachaise. Titolo cimiteriale affascinante, con accenno a promettenti risvolti esoterici… libro noioso (a parte il fatto che è il secondo volume di una serie, grrr).

Alessandra D'Antonio, Una lunga notte. Dei due racconti, ho letto solo il primo: troppo corto. Poi rettifico: no, troppo spietato e troppo “sudico” (poi ti spiego).

Paolo Trombaccia Errico, Nei suoi occhi per sempre. Noioso e melenso perfino per me.

De vulgari cazzimma. Sì, strappa qualche sorriso, ma...

mercoledì 3 agosto 2016

Dialoghi con l'Amanita#24 - Di libri e di vita – L’Amanita incontra la Lettrice Furiosa

LoreGasp e L'Amanita

Siamo due donne pericolose.

E quando ci incontriamo dal vivo, facciamo baccano tra tea, biscotti, cianfrusaglie e tanti libri. Quelli non mancano mai!

Qualche giorno fa, tra scambi di libri e chiacchiere, è emerso un particolare interessante. Più di uno, veramente.

Stavamo commentando il possibile trasloco del salone del libro (abbiamo perso le parole, ma le parolacce abbondano) ed il ruolo dei libri in generale e nella nostra vita.

In generale i libri sono cultura. E la cultura non è statica e polverosa; è in movimento, in crescita come una pianta. Loredana, mi è piaciuta da matti la precisazione: cultura ha la stessa etimologia di coltura – coltivare.

Un libro coltiva. Semina, fa crescere, “muore” e si trasforma. Ed è una coltivazione.
Poi i discorsi personali; abbiamo toccato diversi argomenti ed in particolare quello sul maschile e femminile.

Per chi si è sintonizzato solo ora: è un discorso che va avanti da anni. Siamo praticamente cresciute assieme, quindi alcuni argomenti sono ricorrenti. Anche la fede, già che ci siamo, è “storia vecchia”. Anzi: il rapporto con l’Assoluto, l’Umano e il Divino, ma forse ne parliamo in altre occasioni.

Dicevo…

lunedì 25 luglio 2016

Dialoghi con l'Amanita#23 - L’Amanita mangia ed elucubra (e nel frattempo ascolta musica)

LoreGasp e L'Amanita


Il recente scambio di idee sul “Menu dell’amore” continua a fare danni: mica ho finito di rimuginare! 
Mettiamo da parte per un attimo il mio gnomo bastian contrario e torniamo alla frase che continua a ronzare.

Libri cibo per la mente. 

E poi c’è il post di Simona su “La musica addosso”; anche quello bisbiglia sibilante come Gollum. 
Voglio dire: ho visto e manipolato il libro consigliato da Simona, ma contesto già il titolo. La musica per me è dentro; l’avverbio “addosso” mi fa pensare ad un capo di vestiario scomodo o all’insetto fastidioso da scrollare via.

Ergo, Loredana, ti tedio con le mie elucubrazioni. 

Come Amanita ho il dovere, anzi la missione, di spargere spore. Ma L’Amanita è solo una delle tante voci che posso cantare. 

I libri sono cibo per la mente? 

giovedì 14 luglio 2016

Dialoghi con l'Amanita#22 - L'Amanita conviviale. Ma perché?

LoreGasp e L'Amanita

La ricetta del vero amore di Nicolas Barreau

Oggi sono in fase sfere rotanti, altro che libro piacevole e divertente! Loredana, mi affido alla tua saggezza.

Odio i libri di ricette.

Odio i programmi di ricette.

Detesto dover stare ore a tavola, tanto che i crampi vengono alle gambe. Poi salgono allo stomaco, ma non necessariamente per il cibo. 

Odio le ricette “nouvelle cuisine”, gli accostamenti di ingredienti strampalati alla moda e disprezzo sommamente quelli che fingono di non essere ricettari ma lo sono, i libri che si danno arie intellettuali e poi parlano di roba che parte dalla bocca e comunque finisce nella fogna, gente che si ritrova a tavola e disquisisce sul modo migliore per cuocere un carpaccio (ma il carpaccio non è roba cruda?) e vanta abilità di sommeiller… eccheppalle!

domenica 5 giugno 2016

Dialoghi con l'Amanita#21 - L’Amanita, l’invidia, la vita della donna moderna, la sindrome di Peter Pan e le domande esistenziali – Quattro etti d’amore, grazie (sì, ma cos’è l’amore? E devo pure ringraziare? Perché? Posso far partire Nada che canta “cos’è-la-vita-senza-l’amore-eccetera…?”)

LoreGasp e L'Amanita

Eh, lo so.

Sembro quella regista dai titoli infiniti. Ma certi libri proprio non fanno per me e stuzzicano la mia vena beffarda. Ha pure la copertina sul verdino, bah!

Il libro in questione è di Chiara Gamberale; mi è stato regalato da un’amica entusiasta, beata lei. Va be’, la quarta di copertina potrebbe essere intrigante.

Quasi ogni giorno Erica e Tea s’incrociano tra gli scaffali di un supermercato. Erica ha un posto in banca, un marito devoto, una madre stralunata, un gruppo di ex compagni di classe su Facebook, due figli (voce fuori campo de L’Amanita: sto per avere un attacco di nausea, attenti ai rigurgiti!). Tea è la protagonista di una serie tv di culto, ha un passato complesso, un marito fascinoso e manipolatore. Erica fa la spesa di una madre di famiglia, Tea non va oltre gli yogurt light. Erica osserva il carrello di Tea e sogna la libertà, la leggerezza di un corpo fantastico, la passione di un amore proibito. Nelle sue abitudini, invece, Tea coglie la promessa di una pace che a lei pare negata. In un gioco di equivoci e di proiezioni, le due donne si spiano la spesa, si contemplano a vicenda: e l’esistenza dell’altra diventa l’occasione per guardare in faccia le proprie scelte e non confonderle col destino. Che comunque irrompe, strisciante prima, deflagrante poi, nelle case di entrambe.

Cos’ho scritto? Potrebbe essere cosa?

Ritratto. Sono entrata in fase sfere rotanti alle prime pagine.

E, tanto per non lasciarle girare da sole, ti coinvolgo.

martedì 3 maggio 2016

Dialoghi con l'Amanita#20 - Poche idee e ben confuse – L’Amanita, i distillati e le pulizie di primavera

LoreGasp e L'Amanita

Da tempo ho preso coscienza di una trista realtà: i libri da leggere aumentano, ma per quanto profondi possano essere quei pochi scaffali che voglio riempire, lo spazio diminuisce. 

Non so se è un contrappasso dantesco, la legge di Murphy (Loredana, chi è costui?) o un oltraggio personale. Spesso propendo per quest’ultima risposta, ma sono consapevole della scarsa obiettività che può affliggere il Lettore Furioso.

In breve: non ho spazio; ammucchio nel doppiofondo sempre più frequentemente di quanto vorrei, ma spostare non basta più. Scagli il primo libro il Lettore Furioso – non facente parte della categoria Rockefeller & simili – con più libri che scaffali!

Confesso anche che conservavo ancora libri comprati quarant’anni fa. Ci pensi? Leggere sul cartoncino ormai consunto BEN “lire 2.500”…

Bando alla malinconia, ho deciso di sgombrare almeno lo scaffale della collana per ragazzi; be’, quasi tutti: rimangono Salgari, Verne, Kipling. Impossibile liberarmene.

Ma a parte questo, scorrendo i titoli, sono sorte alcune considerazioni.

venerdì 1 aprile 2016

Dialoghi con l'Amanita#19 - L’Amanita scettica – Milioni di farfalle di Eben Alexander

LoreGasp e L'Amanita

Ci risiamo. Neurino-mio sta berciando a squarciagola ho un po’ di traffico nell’anima, sopra pensieri e sensazioni.

Nonostante le aspettative non sono entrata in risonanza con questo libro; forse ho bisogno di un dialogo – al quale devo fare precedere alcuni chiarimenti.

Premessa n. 1: a prescindere dalla mia formazione fortemente cristiana di area cattolica, tendo ad evitare libri mistici, con visioni angeliche e paradisiache. La mia prima reazione quando in parrocchia mi hanno proposto una discussione di questo libro è stata: devo proprio? E l’insofferenza cresceva, perché ha entusiasmato molti e innervosito altrettanti altri. Capivo a prescindere sia gli entusiasti, sia gli irritati.

martedì 22 marzo 2016

Dialoghi con l'Amanita#18 - Maremma varia ed avariata – L’Amanita vernacolare

LoreGasp e L'Amanita

Ehm!

Un attimo per riprendermi: mi sono cappottata…
Bene, eccoci qua. Dopo aver riso come una matta alle avventure del cuoco chiantigiano, torno ad elucubrare.

Il motivo per cui rimugino?

All’inizio pensavo fosse la presenza di tutti quei mostri. Ma che cavolo, ha la calamita ‘sto cuoco? Capitano tutte a lui, perfino i mostri? Bipedi, quadrupedi, alati o “pinnati”… tutti lì? È proprio sfigato!

Poi, procedendo nella lettura – se si riesce: mica è facile leggere in preda alla ridarella con le lacrime agli occhi e il naso che cola – scopriamo che c’è una spiegazione.

martedì 8 marzo 2016

Dialoghi con l'Amanita#17 - Parla adesso o taci per sempre, ovvero L’Amanita, i gusti pacchiani e i segreti di famiglia

LoreGasp e L'Amanita

L’ottavo arcano, Kate Mosse


Aiuto, mi sembra di essere la Wertmüller!

Bene, cara Loregasp. Abbiamo già parlato di alcuni argomenti, ma a volte i pensieri tornano, ritornano, si aggrovigliano… Cerchiamo di sbrogliare anche questa e partiamo da un dato di fatto già sviscerato e assimilato.

Amo le copertine pacchiane.

Lo ammetto ancora, sono come una gazza: non so resistere a certe copertine.

Aborrisco i faccioni più o meno belli, evito i “pensatori” (scusa la digressione, ma non hai il sospetto che siano seduti sul wc in attesa di ehm ispirazione?), rifuggo le fascinose coppiette in pose che – oltre a far alzare il livello degli zuccheri, intaccano i denti e aumentano il rischio-diabete – fanno ululare cervicale e schiena.

Ricordi la serie di Flamel? La copertina è una calamita, ma la storia è una specie di zuppa–minestrone–macedonia–sacchetto del bidone aspiratutto–e chi più ne ha più ne metta; dopo il primo libro ho deciso di risparmiarmi altre “sbrodazzature pseudo fantasy” e stampato le copertine di tutta la serie.

A volte attirano la mano prima ancora che Neurino-Mio capti il titolo.

Ed arriviamo al libro galeotto.

martedì 26 gennaio 2016

Dialoghi con l'Amanita#16 - L’Amanita, i distillati e le associazioni di idee

LoreGasp e L'Amanita

Neurino-mio, ormai lo avrete capito, è un tipaccio pericoloso (la voce astiosa dell’Amanita supera la censura: no, non è sempre ubriaco, i distillati del titolo sono quelli di qualche post fa, maligni!). E meno male che è l’epigono di una gloriosa stirpe di neuroni, se fosse in compagnia… forse dovrei domandare a LoreGasp.

Loredana, ero nociva quando ci siamo conosciute?

O forse ci siamo contagiate reciprocamente – sì, il risultato è quello che è, ma non è il caso di mettersi a cavillare ora che abbiamo ampiamente superato il bel mezzo del cammin di nostra vita…

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...