A prima vista, sembra un altro titolo della #svoltahorror. E
anche piuttosto inquietante: il termine “vedovi neri” fa pensare ad un gruppo
di mariti sanguinari che attentano alla vita delle mogli, magari
particolarmente ricche, per impossessarsi dei loro denari. Niente di tutto
questo, l’horror non c’entra proprio. Del resto, il suo autore, Isaac Asimov, è
noto per aver scritto altri tipi di romanzi, e non mi sembra si sia mai
cimentato con la narrativa di paura. Il libro è venuto a trovarmi direttamente
a casa, in un momento di pausa della #svoltahorror, e io sono stata più che
felice di accordargli riparo dalle intemperie. J
E’ composto da una serie di racconti, i cui protagonisti sono un gruppo di
rispettabili signori americani che, una volta al mese, decidono di ritrovarsi a
cena senza le mogli, per poter risolvere piccoli o grandi misteri, e lasciarsi
andare a parole in libertà su arte, letteratura, politica, attualità. Il
ristorante che li accoglie è sempre lo stesso, così come il solerte e capace
Henry è il cameriere che si occupa di servirli. Scelgono un anfitrione per la
serata, che ha il compito, se lo desidera, di portare un ospite esterno, che
alla fine della cena, si sottoporrà ad un vero e proprio fuoco di fila di
domande da parte dei Vedovi Neri, sulla sua vita, la sua occupazione, e sul
problema eventuale che lo sta angustiando. Ogni volta, si verifica un “caso”:
il collezionista sicuro di aver subito un furto, ma di non riuscire a scoprire
l’oggetto mancante, la spia che comunica grazie ad un ingegnoso sistema di
bustine di fiammiferi, un omicida smascherato a causa dell’ora legale, i
servizi segreti americani in fibrillazione per un possibile attentato all’edizione
attuale di Miss Mondo...I Vedovi Neri, un dirigente governativo esperto di
cifrari, un matematico, un chimico, un artista, si lanciano in congetture
ingegnose, in duelli verbali spassosi, che talvolta culminano in gare di
umorismo, si lanciano accuse, per poi finire sempre in un vicolo cieco. Il
problema dell’ospite di turno, affrontato con logica rigorosa, da diversi punti
di vista, finisce sempre per sembrare...irrisolvibile. Finché non arriva Henry,
almeno. Come ho già detto, Henry è il cameriere che si occupa delle cene dei
Vedovi Neri: solerte, discreto, silenzioso e capace nel suo lavoro, si rivela
sempre colui che, interpellato all’ultimo, riesce a trovare l’unico aspetto
trascurato, l’unica domanda veramente necessaria da fare, l’unica intuizione
ancora da scoprire. E l’ospite si affretta a tornare a casa con la soluzione in
tasca!