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lunedì 4 novembre 2013

I racconti dei vedovi neri – La potenza della logica

A prima vista, sembra un altro titolo della #svoltahorror. E anche piuttosto inquietante: il termine “vedovi neri” fa pensare ad un gruppo di mariti sanguinari che attentano alla vita delle mogli, magari particolarmente ricche, per impossessarsi dei loro denari. Niente di tutto questo, l’horror non c’entra proprio. Del resto, il suo autore, Isaac Asimov, è noto per aver scritto altri tipi di romanzi, e non mi sembra si sia mai cimentato con la narrativa di paura. Il libro è venuto a trovarmi direttamente a casa, in un momento di pausa della #svoltahorror, e io sono stata più che felice di accordargli riparo dalle intemperie. J E’ composto da una serie di racconti, i cui protagonisti sono un gruppo di rispettabili signori americani che, una volta al mese, decidono di ritrovarsi a cena senza le mogli, per poter risolvere piccoli o grandi misteri, e lasciarsi andare a parole in libertà su arte, letteratura, politica, attualità. Il ristorante che li accoglie è sempre lo stesso, così come il solerte e capace Henry è il cameriere che si occupa di servirli. Scelgono un anfitrione per la serata, che ha il compito, se lo desidera, di portare un ospite esterno, che alla fine della cena, si sottoporrà ad un vero e proprio fuoco di fila di domande da parte dei Vedovi Neri, sulla sua vita, la sua occupazione, e sul problema eventuale che lo sta angustiando. Ogni volta, si verifica un “caso”: il collezionista sicuro di aver subito un furto, ma di non riuscire a scoprire l’oggetto mancante, la spia che comunica grazie ad un ingegnoso sistema di bustine di fiammiferi, un omicida smascherato a causa dell’ora legale, i servizi segreti americani in fibrillazione per un possibile attentato all’edizione attuale di Miss Mondo...I Vedovi Neri, un dirigente governativo esperto di cifrari, un matematico, un chimico, un artista, si lanciano in congetture ingegnose, in duelli verbali spassosi, che talvolta culminano in gare di umorismo, si lanciano accuse, per poi finire sempre in un vicolo cieco. Il problema dell’ospite di turno, affrontato con logica rigorosa, da diversi punti di vista, finisce sempre per sembrare...irrisolvibile. Finché non arriva Henry, almeno. Come ho già detto, Henry è il cameriere che si occupa delle cene dei Vedovi Neri: solerte, discreto, silenzioso e capace nel suo lavoro, si rivela sempre colui che, interpellato all’ultimo, riesce a trovare l’unico aspetto trascurato, l’unica domanda veramente necessaria da fare, l’unica intuizione ancora da scoprire. E l’ospite si affretta a tornare a casa con la soluzione in tasca!
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