L’estate dei morti viventi
John Ajvide Lindqvist
Stoccolma è sull’orlo del caos. Dopo un’ondata di
caldo torrido, in città si è creato un campo elettrico di grande intensità: le
luci non si spengono, gli apparecchi elettrici non si fermano, i motori
continuano a girare. E mentre nell’aria si avvertono strani ronzii, si scatena
una violenta emicrania collettiva.
Si diffonde la notizia che negli obitori i morti si
stanno risvegliando.
La prospettiva di ritrovare <<i cari
estinti>> scatena le reazioni più disparate.
(…) Ma quando i morti ritornano, cosa vogliono?
Quello che desiderano tutti: tornare a casa.
E riaverli con sé non è esattamente come ci si
aspettava.
Paradossale e tremendo.
Delirante.
Un incrocio tra Frankenstein, il vangelo, Stephen
King, Edgar Allan Poe.
Eppure ci sono grandi questioni “sotto”.
Cos’è un essere umano? Solo un animale intelligente e
razionale? Un corpo particolarmente evoluto? Può un corpo vivere senz’anima?
Esiste l’anima immortale che vivifica e rende unico quel corpo e non un altro?
E, se siete cristiani, c’è anche il “Credo”.
Già: “Credo la comunione dei santi, la remissione
dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna”.
Un libro inquietante.
Piccola frecciata velenosa. Una protagonista è una
strampalata nonna sensitiva, cristiana molto credente. Ha una visione in
cui la Madonna le chiede di collaborare. Cosa fa ‘sta stordita? Pensa di essere
inviata ad evangelizzare i “vivi”, quando il suo compito è un altro. E qua
infilo i cattolici come la sottoscritta: ma perché dobbiamo pensare di avere la
verità in tasca?

