L'Amanita
L'irresistibile promessa della felicità
Micaela Jary
Da Monaco a Londra, dalle coste della Cornovaglia fino alla Berlino del dopoguerra.
Sulle tracce di un dipinto perduto e di un amore proibito e appassionato.
Queste
copertine della Giunti, con promesse di vecchie storie familiari e
intrighi, sono la mia rovina. Assieme al bollino "-25%", lo ammetto.
Non
posso sputare spore sul titolo: l'originale è in tedesco, non l'ho mai
studiato - studiai solo i testi di qualche corale di J. S. Bach; mi pare
che sia stato leggermente manomesso, gonfiato, ma non sono sicura
(Loredana, aiuto! Das Bild der Erinnerung corrisponde?)
Comincio
dal lato positivo: la ricostruzione storica dell'immediato dopo guerra a
Berlino è interessante, come la descrizione della città nel '44/'45.
"La fame del quarantaeuno, putei... voi non gh'eravate, siete fortunati"...
mentre leggevo mi pareva di sentire la voce della mia bisnonna, veneta
scappata a Ferrara, rievocare quel periodo per me e i miei cugini,
bambinetti viziati degli anni '70.
Complessivamente l'idea del romanzo è buona.
Non
soltanto il periodo merita attenzione, ma m'intriga anche il tentativo
di ritrovare un oggetto perduto o comunque scoprirne la storia. Le trame
per ottenerlo o disfarsene, perché l'oggetto può diventare pericoloso.
Ma poi la narrazione rovina tutto.
C'è
la solita "altalena del tempo", ormai ho sviluppato un metodo per
affrontare questi libri: separo i capitoli durante la
prima-lettura-tutta-di-seguito, per poi leggere le varie storie
separatamente in ordine cronologico.
I problemi sono altri.
Sembra un "A.A.V.V.", una raccolta di racconti di persone diverse.
Racconti
"buttati lì" quasi a caso: un pezzo qua, un altro là... ma caspita,
fatevelo spiegare dalla Riley, dalla Bomann o da Kate Morton: l'altalena
del tempo ha i suoi tempi. Bisogna anche saper incastrare i pezzi, non
basta "buttare lì" passato e presente.
Non è omogeneo neanche nello stile, qualcosa stona: mi sembra perfino che una parte sia stata scritta da un uomo.
Insomma:
per quanto mi piacciano i romanzi più o meno storici e le storie di
famiglie "incasinate", non farò spazio ad un altro libro firmato
"Micaela Jary".
Neanche regalato.

