LoreGasp e L'Amanita
L’ottavo arcano, Kate Mosse
Aiuto, mi sembra di essere la Wertmüller!
Bene, cara Loregasp. Abbiamo già parlato di alcuni argomenti, ma a volte i pensieri tornano, ritornano, si aggrovigliano… Cerchiamo di sbrogliare anche questa e partiamo da un dato di fatto già sviscerato e assimilato.
Amo le copertine pacchiane.
Lo ammetto ancora, sono come una gazza: non so resistere a certe copertine.
Aborrisco i faccioni più o meno belli, evito i “pensatori” (scusa la digressione, ma non hai il sospetto che siano seduti sul wc in attesa di ehm ispirazione?), rifuggo le fascinose coppiette in pose che – oltre a far alzare il livello degli zuccheri, intaccano i denti e aumentano il rischio-diabete – fanno ululare cervicale e schiena.
Ricordi la serie di Flamel? La copertina è una calamita, ma la storia è una specie di zuppa–minestrone–macedonia–sacchetto del bidone aspiratutto–e chi più ne ha più ne metta; dopo il primo libro ho deciso di risparmiarmi altre “sbrodazzature pseudo fantasy” e stampato le copertine di tutta la serie.
A volte attirano la mano prima ancora che Neurino-Mio capti il titolo.
Ed arriviamo al libro galeotto.
