Sono passati alcuni giorni da quando ho finito di leggere Lo
sguardo oltre le vette, secondo libro di Marco Sartori, pubblicato da Spunto
Edizioni. E un paio da quando l’ho presentato presso la Biblioteca Comunale di
Rosta (lunedì 8 maggio), con Bolla e Fantasia, come si può vedere dalle foto allegate sotto. Non si è
ancora spento l’eco delle parole e dello stile del libro, incentrato sulla
montagna e su un modo particolarmente profondo di viverla e osservarla.
Sono molti i personaggi che lo popolano, e pochi sono quelli
umani: il più importante, quello che attraversa i capitoli-racconti del libro
ha un nome impegnativo, un paio di occhi sconcertanti, e l’età anagrafica e la
resistenza fisica di altri tempi, lontani lontani: Garibaldi. La
lettura-escursione di Lo sguardo oltre le vette inizia proprio con lui, tra le
mani dell’ostetrica che lo accompagna nel mondo e che per la prima volta
constata la qualità unica di quegli occhi già aperti e che sembrano già in
grado di vedere, e si concluderà proprio con lo sguardo lanciato dal
protagonista come un abbraccio verso la montagna che non potrà più incontrare
per limiti raggiunti di resistenza.
