
Un altro appuntamento per la rubrica Guest Post, tenuta da Simona e dalle sue letture. Il titolo è già controcorrente: l'importanza della lentezza. Lentezza, in questo mondo di connessioni veloci, trasporti veloci, amori e odii veloci, pasti veloci, lavori veloci, ecc. ecc.? Direi che capita al momento giusto. Non ho ancora letto questo libro, ma Sepulveda è già un nome-garanzia, avendo letto con estrema gioia Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Ora taccio, e lascio la parola a Simona, e alla sua recensione.
"Fermiamoci un attimo ad
assaporare queste 95 pagine di questa fiaba meravigliosa, e possibilmente
leggiamo con lentezza, anche se il racconto incalza per scoprire perché la lumaca è tanto lenta.
Una fiaba per adulti e piccini,
una storia che deve insegnare ai nostri bambini (quelli fuori e dentro di noi),
il piacere di accontentarsi, di porsi delle domande nella vita da non lasciare
senza risposta a costo di percorrere strade difficili e impegnative.
Ristabilire il valore del tempo
in una società dove tutto corre via veloce, dove non troviamo un attimo per
soffermarci a dare risposte, un momento per apprezzare quello che abbiamo e
quello che ci circonda, dove non riusciamo più ad insegnare ai giovani ad
allontanarsi dal mondo protetto e abitudinario che gli costruiamo e gli
offriamo, per andare a cercare risposte ed esperienze nuove.
Lasciamo scorrere le parole e
diamo significato ad ogni sfumatura: la memoria, il coraggio, la caparbietà,
l’avventura, la libertà, l’ingiustizia, la conoscenza, l’intraprendenza.
Tutto questo la nostra amica
lumaca “Ribelle” vorrà insegnarci nonostante i pericoli, gli amici e le
difficoltà che troverà sulla sua strada verso il nuovo prato chiamato “Paese
del dente di leone”.
Cogliamo l’importanza del tempo e
la forza dei desideri annidati dentro di noi.
“In questo viaggio che è iniziato quando ho voluto avere un nome ho
imparato tante cose. Ho imparato l’importanza della lentezza e, adesso, ho
imparato che il Paese del dente di Leone, a forza di desiderarlo, era dentro di
noi”
