Come lui stesso annuncia, ci
troviamo a leggere un nuovo filone per
lo scrittore Carofiglio: il noir.
Un noir che non assomiglia a un
thriller, che non ci lascia attaccati alle pagine con evidente suspance. Ci
troviamo a percorrere le strade di un0indagine come tante, con un nuovo e
brillante personaggio: il maresciallo Pietro Fenoglio, torinese trapiantato a
Bari, che si trova ad indagare su un omicidio dove ogni indizio appare banale e
scontato Un personaggio lieve, riflessivo, defilato di fronte alle luci della
ribalta.
Un romanzo breve, tra le cui
righe si legge il suo passato da PM, tra cui riusciamo a intravedere anche il
suo ex personaggio l’Avv. Guerrieri, quasi mancasse anche a lui come tanto
manca a noi lettori.
Anche il confronto tra buon
investigatore e scritto che leggiamo in queste righe: “ un buon investigatore
deve essere capace di costruire una storia, immaginare che cosa è successo
prima e dopo il crimine, come in un romanzo. Poi, costruita la storia, deve
andare in cerca di ciò che la conferma e la contraddice”; sembra voler far convivere il magistrato con
lo scrittore, quello che lui è ed è stato.
Scrittura scorrevole, limpida,
chiara; si leggono sempre emozioni e sentimenti che le stesse parole ti fanno
effettivamente vivere.
Forse un Carofiglio più piatto
rispetto a quello amato con l’Avv. Guerrieri. Una buona compagnia comunque per
qualche ora di relax, ma continuo ad attendere le storie dell’Avv. Guerrieri.
