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giovedì 12 gennaio 2017

Del Leggere e della Cultura

LoreGasp

Questo è un post apparentemente polemico. Nasce da uno spunto polemico, tuttavia. Poiché è facile dar il via ad una polemica, come dimostrato da veri e propri maestri di raffinatezza in quest’arte (e vivono quasi tutti in questo Territorio), io non lo scriverò in modo che questa fiorisca e si espanda. Tutt’altro.

A cosa si deve questo incipit senza libri, ma con un accenno ad una polemica?

Ad un argomento di discussione vecchio quanto il mondo, credo: leggere e cultura servono a qualcosa? Penso che tutti quelli che amano leggere e studiare si siano sentiti rivolgere domande su questo tema, in infinite variazioni, da quelle più sincere di vera curiosità a quelle più velenose e insinuanti cariche di invidia. Personalmente, ne ho avuta una dose robusta in gioventù, mentre frequentavo la scuola, e mi si vedeva praticamente in ogni ora della giornata con un libro appiccicato alle mani, per studio o diletto. Qualche personaggio del mio entourage familiare, pensando di essere spiritoso o di vederci lungo, mi rivolgeva ogni tanto questa frase: ma serve studiare così tanto? E io rispondevo, invariabilmente: sì. Ero giovanissima, con paraocchi e poco incline a non considerare verità assoluta la strada che stavo percorrendo.

Poi sono entrata nella dimensione della realtà accettata e convalidata da tutti (o quasi), e ho potuto constatare che sì, studiare e leggere così tanto sono stati utili, nel lavoro. Almeno per un breve periodo di tempo, finché non sono sopravvenute ragioni un po’ più grandi e più forti di me, che hanno mandato in frantumi quella conferma.

lunedì 12 novembre 2012

Le priorità di un bibliofilo


Riecheggiano leggermente il titolo di un libro che andava per la maggiore qualche anno fa, Eat Pray Love, di Elizabeth Gilbert, che sarà presto oggetto di discussione qui. E suonano un po’ come dei “comandamenti”: nutriti, riposati e dedicati a cose importanti, ovvero LEGGI! In vacanza mi è anche capitato di sovvertire queste priorità, facendo passare prima di tutto leggere, poi mangiare se c’era tempo, e infine dormire. In spiaggia si mescolano un po’: mangi mentre leggi, dormi, leggi mentre dormi (a chi non è capitato chiudere il libro per cinque minuti di sonnellino, ripensando alle vicende appena lette e dando loro un seguito?), dormi mentre leggi, ecc.  
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