In ogni caso, Caterina Parr è l’unica regina a passare indenne sotto le forche caudine che erano diventate il re e la sua corte. Con il rigore giornalistico che contraddistingue alcuni autori britannici, Antonia Fraser conclude il libro con un veloce sguardo alle tombe delle sei mogli regali. C’è un po’ di tristezza, ripercorrendo quelle pagine: vite intessute di eventi forti, tragici, che avrebbero avuto conseguenze anche importanti, non solo su chi era strettamente coinvolto, ma persino sul mondo esterno. La storia è stata costruita attorno alla figura di un monarca che tanto spesso non ha saputo distinguere tra vita privata e pubblica, e che si è concentrato spesso e volentieri sul perseguimento a tutti i costi della propria volontà e dei propri desideri, che nella sua visione coincidevano con la volontà divina e il bene del regno. Mi ricordo che la prima volta che studiai le vicende di Enrico VIII e le sue mogli, pensai che fossero un po’ strane, bizzarre, e che non si sarebbero potute ripetere ai giorni nostri. Vedevo una quantità eccessiva di egocentrismo, di potere esercitato a sproposito, di ignoranza (e non solo in materia scientifica), e di interpretazioni errate e forzose della religione, della politica stessa. Rozzamente, mi feci l’idea che il re, come figura istituzionale, fosse un uomo capriccioso e viziato, abituato a farsi obbedire in tutto, sempre, in ogni occasione, in qualunque modo, e da chiunque.
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martedì 26 marzo 2013
venerdì 22 marzo 2013
Le sei mogli di Enrico VIII – Non solo icone
“Una damigella giovane e fresca, di agile passo, più che
eccelsa nel canto e nella danza, di nessuna lusinga d’amore priva; parlava
francese con eleganza e proprietà…” William Forrest, The History of Grisild the
Second, su Anna Bolena” (Antonia Fraser, Le sei mogli di Enrico VIII, Oscar
Mondadori, pag. 129.)Per ognuna delle regine di Enrico VIII, Antonia Fraser crea
una sezione apposita in cui rievoca i momenti più importanti delle loro vite, e
all’inizio di ciascuna ce la presenta in un’istantanea fatta di parole,
citazioni di chi scrisse e parlò su di loro. Frasi veloci che servono a dare
un’idea della donna che si apprestava a diventare regina. Antonia Fraser, nel
suo prologo, non vuole erigere muri tra le sei regine, o rinchiuderle ciascuna
in un compartimento stagno a lei dedicato. Nella vita reale, tutte e sei furono
legate in qualche modo, e il loro salire sul palcoscenico accanto al re era
dettato da un fluire preciso di eventi concomitanti: “Anna Bolena fu al
servizio di Caterina d’Aragona prima di prendere il suo posto, Jane Seymour era
una delle dame del seguito di Anna Bolena, Caterina Howard faceva parte del
seguito di Anna di Cleves, Anna Parr, che introdusse la sorella Caterina negli
ambienti di corte, serviva Caterina Howard.” (Antonia Fraser, Le sei mogli di
Enrico VIII, Oscar Mondadori, pag. 6) Ed è seguendo questo filo rosso nelle vite
di queste sei donne, che l’autrice tratteggia le diverse personalità, mirando a
far emergere la persona oltre che la regina, tramite le parole dei
contemporanei che vissero a contatto con loro, o le stesse lettere e messaggi
che Enrico dedicava loro copiosamente, soprattutto ad Anna Bolena.
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