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lunedì 14 aprile 2014

L'Amanita#25 - Il profumo

Il profumo
Patrick Süskind

Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure.

Avete mai sentito parlare di “fenomeno di ambivalenza”?
Eccomi: sono io di fronte a questo libro.
L’ho divorato.
Ma.
Già, ma.
Troviamo un quadro credibile della Francia del diciottesimo secolo.
Il dettaglio che affascina: come nasce un profumo. Ero incantata dalle “parti tecniche”: quanto lavoro per catturare un’essenza!
E cosa rende un profumo sublime? Bella domanda. La soluzione del protagonista è decisamente meno poetica.
Quello che inquieta: l’ossessione di un uomo per gli odori. Un essere senza essenza è un “naso” sopraffino, capta ed immagazzina ogni nota olfattiva eppure non emana odori. Dettaglio beffardo, già.
Anzi, Grenouille (sembra o no un batrace gracidante?) è inquietante. E lo è tutta la sua vita, dalla nascita non voluta alla morte grottesca e macabra.
Alcune pagine mi hanno fatto proprio schifo. Scusate l’espressione, ma mi si ribalta lo stomaco al solo pensiero. E ad altre ancora inorridisco.
Non mi riferisco alla “piccola mania” di uccidere fanciulle per carpirne l’essenza: l’omicidio è, paradossalmente, una componente <<normale>>. Leggo senza problemi di stomaco né di sonno “tipacci” come Patterson, Reichs, MacBride, Lindsay e compagnia bella.
Questo assassino che uccide senza spargimenti di sangue (né altre parti del corpo) è angosciante.

A fine lettura ero completamente KO. 
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