Continuiamo a parlare per immagini. E’ l’immagine di una candela
profumata, fabbricata in un’azienda svedese di Stoccolma, la Byredo Parfums.
Dal sito e dalle fotografie, si capisce subito che ha qualcosa di diverso dalle
case produttrici di profumo. Il suo stesso fondatore, Ben Gorham, un giovane
artista svedese di madre indiana e padre canadese, è parecchio sui generis:
occhi e capelli scuri, lineamenti orientali, turbante, tatuaggi. Ok,
scordiamoci definitivamente lo stereotipo biondo armadio bianco iridescente
azzurro-iridato, cui aveva già assestato un bel colpo il personaggio di Lisbeth
Salander. E’ vero, lei è una creatura di carta, mentre costui è carne e sangue.
In ogni caso, deve avere una buona dose di fantasia per creare un profumo e
chiamarlo Bibliothéque. Se guardo i componenti della candela elencati sul sito,
questi sono gli ingredienti: la testa è fatta di prugna e pesca, il cuore di
peonia e viola, mentre la base è patchouli, vaniglia e cuoio. Sto cercando di
immaginarne il profumo reale, soprattutto abbinandolo a quello altrettanto
reale dei libri. Anche i libri profumano, eccome. Quelli nuovi, appena tolti
dagli scaffali delle librerie (o in alcuni casi dagli scatoloni appena arrivati
in libreria, senza passare dagli scaffali), hanno un loro profumo “nuovo” e
imperioso. Attirano, vogliono essere aperti. Quelli allineati in una libreria a
casa, o in una biblioteca, sono più caldi, vissuti, sono persino confortanti. L’ultimo
che ho annusato, sul Magnetismo Personale, mi ha fatto pensare all’Ikea, per il
suo profumo di legno. Strane associazioni…
