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venerdì 4 agosto 2017

Adriana Assini – Sogni diVini – Una favola di sogno.

LoreGasp

Un altro libro minuscolo, ma di grande fascino e potenza. La scrittrice è Adriana Assini, l’autrice dell’inaffondabile GiuliaTofana (in anticipo di duecento anni sull’Inaffondabile Molly del Titanic) passata qualche mese fa sulle pagine del Blog.

Quando l’ho letto, mi sono domandata se ci fosse spazio in questo tempo frenetico per una favola sogno come questo libriccino, edito da Scrittura e Scritture, nella collana I minuti, che ha fatto vincere il Premio Cesare Pavese – Sezione inediti nel 2006 alla sua autrice. Una favola che sa di antico, nelle parole e nel modo di far entrare nel proprio mondo. Uno dei nomi che mi vengono da accostarle è Boccaccio. Una certa atmosfera alla Boccaccio aleggia dolce, ma non per i motivi che solitamente si attribuiscono a questo scrittore: non ci sono riferimenti erotici, ammiccanti o maliziosi.

È vero che c’è anche la dolcezza dell’amore, ispirata dall’unico personaggio femminile presente, l’enigmatica dama Bianca, ma è qualcosa che solletica i sensi, la galanteria e trascende qualunque questione corporea. Il richiamo a Boccaccio è nella struttura della storia, che sembra discendere direttamente dalle novelle trecentesche: uno svolgimento di eventi quasi fiabesco, onirico, con un finale molto reale, di “risveglio”, e anche molto istruttivo.

La storia inizia con una pestilenza, che fa strage di esseri umani e animali nei reami d’Oriente, ad eccezione di un paese lontano, lontanissimo, dove sembra che il Duca del luogo viva immune con la sua famiglia e poche altre persone altamente selezionate, accuratamente rinchiusi nel suo castello. Sembra una notizia così inverosimile, che sembra una burla. Una sera, però, in una locanda arriva un giovane araldo elegante e dallo sguardo sfuggente, che lancia una sfida ai presenti. Il suo signore, il Duca menzionato sopra, è disposto ad aprire le porte del suo castello e accogliere coloro che saranno tanto forti, coraggiosi e originali da affrontare il lungo viaggio verso di lui, offrendogli in dono del vino. Un vino che dev’essere, però, di qualità estremamente elevata, unica: egli è un conoscitore profondamente appassionato, versato e competente in materia. Nessuno può permettersi di ingannarlo o di rifilargli un prodotto scadente.


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