LoreGasp
Questo libro si è nascosto diverse volte, in casa mia. Approfittando dell’ampiezza e lunghezza della Cintura di Orione, se n’è sempre scivolato furtivo nei punti in cui meno lo raggiungevo. Quando si faceva vedere, con la sua copertina nero-azzurra, era solo per ricordarmi che non l’avevo ancora né acchiappato, né letto.
A questo ho messo fine a Natale, quando si è presentata la necessità di “riposarsi” dalla giornata di festa, ascoltando un’altra voce, altre storie. Meglio ancora se di tipo diametralmente opposto, come quella di Massimo Rossi, e L’ombra del bosco scarno.
Apparentemente, non c’è nulla che ricordi il Natale.
Se non una certa atmosfera da cartolina, dove tutto sembra sereno, leggiadro e luminoso. Ad un primo sguardo, almeno. Un’osservazione e un ascolto più attenti, e si capta la leggera nota stonata, si coglie la fissità del paesaggio, troppo ingessato per cambiare.
Siamo nella valle della Stille, e più precisamente un altopiano bello, fiorente e isolato. Qui vive la comunità di San Mathias, un villaggio di famiglie che si conoscono tutte da secoli, letteralmente. Il loro fondatore è un oscuro San Mathias, un santo le cui origini si perdono nel tempo antico, e di cui non si sa molto. Affascinato dalla bellezza e dalla prosperità di quella valle, da lui ritenuta plasmata direttamente dalle mani divine, il santo creò un Metodo per permettere alle prime quattro famiglie abitatrici della valle di vivere insieme in armonia, uniti e compatti contro il male, sostenendosi e proteggendosi gli uni con gli altri.
Nei secoli dei secoli.
L’incarnazione del paradiso in terra.
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lunedì 7 gennaio 2019
venerdì 23 novembre 2018
Francesca Battistella – La Trilogia
LoreGasp
Ho aperto la settimana con lo spettacolare Re di bastoni, in
piedi, e la completo con la sua trilogia, La stretta del lupo, Il messaggero
dell’alba e La bellezza non ti salverà.
Cambiano i personaggi, il coro narrativo che è al centro del
libro, cambiano anche i luoghi, ma l’energia rimane la stessa: quella di una
narrazione spigliata, padrona di quello che sta dicendo, capace di trasmettere
l’angoscia e l’odio altrettanto bene della gioia e del divertimento. I noir di Francesca
Battistella sono pieni di colori, come ho detto nel precedente post. Sono uno
specchio fedele delle fibre che compongono la vita, in tutte le loro sfumature.
La stretta del lupo (2012, Scrittura e Scritture) ci porta
dritti sul Lago d’Orta, a Vacciago. Sono i 150 anni dell’Unità di Italia, è
necessario prepararsi adeguatamente per festeggiare una ricorrenza così importante.
Maria Teresa Filangieri, vedova benestante di un ricco industriale del nord
Italia, si sta occupando di far ristrutturare la villa in cui vuole vivere,
mentre la sua bella e brillante amica Niki Bianciardi è immersa nel suo lavoro
di gallerista sofisticata e competente. Alfredo Filangieri, fratello di Teresa,
si dedica alla sua routine nella bella casa di famiglia a Massa Lubrense, nei
dintorni di Sorrento. Fotografie veloci di vite umane alla luce del sole, immerse
nelle loro occupazioni. E’ l’ombra, però, che arriva a sconvolgere tutto… in
quegli stessi giorni, un assassino spezza la vita di una ragazza giovane,
massacrandone il corpo con ferocia. L’evento è così sconvolgente, da attirare l’attenzione
di una figura altrettanto unica nel suo genere: Costanza Ravizza, la prima
donna profiler italiana, di stanza a Novara.
lunedì 19 novembre 2018
Francesca Battistella – Quando il noir ha sfumature di giallo, rosa, rosso, arancione…
LoreGasp
… e tutto l’arcobaleno. Del resto, il Re di bastoni, in
piedi come sempre, ha nel suo mantello variegato colori che Il messaggero dell’alba,
pur usando La stretta del lupo, non potrebbe mai sognare di raggiungere. Perché
lui lo sa bene che La bellezza non ti salverà.
…
Dico subito che non si tratta di sostanze stupefacenti, né
di alcool, cibo andato a male o stress prolungato: adoro giocare con i titoli e
le copertine dei libri. E se sono belli e ricchi come quelli di Francesca
Battistella (ignominiosamente baloccati nella frase mattoide di cui sopra), mi
viene ancora di più. Soprattutto perché è stato un autentico piacere leggerli,
e una fonte di rallegramento e gioia continui, pur essendo noir e gialli, posti
in cui compaiono assassini seriali, indagini forensi, profiler e anche tanta
paura.
Ma quando il talento scende in campo, si siede alla
scrivania e scrive questi libri, possiamo aspettarci anche questo. Se si ha la
fortuna di conoscere dal vivo la portatrice del talento di cui sopra, ci si
rende conto che si tratta della pura verità. Come sempre organizzato da Bolla e
Fantasia, in collaborazione con il Comune di Rosta e la sua bellissima
Biblioteca, e con il Furore Di Aver Libri, l’incontro di sabato 17 novembre ha
visto protagonista lei, Francesca Battistella e i suoi quattro cavalieri del
Buon Leggere, i suoi bellissimi noir, tutti pubblicati dalla casa editrice Scrittura e Scritture.
L’abbiamo ascoltata mentre, con una verve che non ha mai
subito flessioni, ci ha raccontato di sé come autrice e creatrice dei quattro
consigliatissimi titoli menzionati sopra.
venerdì 4 agosto 2017
Adriana Assini – Sogni diVini – Una favola di sogno.
LoreGasp
Un altro libro minuscolo, ma di grande fascino e potenza. La
scrittrice è Adriana Assini, l’autrice dell’inaffondabile GiuliaTofana (in anticipo di duecento anni sull’Inaffondabile Molly del
Titanic) passata qualche mese fa sulle pagine del Blog.
Quando l’ho letto, mi sono domandata se ci fosse spazio in questo tempo frenetico per
una favola sogno come questo libriccino, edito da Scrittura e Scritture, nella
collana I minuti, che ha fatto
vincere il Premio Cesare Pavese – Sezione inediti nel 2006 alla sua autrice. Una
favola che sa di antico, nelle parole e nel modo di far entrare nel proprio
mondo. Uno dei nomi che mi vengono da accostarle è Boccaccio. Una certa
atmosfera alla Boccaccio aleggia dolce, ma non per i motivi che solitamente si
attribuiscono a questo scrittore: non ci sono riferimenti erotici, ammiccanti o
maliziosi.
È vero che c’è anche la dolcezza dell’amore, ispirata dall’unico
personaggio femminile presente, l’enigmatica dama Bianca, ma è qualcosa che solletica
i sensi, la galanteria e trascende qualunque questione corporea. Il richiamo a
Boccaccio è nella struttura della storia, che sembra discendere direttamente
dalle novelle trecentesche: uno svolgimento di eventi quasi fiabesco, onirico,
con un finale molto reale, di “risveglio”, e anche molto istruttivo.
La storia inizia con una pestilenza, che fa strage di esseri
umani e animali nei reami d’Oriente, ad eccezione di un paese lontano,
lontanissimo, dove sembra che il Duca del luogo viva immune con la sua famiglia
e poche altre persone altamente selezionate, accuratamente rinchiusi nel suo
castello. Sembra una notizia così inverosimile, che sembra una burla. Una sera,
però, in una locanda arriva un giovane araldo elegante e dallo sguardo
sfuggente, che lancia una sfida ai presenti. Il suo signore, il Duca menzionato
sopra, è disposto ad aprire le porte del suo castello e accogliere coloro che
saranno tanto forti, coraggiosi e originali da affrontare il lungo viaggio
verso di lui, offrendogli in dono del vino. Un vino che dev’essere, però, di
qualità estremamente elevata, unica: egli è un conoscitore profondamente
appassionato, versato e competente in materia. Nessuno può permettersi di
ingannarlo o di rifilargli un prodotto scadente.
sabato 27 maggio 2017
Eventi di lettura#16 - Aperò letterario in vigna – Antonio Mesisca, Nero Dostoevskji
LoreGasp
Libri, vino, vigne, Fedor Dostoevskji, noir, Antonio
Mesisca. Sono gli ingredienti di una bellissima serata di Aperò letterario,
tenutasi venerdì 26 maggio presso l’Azienda Vitivinicola Prever di Villarbasse,
organizzata da Bolla e Fantasia, il Blog Del Furore Di Aver Libri, e la casa
editrice Scrittura e Scritture di Napoli, che ha inviato, in sua
rappresentanza, uno dei suoi autori più originali, Antonio Mesisca.
Conoscete già Nero Dostoevskji, di cui Simona ha parlato
qui.
Non conoscete ancora Antonio Mesisca, che lo ha creato?
Potrei dire “peccato!” con aria disdegnosa, ma ne approfitto per dirvi che se
anche avete perso l’occasione di ieri, ne arriva un’altra l’11 giugno, quando l’Azienda
Vitivinicola Prever ospiterà di nuovo l’associazione Bolla e Fantasia e il Blog
Del Furore Di Aver Libri, insieme ad un gruppo di autori, tra cui ci sarà
proprio Antonio Mesisca, che formeranno uno stuzzicante Salottino in Vigna.
Scoprirete un talento di scrittore. E un uomo intelligente,
ironico, pronto a fare sul serio e a sdrammatizzare, a schermirsi e a mostrare,
con gentilezza e umorismo, il suo sapere. La conversazione con gli autori
arricchisce sempre, ma in questo caso devo dire che amplia: orizzonti, spirito,
atteggiamento. Se poi questa viene condotta tra persone piacevoli, all'interno
di una cornice a dir poco spettacolare come l’Azienda Vitivinicola Prever, il famoso cerchio riceve l’ancor più famosa quadratura.
Quello potrebbe essere il ritratto veloce di Antonio Mesisca, l’autore
di un libro altrettanto veloce, fulminante e intenso come uno sparo. E non solo perché in
copertina un uomo in nero punta la canna di una pistola direttamente in faccia
al lettore. E nemmeno perché il lettore se la ritrova ancora davanti agli occhi
nella prima pagina, diventando testimone del delitto principale del libro (No,
l’autore non ha ancora pensato ad eliminare fisicamente i suoi lettori… non
sembra un’operazione di marketing convincente ed efficace, soprattutto).
Da quella prima scena di sangue parte a cascata una serie di
eventi in catena, pieni di equivoci, fraintendimenti, disgrazie, salvataggi
insperati, rovesciamenti di posizione che lasciano senza fiato. Allenatevi un
po’, prima di leggere il libro, altrimenti non reggete il ritmo.
E' uno di quei libri che tengono allerta l'attenzione, e che servono nei momenti in cui si è bassi di attenzione, svogliati, tendenti alla lentezza. Le battute ironiche, sarcastiche e un pure un po' bast... ehm, sardoniche vi scatenano il sorriso e la risata, ma non fate in tempo a finirle perché dovete concentrarvi su quello che viene dopo, e occhio! Non perdete troppi particolari, subito... anche perché non riconoscerete quando l'autore ve li ripropone, da un altro punto di vista.
Lasciate perdere ricostituenti, integratori, bevande energetiche, così come imponenti gialli con deduzioni sviscerate e lunghe cacce estenuanti ad un assassino in ombra. Se volete una sferzata di energia in forma libresca, dovete procurarvi una copia di Nero Dostoevskji.
E se siete appassionati dell'autore russo, scoprirete che, a distanza di oltre cent'anni, questa figura di scrittore classico dalla vita disastrata, può ancora diventare il nume tutelare (nonché catalizzatore) di una storia nera nera e italiana.
sabato 22 aprile 2017
Adriana Assini – Giulia Tofana, Gli amori, i veleni – Donna Meravigliosa, Donna Pericolosa
LoreGasp
… se dovessi cercare un parallelo musicale per il
personaggio del libro omonimo, penserei a Regina di Cuori, dei Litfiba, al
primo verso della canzone. Giulia Tofana, Gli amori, i veleni, di Adriana
Assini, ne è l’incarnazione completa. Per conoscerla, dobbiamo salire su una
macchina del tempo (la DeLorean di Back to the Future è perfetta) e tornare
indietro di quattrocento anni circa e prendere l’uscita per Palermo. E poiché
Giulia è una donna di tutto rispetto, non ci siamo limitati a questo, e abbiamo
parlato di lei più volte, fino a creare una sorta di “Settimana Tofana”:
martedì 18 aprile, per Radio Piazza Live, l’ho trasformata nella perla di
WeekendOut, mentre giovedì 20 aprile, grazie alla collaborazione con la casa
editrice Scrittura e Scritture, che ha incluso Torino nel giro promozionale del
libro, io e Simona abbiamo incontrato e presentato l’autrice Adriana Assini
presso il locale Nora Book and Coffee. Ed è stata una bellissima occasione per
conoscere le radici di quella splendida orchidea che è Giulia, nelle parole e
spiegazioni della scrittrice, che con gentilezza, fluidità ed enorme competenza
in campo, ci ha illustrato la lunga vita del personaggio, realmente esistito.
mercoledì 22 marzo 2017
Le perle di Loredana#18 - Giuseppe Pompameo – Straluna. La vita in dormiveglia
LoreGasp
Avendo ripreso a pescare perle per WeekendOut, su Radio Piazza Live, con Simona ne abbiamo tirata su una avvolta da un velo sognante:
si tratta di Straluna, di Giuseppe Pompameo, edito da Scrittura e Scritture, casa
editrice indipendente di Napoli, fondata nel 2006 grazie a Eliana e Chantal
Corrado. E’ la prima impressione che ho percepito guardando la copertina, in
cui una luna piena tonda e splendente si leva imperiosa sull’intero paesaggio.
L’albero che cerca di nasconderla, sulla sinistra, sembra più farle da valletto
per introdurla. Quando si entra nel libro, l’atmosfera sognante diventa più
forte, la nota principale.
Siamo a Nuval; un paesino minuscolo, “poco più grande di
un’idea”, dice l’autore. Se volete trovarlo sulla carta geografica controllate
di avere la versione più aggiornata di Google Maps, o date un’occhiata ad uno
di quei mappamondi antichi molto particolareggiati. Ci sfreccia davanti l’unico
postino, Octavio Serna detto El Pioco, per la sua statura minuscola, lanciato
nel suo percorso verso il lavoro sulla sua bicicletta sferragliante. Seguiamolo:
andiamo a trovare e a conoscere alcuni degli abitanti, come Fernand Barlès,
proprietario di una piccolissima libreria, e suo amico fidato, il sindaco
Wladimir Lubacks, comparso dal nulla da chissà dove anni prima, andiamo a
conoscere Cècile Cerouac, una versione particolarissima di entraineuse, e la
sua carissima amica Wanda Walser, fermiamoci a prendere un caffè al Cafè
Mirador, proseguiamo curiosando qua e là e infine inciampiamo in… un circo. Il
Big Circus Ester, un’attrazione dal nome roboante, che sembra comparire dal
nulla ogni anno, nel periodo del Capodanno, come per magia. Come avrete notato,
l’”apparizione dal nulla” è un tratto comune sotto molti personaggi, qui a
Nuval.
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