Quando vi dicono che leggere è noioso, e che coloro che
leggono o vendono libri sono tranquilli paciosi sedentari, perdonateli. Non
conoscono ancora Bibliopolis - Trieste,
città dei libri perduti di Edoardo Triscoli, libraio triestino praticante dal
1975 (dice la sua biografia), che non ha alcuna intenzione di smettere.
Due buone notizie in una sola frase. L’inizio è confortante.
Noi lettori abbiamo bisogno di sapere che esistono persone così, su questa
Terra.
Il romanzo, di per sé, è una creatura intessuta di altri
libri, di altre letture, e della passione tutta umana per libri e cultura che
proviene direttamente dalle fibre dell’autore. Leggere questo libro è leggere
direttamente i vasi sanguigni, i nervi e le contrazioni cardiache dell’uomo che
lo ha scritto, e scoprire che sono costruiti da tante piccole “l” (iniziale di
libro e lettura). Questo è quello che mi viene da pensare, pochi minuti dopo
averlo chiuso.
