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mercoledì 23 agosto 2017

Jolanda Pergreffi – Verso domani – La dolcezza della resilienza.

LoreGasp

Ricompare in queste pagine telematiche il nome di Jolanda Pergreffi, garbata autrice di talento che conobbi al Salone del Libro 2016, quando ebbi l’onore di presentare il suo primo romanzo edito da Spunto Edizioni, Il tempo dei papaveri. Verso domani è una perla appena pescata e messa qui in esposizione.

Come ho scritto nel titolo, è la dolcezza l’elemento di spicco dell’atmosfera del libro, anche se le vicende raccontate ne hanno davvero poca. Quando entriamo nel libro siamo a Torino, parecchi anni fa. Ci passano davanti una bimba di nove anni, Cinzia, spaurita e rinchiusa in se stessa, sballottata insieme ad una valigia da una giovane donna dall’aspetto talmente determinato da diventare aggressivo. Dove corrono? A prendere un treno che le porterà in un paesino della Sicilia, ad abitare in un castello. Se non facessimo attenzione alle espressioni e agli abiti indossati dalle due, potremmo pensare che questo sia l’inizio del seguito delle fiabe, quando la donzella protagonista sposa il principe e si trasferisce nel suo castello a vivere un’esperienza di serenità, balli, vita di corte, ricchezze.

Invece, da lettori attenti, ci accorgiamo subito che non è così. La giovane donna si chiama Marta. Impossessatasi letteralmente di Cinzia nell’orfanotrofio in cui andava a trovarla saltuariamente presentandosi come “zia”, la sta portando di peso in Sicilia dove ha intenzione di farsi sposare da un gentile e facoltoso barone, e trasformarsi istantaneamente in una gran dama, ricca, benvoluta, accettata e ricercata in società. Marta è una ragazza madre che ha subito il fortissimo ostracismo del suo intero paese per essere rimasta incinta senza il sacro vincolo del matrimonio, cui si è aggiunto il bando dei suoi stessi genitori, troppo scossi dalla vergogna sociale per aiutarla e sostenerla. Ora è ferocemente alla ricerca di un riscatto agli occhi di tutti, che ritiene di aver trovato nella persona del Barone, un vero gentiluomo di aspetto e di valori, approfittando anche, in una certa misura, di alcune sue debolezze. Venuta a sapere del suo desiderio di avere un figlio, la ragazza tenta di “creare” una gravidanza ad hoc con l’aiuto di un medico compiacente. Tuttavia, questo primo tentativo non va in porto.

lunedì 21 agosto 2017

Del Furore Di Leggere A Multipli o La Cintura di Orione.

LoreGasp

La Cintura di Orione in una simulazione al computer

La Cintura di Orione indica tre stelle particolarmente brillanti, all’interno della folta costellazione di Orione. Apparentemente non avrebbe niente a che fare con la questione della lettura, se non ne è argomento, ma è un’espressione che mi è venuta in mente un giorno mentre guardavo tutti i libri del mio tavolino di lettura, e quelli che ho impilato in zone diverse di casa mia. Scherzando, mi dissi che se li avessi messi uno dietro l’altro, avrei eguagliato la lunghezza della Cintura di Orione… e da allora uso il nomignolo ogni volta che parlo della mia lista di lettura.

Perciò, mi è venuta voglia di praticare buchi nella cintura stellato-libresca, andando avanti spedita con i libri che la compongono. Sono curiosa di vedere quanto ci impiego a smaltirli, e sono impaziente di fare spazio per altri volumi e argomenti nuovi, senza l’affanno degli arretrati. E per far questo, ho cominciato a leggere a multipli, selezionando gruppi di tre libri che, ad un primo sguardo e intuito, potrebbero andar bene insieme.

È iniziato come un gioco ed un esperimento.

In una tarda serata di caldaccio infernale insopportabile e persistente, mentre sedevo sul divano sotto il vento incrociato di due ventilatori, accanto a quattro pile di libri, ho cominciato a guardarli con insistenza per capire chi dovessi pescare. Ne ho preso uno (Verso domani, seconda uscita fresca fresca di Jolanda Pergreffi), pensando di essere a posto. Per i primi cinque minuti, almeno. E poi l’intuizione. Guardo di nuovo e ne tiro fuori altri due: Il giardino dell’orco, Leïla Slimani, e Il confine dell’ombra, di Gianluca Arrighi. Perché questa scelta?

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