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giovedì 13 dicembre 2012

I pilastri della terra – La protagonista silenziosa


Tra i fili umani che s’intrecciano, e spesso s’ingarbugliano, si strappano l’un con l’altro, o si moltiplicano, c’è anche quello di Philip, priore di Kingsbridge. Quando compare sulla scena, è un giovane monaco gallese di un piccolo monastero poco distante da Kingsbridge dove poi andrà a stabilirsi per tutta la vita. Ha un fratello più giovane, anch’esso monaco, fatto di una stoffa ben diversa dalla sua. Mentre Philip ha Dio con sé, gli parla, lo cerca, mette in pratica i suoi insegnamenti per costruire valore, per aiutare gli altri e per portarli verso di Lui con il suo esempio, Francis incarna il lato temporale della Chiesa, quello più nascosto, che si occupa principalmente di giochi di potere. Nel corso del romanzo, Francis comparirà pochissime volte, mentre va a visitare il fratello tra una missione segreta e l’altra. È un personaggio elusivo, e compare molto poco. Lo spazio è tutto per Philip e la sua evoluzione. Pur non disponendo di scaltrezza e astuzia paragonabili a quelle di Waleran Bigod, il vescovo di Kingsbridge unicamente interessato a salire la scala gerarchica, Philip è un uomo determinato, dalle idee chiare e ben deciso ad ottenere ciò che vuole. Soprattutto perché quello che vuole non è denaro, potere o considerazione per sé, ma il benessere dell’intera comunità in cui si trova. E’ un uomo di fede che pone questo benessere, sia spirituale sia fisico, al di sopra del proprio e solo al di sotto della devozione per Dio. Non esita a fronteggiare vescovi maneggioni, nobili e nobilastri furbi e meschini (come la famiglia di William), e per quanto di modi umili, non indietreggia intimorito di fronte a Re Stefano (l’usurpatore) e nemmeno all’arcivescovo Henry, suo fratello, che in quel momento incarnavano i massimi poteri dell’Inghilterra feudale.

giovedì 22 novembre 2012

I pilastri della terra – Un’altra cattedrale…


Di nuovo le cattedrali. Questo blog ha una sua coerenza involontaria, in un certo senso: i libri che ho scelto finora di inserire qui sono collegati tra loro in qualche modo. Questo libro è incentrato su una cattedrale in particolare, e verso la fine ne mostrerà una già costruita e diventata famosa suo malgrado per un assassinio sacrilego. Sì, proprio lei, la Cattedrale di Canterbury. Quando ho iniziato a leggere I pilastri della terra non avevo idea che avrei sentito parlare di lei di nuovo. Nel riassunto di copertina, si parla della costruzione di una cattedrale gotica nell’Inghilterra medievale, ma non sono indicate date precise, per cui si poteva trattare di qualunque edificio, di qualunque anno, di qualunque parte dell’Inghilterra. Il Medioevo ha avuto una certa durata, per cui c’era l’imbarazzo della scelta.  Quando ho iniziato a leggere, ho scoperto che si trattava di uno dei periodi storici che mi piacevano maggiormente, il XII secolo, nella zona compresa tra Salisbury, Winchester, Kingsbridge, nel Sud della Gran Bretagna e più precisamente dall’anno 1135 al 1174. Alcune delle località descritte non esistono più, poiché si tratta di piccolissimi feudi attaccati ad un castello di riferimento e ad uno o più piccoli villaggi. Nel momento in cui il castello veniva distrutto, anche il villaggio annesso poteva seguire la stessa sorte. Posso dire che ho adorato letteralmente questo libro, per moltissime ragioni. E’ quasi scontato l’argomento: leggevo tutto quello che potevo sul periodo storico del Medioevo, soprattutto britannico. Le cattedrali, con la loro imponenza, mi hanno sempre affascinato e intimorito.
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