Ho amato Giorgio Faletti in tanti
suoi lavori, ma questo libro postumo mi ha lasciato tanti interrogativi e la
sensazione di vuoto, di nulla.
Probabilmente mi aspettavo un
romanzo e ho trovato una fiaba, probabilmente immaginavo il personaggio
principale identificato come persona e invece ho trovato una piuma. Non lo so.
Ma alla fine della lettura ero smarrita.
Sono raccontate sei storie a se
stanti. la piuma parte nel suo viaggio attraversando le storie più disparate,
collocate in tempi e luoghi diversi; questa piuma osserva, aspetta in secondo
piano rispetto al racconto, per poi proseguire nel suo cammino cambiando
scenario ma senza mai interagire. vola, si posa ad ascoltare e a guardare senza
mai essere la protagonista principale della storia. fino all’ultimo capitolo in
cui " l’uomo del foglio bianco" si accorge di lei e magicamente
prende vita.
Probabilmente vuole essere una
fiaba riflessiva, vuole portare il lettore al paragone tra essere e apparire,
al valore essenziale del proprio io, ma ho decisamente faticato ad arrivare a
questi approfondimenti solo con la lettura del libro.
Leggo su altri siti e recensioni:
“favola morale sulla vita e sulla libertà”, io non ho colto e non ho tratto
queste conclusioni.
E’ possibile che io abbia letto
queste poche pagine non con la giusta chiave ….. se qualcuno di voi ha voglia
di aiutarmi, i consigli di approfondimento sono ben accetti.
