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mercoledì 26 aprile 2017

Leggere ... volare ... vivere!#36 - Flash di famiglia 1968-2018

Simo Coppero

Flash di famiglia! Cinquant’anni di Flash e che flash, ma partiamo con ordine.
Per una volta non ho lasciato depositare le parole e la storia, perché ci ho camminato dentro, ho vissuto questi interminabili anni con questa famiglia, non mi sono solo affacciata. Tutto quello che ho vissuto e visto, quasi fossi una telecamera in scena, sono anni che in parte ho vissuto anche io e proprio a Torino dove è ambientato il libro.

Torino, Giaveno, Pontepietra, Sicilia, New York. Un periodo storico che parte dal ’68 con le proteste e i diritti sulle donne, lo statuto sui lavoratori, la nuova legislazione sulla scuola, la battaglia sul divorzio e sull’aborto, per traghettare negli anni di piombo, delle Brigate Rosse, di Mani Pulite, agli anni Berlusconiani. Un’Italia in ritardo su tante cose, un’Italia dove il boom economico era per i borghesi.  In questo viaggio di vita tante famiglie nuove e consolidate, ma in particolare Claudio e Rosanna; due ragazzi giovanissimi in cerca di una vita migliore (lui orfano, lei ultima di otto figli in una famiglia dedita alla campagna, alla forza lavoro), trasferitisi in città in cerca di qualcosa di diverso, di una possibilità migliore e soprattutto di un’esistenza indipendente  e libera.


Dalla loro unione nascono Carla e Giovanni. Figli adorati dal padre, poco voluti e accettati dalla madre. Dopo l’arrivo di Carla iniziano le difficoltà, una maternità non voluta, o forse poco accettata, un corpo che si modifica senza essere pronta psicologicamente, una vita a tre in salita, provoca distacco tra madre e figlia, ma anche tra moglie e marito, una mamma che diventa assente e i rapporti che si incrinano, nonostante la presenza di un padre/marito dedito alla famiglia. Tutto riesce a complicarsi ulteriormente con l’arrivo di Giovanni. Così gli anni diventano ancora più bui di quando già la storia non crei da sé.

Non voglio raccontarvi la trama, che magari per qualcuno e per certi versi può risultare scontata, ma voglio far risaltare i sentimenti, l’amore i valori che trasudano dalle parole che narrano. Valori veri, non apparenze, sentimenti profondi, per superare le difficoltà in famiglia e con la famiglia, mai superficialità o ricerca di felicità nel giardino del vicino, che si dice, spesso abbia l’erba più verde.

Aria pesante durante gli anni di crescita, che Carla e Giovanni respirano, tanto da trasferirsi a Milano lei, a New York lui, alla ricerca di risposte forse, di lavoro stabile e soddisfacente, ma forse anche per evitare di affrontare le proprie paure.  Arrivano quindi gli anni del distacco dal nido, del camminare soli in un mondo e in periodo diverso e forse per certi versi ancora più pericoloso (Bin Laden, l’attacco alle Torri Gemelle), della razionalizzazione degli eventi passati, dell’accettare e dell’affrontare le sofferenze del passato per continuare a camminare nel mondo senza fantasmi. 


Leggetelo, merita, forse vi guarderete indietro come ho fatto io, forse rimpiangerete il passato per le regole e i valori, forse vi emozionerete solo, ma dentro di voi non sarà possibile non essere un po’ dei quattro personaggi di questa meravigliosa famiglia.

sabato 8 aprile 2017

Leggere ... volare ... vivere!#35 - Il Grisbì

Simo Coppero

Le ultime righe della postfazione mi fanno partire dall’inizio di questo post: “Bobby Lago è.” Giusto, chi è Bobby Lago? Protagonista principale, contrabbandiere uscito di prigione, che cerca di ricominciare una vita normale, ma priva di scintille, priva di significato apparente: bollette da pagare, assegno di mantenimento alla ex moglie, lavoro umile e semplice di barista, fino ad una mattina, quella mattina che lo porterà a sentirsi nuovamente vivo: così parte la storia.

Bobby Lago incontrerà vari personaggi, ma sono quelli femminili che più avranno rilevanza per lui e per la narrazione. Tre donne diverse tra loro che completeranno quello che Bobby Lago non racconta di sé. Ed è proprio questo aspetto che mi ha fatto pensare al libro su un piano diverso.

Un ex contrabbandiere viene etichettato dalla gente comune come un poco di buono solitamente, una persona ai margini della società, scaltro, senza regole, trafficone, qui invece vengono a galla tutte quelle piccole verità che costituiscono un essere umano: quindi , in fondo, è proprio una cattiva persona? Da cosa lo giudichiamo sempre se è nostro diritto giudicare?

La narrazione scorre veloce, i personaggi si inseguono e spesso si scambiano di ruoli rendendo tutto più affascinante. Due frasi mi hanno colpita: “tu sei soltanto un poliziotto corrotto come tanti, il degno rappresentante di tutto quello che c’è di marcio … noi siamo uno sputo sui tuoi bei marciapiedi puliti, siamo solo questo e non ci interessa essere o sembrare niente altro”; ho pensato ai tanti telegiornali che si susseguono nelle nostre case, con messaggi così forti e mi è venuto da pensare: chi è il cattivo? Noi che siamo sputo sui marciapiedi e che viviamo di apparenze,  o tutte le dinamiche delle potenze a qualsiasi livello che si nascondono dietro un’ipotetica divisa e ci fanno credere in un mondo migliore? Il poliziotto corrotto della storia o Bobby Lago ex contrabbandiere?

La seconda e non meno forte: “senza me e Jack la tua vita sarebbe solo acqua grigia ….. hai capito che solo questa vita insieme a noi ti fa immaginare di poter tornare a essere quello che eri sul serio”; già, cosa siamo sul serio?? Deve sempre esserci qualcuno che ce lo ricorda e ce lo mette di fronte sulla strada che percorriamo?

Non meno affascinate della storia, il titolo: il Grisbì. Cosa conterrà il malloppo? Saranno le ultime pagine a svelarlo, ma varrà la pena di aspettare.

“Quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo. Bobby Lago è.” 

lunedì 27 febbraio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#34 - Le nostre anime di notte


SimoCoppero

Sono partita per un lungo viaggio, sono stata a Holt per la prima volta e ho già voglia di ritornare. E’ il primo lavoro di Kent Haruf che leggo, e mi spiace sapere che nuove storie ambientate in questo grazioso paese, dalla sua penna non usciranno più: Le nostre anime di notte è una pubblicazione postuma, iniziata quando capì che non sarebbe rimasto più troppo tempo nella vita terrena.
La prima cosa che mi ha colpito è il non uso delle virgolette per dare inciso ai dialoghi: pensavo mi disorientasse e invece la scelta dell’autore rende la storia più intima, più vera.

Due vicini di casa, due vedovi, che su iniziativa di lei decidono di trascorrere le notte insieme: coricarsi uno a fianco all’altro per parlare, per raccontarsi, per farsi compagnia, per combattere la solitudine che accompagna le loro giornate, per tornare a vivere e sentirsi utili per qualcuno. La voglia di pensare solo a se stessi, senza badare a quello che la gente pensa ed esprime senza sapere e conoscere.

Capitoli brevi, incisi, schietti, che descrivono un paese, Holt, di pura invenzione, ma che nella nostra mente possiamo collocare in America, zona Colorado dove Haruf è cresciuto. Un paese dove il tempo scorre lento, dove si respira aria di polvere, di quotidiano, di piccole cose, dove tutto sembra immobile. Forse era proprio il “tempo” che l’autore voleva farci arrivare, il tempo passato trascorso in gioventù nel racconto dei due nuovi amici, e il tempo presente fatto di ore, azioni, momenti che scandiscono la giornata, che inesorabilmente trascorre.


Non amo mai i titoli gridati in uscita, ma questo mi è rimasto attaccato alle mani e al cuore, presto tornerò a Holt

mercoledì 22 febbraio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#33 - Nero Dostoevskij

 SimoCoppero

Noi del blog, sempre in movimento, abbiamo una nuova collaborazione. Va bene, parto dall’inizio per darvi tutte le informazioni: io sempre curiosa come una scimmia, mi sono imbattuta in Eliana Corrado, durante i tanti dibattiti che appaiono su Facebook sui libri, ci ho scambiato qualche messaggio privato e ho scoperto che era una delle titolari della casa editrice Scrittura & Scritture (clicca qui per collegarti al sito), dopo dieci minuti da Napoli verso Torino partiva il libro Nero Dostoevskij, che da subito ha catturato la mia attenzione.

Ed eccomi qui a parlarvi di questa creatura: delicata e affilata, schietta e imprevedibile. Oscar Peretti, impiegato in una società di pompe funebri, sposa “la padrona”, benestante discendente di una ricca famiglia e magicamente diventa impiegato della gioielleria di famiglia. Purtroppo Oscar ha un bruttissimo vizio, quello del gioco d’azzardo che lo porterà a vivere situazione non facili.
Vi troverete magicamente in mezzo a bande criminali, a regolamenti di conti, a tavoli da gioco, a linciaggi, a intimidazioni, e anche a omicidi, ma con un’ironia da spettacolo.

Scritto e ambientato in tempi recenti , leggendolo mi sono però spesso trovata indietro nel tempo, Oscar me lo sono immaginato durante gli anni dove le strade erano illuminati da lampioni a candela ed erano sterrate, con le carrozze per locomozione.
Complimenti all'autore per la “progettazione” del racconto, per la scrittura, e per la fantasia nel comporlo, con me ha messo a segno una “scala reale”. Dostoevskij …. non vi svelerò nulla, leggendolo capirete o forse no, magari avrete bisogno di arrivare all’ultima pagina per illuminarvi proprio come è toccato a me per trovare il “bandolo della matassa”.

Ora: io vado a colmare le lacune, voi a comprare il libro, l’autore a scrivere il prossimo.

Grazie, grazie a Eliana per la possibilità offertami, aspettando i prossimi lavori da recensire e gustare.

sabato 11 febbraio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#32 - Il Gentilcane

SimoCoppero

Un nuovo libro "diverso"! Si, proprio così diverso. Solitamente quando si prende in mano un libro e si inizia a leggerlo, non si presenta mai il dubbio di chi possa essere il personaggio principale: un umano, a meno che uno non abbia scelto un fantasy, ma che in tanti casi, vedi l'esempio di Harry Potter, lo immaginiamo con le sembianze umane. Bene: qui l'autrice dà voce a un peloso a quattro zampe, l'animale che più di altri viene amato e che vive nelle nostre case, il cane.

Pedro, amabile cucciolo, che fin dalla sua nascita e dalla sua collocazione in una casa, vi racconterà la sua versione e visioni degli umani.
Libro delizioso, Pedro sarà occupato a illustrarci la sua giornata, il suo mondo, le sue amicizie, le sue abitudini, le gerarchie con gli altri animali di casa, la difficoltà nell'imparare regole e comportamenti a cui attenersi, l'amore verso i suoi padroni, i suoi luoghi preferiti come" casettalmare" che lui predilige.

Fughe, marachelle, una vita occupata da tanto amore verso di lui, ma anche verso gli abitanti di casa (Pedro si ammala di padronite). Sarà un cane da guardia, da compagnia, vigilerà sui cuccioli di Mia "la sua ragazza", uno di quei cani di cui si può dire: gli manca proprio la parola.

Commovente, simpatico, armonioso, un libro che profuma d'amore, di peli e di salsedine. Amanti o no dei cani, sarà piacevole sentire e leggere la storia di Pedro e dei suoi amici.

Rivolto a un pubblico di ogni età: dalla favola della buona notte, alla compagnia di un pomeriggio.

Ora Giulianna aspettiamo il prossimo libro.

lunedì 6 febbraio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#31 - Le otto montagne


SimoCoppero

Non potevo scegliere compagni migliori di quelli che mi hanno tenuto compagnia in questo inizio anno. Mai avrei potuto pensare di poter tornare a leggere con così tanta passione.

Faccio una premessa prima di buttarmi a parlare di questo romanzo: io amo la montagna, la amo incondizionatamente come la piscina, sono i due luoghi che cerco con tutta me stessa quando ho bisogno di stare con me. Chi mi frequenta spesso mi sente dire “io scappo, in una baita, in mezzo al bosco, con una capre e la compagnia degli orsi”. Amo la montagna non commerciale, quella fatta di zaini, di partenze mattiniere dove i colori dell’alba iniziano a essere più vivi, di silenzi durante il cammino e di ascolto della natura, di animali che ti studiano da lontano ma che percepiscono che non sei un pericolo, di punte che ti aspettano dopo la fatica.

Le otto montagne non è solo un romanzo, è poesia, è umanità, è montagna, la mia montagna. Scritto con la passione che solo chi la ama così tanto può avere nel descriverla in modo così sublime, come il pittore con la sua migliore tela.

L’amicizia che nasce tra due bambini, che cresce tra torrenti, alpeggi e baite diroccate, i prati, gli animali, le camminate, che cresce con il passare degli anni pur prendendo i due ragazzi strade di vita diverse, per poi ricongiungersi e allontanarsi di nuovo. Ho pianto leggendolo, mi sono commossa, mi sono emozionata, ho rivissuto una montagna che per tanti versi non esiste più, che è stata soffocata con l’incalzare del progresso e della comodità.

Grazie all’autore per questo viaggio durato duecento pagine circa, grazie per avermi portata nel Grenon e ai piedi del Monte Rosa, a Grana, nell’alpeggio di Bruno, dove mungere le mucche e produrre tome è stata sopravivvenza. E’ veramente stato unico e bellissimo.


La copertina può essere compresa appieno solo dopo aver letto il libro e la trovo azzeccatissima. Alla prossima avventura Paolo Cognetti e infinite grazie.

lunedì 30 gennaio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#30 - La donna serpente


SimoCoppero

Tanti di voi mi conoscono talmente bene che sanno già quale ambiente amo in assoluto e che fa parte di ogni mio momento libero: la piscina. In piscina creo giornalmente la mia bolla, tra le tante che amo guardare intorno a me mentre nuoto c’è anche la mia, un po’ più cicciona delle altre perché contiene me.

In un perfetto azzurro, la mia bolla mi imprigiona e mi tiene al suo interno, mi difende da cosa mi circonda e mi lascia da sola con il mio io. Starete pensando: oggi Simo vaneggia più del solito, e invece no, tra poco capirete. Poco tempo fa, Loredana, in uno dei suoi post provocatori mi obbligava a pensare: leggo per passione o leggo per dovere? Ed ecco che vi parlo del libro di oggi e cerco di legare le cose sconclusionate che fino ad ora ho scritto: ho iniziato a leggere La donna serpente per dovere, dopo le prime dieci pagine ero immersa in una bolla, dopo la ventesima pagina era diventato un libro da dipendenza, l’ho concluso dicendomi che leggo per passione se sto leggendo un buon libro. Mi sono poi posta una domanda: come farò a sopravvivere nei prossimi giorni senza Paul Sorrentino?

La donna serpente, thriller che nulla ha in meno dei tanti nomi in circolazione a mio avviso, se non che è scritto da un autore poco conosciuto (in fondo le piccole case editrici hanno delle perle di un valore enorme!). Finalmente ho letto un thriller con una trama e un filone diverso e non già letto e riletto. E’ un libro che ti tiene vigile, che non si mostra mai interamente, che nel momento in cui pensi di essere riuscita a mettere insieme gli indizi, il colpo di scena è dietro il girare della pagina.
Tutto è strutturato e incastrato per non stufare mai, ma seminare nella mente l’assillo del continuare. Non puoi non viaggiare con Paul tra Chicago, Toronto e Torino, nei suoi pensieri, nelle sue congetture, nelle sue sensazioni. E’ uno di quei romanzi che in negozio propongo ai clienti con gli occhi dell’entusiasmo. Quattrocento pagine che danzano tra le dita.

Non voglio svelarvi la trama, voglio lasciarvela assaporare, ma posso dirvi che troverete aspetti di studio interessanti, ci saranno salti temporali necessari per capire di cui nemmeno vi accorgerete, e, quello che più ho apprezzato, i personaggi sono ben definiti, pochi e incisivi senza avere mai il problema di tornare indietro a rileggere chi era e cosa faceva, non solo comparse da mettere in discussione le mie capacità di memoria.

Paul quando torni?... ok, vado in Spunto Edizioni a mettere pressione!


Leggetelo: non delude.

venerdì 27 gennaio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#29 - Un incontro speciale

SimoCoppero

Questa volta sono qui a scrivere per aiutare un progetto. Si, questa piccola fiaba, molto intensa e profonda, è stata scritta e pubblicata per essere una importantissima goccia in un immenso mare: quello di dare aiuto e conforto al prossimo.

Parto dal principio: Francesca Cuzzocrea di cui sul blog avete già letto la mia precedente impressione sul suo libro (se non lo avete fatto cliccate qui), questa volta ha investito tutto il suo impegno per scrivere questo meraviglioso racconto, che insegna a grandi e piccini cosa è la Morte e come dobbiamo aiutare i più piccoli a conoscerla nel modo più dolce e sereno possibile, animandola come una fata e lasciandola danzare nel mondo della fantasia e della magia.

Francesca rende la Morte umana, tanto come la Vita, concreta, ma anche normale (ha il raffreddore e usa l’ombrello). Non vi svelo altro, leggetela, ma la cosa più importante è: comprate questo libro!
Una parte del ricavato della vendita, andrà all’Associazione Luce per la Vita di Rivoli. Ecco il grande progetto: sostenere e aiutare le cure che questa Associazione dà, elargisce, regala, per il fine vita di adulti e bambini.

Non c’è nulla di grottesco e non vi è nessun riferimento religioso, traspare solamente tanto amore, amore dalle parole e dai disegni che troverete nella fiaba, abilmente tracciati e creati da Annamaria Blogna.


Ricordate, i libri aiutano sempre a fare del bene.

mercoledì 4 gennaio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#28 - Sabrina Castagno


SimoCoppero

Romanzo d’amore: qui Loredana non mi seguirà e probabilmente non lo aggiungerà alla pila di libri che la stanno aspettando per iniziare il Nuovo Anno.

Una storia ben articolata, ma in certi punti un po’ troppo prolissa, un libro soft per momenti in cui ognuno di noi ha bisogno di romanticismo e amicizia in dosi abbondanti.

La storia inizia con l’amicizia tra due adolescenti e sfocia nell’amore ritrovato, percorrendo strade a volte tristi, a volte gioiose, a volte superficiali, a volte troppo profonde, ma che portano tutte ad una maturazione e ad un’evoluzione di noi, dei nostri pensieri e del nostro diventare adulti.

Scritto bene, scorrevole e coinvolgente, consigliato molto a tutte quelle ragazze che iniziano ad avvicinarsi alla lettura e non amano i libri strutturati e impegnativi.

Non vi racconterò la trama, scopritela leggendo, vi ricordo che è una giovane autrice di TORINO.

Buone feste e buone letture.

lunedì 19 dicembre 2016

Leggere ... volare ... vivere!#27 - Luigi Bonomi

SimoCoppero

Luigi Bonomi in questa storia parla di calcio, un calcio diverso da quello a cui siamo abituati oggi, sia nel giocato che nel parlato e raccontato.

Parlo da tifosa, parlo da amante dello sport e del calcio, questo libro appassiona anche chi non ha idea da quanti giocatori sia formata una squadra calcistica e quali siano le regole che dettano il gioco. Al di là dei colori del cuore a cui ognuno di noi inneggia, qui si prova trasporto e sentimenti leggendo e non si può far altro che iniziare, continuare e finire questo piccolo libro.

Da quando ho finito di leggerlo, ogni tanto riapro la pagina della nota critica di Gian Paolo Ormezzano che in due semplici pagine racchiude l’essenza di questa storia, e io in automatico rivivo momenti meravigliosi seduta sulle ginocchia di mio nonno, mentre mi racconta tutto sul Grande Torino.

“… in non troppe pagine c’è una storia calcistica con dentro fra l’altro il mio gran toro …. “ scrive Ormezzano – si, siamo a La Spezia, dove Marco, personaggio principale, alla morte del nonno, viene portato a svolgere  una caccia agli indizi postuma: il nonno con indovinelli e indizi, a partire da una fotografia, lo porta a ricostruire la storia vera della squadra dei pompieri di La Spezia che giocherà l’ultima partita del campionato proprio contro il Grande Torino, durante la seconda Guerra Mondiale.
Ormezzano continua “ … c’è un aiuto alla mia tesi, secondo la quale scrivendo di sport si può scrivere di tutto della vita … “ ed è vero: Bonomi riesce con questo prezioso racconto a esaltare tutti i lati di dolore, rabbia, paura, felicità, vittoria, amore di chi ha fatto parte di questa magica rosa di giocatori, e di chi pensando a questa improbabile squadra in qualche modo gli ha permesso di vivere e salvarsi durante la guerra.


Prendetevi due ore e lasciatevi trasportare in questa impresa: merita, anche se non tifate granata!

venerdì 2 settembre 2016

Leggere ... volare ... vivere!#26 - Antonio Manzini

SimoCoppero

Le ferie sono finite? A ben pensarci in compagnia di un buon libro si ha sensazione di libertà e le ferie riappaiono come per magia.

In questi miei giorni di relax, mi sono imbattuta in Antonio Manzini; si, lo sceneggiatore della fiction che a breve andrà in onda sulla Rai. Qui vi parlerò dei due libri che ho letto.
Era tempo che a casa mia tra la polvere transitava una copia autografata di "La costola di Adamo",  quando nella collana di Repubblica che sta uscendo in questo periodo sui libri noir è comparso "Non è stagione": era quindi giunto il tempo di fare conoscenza con Rocco Schiavone, il Vicequestore più insolito del normale uscito dalla penna di Manzini.


Partiamo dal presupposto fondamentale che stiamo parlando di un poliziesco e che tutti i libri con protagonista Schiavone sono legati tra loro, non dalle indagini, che in ogni libro affronta la risoluzione di un caso diverso, ma dalla vita del personaggio.

Un Commissario, a no un Vicequestore, che per mille motivi viene associato a quello di Andrea Camilleri, ma che io trovo totalmente diversi: leggere Montalbano mi ha dato sensazioni e fatto provare sentimenti diversi dal leggere Schiavone; Manzini per assonanza lo abbino molto di più alla Alicia Gimenez Bartlett.

Ma torniamo al nostro burbero Rocco Schiavone, che trova una "gran rottura" (sue parole) essere stato trasferito ad Aosta, cittadina triste dove piove o nevica sempre, dalla sua amata Roma.
Più libri si leggono su di lui, più i particolari aumentano e i tratti si definiscono: perché Rocco si trova ad Aosta? Perché Rocco parla di Marina come moglie che ama perdutamente e poi lo troviamo a letto con altre donne? Perché Rocco sembra vivere nel passato senza riuscire a togliersi questo peso di responsabilità che gli attanaglia il cuore? Cosa sarà mai successo il 7-7-2007? Lo scopriremo leggendo il suo ultimo libro uscito prima dell'estate.

Rocco, Vicequestore non ortodosso, scontroso, anche violento talvolta, triste, sofferente, vi prenderà per mano e vi porterà in giro per l'Italia, descrivendola negli stati d'animo, nella crisi economica, nel paese logoro, stanco, corrotto e sporco che ogni giorno vediamo attraverso i nostri occhi. E' la natura che ci sta intorno a portare ossigeno e bellezza.

Non vi racconterò trame, perchè con la scrittura fresca, moderna, anticonvenzionale, Manzini vi farà innamorare di Rocco Schiavone nel bene e nel male, la perla, il suo uomo migliore, cresciuto nelle periferie malavitose di Roma. Spero a breve di parlarvi degli altri libri della saga.


Due parole: intenso e soffice.

domenica 28 agosto 2016

Leggere ... volare ... vivere!#25 - La lettrice scomparsa

SimoCoppero

UAO! Si proprio UAO! Da quando è uscito questo libro, spesso mi è transitato vicino, fino a quando cosparso di attack tra le mie mani è rimasto.

Un libro “diverso”, diverso per il cuore e per la mente, diverso e unico perché tra i tanti protagonisti di carne e ossa, seppur immaginari, i veri personaggi che sostengono come pilastri la trama del libro sono proprio i libri. Non è un errore, non è una frase mal impostata, è proprio così. Titoli recenti, titoli del passato, scrittori conosciuti e sconosciuti danzano tra le righe, con le loro frasi,  le loro storie, le loro trame.

Vince Corso sarà il filo conduttore di tutto quello che i libri fanno e dicono nella nostra vita quotidiana. Vince, ex docente, tramite la biblioterapia ci condurrà attraverso temi che insinueranno dentro di noi dubbi e bivi da considerare.

Ci sono spunti di riflessione dalla prima all’ultima pagina. Durante questo viaggio anche Vince analizzerà quella che è stata la sua vita, la sua solitudine, la sua corazza. E sarà sempre attraverso i libri che diventerà investigatore, per riuscire a dare risposte alla scomparsa della sua vicina di casa.
Non un poliziesco con inseguimenti, interrogatori, semplicemente analizzando indizi attraverso trame di altri libri, arriverà a capire.

Lettura consigliata per gli spunti di riflessione, per la capacità di scrittura elegante, scorrevole, chiara, appassionata e soprattutto per una trama molto ben studiata.

Le mie parole per questo libro: specchio e depurarsi.


Libri, libri, libri, contornatevi di libri con Fabio Stassi.



Per leggere il post di Loredana potete cliccare qui la lettrice scomparsa

domenica 21 agosto 2016

Leggere ... volare ... vivere!#24 - Scrivere è un mestiere pericoloso

SimoCoppero

Alice Basso non delude nemmeno con la seconda uscita, il secondo “episodio” che ha come protagonista la nostra Vani.

Una nuova indagine, un nuovo libro da creare come ghostwriter  sull’arte culinaria e un nuovo capitolo di vita per la nostra protagonista sempre sottopagata dal suo capo Enrico.
Spesso mi piacerebbe essere come Vani: risposte al posto giusto, dialettica avvincente, capacità di entrare nella testa altrui, una cultura letteraria sopra le righe; lei è un’icona, un mito, presa da esempio anche dai ragazzi che la adorano (Morgana, Laura e Ivano)

Sempre avvolta nel suo impermeabile nero e immersa nel suo look dark per mimetizzare la sua timidezza e il suo pensiero di essere inadeguata, in questo scritto la ragazza potrà stupirvi. Troveremo Riccardo (ex fidanzato) che comparirà e scomparirà tra le righe: ricordate dove lo avevamo lasciato nel finale precedente? Ecco ora chissà se e cosa farà per rimediare agli errori commessi.

Vogliamo parlare anche del Commissario Berganza? Un mito! Il personaggio del Commissario sta diventando un vero capolavoro; vi dico solo che lo troverete anche tra i fornelli  impegnato nella realizzazione di succulente portate, per tutto il resto andate a scoprire tra le pagine.

Come il primo, questo romanzo  è un genere mixato, poliziesco, rosa, giallo, ma è nella commedia che mi piace collocarlo. Ben scritto, ben amalgamato, dinamico, divertente, vi terrà compagnia sotto l’ombrellone o in una giornata uggiosa autunnale, unica vera e importante pecca dover aspettare un anno per l’uscita della continuazione (chi è stato presente alla nostra serata con Alice, sa che ci sarà anche il terzo).

Le due parole: sentimenti e sfide.


Buona lettura.

sabato 20 agosto 2016

Leggere ... volare ... vivere!#23 - I colori di Viola

SimoCoppero

Un nuovo sussurro per la nostra scrittrice Anna Serra, qui al secondo libro e che abbiamo già conosciuto con Sospetti sul lago.
Un alito di vento, una brezza tiepida ci aiuta a percorrere questa nuova storia ambientata in Val Pellice che ha come protagonista Viola, una tenera signora settantenne, ex maestra e scrittrice di libri per l’infanzia, che vive sola in una tranquilla borgata ai piedi delle montagne, con i suoi amati animali, che accortasi del tempo che scorre decide di mettere per iscritto la sua vita e i suoi amori, per lasciare una sua traccia.

Ripercorre così i suoi anni di adolescenza, di gioventù, il suo lavoro, i suoi amori spesso finiti, condizionati da fattori esterni alla coppia, parla dei suoi rapporti con la sua famiglia, soprattutto quello spesso conflittuale con la madre, ci racconta i suoi stati d’animo e i suoi dispiaceri, ma che nonostante tutto ha sempre il coraggio di fare le sue scelte.
Un’esistenza che attraversa una quantità di tonalità di colore, vive, spente, opache, accese, ma senza mai perdere la voglia di vivere e di lottare, di fare, di andare, di viaggiare, di essere liberi.
Alti e bassi, una vita per diversi lati vissuta, per altri congelata, lati pronti per essere fili da riannodare e riprendere a vivere dopo anni.

Viola un po’ ti invidio: una baita in una borgata ai piedi dei monti, con una strada poco comoda per gli intrusi, solo tre valligiani che vivono stabilmente in quel paese di casette arroccate, non ci sono bar, negozi e trattorie, solo natura, animali, silenzio e i libri con te che la fanno da padroni …. Ok arrivo, è proprio il mio sogno!
Ah dimenticavo, le due parole per questo viaggio nei colori e nel cuore di Viola sono: sfumature e libertà.
Leggetelo!


“Temo che un giorno la mia memoria mi tradirà, i ricordi si sfalderanno e si immergeranno in un limbo di nebbia confuso e amorfo …. Voglio impedire che ciò avvenga.”

lunedì 4 luglio 2016

Leggere ... volare ... vivere!#21 - Non è la fine del mondo



SimoCoppero


Frizzante, piacevole, dinamico, effervescente, romantico ma non mieloso.

Questa volta Alessia Gazzola cambia protagonista, invece di Alice Allevi, troviamo Emma De Tessent, stagista, trentenne, di buona famiglia, ambientato a Roma.

Una storia dalle atmosfere anni sessanta, dove una normale stagista viene licenziata dopo anni di rinnovo contratto, così i suoi sogni svaniscono con la carriera tanto sognata.
Inizia il calvario dei curriculum e dei colloqui, fino al solo ed unico colloquio normale e “decente” in cui viene rifiutata a mal parole.


In preda allo sconforto trova per caso un cartello di "cercasi commessa" in un negozio di abiti artigianali per bambini, un mondo fatato fatto di colori pastello e profumi delicati, dove inizia una nuova strada, che non è quella dei suoi sogni, ma la fa stare bene e le fa riconquistare un po’ di fiducia in se stessa.

Sarà l’incontro con Pietro Scalzi, impenetrabile e indisponente produttore a far capire ad Emma che i sogni sono importanti e che non si devono inseguire sempre: lascerà il negozio per puntare l’orizzonte.


Un libro profumato, lo intuirete già dalla copertina, ma leggetelo e capirete perchè.

sabato 2 luglio 2016

Leggere ... volare ... vivere!#20 - La tristezza ha il sonno leggero


SimoCoppero

Mai sentito parlare di “famiglia allargata”? No? Si? In ogni caso leggete la vita di Erri Gargiulo, ne vale la pena e vi condurrà tra le storie di un padre, una mamma e mezza e una quantità di fratelli e sorelle usciti da miscele incredibili che Erri ama, odia e cerca di conoscere come meglio può, aggiungendo una moglie che ama ma che lo lascia per un collega e qualche cognata e sorella che cercano di insegnargli cosa vuol dire vivere e come vivere la sua vita.

Detto così sembra tutto apparentemente caotico, in realtà Lorenzo Marone è molto bravo a farci percorrere la vita di Erri, uomo buono, fragile, incapace di scegliere e di percorrere i sogni, ma vivendo solo quello che gli altri si aspettano da lui.

Fino ad una svolta, fino al momento in cui ha bisogno di reinventarsi, di affrontare, di capire, di fare delle scelte.

Una storia di vita, di scelte fatte o non fatte, di presente, di passato e di futuro, di ancore, di regole, ma anche di decisioni libere, per affrontare la vita con il vento in poppa.

Un romanzo sullo standard di una famiglia italiana immersa nella società di oggi. Romanzo per meditare.

giovedì 30 giugno 2016

Leggere ... volare ... vivere!#19 - Ti ho cercato tra le nuvole

SimoCoppero

Un soffio, apro la prima pagina e per una strana magia sono già all’ultima: come è possibile? La magia l’ha compiuta Federica Loreti, scrivendo questo delicatissimo libro su argomenti tabù e pesanti come macigni. Sì, perché la società di oggi vuole che ci si nasconda dietro il proprio dito, vuole che ci si indigni per cose che devono essere normali perché il diverso non esiste in nessun ambito. Siamo solo tutti al mondo, creature che si differenziano e hanno un loro identità, ma non per questo “Diversi”.

L’autrice giovanissima è alla sua prima pubblicazione, ma la sicurezza di scrittura trae in inganno.
Tre ragazzi in età da liceo, tre ragazzi con storie di vita diverse, tre ragazzi schivi e solitari, tre ragazzi etichettati diversi, che si trovano ad avere in comune una scuola, dei corridoi, delle aule, dei compagni e dei professori, che li emarginano, li deridono e li fanno sentire diversi.
Ecco che percorrendo la vita di scuola incrociamo il tema principale della storia: il bullismo con tutte le sue facce e con Giada “quella diversa o quella strana”.


Federica Loreti, con un tatto e una semplicità disarmante e incredibile, ci prende per mano e ci conduce su strade che nessun adulto per comodità vuole vedere , sentire ed affrontare, ma che i ragazzi si trovano a vivere. Saranno i silenzi di Roberta, Giada e Antonio a dipanare nodi, a far crescere amicizie, a sgretolare barriere con semplici sorrisi.


Non sempre però le diversità sono facili da affrontare e i silenzi facili da colmare. Arrivi all’ultima pagina e vorresti essere alla prima, con la speranza nel cuore che storie così nella realtà abbiano finali diversi, perché in fondo tu stai solo leggendo un libro, e magari questi finali, questa volta veramente diversi, sarebbero facili da ottenere forse con semplice amore.

domenica 26 giugno 2016

Leggere ... volare ... vivere!#18 - The Hunger Games, la trilogia di Suzanne Collins

Romione


La trilogia di Hunger Games, saga di successo scritta da Suzanne Collins, tratta argomenti che portano a collocarla all'interno dei romanzi fantasy e di fantascienza. Ma, leggendo questi tre libri, si riesce a cogliere molto di più di alcuni semplici animali fantastici o ambientazioni di carattere futuristico.

Si può infatti notare come le descrizioni più che dettagliate e la narrazione assolutamente sconvolgente possano farti affezionare in modo quasi "materno" ai personaggi. Peeta e Katniss. Abitanti del Distretto 12, nello stato di Panem completamente controllato da Capitol City. Fornaio che non ha mai dovuto perire di fame, lui. Ragazza costretta a mantenere la sorella e la madre, dopo la morte del padre, lei. 

L'evento più temuto e più crudele, la mietitura, fa in modo che si incontrino, per dover affrontare i cosiddetti Hunger Games, i Giochi della Morte. Solo uno, teoricamente, potrà sopravvivere al termine di questi. Ma tra Peeta e Katniss nascerà realmente un'infatuazione così potente da sembrare che non possa andare avanti in quel determinato contesto, dove l'unico obiettivo è quello di uccidere, togliere la vita a coloro che fino a poco tempo prima sono stati sottomessi, proprio come te, alla forza maggiore di Capitol City. 

Questo però non accadrà, perchè nell'ultima riga dell'ultimo libro della trilogia, Katniss ammetterà il suo amore per Peeta. Ciò dimostra come i sentimenti più profondi possano nascere dal nulla, anche nelle circostanze più inadatte possibili. Come una rosa che spunta dal cemento. Questa rosa non appassirà mai, potrà assopirsi per cause materiali, ma mai morire.

L'abilità disarmante della scrittrice, inoltre, suscita nei lettori emozioni, legate direttamente ai comportamenti dei personaggi, e non a quello che essi scaturiscono in noi. Una delle abilità più utili e ammirevoli che una scrittrice di saghe può avere.

giovedì 21 aprile 2016

Leggere ... volare ... vivere!#17 - Passeggeri notturni


SimoCoppero

Trenta racconti di sole tre pagine ciascuno, trenta personaggi diversi.
Storie d’effetto, storie vissute, storie inventate, storie raccontate, storie di episodi vissuti, storie che leggi in un soffio e ti rimangono dentro.

La mitica Luciana Littizzetto lo descrive come il libro di Imprevisti e Probabilità, associandolo al notissimo gioco in scatola Monopoli.
Lo stesso autore lo presenta considerando che per molti è scandalosa l’idea che si possa scrivere un racconto con il vincolo della lunghezza.
Io dico che vale la pena leggerlo e lasciarlo sedimentare dentro la nostra anima per poi riflettere.

Trenta Passeggeri notturni che vi faranno ridere, arrabbiare, alterare, sperare, vi renderanno perplessi raccontando quella che può essere lo specchio dell’Italia e della società. Leggerlo mi ha riportato con la mente a “Bagaglio a Mano” di Gabriele Romagnoli: scrittura tagliente, essenziale, raffinata, spedita, che punta al centro proprio come una freccia con il bersaglio. Un alito di vento che ti porta lontano in una meravigliosa giornata di sole.


Il racconto più emozionante “Stanze”. Vi lascio con una frase che ho condiviso su Facebook mentre lo leggevo: “Le fiabe servono a spiegare ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”

lunedì 4 aprile 2016

Leggere ... volare ... vivere!#16 - Mi hanno fatto sedere qui

SimoCoppero

“Mi presento: sono Adele. O almeno, quello che rimane di lei. Sono un piccolo sussurro della sua coscienza, nascosta in un angolo sempre più buio della sua memoria… La mia voce è sempre più sottile, ma finché esisterò racconterò di me. Penso, dunque esisto. Ancora.”

Lo so ho detto che non avrei più dato spazio a libri dove sono descritte malattie e drammi, ma vi assicuro che questo è un libro che va oltre. E’ una storia che parla con il cuore, una storia che descrive e parla di amore nonostante situazioni non facili.

Adele colpita da demenza senile non sa più chi è, Adele ha smarrito il suo presente e il suo passato, rimane con lei solo il suo passato remoto , quello nella sua amata Sicilia con i suoi genitori, nella sua casa da fanciulla dove si innamorerà di suo marito e qualche misero sprazzo di lucidità.
Pagine dolci ma anche amare, pagine che volano sotto gli occhi alla velocità di un soffio. Parole dure per situazioni famigliari non facili, per decisioni da prendere e strade faticose da percorrere, ma nonostante tutto si legge sempre e solo AMORE.

Temi forti quando leggiamo le descrizioni del Sud di anni fa.

Mi sono emozionata, mi sono intristita, mi sono imbattuta nella realtà, pensando a quello che la vita può riservare. Dolore, dolcezza, timore, paura, tenerezza, incomprensioni, sofferenza, ma tanto tanto tanto amore.


Adele, lei che sa sempre di borotalco e profumo di viola …… 
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