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lunedì 29 agosto 2016

Claudio Rolando – Serge il Sorcio. Un poliziesco con un pizzico di magia.

LoreGasp

Torna Claudio Rolando e le sue atmosfere alla Georges Simenon. Nel libro comparso qui, La ragazza delle 7, seguivamo un’elegante camminata femminile sui tacchi dritto dentro il centro tinto di giallo-mistery della Parigi del Secondo Dopoguerra.

Qui seguiamo lo zampettare di un… topolino.

Lo troviamo in una stazione della metropolitana di Parigi, che tenta di nascondersi e di procurarsi del cibo, finendo per attirare l’attenzione di Leo Delfos, sconsolato cuoco di trattoria, che sta cercando di rimettere insieme i pezzi di una vita centrata in pieno da una delusione amorosa. Non è un amante dei sorci, Leo, e non sa spiegare cosa lo attira di quel batuffolo scuro e spaventato, che però sembra sapere cosa fare e come muoversi in quell’ambiente a lui completamente estraneo.

Serge, il nome che Leo gli attribuisce dopo giorni di continui avvistamenti nella stazione, capta immediatamente l’interesse e, in modo straordinario, si fa avanti a conoscere Leo, come fanno gli esseri umani che vanno a presentarsi ai simili che attirano la loro attenzione, per motivi diversi.
Insieme a Leo, conosciamo Serge e la sua storia straordinaria, e la sua costituzione non meno eccezionale. Questo topolino, poco più di una semplice cavia di laboratorio, in apparenza, sa… comunicare. E sa farsi capire. Leo, affascinato, scopre di poter capire i messaggi che Serge gli trasmette perché l’animaletto ha una storia da raccontare, oh, sì, proprio una bella storia complicata da raccontare!
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