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lunedì 14 luglio 2014

L'Amanita#45 - Il figlio del cimitero

Il figlio del cimitero
Neil Gaiman

Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni della signorina Lupescu. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi.
Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. La signorina Lupescu una belva dai canini affilati. E la signora Owens è morta secoli fa.
Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti lo hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini.
Da allora è Nobody e grazie a un dono della Signora sul cavallo grigio può comunicare con i morti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male, ma Bod è un vivo e il richiamo del mondo oltre il cancello è forte. Un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo aspetta da quattordici lunghissimi anni…

Ma non solo.
Ci sono le lezioni dei vari defunti, l’Incursione Onirica sarebbe una tecnica utile. A volte piacerebbe anche a me. Quasi quanto lo Svanimento: “Sono una porta vuota, sono un vicolo deserto, sono nulla. Gli occhi non possono vedermi, gli sguardi non mi noteranno”…
C’è lo Sleer, inquietante guardiano della tomba più antica del cimitero. Sospetto abbia a che fare con i celti. Sibila come la Voce della Noia di un personaggio della Bertola, ma questa è la prossima storia.
Indimenticabili: la Porta dei ghoul e la notte della macabradanza o danza macabra (consiglio per l’ascolto: la “Danse macabre” di Camille de Saint-Saëns).
Un libro in cui il concetto di vita e morte subiscono un capovolgimento e la morte appare come un passaggio verso una vita diversa.
Bella lettura estiva anche se non avete dieci anni.
E anche non estiva.
È bella e basta.
Non si fosse capito, amo Gaiman.
Punto.


Loredana, riesci a fare un post musicale con collegamento orchestrale? 

lunedì 27 gennaio 2014

Buona Apocalisse a tutti! – Il grottesco divertente alla Monty Python

È difficilissimo per me parlare di questo libro. E’ difficilissimo perché l’ho amato profondamente in tutte le parole, le virgole, i cambi di personaggi (qualche volta un po’ frenetici), le battute fulminanti, nell’argomento stesso. Forse l’unica cosa che non mi piace è il titolo italiano, Buona Apocalisse a tutti!, che considero offensivo, per l’umano senso del decoro e del gusto. Quello inglese, Good Omens, è almeno neutro e non è un tentativo di sminuire la grandezza del libro stesso. Piccola avvertenza: se volete sentire un parere equilibrato, siete ancora in tempo: cambiate blog. L’ago della bilancia, qui e per questo titolo, pende fisso sulle lodi sperticate. Si tratta di due autori di cui ho sentito parlare ripetutamente, Terry Pratchett e Neil Gaiman, ma di cui non avevo letto ancora nulla. Questa collaborazione mi ha convinto a recuperare il tempo perduto, per cui, alla mia lista di autori da collezionare quest’anno aggiungerò anche i due suddetti.  Sulla base delle profezie esatte e veritiere di una strega vissuta nel XVII secolo, Agnes Nutter, veniamo a sapere che al mondo resta solamente una settimana. Di sabato, un sabato prossimo non identificato, tutto finirà: le schiere celesti e quelle infernali scenderanno in campo, si affronteranno e del nostro mondo non rimarrà nemmeno una briciola. Lo ha previsto una strega, lo afferma perentorio un intero libro biblico, quello dell’Apocalisse: non c’è modo di sfuggire. Tuttavia.
Entrambi gli scritti non hanno considerato due variabili impazzite: un angelo e un demonio da lungo tempo trasferiti e confusi (per quanto ci riescano) tra gli esseri umani, uniti da un rapporto alquanto stravagante di collaborazione, tinta leggermente di amicizia. Azraphael e Crowley non riescono a sentire il dovuto entusiasmo per l’attuarsi dell’Ultimo Scontro, e la conseguente scomparsa degli esseri umani e della vita che entrambi hanno finito per apprezzare. Ma fin dalla lontana vicenda della mela, Azraphael e Crowley (quando ancora si chiamava Crawly) nutrivano dubbi e opinioni molto personali:

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