giovedì 21 maggio 2015

Scrittori Made in Campania - Il maggio di chiusura

Maggio è tempo di chiusure, non solo di primavera (o chi ne fa le veci, viste le previsioni atmosferiche recentissime). Il Salone del Libro di Torino si è concluso da qualche giorno, e già ne sento la mancanza. Martedì 19 maggio, invece, è stata l’ultima puntata dell’avventura web-radiofonica della Furiosa scrivente, quella dedicata alla scoperta, lettura e dialogo sugli scrittori campani, per la trasmissione WeekendOut su Radio Piazza Live. E anche di questo, sento già la mancanza…era un appuntamento fisso, che mi ha dato la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, e di goderne. Ho più volte ripetuto che in questi mesi, da novembre 2014 a maggio mi sono creata una collana vera e propria di perle “libresche”, leggendo autori e storie straordinarie, che mi hanno permesso di conoscere un lato nuovo della nostra narrativa contemporanea. Non è tanto un modo di dire…sento davvero che è stato così, ed è ancora più apprezzato da parte mia, perché Kristina Stella, Lucia Mancino e Giulia Scotto Di Carlo, il trio di WeekendOut (cui si è aggiunta Danielina Fotina Barone, ultimamente) mi hanno permesso di portare avanti la “missione” sottintesa del Blog Del Furore, ovvero quella di leggere e far conoscere libri anche meno noti, importanti, ma che abbiano una luce e uno spessore che aggiungano e arricchiscano. Per questo, le ringrazio in eterno. Così come ringrazio Simona, per avermi cercato i nomi degli scrittori. La rubrica degli Scrittori Made in Campania è nata proprio così: si trovano già alcune recensioni dei libri che ho letto, ma è abbastanza lontana dall’essere completa…sarà la mia missione sotterranea di questi giorni.
Potete trovare già qualche nome, come quello di Paolo Trombaccia Errico, il medico-scrittore-medico autore de La casa illuminata dal vento e de La leggenda del ragazzo che scoprì iprodigi del Ganoderma. Michele Serio, e La dote, un lato B troppo bello per lasciare indifferenti. Vladimiro Bottone e la sua ammaliante Vicarìa, piena di insidie mortali. Massimo Cacciapuoti, che cerca la felicità Non molto lontano da qui. Francesca Illiano, coroner sui generis dell’Autopsia del Terzo Millennio. Renata De Martino e il suo Commissario Criscuolo, fratello minore di Totò e cugino dell’ispettore romagnolo Coliandro. Ma ve ne sono ancora molti, molti altri, come Francesco Mari, Giusy Marchetta, Francesco Costa, Diana Lama, Diego Da Silva…compariranno tutti, perché sono tutti perle della mia collana partenopea. Ognuno di loro ha contribuito a svelare un pezzo dell’anima letteraria napoletana, che è molto più complessa di quanto sembri a prima vista. Solitamente, è un’anima forte, che si nutre e si fonde di contraddizioni. Un’elevatezza di pensiero e di sentimenti, che poi si specchia in un’equivalente bassezza e slealtà degli stessi. Una tendenza all’umorismo, allo sfottò, che spesso vira in tragedia e pesantezza. E così velocemente…nello spazio di un respiro, cambiano gli sguardi, le espressioni, le parole, i gesti del corpo. Se avete animo da esploratore, e vi piace ascoltare le anime regionali al di sotto delle narrazioni degli autori, date un’occhiata alla rubrica, e sfogliate uno di questi libri. E’ mio dovere avvertirvi, però, che sono tutti ipnotici e focosi, come la terra da cui provengono.


LoreGasp

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