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lunedì 4 maggio 2015

Piccole e grandi scoperte#16 - Spunti di lettura ottava puntata

Ottava tappa dell’iniziativa curata da Giuseppe Culicchia  su Tuttolibri. Siamo in una libreria di Torre Pellice, questi libri consigliati:


IL SOLE DELL’AVVENIRE di VALERIO EVANGELISTI: Valerio Evangelisti, distaccandosi dai temi narrativi che lo hanno reso noto come scrittore, racconta in questo romanzo di ampio respiro le vicende di alcune famiglie di braccianti e contadini romagnoli, dall'epoca post-risorgimentale alle soglie del 1900. Sono storie minute, in cui si intrecciano momenti ora drammatici ora briosi. Assieme disegnano un quadro ben più grande, esteso a tutta l'Emilia Romagna e all'Italia. La trasformazione agricola di una regione, la bonifica di territori malsani, l'affermarsi del movimento cooperativo e di quello socialista, con le sue varie anime spesso conflittuali, la lenta e sanguinosa conquista della democrazia. Ciò è visto con gli occhi di protagonisti solo in parte consapevoli dello scenario grandioso in cui si muovono. Attilio, l'ex garibaldino che sperimenta tutte le forme e le miserie del precariato; Rosa, vittima predestinata ma non docile dello sfruttamento e dell'arroganza di chi comanda; Canzio, il ribelle per indole, refrattario all'ideologia e attratto dall'azione. Assieme a costoro una folla colorita di personaggi turbolenti e litigiosi, spesso realmente esistiti; trascinati in vicende politiche e umane che li porteranno dalle pianure e dai colli di Romagna alle paludi dell'Agro romano, fino ai campi di battaglia in Grecia. Umili costruttori di un Sole dell'Avvenire che non sorgerà mai, quanto meno nelle forme che speravano. Inizio di una trilogia estesa per un settantennio...

NON E’ STAGIONE di ANTONIO MANZINI: C'è un'azione parallela, in questa inchiesta del vicequestore Rocco Schiavone, che affianca la storia principale. È perché il passato dell'ispido poliziotto è segnato da una zona oscura e si ripresenta a ogni richiamo. Come un debito non riscattato. Come una ferita condannata a riaprirsi. E anche quando un'indagine che lo accora gli fa sentire il palpito di una vita salvata, da quel fondo mai scandagliato c'è uno spettro che spunta a ricordargli che a Rocco Schiavone la vita non può sorridere. I Berguet, ricca famiglia di industriali valdostani, hanno un segreto, Rocco Schiavone lo intuisce per caso. Gli sembra di avvertire nei precordi un grido disperato. È scomparsa Chiara Berguet, figlia di famiglia, studentessa molto popolare tra i coetanei. Inizia così per il vicequestore una partita giocata su più tavoli: scoprire cosa si cela dietro la facciata irreprensibile di un ambiente privilegiato, sfidare il tempo in una corsa per la vita, illuminare l'area grigia dove il racket e gli affari si incontrano. Intanto cade la neve ad Aosta, ed è maggio: un fuori stagione che nutre il malumore di Rocco. E come venuta da quell'umor nero, un'ombra lo insegue per colpirlo dove è più doloroso.

IL FIGLIO di PHILIPP MEYER: Dalle grandi praterie annerite da immense mandrie di bisonti, agli smisurati ranch di proprietà di un pugno di allevatori che regnavano come monarchi assoluti su schiere di vaqueros, al paesaggio arido e desolato punteggiato dalle torri dei campi petroliferi, la storia del Texas occidentale è la storia di un susseguirsi di massacri, la storia di una terra strappata di mano più e più volte nel corso delle generazioni. E inevitabilmente anche la storia dei McCullough, pionieri, allevatori e poi petrolieri, è una storia di massacri e rapine, a partire dal patriarca Eli, rapito dai Comanche in tenera età e tornato a vivere fra i bianchi alle soglie dell'età adulta, per diventare infine, sulla pelle dei messicani e grazie ai traffici illeciti fioriti nel caos della Guerra Civile, un ricchissimo patròn. Ma se Eli McCullough, pur sognando la wilderness perduta, non esita ad adattarsi ai tempi nuovi calpestando tutto ciò che ostacola la sua ascesa, suo figlio Peter sogna invece un futuro diverso, che non sia quello del petrolio che insozza la terra e spazza via i vecchi stili di vita, e non può che schierarsi con trepida passione dalla parte delle vittime. La storia, però, la fanno i vincitori, ed ecco allora Jeanne, la pronipote di Eli, magnate dell'industria petrolifera in un mondo ormai irriconoscibile, in cui di bisonti e indiani non c'è più neanche l'ombra, e i messicani sono stati respinti al di là del Rio Grande...

Buone letture


SimoCoppero

domenica 5 aprile 2015

Piccole e grandi scoperte#15 - Spunti di lettura settima puntata

Settima tappa dell’iniziativa curata da Giuseppe Culicchia  su Tuttolibri. Siamo in una libreria di Arezzo, e la nostra libraia ci consiglia di acquistare questi libri:

VITA CON L’ALCE di ERLEND LOE: Una mattina di novembre Andreas Doppler, norvegese benestante e borghese dal curriculum esemplare, professionista di successo e ineccepibile padre di famiglia, cade dalla bicicletta. Dal colpo in testa si riprende presto ma l'illuminazione che riceve in un istante cambia la sua visione del mondo: la vita che ha condotto fino ad ora perde ogni valore e scopre di essere innanzitutto un cacciatore-raccoglitore, in lutto per un padre che ha appena perso e forse mai conosciuto. Si stabilisce così nel bosco alle porte di Oslo, in una tenda, dove permarrà per vari mesi in compagnia di un cucciolo di alce, Bongo, con cui intavola esilaranti monologhi. Via dalla civiltà capitalista e dai suoi plurimi inessenziali bisogni, dalle aspettative della società in un ritorno alla natura nella più (tragi)comica delle versioni hamsuniane, il suo unico scopo è non fare nulla in una misantropia che ride di se stessa e lasciarsi alle spalle tanta bravura per cercare di diventare un po' più incompetente e felice. Ma una serie di personaggi disturba suo malgrado la sua programmatica solitudine panica. Ne nasce un romanzo dal taglio ironico di "uomini in crisi": un pensionato vedovo che si dedica a ricostruire un modellino in scala della battaglia in cui perse la vita prima della sua nascita suo padre, un ufficiale tedesco, il ladro gentiluomo, il ricco e arrogante "uomo di destra" che si converte al baratto propugnato dal protagonista e organizza un festival della fratellanza.

IL CASO JANE EYRE di JASPER FFLODE: È un 1985 diverso, in un mondo dove i libri sono il bene più prezioso. E i confini tra realtà e fantasia sono più morbidi del consueto. Mycroft, vecchio inventore, escogita un sistema per entrare di persona in romanzi e poesie. Acheron Hades, criminale diabolico, se ne appropria e rapisce "Jane Eyre" dal manoscritto originale di Charlotte Brontë: a indagare arriva Thursday Next, Detective Letteraria. Reduce dalla guerra di Crimea (che imperversa da centotrent'anni), ha in sospeso un amore. Le indagini la riportano a Swindon, sua città natale; sbarcata da un dirigibile di linea, salta in groppa a una fuoriserie decappottabile dai mille colori. Riuscirà a salvare Jane Eyre e a rimettere in sesto la sua vita? Prefazione di Luca Crovi.

NOTTI AL CIRCO di ANGELA CARTER: Un nome è sulla bocca di tutti: Sophie, in arte Fevvers, è la Donna Alata. È il 1899 e in un camerino della Alhambra Music Hall di Londra un giovanotto californiano, Jack Walser, è venuto a intervistarla. E Fevvers gli racconta come è nata una stella: abbandonata in un cesto davanti a un bordello, viene allevata da Lizzie, una delle ragazze. Le singolari protuberanze che ha sulla schiena (sono forse ali?) la destinano ben presto a fare il quadro vivente ma la vita le riserva molte sorprese e avventure. L'attendono il trapezio e la gloria, Parigi, Berlino, Londra e Mosca. Finzione o realtà? Il giornalista passa dallo scetticismo al coinvolgimento totale e si ritrova a Mosca come clown del circo.


Tre nuove proposte molto interessanti. Buone letture

SimoCoppero

lunedì 23 marzo 2015

Piccole e grandi scoperte#14 - Spunti di lettura sesta puntata

Questa volta siamo in visita di una libreria di Trieste con l’iniziativa curata da Giuseppe Culicchia  su Tuttolibri. A voi i sui tre consiglidi lettura:

IL MINOTAURO GLOBALE di YANIS VAROUFAKIS: Nell'America post-bellica gli Stati Uniti distrussero la realtà preesistente non una bensì due volte, per crearne di nuove. La prima volta non avevano altra scelta. La Seconda guerra mondiale aveva imposto all'America il ruolo di ideatore di realtà, sia pure contro la sua volontà. Ed essi risposero brillantemente, con un Piano globale che diede avvio alla stagione più felice del capitalismo globale. Quando poi il Piano globale ebbe raggiunto la sua data di scadenza, gli Stati Uniti non persero più tempo a tergiversare o a "studiare" la realtà esistente. Piuttosto, cercarono attivamente di disintegrare la realtà che stava già degenerando, in modo da provocare una decisiva crisi mondiale da cui sarebbe uscita una realtà ben più nuova e vitalissima: "Minotauro globale". Per la seconda volta nella sua storia, l'America aveva ridisegnato il mondo non tanto a propria immagine e somiglianza, bensì in un modo che aveva trasformato una strisciante debolezza in una maestosa egemonia. La chiave del successo dell'America fu il riconoscimento dell'indispensabilità di un meccanismo di riciclo delle eccedenze globali (GSRM). L'egemonia differisce dal dominio, o dal volgare sfruttamento, in quanto il vero egemone capisce che il suo potere deve essere rialimentato non mediante l'ulteriore prelievo dai suoi sudditi, bensì dall'investimento nelle loro capacità per generare eccedenze. Per togliere ai suoi sudditi, l'egemone deve padroneggiare l'arte di dare in cambio...

UOMINI IN GUERRA di ANDREAS LATZKO: Uomini in guerra è un romanzo in sei episodi: dalla partenza per il fronte al ritorno a casa passando per l'arrivo in prima linea, il battesimo del fuoco, l'assalto notturno, la disfatta... Lo scrive un ufficiale dell'esercito austro-ungarico inviato sul fronte italiano e diventa subito un best seller, tradotto in 19 lingue, nonostante sia bandito da tutte le potenze belligeranti. La sua forza è incontenibile. Racconta il fronte, le illusioni dell'inizio ma soprattutto il dramma della prima linea e della guerra, ogni guerra. Non ci risparmia nulla. Non lo fa in ritardo ma prima degli altri, nel 1917, quando ancora i soldati sono mandati in massa all'assalto delle trincee nemiche. E per questo è probabilmente il primo libro di denuncia della carneficina della Grande Guerra. Persino Hitler e i nazisti decidono che quest'opera scomoda deve scomparire e la bruciano nei roghi dei libri del 1933.
Ora quello che è giustamente considerato un vero e proprio classico torna dopo molti decenni di assenza dalle librerie con una nuova traduzione per ricordare ancora una volta la verità che si celava dietro le bandiere, dietro le canzoni e gli inni patriottici...

IL VISITATORE di ERIC EMMANUEL SCHMITT: Aprile 1938. L' Austria è stata da poco annessa di forza al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via dalla Gestapo. Ma l'angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede Dio? La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a formulare la domanda fatale: se Dio esiste, perché permette tutto ciò?

A presto.


SimoCoppero

martedì 10 marzo 2015

Piccole e grandi scoperte#13 - Spunti di lettura quinta puntata

Quinta tappa, siamo arrivati a metà dell’iniziativa curata da Giuseppe Culicchia  su Tuttolibri. Siamo in una libreria di Venezia, e il nostro amico libraio ci consiglia:

L’UOMO SEME di VIOLETTE AILHAUD: Con la fine della prima guerra mondiale, ormai ottantenne, Violette Ailhaud decide di raccontare una vicenda incredibile che ha vissuto in prima persona nel suo piccolo villaggio dell'Alta Provenza. Nel 1852, quando Violette ha solo diciassette anni, gli uomini del suo villaggio, dichiaratamente repubblicani, e quindi ostili a Luigi Napoleone Bonaparte, vengono arrestati o deportati, e chi cerca di fuggire (tra questi proprio il promesso sposo di Violette) viene passato per le armi. Per due anni nel villaggio, condotto da sole donne, non si vedono uomini: né ladri, né autorità e nemmeno preti. Ormai sfinite dalla fatica e dalla mancanza di amore, le donne stipulano tra loro un patto. Il primo uomo che apparirà all'orizzonte dovranno dividerselo, per poter ridare vita al villaggio. Prefazione di Valeria Parrella

FONDI DI CAFFE’ di MARIO BENEDETTI: Claudio percorre a ritroso la sua vita e riscatta aneddoti, persone e avvenimenti storici che hanno segnato la sua esistenza: episodi che come fondi di caffè si sono sedimentati nel suo passato e che hanno costituito le fondamenta della sua vita. Con questo esercizio del ricordo, frammentario perché così è la memoria, lo sguardo di Mario Benedetti si sofferma su momenti chiave nell'esistenza di un uomo: l'esperienza del piacere e l'accettazione del dolore, la scoperta dell'amore, il sesso, lo sviluppo di una coscienza sociale.

LA CLASSICA FACCIA DA PUGILE di JACK LONDON: I due racconti di boxe qui riuniti, "Una bistecca" ("A piece of steak") e "II messicano" ("The Mexican") sono magistrali. In queste pagine London distilla molte delle sue tematiche principali: l'avventura, la lotta per la sopravvivenza, lo scontro, l'agonia, la solitudine dell'individuo, il trascorrere del tempo; ma anche la condizione sociale, le determinazioni materiali che stanno alla base dell'agire umano, il conflitto di classe, il desiderio di riscossa personale e collettiva, l'afflato rivoluzionario. Due potenti affreschi di un mondo che non è solo 'sportivo'.

Tre nuove proposte molto interessanti. Vi aspetto, come sempre, per conoscere le vostre chiavi di lettura.


SimoCoppero

domenica 1 marzo 2015

Piccole e grandi scoperte#12 - Spunti di lettura quarta puntata

Continuiamo con l’iniziativa curata da Giuseppe Culicchia  su Tuttolibri. Le tre proposte arrivano da un libraio di Marsala e sono:

IL GATTOPARDO di TOMASI di LAMPEDUSA: Perché l'Italia è precipitata nella crisi peggiore degli ultimi trent'anni? La colpa è della Germania, dell'austerity imposta dall'Europa, della moneta unica? O della mediocrità della classe dirigente? Esiste una via d'uscita, una ricetta per rifare il Paese? Per rispondere a queste domande, Alan Friedman, forse il giornalista straniero che conosce meglio la realtà italiana, parte da quegli anni Ottanta in cui l'Italia era la "quinta potenza economica del mondo" e pareva avviata verso una vera modernizzazione per arrivare fino alle drammatiche vicende degli ultimi anni. Attraverso conversazioni con i protagonisti dell'economia e della politica, da cinque ex presidenti del Consiglio (Giuliano Amato, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Massimo D'Alema, Mario Monti) a Matteo Renzi, Friedman fa luce su retroscena che nessuno ha finora raccontato. Il racconto delle vicende politiche degli ultimi anni assume una nuova luce, rivelando ciò che spesso è stato omesso o taciuto. E si combina con un ambizioso e sorprendente programma in dieci punti per rimettere il Paese sul binario della crescita e dell'occupazione. Il tempo delle mezze misure è finito, e Friedman, in questo libro coraggioso, offre una ricetta di riforme di vasta portata.

COMPLICE LO SPECCHIO di ANTONIO MARANGOLO: L'investigatore privato Eddie Ponti non si muove tra le pagine di questo libro, in Sicilia e a Ferrara, per scoprire il responsabile di un delitto. Egli è stato ingaggiato per un curioso incarico non convenzionale da una vedova misteriosa e molto disinibita, piena di lentiggini e con una criniera rossa e selvaggia simile a quella "di un leone nella savana". Le sue doti di segugio, di abile trasformista, la sua prodigiosa possibilità di accorciarsi quindici centimetri fanno di lui il primo detective che opera in un ambito niente affatto poliziesco.

IL POZZO DELLE MERAVIGLIE di GIUSEPPE PITRE’: Premio Andersen 2014. Premio speciale della giuria. Fiabe di reginelle e di re, fate e animali, giganti e mammedraghe, diavoli e maghi; storie di sciocchi e furbi, megere ed eremiti, amori e dispetti, astuzie e ruberie, botole e sotterranei, travestimenti e fughe; e poi ancora giardini e fontane, fichi e melagrane, sale e zafferano, olio e basilico, ricotta e sangue... Ben 300 fiabe a fronte delle 200 messe insieme dai fratelli Grimm, per citare l'esempio più illustre. Pochi lo sanno, infatti, ma la raccolta di storie orali più ricca ed estesa che l'Italia abbia mai avuto la si deve a Giuseppe Pitrè, una figura straordinaria di medico e folklorista, che a bordo di un calesse le andò a raccogliere una per una dalla viva voce dei popolani di mezza Sicilia. Non a caso nel 1956, quando Calvino raccolse dai repertori di ogni regione le 200 Fiabe italiane a suo giudizio più belle e rappresentative, ben 40 le attinse proprio all'opera di Pitrè - da Giufà a La volpe Giovannino, da Rosmarina a Cola Pesce. Eppure, a meno dell'incursione calviniana, questa raccolta è a tutt'oggi pressoché sconosciuta al pubblico italiano, poiché Pitrè aveva scelto di trascrivere le fiabe nel dialetto siciliano ottocentesco in cui gli erano state raccontate da quei popolani, e così facendo le aveva rese indecifrabili ai lettori italiani. Dopo quasi un secolo e mezzo, questa edizione, introdotta dal massimo studioso internazionale della fiaba, Jack Zipes, e illustrata da Fabián Negrin, è la prima traduzione integrale in italiano moderno delle fiabe di Pitrè.


Arrivederci alla prossima puntata.

venerdì 20 febbraio 2015

Piccole e grandi scoperte#11 - Spunti di lettura terza puntata

Terza puntata: abbiamo i tre libri consigliati da un libraio di Roma. L’iniziativa è sempre quella curata da Giuseppe Culicchia  su Tuttolibri e i libri sono:

L’OPERA GALLEGGIANTE di JOHN BARTH: La mattina del 21 giugno 1937 Todd Andrews (un'avviatissima carriera di avvocato, una sobria vita borghese in una cittadina di mare del New England, un improbabile menage a trois con l'amico Harrison, erede di un impero dei sottaceti, e la graziosissima moglie di lui) si sveglia, si alza dal letto e guardandosi allo specchio scopre che la risposta a ogni suo problema è il suicidio. Vent'anni dopo, ancora vivo, racconta al lettore gli sviluppi di quella fatale giornata. Pubblicato originariamente nel 1956 e rivisto dallo stesso autore nel 1967, il romanzo è considerato da molti il capolavoro di John Barth, in cui si fondono spirito nichilista, humour nero e critica di costume.

L’UOMO DEI DADI di LUKE RHINEHART: Psicanalista affermato, lucido, prestante, Luke Rhinehart, pseudonimo di George Cockroft, conduce una vita "impegnata o, meglio, banale, intricata, in stato di libertà congelata". Stufo di blaterare di psicanalisi, borsa e orgasmi, di "far passare i propri pazienti da uno stato di stagnazione tormentata a uno stato di stagnazione compiaciuta", Luke è in crisi. Al termine di un'ennesima serata di poker, Luke tenta un rimedio alla noia: scorge fra le carte da gioco un dado e gli affida una prima decisione a "luci rosse", che coinvolge la moglie del suo socio e amico. Il dado reagisce bene, si rivela un oracolo: risponde a ogni domanda, dalla più banale alla più estrema, lanciando Luke in situazioni splendide quanto assurde

KAROO di STEVE TESICH: Saul Karoo è lo "script doctor" più pagato di Hollywood, e se si tratta di espungere da un copione le scene più melense o grottesche non c'è nessuno come lui - che quel tipo di situazioni sembra conoscerle piuttosto bene, sul piano personale. Ma adesso deve risolvere alcuni problemi. Primo, cinquant'anni di vita malsana hanno accentuato, dice il medico, la sua naturale inclinazione a "contrarsi in verticale, ed espandersi in orizzontale". Secondo, la delirante separazione da sua moglie è una storia d'amore al contrario, molto divertente per noi, ma molto tormentosa per lui. Terzo, il suo signore e padrone, l'onnipotente produttore Jay Cromwell, gli ha chiesto di massacrare l'ultimo capolavoro di un vecchio regista di genio, Arthur Houseman, che Cromwell considera veleno al botteghino. Eppure, quando sul banco della moviola scopre che a risplendere in una delle scene tagliate è la madre di Billy, suo figlio adottivo, Karoo intuisce che da quegli scarti di pellicola può nascere qualcosa di molto, molto sorprendente. Così come con gli scarti delle pellicole che abbiamo più amato sembra costruito questo romanzo, fatto di una materia grassa, speziata e molto poco "kosher" che ci procura in parti uguali riso, lacrime e notti insonni, e che per comodità continuiamo a chiamare cinema.

Buone letture.

venerdì 6 febbraio 2015

Piccole e grandi scoperte#10 - Spunti di lettura seconda puntata



Siamo alla seconda settimana dell’iniziativa che Giuseppe Culicchia presenta su Tuttolibri. I tre nuovi titoli arrivano da una libraria di una libreria indipendente di Palermo; qui di seguito vi presento i libri da lei inseriti tra quelli in cui lei crede:





STONER di JOHN WILLIAMS
collegandovi alla pagina http://delfurorediaverlibri.blogspot.it/search/label/Stoner troverete anche la mia recensione al libro

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron).

PUPA di LOREDANA LIPPERINI: Adele è la Nipote Sostituta della signora Pupa. Nel 2020 i ragazzi fanno un particolare lavoro: dopo la scuola, vanno a trovare le persone anziane per tenere loro compagnia, come dei veri e bravi nipoti. Adele si immagina pomeriggi noiosi. Ma sarà tutto diverso. Con Pupa le ore trascorreranno veloci, costruendo oggetti fantastici, ombrelli sibilanti, acchiappanuvole, soffiamusica da passeggio, e ascoltando i racconti di straordinarie avventure: quelle vissute dalla giovane Pupa in compagnia di un cammello-dinosauro e del Jinn, il genio buono che l'ha aiutata in situazioni difficili. Pupa è determinata, intelligente, ironica, mai triste. Ha dei nobili ideali: combattere le banalità, i pregiudizi, le falsità. Come fai a non volerle subito bene, ad una Pupa così? Età di lettura: da 10 anni.

UNA NUOVA VITA di BERNARD MALAMUD: S. Levin, timido insegnante di letteratura, si trasferisce in un piccolo college della remota provincia americana per sfuggire al caos di New York e a un passato di alcolismo e di sbando. Tra i boschi del selvaggio Oregon spera di trovare una nuova dimensione esistenziale, un nuovo impulso alla propria realizzazione umana e professionale, qualche soddisfazione lavorativa e magari anche l'amore; invece si ritrova in un ambiente ristretto e conformista, refrattario alle novità e diviso da antagonismi meschini. Né le cose vanno meglio per quanto riguarda la vita sentimentale: unico scapolo in una comunità di coppie sposate, il povero Levin si imbarca in una serie di relazioni scriteriate più vicine alla tragicommedia che al romanticismo, finché...


E anche per questa settimana, buone letture.

sabato 31 gennaio 2015

Piccole e grandi scoperte#9 - Spunti di lettura

La libreria per me è sempre stata un luogo magico; nel mio cassetto dei sogni ho sempre sperato che il mio futuro fosse lavorare in una libreria uguale a quella in cui sono sempre entrata per anni. Un posto non troppo moderno, e perché no, anche un po’ polveroso, dove trovare una persona che in un qualche modo sappia incanalarti verso il libro giusto, che sappia darti il suggerimento per stuzzicare la fantasia orientandomi verso un titolo invece che verso un altro. Magari un po’ restrittivo ma nel mio mondo questa  è la mia idea di libreria, verso la quale cerco di ispirarmi ogni giorno per migliorare la mia.
Precisato questo, ho deciso di perdermi e dare rilievo all’iniziativa che Giuseppe Culicchia ha presentato la settimana scorsa su Tuttolibri: per dieci settimane un libraio indipendente o non  indipendente consiglierà tre titoli in cui crede o ha creduto.
I primi tre titoli arrivano da un libraio indipendente torinese e sono:

ARCANO 21 di LUCA RAGAGNIN : "Arcano 21" è la cronaca a posteriori di un "viaggio" nel meraviglioso mondo delle librerie viste dal di dentro. Un libraio di lungo corso narra la sua discesa negli inferi del micromondo del mercato librario con tutta la teoria di personaggi grotteschi ed esilaranti, situazioni raccapriccianti e surreali, visioni del mondo e identità di varia natura. Davanti agli occhi sfilano la libreria "alternativa" e culturale, poi quella della cooperativa universitaria, e poi, perché no, la bancarella cittadina, la libreria "di servizio" per gli studenti, e anche la libreria di catena. E nella testa del narratore tutti i personaggi più amati della letteratura mondiale, da Don Chisciotte a Siddharta a Don Ciccio Ingravallo, che si incontrano e dialogano l'un con l'altro restituendo di volta in volta un punto di vista decisamente peculiare sugli eventi narrati. Immagini mentali ma forse no, i personaggi si fanno a tratti più reali del reale: il loro intervento scompone il susseguirsi lineare degli eventi, e insieme contribuisce a legare gli avvenimenti e le conseguenze su un piano meno concreto, dove regnano l'ironia e la satira. E poi, d'improvviso, ecco che il lettore viene guidato da un terzo filo, che percorre e tocca ogni pagina: per tutto il romanzo, seguiamo le vicende di un glicine, che nasce e sboccia, e il cui destino è legato saldamente a quello del protagonista.

L’INVENZIONE DELLA MADRE di MARCO PEANO: Questa è una storia d'amore. Si tratta dell'amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia - sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti - dà il via a un'avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo 'everyman', Marco Peano ridà senso all'aspetto più inaccettabile dell'esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

OGNI ALTRA VITA. STORIA DI ITALIANI NON ILLUSTRI di PAOLO DI STEFANO: C'è chi vende uova dopo la guerra e chi usa la stoffa dei paracadute per cucire gonne. Chi fugge dall'Italia per fare fortuna all'estero e chi se ne va per scampare a un padrino violento. Ci sono donne che si buttano con l'elastico dai ponti e ragazzi che cadono da una finestra per non rialzarsi più. Partigiani e sarte, minatori e cameriere, maestri di scuola. Madri, padri, figli, figlie. E poi c'è uno scrittore, Paolo Di Stefano, che legge i diari o ascolta le parole di questi italiani non illustri - forse assurdi agli onori o ai disonori della cronaca per lo spazio breve di un'indignazione, ma poi subito dimenticati - e restituisce loro la voce che avevano smarrito, o di cui erano stati privati. Dalla Sicilia arcaica e pietrosa delle guerre mondiali alla Milano grigia ma bella di oggi, Di Stefano racconta di innamoramenti e matrimoni, di bombe che cadono dal cielo e di battaglie che si combattono in famiglia; di litigi, incomprensioni, rotture; di piccole rivincite e grandi rivoluzioni del costume. Il ventennio fascista, gli anni sessanta e settanta delle proteste studentesche, e poi i decenni a noi più vicini, quelli in cui la Storia si fa storia, cronaca o memoria commossa di chi c'era e ricorda chi invece non c'è più.


In attesa del prossimo libraio e dei prossimi titoli ….. Buone letture.

sabato 10 gennaio 2015

Piccole e grandi scoperte#8 - Inizio 2015 con il botto ... novità arrivate!

Eccomi tornata dalle vacanze natalizie … le mie continue ricerche, vi segnalano questi libri usciti e di prossima uscita, di grande interesse (internet e giornali continuano a essere le mie muse ispiratrici):

La relazione – Andrea Camilleri
Un romanzo ad altissima tensione, giocato sul sottile confine che separa la verità dall'apparenza, la giustizia dal torto , l'onestà dalla perdizione. La relazione burocratica e quella tra un uomo e una donna finiscono per intrecciarsi, come la paura e il desiderio, in un romanzo più che mai attuale ma che è al tempo stesso la parabola senza tempo di un uomo solo di fronte all'invisibile ragnatela della corruzione.

Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa – Mario Calabresi
Il ritorno dell’inconfondibile voce Mario Calabresi che ci racconta le storie di Gigi e Mirella, di Elia e della sua lampara, che ogni notte prende il largo dal porto di Genova, o quella di Aldo che rimette in moto le pale del mulino abbandonato della sua famiglia. Storie di giovani di ieri e di oggi, che hanno saputo guardare avanti con coraggio, ragazzi italiani che non hanno avuto paura di diventare grandi. (approfondimenti alla pagina http://www.lastampa.it/2015/01/03/cultura/le-conseguenze-di-una-lista-di-nozze-IHE0ZGTL6T6gH5LXnNPLLJ/pagina.html)

Numero zero – Umberto Eco
Il grande ritorno di Umberto Eco con un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l’incubo sia finito. Una vicenda amara e grottesca che si svolge in Europa dalla fine della guerra ai giorni nostri.

Una più uno - Jojo Moyes
Quella di Jess è una famiglia piuttosto problematica. Finché un giorno incontra Ed, un uomo affascinante e sconosciuto, in crisi nonostante il suo successo. I due non si conoscono e hanno ben poco in comune. Fatta eccezione per quello che entrambi vogliono. Forse, grazie proprio alle loro differenze, c’è molto che ognuno possa insegnare all’altro. Per esempio, che uno più uno potrebbe anche non fare due…

Io sono il messaggero – Markus Zusak
Dall'autore del libro più venduto del 2014 ("Storia di una ladra di libri"), un romanzo ricco un’ironia poetica. Con il suo stile unico, Markus Zusak racconta la vita di persone normali, comuni, e lo fa come se le loro storie fossero straordinarie. Anche la più ordinaria delle esistenze acquisisce grazie a lui un tocco speciale. Basta un piccolo gesto

venerdì 5 dicembre 2014

Piccole e grandi scoperte#7 - Meglio un papà Più o un papà Come?

Oggi sono ritornata un po’ bambina e mi sono smarrita a leggere, dal mio solito fedele amico Il Libraio e da un articolo trovato su Repubblica, la recensione di questo piccolo e particola libro. Vi giro le mie ricerche.

Da Il libraio:
“Questo delicato albo illustrato racconta la storia di due bambini, nati in famiglie di diversa estrazione sociale, che confrontano e scoprono che i loro papà sono tipi molto diversi: uno possiede una macchina (con otto portiere) guidata da un autista, l'altro va al lavoro con due autisti e un'auto con così tante portiere che non le ha mai contate (la metropolitana). 
Uno ha enormi responsabilità e deve prendere importanti decisioni, l'altro ha nelle mani la vita di centinaia di persone ogni giorno (è infermiere). Uno possiede un giardino grande come un campo da calcio, l'altro frequenta il parco cittadino con lunghi viali e il laghetto con i cigni.

Dall'accostamento delle due vite diverse emerge però una verità comune: l'amicizia e il rispetto sono le cose più preziose!”


Dalla Repubblica:
“Edunque evviva Il mio papà : oggi al tema dei padri non si sfugge. Un tempo l'onnipresenza (e onnipotenza) materna li metteva sullo sfondo; ora emergono continuamente in primo piano, tra libri, dibattiti, film, serie tivù. Magari distinguendosi per moltiplicazione numerica (effetto delle famiglie allargate). O per inafferrabilità del ruolo. O per cangianti dinamiche coi figli. Se ne parla, se ne parla, se ne parla.
Dialogare con Il mio papà — titolo di un libricino acuto ed essenziale scritto da Stefano Mauri e illustrato con grazia meravigliosa da Costanza Prinetti — significa evocare il valore del bene comune.
Bianco e nero, povero e ricco, orgoglio e pregiudizi, fiducia e disinganno, politica della convivenza. Il mio papà confronta due piccoli amici con babbi diversi. L'uno ha forti responsabilità aziendali, l'altro ha in mano la vita di molte persone (fa l'infermiere). L'uno acquista biciclette a volontà, l'altro ne usa centinaia (grazie al bike sharing). L'uno possiede un parco di lusso, l'altro porta a giocare i suoi ragazzi in un giardino (pubblico) immenso e fiorito. L'uno va in vacanza alle Bahamas, l'altro viaggia a casa con la fantasia, leggendo storie avventurose.
Sintetizzato dalla prefazione di Gherardo Colombo, il senso del discorso sta nella differenza tra i papà Più e i papà Come. I Più pensano che amare i propri bambini sia dare loro le cose: tante, troppe. I Come credono invece che equivalga a dimostrare che ciascuno di noi è come gli altri, nel segno del reciproco rispetto. Se solo il mondo afferrasse l'importanza dei papà Come…”

sabato 29 novembre 2014

Piccole e grandi scoperte#6 -Prendi un treno e vai per capire l'Italia

Ultimamente sono assorbita da mille letture e mille ricerche e spesso non mi basta il tempo che ho per leggere, recensire, pubblicare, ricercare e informarmi.
Ma ….. questa volta mi sono fermata incantata a guardare la prima pagina di Tutto Libri di qualche settimana fa. In copertina c’erano tante foto che ritraevano persone in viaggio, sei anni della mia vita li ho trascorsi in viaggio su un treno, così mi sono avventurata a leggere l’articolo riportato sotto le foto.

 Il libro presentato è Coincidenze di Tim Parks.

“Ho visto l’Italia per la prima volta dai finestrini di un treno.” Così comincia questa strana avventura di Tim Parks, in un libro che non è “un libro di storia” e “non propriamente un libro di viaggi”. E’piuttosto l’omaggio di uno scrittore inglese che da molti anni vive in Italia e per le strade ferrate, a forza di vagabondare in lungo e in largo per il Bel Paese, sono diventate una seconda famiglia. Ne emerge un ritratto dell’Italia divertente e pungente, tra aneddoti e malintesi, paesaggi meravigliosi e contrattempi e ritardi. Un’avventura tutta da leggere, per chi ama l’Italia, per chi ama (o deve) viaggiare in treno. 

“Un libro sulle ferrovie italiane che è avvincente , divertente e che racconta meravigliosamente il bel paese e la sua gente. Un piacere dall’inizio alla fine” David Lodge 

“Fortuna per l’Italia che Tim Parks ha deciso di viverci e scrivere della sua nuova casa. Il libro istruisce e diverte” Frances Mayes


TIM PARKS (Manchester 19 dicembre 1954) scrittore e traduttore inglese, risiede da anni in italia dove insegna presso l’Università IULM di Milano. Collabora con diverse testate italiane, inglesi e americani, molti dei suoi articoli e racconti sono apparsi sul “New Yorker” e su “The Guardian”.

giovedì 27 novembre 2014

Piccole e grandi scoperte#5 - Idee per Natale



Ci stiamo avvicinando a Natale e, aiutata dal mio fedele Leggere tutti, ho cercato di andare alla scoperta di libri che possono avvicinare i giovani lettori alla lettura, un buon regalo da trovare sotto l’albero.

Oggi mi sono persa nella scienza che può essere una vera e propria avventura, così mi permetto di darvi qualche titolo:
-          Giunti propone per i più piccoli una collana dove possiamo spaziare: Experia. I titoli sono moltissimi dove con l’esperimento viene spiegato il concetto: Costruire una mongolfiera, Costruire una lampadina alcune proposte
-          Da dove viene? Ed. Scienza libro che stimola a interrogarsi sul mondo che li circonda
-          La trottola di Sofia Ed. Scienza. Romanzo
-          In viaggio per l’universo. Attraverso l’Italia leggendo il cielo di Stefano Sandrelli. Anna e Luca, fratello e sorella di 12 e 8 anni, partono da Milano insieme alla zia Camilla, astrofisica, per raggiungere Piombino e passare lì il weekend. Il viaggio diventa l'occasione per la zia di parlare del suo affascinante lavoro, e mentre il sole tramonta e nel cielo appaiono le prime stelle la conversazione si accende. È un continuo botta e risposta su ciò che via via appare sulle loro teste: il sole, le altre stelle, le galassie, l'universo, il sistema solare... L'ultimo tratto prima di arrivare a destinazione viene scandito in tappe che simulano la stessa distanza da Piombino a quella dei pianeti dal sole e, mentre la zia racconta, i bambini hanno ancora di più l'impressione di viaggiare nel sistema solare. È l'alba, quando esausti e divertiti vedono sorgere il sole nella grande piazza di Piombino. Età di lettura: da 10 anni.
-          Vita di un atomo raccontata da se medesimo. La storia dell’universo spiegata ai bambini di Luca Sciortino. Con la presentazione di Margherita HackQuesta è la storia di tutte le storie, il racconto su come tutto è cominciato dal freddo infinito di uno spazio senza materia e senza vita a un presente di galassie, miliardi di stelle, pianeti e -- per un capriccio o una volontà del caso, a seconda dei punti di vista -- alla vita sulla Terra. Ardua impresa era quella di affidare a umane parole la cronistoria di 14 miliardi di anni di vita dell'Universo. Poteva essere affidata a un rappresentante della specie Homo per quanto sapiens sapiens? Tutta la storia lo conferma: gli esseri umani possono essere insensatamente faziosi e parziali. Chi allora meglio di un atomo poteva raccontare questa storia, con la forza della testimonianza diretta, dell'«io c'ero» -- e dell'«io ci sarò»! -- con l'obiettività di chi obbedisce sempre e comunque alle regole della fisica senza lasciarsi trasportare troppo dalle emozioni? Pio Simplicio, atomo di idrogeno, ce l'ha fatta e in queste pagine ricorda, a volte commosso a volte sollevato, i momenti più importanti della sua vita dai primi istanti caotici, caldi e densissimi del Big Bang ai legami importanti con gli altri atomi. Un'autobiografia di un personaggio del tutto originale per bambini curiosi che vogliono imparare divertendosi e adulti che hanno ancora la voglia di scoprire e di stupirsi assieme ai loro figli.
-          Leo, Dino e Dreamy di Licia Colò e Alessandro Carta. Leo e Dino hanno dieci anni, sono gemelli e migliori amici e condividono tutto, persino i sogni. Una notte Dreamy, uno strano essere cicciottello ma con le idee molto chiare, compare loro in sogno e li invita a seguirlo in fondo al mare, alla ricerca della "Turritopsis Nutricula", una medusa che non muore mai perché è in grado di tornare sempre giovane. Leo e Dino non se lo fanno ripetere due volte: scoprire il segreto della medusa eterna potrebbe aiutarli a guarire Leo dalla malattia che gli impedisce di essere un bambino come tutti gli altri. Così, armati di un indispensabile sacchetto del tempo che li aiuterà a resistere a lungo sott'acqua e accompagnati dal saggio Dreamy, i due gemelli partono per un viaggio che non dimenticheranno mai. Una fiaba popolata di simpatici personaggi, dal polpo giocherellone allo storione commerciante al severo pesce pietra; un viaggio sott'acqua, alla scoperta del mare e delle sue curiosità accompagnati da una guida d'eccezione.

martedì 4 novembre 2014

Piccole e grandi scoperte#4 - Segnalazione

Ops .... anche oggi mi sono persa per strada. Mi sono trovata a leggere un articolo che mi ha portato dritto dritto a questo titolo "RAGAZZI, NON SIETE SPECIALI!". Mi sono incuriosita e sono corsa a informarmi. Il mio fedele amico il libraio.it riporta esattamente quello che leggerete qui di seguito. Voi cosa ne pensate? Qualcuno l'ha già letto?

«Nel suo nuovo libro, David McCullough Jr. invita i genitori a lasciare ai ragazzi più spazio di manovra fin da piccoli, per permettergli di fare errori, scoperte e per trovare se stessi.» D la Repubblica
«Scalate la montagna non per piantarci la vostra bandiera, ma per vincere la sfida, respirare l’aria pura e godervi il panorama. Scalatela per vedere il mondo, non per farvi vedere dal mondo.»

Il primo giugno 2012 il professor David McCullough parla alla cerimonia di consegna dei diplomi alla Wellesley High School dove insegna letteratura. Il suo è un discorso originale, divertente e provocatorio: in poco tempo il video di questa straordinaria lettera d’amore agli studenti finisce su YouTube, fa il giro del mondo e viene visualizzato da oltre due milioni di persone. Quelle parole diventano così il manifesto controcorrente per una vita in cui la felicità valga più del successo ottenuto a ogni costo, un’esortazione a cercare di raggiungere i propri obiettivi e non quelli imposti dalla società, un invito ad affrontare la vita seguendo i propri sogni e le proprie passioni. In Ragazzi, non siete speciali! McCullough rielabora il suo celebre discorso rivolgendosi a quei giovani che stanno per diventare adulti, troppo spesso vittime inconsapevoli delle buone intenzioni dei genitori, e a tutti coloro a cui sta a cuore l’adolescenza, il periodo più importante della nostra vita. Raccontando con umorismo e tanta passione la sua esperienza di insegnante, di padre e di figlio, McCullough insiste sull'importanza e il ruolo della lettura, dell’immaginazione e dalla conoscenza in un mondo sempre più individualista, e ci ricorda che le più grandi gioie della vita vengono solo dalla consapevolezza di non essere speciali. Perché tutti lo siamo.

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