lunedì 16 ottobre 2017

Presentazioni di libri: Aldo Cazzullo – Metti via quel cellulare.

LoreGasp

Quando la presentazione di un libro rimane talmente nelle orecchie e nella memoria, da riviverla in continuazione. E da imprimere un’altra svolta al proprio corso. Se non ne scrivo, non riuscirò bene a vedere, a sentire, a scoprire.

Sto parlando della presentazione dell’ultimo libro di Aldo Cazzullo, Metti via quel cellulare, scritto a sei mani con i suoi due figli, Francesco e Rossana, e dedicato alla riflessione di quanto siamo chini sugli smartphone per tutta la durata della nostra vita da svegli, toccando anche diversi altri punti. Nella posizione elevata del Municipio di Verduno, circondato da libri antichi e da una natura autunnale a dir poco maestosa, Aldo Cazzullo si è seduto su una delle poltroncine del palco, che vedete qui sotto, e ha dato “vita”. Non solo al suo libro. Ad un mondo di riflessioni, ricordi e aneddoti di natura diversa, personale, pubblica, sociale, letteraria, che è vissuto davanti ai nostri occhi e in quella parte dei nostri emisferi cerebrali in cui immagazziniamo emozioni, sensazioni, energie.

Coadiuvato da due studenti di teatro, un ragazzo ed una ragazza (quasi gli avatar dei suoi figli, tanto per rimanere in tema virtuale…), che hanno letto stralci del suo libro con voce ed energia particolarmente ampie e vivaci, l’autore ha condiviso con noi le sue opinioni sul mondo virtuale che ci siamo costruiti e che portiamo sempre nello smartphone, e molto, molto di più.

Aldo Cazzullo non ha bisogno di presentazioni di “carriera”: è un nome noto, da molti anni, nel giornalismo e nella scrittura. I suoi articoli per La Stampa e per Il Corriere della Sera sono letti, riletti, condivisi, criticati, amati, odiati, su tutto il territorio. I suoi libri, un elenco ben lungo e nutrito, sono letti, richiesti, ricercati. Sono riuscita a leggerne solo uno, diversi anni fa, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, sulla storia di Lotta Continua, ed ero rimasta colpita dal suo stile giornalistico di raccontare, ma caldo e bilanciato.

Non avevo ancora ascoltato lui.

Non saprei proprio dire quanto sia durata davvero la presentazione, se non… troppo poco. Troppo poco, per quell’universo di cui ha schiuso la porta. Il libro e la sua riflessione era il punto di partenza, ma dove ci ha portati, con le sue parole sempre giuste, mai mancanti, tanto avvincenti? Da Ungaretti, e il modo in cui le sue poesie sono state pubblicate: una storia di fiducia appesa ad un filo precario e instabile, in piena Prima Guerra Mondiale. Da Beppe Grillo, prima della sua trasformazione politica, e nella sua capacità di prepararsi e comunicare con le persone nel modo chirurgicamente ESATTO in cui esse vogliono che si comunichi con loro. Da Bill Gates e il suo essere prima di tutto un businessman. Nelle Langhe del secondo dopoguerra, dove il paesaggio e la vita non erano così belli e placidi, e i nonni dell’autore si scavavano la vita con forza e resistenza.

domenica 15 ottobre 2017

Eventi - Una sera a teatro

SimoCoppero

Il Blog ospita nuove avventure e nuovi Eventi. 
Dalla sinergia tra il Blog e l'Associazione Bolla e Fantasia, il panorama culturale si allarga e noi che alla Cultura non mettiamo limiti abbiamo tolto ogni confine. Parleremo sempre di libri anche il questi eventi, ma in modo diverso innovativo anche per il Blog. 

Venerdì sera alla Biblioteca Comunale A. Querro di Rosta (che ultimamente è divento nostro punto fisso per dar libertà alla fantasia scritta, letta e parlata) è andata in scena una Commedia teatrale: Una Canzone Migliore con Sabrina Scolari e Giorgio Perona. Una commedia unica e divertentissima, una prima in biblioteca (è sempre stata recitata a teatro prima), che ci ha portato in un mondo di libri, con un occhio e uno spirito diverso. Una commedia inglese rivisitata e modificata per poter stare nei tempi e negli spazi di una biblioteca; protagonista Frank, un professore universitario stanco, disilluso e più incline al whisky che all'insegnamento e Rita una parrucchiera che vede nello studio una forma di riscatto dalla sua condizione sociale. Bravissimi gli attori, felicissimo e divertito il pubblico.

Il mio ringraziamento speciale va ad Anna Versino, Assesore alla Cultura di Rosta, che ha creduto nella mia fantasia di portare una commedia in mezzo ai libri, ai bibliotecari volontari, che come sempre ci sono stati, e non per ultimo a Giorgio e Sabrina perchè hanno portato emozioni nuove, una ventata di aria fresca, e una voglia di riscatto culturale che include il teatro e l'arte in ogni sua forma.

Aspettando la prossima (perchè in anticipo gli attori sono già stati invitati nuovamente sulle scene da Comune di Rosta), potete per chi ha perso lo spettacolo andare sulla pagina Facebook dell'Associazione a vedere la carrellata di foto a disposizione.

Alla prossima quindi ... Giorgio e Sabrina siete stati speciali!


sabato 7 ottobre 2017

Eventi - Tutti i nostri eventi mensili






SimoCoppero

Oggi giornata di sole, mi ha ispirato questa breve puntatina di scrittura sul blog: è un po' che non mi sentite, ma solo perchè sto lavorando dietro le quinte per spargere cultura, per parlare di libri, per divertirci in mezzo ai volumi con eventi teatrali.
Dal mese di Ottobre sono partite molte iniziative targate Blog e Bolla e Fantasia, così ho pensato fosse utile per tutti quelli che non passano dalle nostre pagine di Facebook, un breve riassunto degli eventi.
Lo trovate nella foto qui allegata. Noi vi aspettiamo durante tutti i nostri incontri, e continuiamo a leggere.
A presto!

venerdì 29 settembre 2017

Claudia Semperboni – La vita è bella perché finisce – Un lungo discorso per sé

LoreGasp

No, il titolo non è un refuso, è scritto giusto. È quello che ho pensato subito quando l’ho letto, ovvero che avessi capito male io o fosse un errore di battitura. È la prima porta curiosa che ci invita a leggere il secondo romanzo di Claudia Semperboni, scrittrice piemontese adottata da poco dalla Liguria.

Entriamo nella sala del libro con l’impressione che l’azione si stia svolgendo da un po’, come se la rappresentazione fosse iniziata qualche tempo prima. Siamo in ritardo? No, affatto, è Alida, la voce narrante del romanzo, che sta riflettendo sulla sua vita, pensando quasi a quello che può o non può condividere con noi. Sta parlando a noi, ma in realtà, il suo vero interlocutore è un altro. Qualcuno che se n’è andato tempo prima, strappandole via un pezzo di sé, che lei cerca con qualche durezza di recuperare o… di lasciare andare definitivamente. È un uomo, un “tu” che all’inizio vediamo in una foto, anzi, non facciamo in tempo a guardarla bene, perché Alida la gira contro il muro. È una foto piena di gioia e luce, troppo piena di gioia e di luce, per cui è diventata insopportabile.

Siamo alle primissime pagine del romanzo, e sappiamo già molto, solo dalla voce e dalle pause sottintese di Alida, che parla nelle nostre teste. A volte è didascalica: racconta quello che vede andando al lavoro, recandosi nella sua libreria ogni mattina, il suo rifugio, il luogo in cui non sentirsi ferita e mancante. È anche una grande osservatrice, Alida. Vicino al suo negozio c’è un bar molto frequentato. Da qualche tempo, nel tentativo di distogliersi dal dialogo con il “tu” scomparso fisicamente dal suo fianco, ma ancora prepotente nel suo animo, le piace concentrarsi sulle persone che entrano nel bar. Che vita hanno? Cosa provano, mentre bevono il caffè che hanno ordinato, guardano il telefonino alla ricerca di parole e messaggi, o mentre salutano qualcuno di conosciuto? Giorno dopo giorno, Alida è in grado di riconoscerli, e di salutarli come amici, anche se solo nello spazio della sua mente. Cerca di indovinare i loro pensieri, di leggere qualche brano della loro vita dai loro abiti, i loro movimenti, costruendone una per loro.

lunedì 25 settembre 2017

Eventi di lettura#16 - Incontro con l’autore – Nella Scoppapietra, E la vita urlò, a Rosta.

LoreGasp

Dopo tante letture, è bello scriverne, come si fa qui nel Blog, e parlarne, come si fa negli eventi letterari organizzati da Bolla e Fantasia, con il supporto del Blog, e di tutti gli altri partecipanti: scrittori, editori, lettori, location.

Ieri è stata la volta di presentare il secondo libro di Nella Scoppapietra, E la vita urlò, presso la biblioteca di Rosta, uscito per Spunto Edizioni. Io ne ho parlato qui, e Simona qui, per cui conoscete ampiamente cosa ne pensiamo. Il dialogo con Nella Scoppapietra, ieri, è stato divertente e gioioso, poiché la scrittrice si è messa a disposizione del pubblico per raccontare un po’ di più di se stessa, attraverso i suoi libri.

Una presentazione di libri non è un evento semplice e scontato. È un lavoro di squadra, che coinvolge tante, tantissime persone, ciascuno con il suo contributo. Partiamo proprio dall’evento di ieri. Nella scrive i suoi libri, Mariapaola Perucca li pubblica (e in una casa editrice il lavoro per farlo è complesso e delicato), Simona e Loredana li leggono, ne scrivono nel Blog, organizzano la presentazione, presentano il libro, e i lettori del pubblico ascoltano, partecipano, fanno domande, leggono, scoprono, s’informano.

Aggiungiamo, nel caso di ieri, i volontari della Biblioteca di Rosta che hanno tenuto aperta la biblioteca appositamente per noi, e l’assessore Anna Versino che ha facilitato con entusiasmo tutto l’iter per poter arrivare con tutti gli elementi della presentazione di un libro: scrittrice, editrici, presentatrici e organizzatrici fotografe. (Tutto al femminile, avete notato? J)



lunedì 28 agosto 2017

Dialoghi con l'Amanita#35 - La lunga estate calda dell'Amanita

LoreGasp e L'Amanita

A prescindere dalla latitanza e dal titolo sono ancora nella valle di lacrime. Anzi, quest’anno è bene parlare di valle di sudore.

Prima parentesi: io non sud(av)o. Mai. Uno studio serio e scientifico, convalidato da prove empiriche, dimostrò anni fa che per vedere la mia fronte leggermente lucida dovevo trovarmi in Sardegna con almeno 40 gradi all’ombra (non ricordo l’anno, ma ricordo che l’aeroporto di Elmas chiuse per “liquefazione dell’asfalto delle piste”). Dubito che abbiamo raggiunto i fatidici quaranta gradi, ma un buon (si fa per dire) 80% di umidità africana (e scusate l’inciso velenoso: ma l’Africa ha scelto l’Europa come pattumiera?) ha decisamente pesato sul becero processo di liquefazione sul divano.
Dicevo. La valle di sudore non ha comunque sconfitto la furia: libri poco impegnativi, ovviamente, ma parecchi. Alcuni anche già letti.

Qualche titolo: La libreria degli amori impossibili (ma! qualcosa mi è rimasto indigesto, devo rileggerlo per capire; forse la protagonista…); un Poirot e due Miss Marple (i classici non deludono mai); Cari mostri di Stefano Benni (delusione: mi aspettavo di più da un autore di cui mi hanno parlato con entusiasmo); La casa delle foglie rosse (grazie, M! L’ho letto solo perché prestato, invece il giallo di Paullina Simons è una bella sorpresa, un’ottima compagnia con finale davvero soddisfacente); un tuffo ed una lunga nuotata ne Il Signore degli anelli, libro e dvd… devo aprire un’altra lunga digressione, ogni volta scopro qualcosa di nuovo! Frodo mi ha insegnato alcune cose riguardanti la convivenza col male. Ho sempre mal tollerato la sua défaillance di fronte alla voragine del Monte Fato: caspita, almeno nei libri l’eroe senza macchia “ci può stare”. Ma nella vita il male c’è. Nella vita puoi non scegliere il male, ma trovartici. Come Frodo, appunto, che si salva solo perché qualcun altro è più malvagio e “perso”. Dopo diciassette anni di malattia mi consola leggere che c’è salvezza anche per chi è, suo malgrado, ferito così profondamente dal male.

E ancora: Il piccolo negozio di fiori in riva al mare (simpatico); La signora dei cimiteri (harmony con furore, sì, ma – strano, eh – mi interessavano i fantasmi). E la grande scoperta degli ultimi tempi: Alice Basso con Non ditelo allo scrittore, ovvero le peripezie di una “scrittrice fantasma” (ricevuto appena uscito, sto consumando il libro: l’avrò letto almeno cinque volte).

Di solito non seguo le novità, ma la Basso mi fa sganasciare… sì, l’immagine di una massa tremolante che sghignazza sul divano è da nausea, abbiate pazienza.

mercoledì 23 agosto 2017

Jolanda Pergreffi – Verso domani – La dolcezza della resilienza.

LoreGasp

Ricompare in queste pagine telematiche il nome di Jolanda Pergreffi, garbata autrice di talento che conobbi al Salone del Libro 2016, quando ebbi l’onore di presentare il suo primo romanzo edito da Spunto Edizioni, Il tempo dei papaveri. Verso domani è una perla appena pescata e messa qui in esposizione.

Come ho scritto nel titolo, è la dolcezza l’elemento di spicco dell’atmosfera del libro, anche se le vicende raccontate ne hanno davvero poca. Quando entriamo nel libro siamo a Torino, parecchi anni fa. Ci passano davanti una bimba di nove anni, Cinzia, spaurita e rinchiusa in se stessa, sballottata insieme ad una valigia da una giovane donna dall’aspetto talmente determinato da diventare aggressivo. Dove corrono? A prendere un treno che le porterà in un paesino della Sicilia, ad abitare in un castello. Se non facessimo attenzione alle espressioni e agli abiti indossati dalle due, potremmo pensare che questo sia l’inizio del seguito delle fiabe, quando la donzella protagonista sposa il principe e si trasferisce nel suo castello a vivere un’esperienza di serenità, balli, vita di corte, ricchezze.

Invece, da lettori attenti, ci accorgiamo subito che non è così. La giovane donna si chiama Marta. Impossessatasi letteralmente di Cinzia nell’orfanotrofio in cui andava a trovarla saltuariamente presentandosi come “zia”, la sta portando di peso in Sicilia dove ha intenzione di farsi sposare da un gentile e facoltoso barone, e trasformarsi istantaneamente in una gran dama, ricca, benvoluta, accettata e ricercata in società. Marta è una ragazza madre che ha subito il fortissimo ostracismo del suo intero paese per essere rimasta incinta senza il sacro vincolo del matrimonio, cui si è aggiunto il bando dei suoi stessi genitori, troppo scossi dalla vergogna sociale per aiutarla e sostenerla. Ora è ferocemente alla ricerca di un riscatto agli occhi di tutti, che ritiene di aver trovato nella persona del Barone, un vero gentiluomo di aspetto e di valori, approfittando anche, in una certa misura, di alcune sue debolezze. Venuta a sapere del suo desiderio di avere un figlio, la ragazza tenta di “creare” una gravidanza ad hoc con l’aiuto di un medico compiacente. Tuttavia, questo primo tentativo non va in porto.

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