mercoledì 12 dicembre 2018

ThrillerNord#1 - Nessuna morte è perfetta, Katarzyna Bonda

LoreGasp

Recensione scritta per Thrillernord, Associazione culturale.

Grazie alla collaborazione con Thrillernord, sono entrata in un mondo totalmente inaspettato.

Sinossi

La profiler Sasza Zaluska, trentasei anni e capelli rosso fuoco, ha cambiato vita. È ormai tornata in Polonia, con la sua bambina, ed è un bel po' che non tocca un goccio. 
E, soprattutto, è decisa a fare pace con quel pezzo del suo passato che ancora la tormenta: l'uomo che è il padre di sua figlia, conosciuto quando, alle prime armi come agente infiltrata nella malavita di Danzica, aveva commesso l'errore di innamorarsi proprio della persona su cui avrebbe dovuto vigilare. 
È per questo che Sasza si sposta sulle sue tracce tra i boschi dell'est della Polonia, ad Hajnówka, nella parte più orientale e remota del Paese. Una città di camini e fantasmi, con un passato che ancora incatena i suoi abitanti: lì, nel 1946, una terribile rappresaglia uccise più di cento polacchi di origine bielorussa, un massacro su cui non è mai stata fatta chiarezza. Uno dei tanti misteri rimasti irrisolti ad Hajnówka. Come quello di Iwona, sposa bielorussa scomparsa il giorno del suo matrimonio con un ricco polacco del luogo. 
Sarà proprio Sasza, scontrandosi con la polizia locale, a indagare sulla sparizione della donna, senza sapere che il caso la porterà molto più lontano, in un affondo emozionante e doloroso negli anni più cupi della storia polacca.

La mia recensione
Quando ho chiuso questo libro, mi è sembrato di aver assistito ad un passaggio storico importante seduta in prima fila. E questo mio malgrado, poiché mi aspettavo “solo” una storia thriller, e mi preparavo a spiare i personaggi per capire chi di loro e per quale motivo avrebbe rovinato il giorno importante di una bella sposa giovane come Iwona Bejnar.


giovedì 6 dicembre 2018

Paura sotto la pelle2 – Una rassegna per guardarla in faccia

LoreGasp


Esattamente una settimana fa, il 29 novembre a Bologna, si è tenuta la seconda rassegna dedicata al grande tema della paura. Organizzata da un trio di tutto rispetto, Giusy Giulianini, Fabio Mundadori e Giovanni Modica, ha tenuto banco per due giorni all’Università Alma Mater, al Dipartimento di Italianistica.
Ha convocato scrittori, sceneggiatori e registi per ascoltare la loro versione su cos’è la paura e su cosa li spinge a scrivere e raccontare la paura e di paura. Se volete scoprire qualcosa di più sul concept della rassegna e sulla sua genesi, vi consiglio di leggere da cima a fondo i post del sito dedicato: https://paurasottolapelle.wordpress.com/home/

Oltre ai programmi degli interventi, numerosissimi, di coloro che hanno partecipato, potete trovare una sezione molto ricca di foto e di interviste video. Dario Villasanta, che si è occupato della parte di comunicazione dell’evento, non si è risparmiato nel diffondere e far conoscere la rassegna, e nel tenere informati gli appassionati sullo svolgimento della stessa, e sul suo “post”. E a prepararli adeguatamente prima di partecipare… è sufficiente dare un’occhiata al grande contenitore dell’evento FB di Paura sotto la pelle
Basterebbe quello per prepararsi per un piccolo esame sull’argomento! :-D

Io mi sono interessata in corsa dell’evento, grazie al suo invito. E l’ho raccolto fino ad andare a Bologna il 29 novembre… spinta anche dalla curiosità di veder realizzato un mio sogno di ragazza. Entrare all’Università di Bologna, pur non avendo potuto studiare lì. Mi sembrava impossibile, e invece ho trascorso lì un’intera giornata.

martedì 4 dicembre 2018

I thriller di Edvige#19 – La forma del buio

CrisMazzuccato

"Ogni predatore prima o poi si trasforma in preda. La sola differenza tra gli altri animali e noi è che noi siamo preda del cacciatore più inesorabile che ci sia : l'uomo stesso. "

"La forma del buio" è il degno successore del primo romanzo di Mirko Zilahi, "È così che si uccide", in cui rivediamo all'azione il "bel tenebroso" commissario Enrico Mancini e la sua squadra che abbiamo lasciato dopo una cruenta e intensa indagine. Li ritroviamo qui molto più caratterizzati, ognuno, in qualche forma, impegnato in una personale trasformazione. Uno dei temi cardine del romanzo è proprio la Trasformazione, la Metamorfosi, oltre a quello dell'analisi della realtà e del suo doppio: l'illusione, la visione. Dice l'autore nella sua nota :"L'idea è nata da una definizione di Joung, per cui la realtà, al contrario di ciò che comunemente crediamo, è qualcosa di sfuggente, qualcosa che la psiche ricrea continuamente per renderla addomesticabile. La realtà è il prodotto di un atto di interpretazione continua da parte dell'individuo". E mai come in questa vicenda troviamo applicata questa teoria.

Roma è nelle mani di un killer seriale tormentato da mostri che deve annientare per mettere ordine al Caos, <perché il Caos genera paura e l'ordine è l'unica cura>. Dunque "lo Scultore", così denominato presto dalla stampa perché plasma, mette in posa, trasfigura ognuna delle sue prede in una creatura mitologica, uccide scegliendo vittime che la sua mente vede come mostri, quando la realtà e l' illusione si sovrappongono e lui non sa più cosa sia reale e cosa no. La visione divora la realtà, prende il sopravvento e la Bestia uccide. Vediamo trasfigurate figure come il Laocoonte, la Sirena, Medusa, Scilla, il Minotauro : assistiamo alla furia del Cacciatore prima e la cura attenta dell'artista dopo, nel momento della "posa in opera". Attimi davvero forti, intensi, scritti con veemenza e passione.

Il commissario Mancini dovrà sfoderare tutta la sua empatia che, come noto, ha sempre avuto nei confronti dei serial Killer. Lui vede l'assassino nel suo operare, non lo distingue, ma ne percepisce le sensazioni.

("Enrico aveva bisogno di calpestare la terra, annusare l’aria sulla scena del crimine, di toccarla. Era quello il suo primo contatto con l’assassino. Un tramite indiretto che gli serviva per sintonizzarsi, per ascoltare la voce del delitto, percepire i passi del killer, finchè la presenza fantomatica si manifestava nella sua mente”.)

Sarà questo caso che lo aiuterà a uscire dal suo buio, dall’abisso in cui lentamente sta sprofondando? Riuscirà a far emergere di nuovo il suo carisma e riunire la squadra per lavorare al caso e arrivare alla soluzione finale?

giovedì 29 novembre 2018

Le Interviste Del Furore #9 - Enrico Pandiani a Paura sotto la Pelle2

LoreGasp

Novembre è un mese pauroso. Sarà perché arriva subito dopo Halloween… oppure perché spaventarsi un po’ sotto Natale è anche divertente.
La rassegna Paura sotto la pelle2, di Bologna, ospita una schiera formidabile di scrittori, sceneggiatori e registi per raccontare di una delle emozioni più forti e coinvolgenti dell’animo umano.
Tra questi nomi eccellenti (non ve li riporto qui, ma vi riporto il sito dove potete vederli TUTTI: https://paurasottolapelle.wordpress.com/home/), spicca quello di… Enrico Pandiani!

Un’altra personalità eclettica, scrittore e sceneggiatore di fumetti, che ha scelto di raccontare la sua versione dei fatti sulla paura. Qui potete trovare anche altre notizie più particolareggiate su di lui.

Ciao Enrico, benvenuto nel Blog Del Furore Di Aver Libri!

Leggo nella tua biografia, che hai esordito curando la parte dell’infografica del principale quotidiano di Torino, La Stampa. I passi successivi sono stati la sceneggiatura di fumetti presso alcune riviste specializzate e poi il salto nella narrativa con Les italiens, nel 2009, in cui ci presenti il commissario Mordenti per la prima volta. Cosa ti ha spinto a saltare nell’altro campo?

Ho cominciato a raccontare storie quando avevo quattordici anni, sotto forma di fumetti che scrivevo e disegnavo e che vendevo ai miei compagni di scuola. In seguito è diventato il mio primo lavoro e ho pubblicato diverse storie su Il Mago di Mondadori e su Orient Express di Luigi Bernardi.
Poi ho piantato lì e ho cominciato la mia lunga carriera di grafico editoriale che mi ha portato a collaborare per tanti anni con il quotidiano La Stampa. L’infografica è sempre stato un mio pallino. Ma nel frattempo scrivevo come un pazzo. Lo facevo per puro divertimento, una sorta di evasione, e l’idea di una possibile pubblicazione non mi sfiorava nemmeno l’anticamera del cervello. Quando le soddisfazioni per il mio lavoro sono venute a mancare, allora si è fatta spazio la scrittura e sono arrivati Les italiens. Finire il primo romanzo è stata una sorpresa anche per me.


martedì 27 novembre 2018

Le Interviste Del Furore #8 - Giusy Giulianini a Paura sotto la Pelle2


LoreGasp

Siamo sempre più decisi a conoscere tutto della paura. Soprattutto della #paura2, come quella di Paura sotto la pelle2, la rassegna di Bologna in partenza giovedì 29 e venerdì 30 novembre alle ore 15,00 e 14,30 rispettivamente.

Oggi è con noi Giusy Giulianini, l’ideatrice della rassegna e organizzatrice con Giovanni Modica e Fabio Mundadori.

Scrittrice, lettrice forte (direi anche parecchio forte), critico letterario e organizzatrice di eventi culturali: una personalità eclettica così non poteva stare ferma e non dare alla vita a qualcosa di unico e originale come la struttura della rassegna. E l’amore per i libri e le storie si innesta in una formazione e una preparazione professionali di stampo scientifico: una laurea in Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, e una seguente specializzazione in Tecnologie Biomediche della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Un gran bel connubio tra scienza e letteratura!

Buongiorno Giusy, benvenuta nel Blog Del Furore Di Aver Libri! 

Quando mi avvicino ad uno scrittore o scrittrice, non posso fare a meno di iniziare con la domanda più banale in assoluto, ma che non manca mai di attirarmi, soprattutto quando mi trovo davanti a personalità così eclettiche. Non mi stancherei mai di ascoltare la risposta. Come nasce la Giusy Giulianini scrittrice, da questo passato di scienziata? 
Eh, il motivo c’è…Prima di diventare “scienziata” sono stata “umanista”, al glorioso Liceo classico Luigi Galvani di Bologna: la passione per la letteratura, là, era quasi un requisito d’iscrizione. Scrivevo anche prima, diari fittissimi e nuovi finali di romanzi che mi avevano lasciato insoddisfatta. Al liceo però la scrittura ha preso una piega più organizzata e ho fatto parte anche della redazione del giornale studentesco. Per molti anni poi, l’università e un lavoro molto “tecnologico”, mi hanno ingabbiata nella mera redazione di pubblicazioni scientifiche. La passione è scoppiata di nuovo qualche anno fa: i social avvicinano molto agli scrittori, nei confronti dei quali mi sono sempre sentita un’autentica groupie. Molti di loro sono diventati amici veri, una grande fortuna! Potrei quasi dire che ho realizzato il sogno de Il giovane Holden di Salinger: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che, quando li hai finiti di leggere e tutto quello che segue, vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però.” A me, invece, è successo.
   

venerdì 23 novembre 2018

Francesca Battistella – La Trilogia

LoreGasp


Ho aperto la settimana con lo spettacolare Re di bastoni, in piedi, e la completo con la sua trilogia, La stretta del lupo, Il messaggero dell’alba e La bellezza non ti salverà.

Cambiano i personaggi, il coro narrativo che è al centro del libro, cambiano anche i luoghi, ma l’energia rimane la stessa: quella di una narrazione spigliata, padrona di quello che sta dicendo, capace di trasmettere l’angoscia e l’odio altrettanto bene della gioia e del divertimento. I noir di Francesca Battistella sono pieni di colori, come ho detto nel precedente post. Sono uno specchio fedele delle fibre che compongono la vita, in tutte le loro sfumature.

La stretta del lupo (2012, Scrittura e Scritture) ci porta dritti sul Lago d’Orta, a Vacciago. Sono i 150 anni dell’Unità di Italia, è necessario prepararsi adeguatamente per festeggiare una ricorrenza così importante. Maria Teresa Filangieri, vedova benestante di un ricco industriale del nord Italia, si sta occupando di far ristrutturare la villa in cui vuole vivere, mentre la sua bella e brillante amica Niki Bianciardi è immersa nel suo lavoro di gallerista sofisticata e competente. Alfredo Filangieri, fratello di Teresa, si dedica alla sua routine nella bella casa di famiglia a Massa Lubrense, nei dintorni di Sorrento. Fotografie veloci di vite umane alla luce del sole, immerse nelle loro occupazioni. E’ l’ombra, però, che arriva a sconvolgere tutto… in quegli stessi giorni, un assassino spezza la vita di una ragazza giovane, massacrandone il corpo con ferocia. L’evento è così sconvolgente, da attirare l’attenzione di una figura altrettanto unica nel suo genere: Costanza Ravizza, la prima donna profiler italiana, di stanza a Novara.


giovedì 22 novembre 2018

Le Interviste Del Furore #7 - Stefano Di Marino a Paura sotto la Pelle2

LoreGasp

Rimaniamo nella paura, e soprattutto in quella sotto pelle… brrr!
Vi ricordate dell’appuntamento che avete giovedì 29 e venerdì 30 novembre alle ore 14,00 presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Alma Mater Studiorum di Bologna?

Sì, quello con la Paura Sotto la Pelle 2… ?
Non vi ricordate?

Aspettate, vi faccio parlare con qualcuno che sarà presente e che sarà meglio che conosciate (se non lo conoscete già) e incontriate.

Oggi è con noi Stefano Di Marino!

Scrittore, traduttore, sceneggiatore di fumetti: una personalità eclettica, che interverrà alla rassegna bolognese sulla paura. Quale migliore occasione per parlargli?

Ciao Stefano, benvenuto nel Blog Del Furore Di Aver Libri!

Grazie Loredana e un saluto a tutti voi che ci leggete.

Ti tocca la domanda più banale di tutte, quella che avrai ripetuto milioni di volte, a voce e per iscritto, ma che continua sempre a incuriosire. Personalmente, adoro scoprire quale meccanismo scatta in certi momenti. Come nasce Di Marino scrittore? 

Io preferisco il termine ‘narratore’ perché mi pare meno pomposo. Io racconto storie d’intrattenimento, con tutto il cuore e la passione che ho. La mia è la storia di un ragazzino che è riuscito a trasformare un hobby in un lavoro, magari senza capire bene la complessità e le difficoltà del mondo editoriale. Quando ho capito veramente com’era questo mondo ormai c’ero dentro. Non sapevo fare altro, così ci sono rimasto pur con tutte le difficoltà che non riguardano il ‘mestiere’ di raccontare, ma i meccanismi e le persone che lo regolano.  Un po’ come il mio personaggio più famoso, Il Professionista, che da ragazzo sognava l’avventura e poi quando si è trovato a viverla e ha capito che non era un universo idealizzato come aveva immaginato ci è rimasto intrappolato dentro. Ma è andata meglio a me che a Lui. Quantomeno quando mi alzo la mattina so che non devo fare a pistolettate tutto il giorno…


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