lunedì 28 agosto 2017

Dialoghi con l'Amanita#35 - La lunga estate calda dell'Amanita

LoreGasp e L'Amanita

A prescindere dalla latitanza e dal titolo sono ancora nella valle di lacrime. Anzi, quest’anno è bene parlare di valle di sudore.

Prima parentesi: io non sud(av)o. Mai. Uno studio serio e scientifico, convalidato da prove empiriche, dimostrò anni fa che per vedere la mia fronte leggermente lucida dovevo trovarmi in Sardegna con almeno 40 gradi all’ombra (non ricordo l’anno, ma ricordo che l’aeroporto di Elmas chiuse per “liquefazione dell’asfalto delle piste”). Dubito che abbiamo raggiunto i fatidici quaranta gradi, ma un buon (si fa per dire) 80% di umidità africana (e scusate l’inciso velenoso: ma l’Africa ha scelto l’Europa come pattumiera?) ha decisamente pesato sul becero processo di liquefazione sul divano.
Dicevo. La valle di sudore non ha comunque sconfitto la furia: libri poco impegnativi, ovviamente, ma parecchi. Alcuni anche già letti.

Qualche titolo: La libreria degli amori impossibili (ma! qualcosa mi è rimasto indigesto, devo rileggerlo per capire; forse la protagonista…); un Poirot e due Miss Marple (i classici non deludono mai); Cari mostri di Stefano Benni (delusione: mi aspettavo di più da un autore di cui mi hanno parlato con entusiasmo); La casa delle foglie rosse (grazie, M! L’ho letto solo perché prestato, invece il giallo di Paullina Simons è una bella sorpresa, un’ottima compagnia con finale davvero soddisfacente); un tuffo ed una lunga nuotata ne Il Signore degli anelli, libro e dvd… devo aprire un’altra lunga digressione, ogni volta scopro qualcosa di nuovo! Frodo mi ha insegnato alcune cose riguardanti la convivenza col male. Ho sempre mal tollerato la sua défaillance di fronte alla voragine del Monte Fato: caspita, almeno nei libri l’eroe senza macchia “ci può stare”. Ma nella vita il male c’è. Nella vita puoi non scegliere il male, ma trovartici. Come Frodo, appunto, che si salva solo perché qualcun altro è più malvagio e “perso”. Dopo diciassette anni di malattia mi consola leggere che c’è salvezza anche per chi è, suo malgrado, ferito così profondamente dal male.

E ancora: Il piccolo negozio di fiori in riva al mare (simpatico); La signora dei cimiteri (harmony con furore, sì, ma – strano, eh – mi interessavano i fantasmi). E la grande scoperta degli ultimi tempi: Alice Basso con Non ditelo allo scrittore, ovvero le peripezie di una “scrittrice fantasma” (ricevuto appena uscito, sto consumando il libro: l’avrò letto almeno cinque volte).

Di solito non seguo le novità, ma la Basso mi fa sganasciare… sì, l’immagine di una massa tremolante che sghignazza sul divano è da nausea, abbiate pazienza.

mercoledì 23 agosto 2017

Jolanda Pergreffi – Verso domani – La dolcezza della resilienza.

LoreGasp

Ricompare in queste pagine telematiche il nome di Jolanda Pergreffi, garbata autrice di talento che conobbi al Salone del Libro 2016, quando ebbi l’onore di presentare il suo primo romanzo edito da Spunto Edizioni, Il tempo dei papaveri. Verso domani è una perla appena pescata e messa qui in esposizione.

Come ho scritto nel titolo, è la dolcezza l’elemento di spicco dell’atmosfera del libro, anche se le vicende raccontate ne hanno davvero poca. Quando entriamo nel libro siamo a Torino, parecchi anni fa. Ci passano davanti una bimba di nove anni, Cinzia, spaurita e rinchiusa in se stessa, sballottata insieme ad una valigia da una giovane donna dall’aspetto talmente determinato da diventare aggressivo. Dove corrono? A prendere un treno che le porterà in un paesino della Sicilia, ad abitare in un castello. Se non facessimo attenzione alle espressioni e agli abiti indossati dalle due, potremmo pensare che questo sia l’inizio del seguito delle fiabe, quando la donzella protagonista sposa il principe e si trasferisce nel suo castello a vivere un’esperienza di serenità, balli, vita di corte, ricchezze.

Invece, da lettori attenti, ci accorgiamo subito che non è così. La giovane donna si chiama Marta. Impossessatasi letteralmente di Cinzia nell’orfanotrofio in cui andava a trovarla saltuariamente presentandosi come “zia”, la sta portando di peso in Sicilia dove ha intenzione di farsi sposare da un gentile e facoltoso barone, e trasformarsi istantaneamente in una gran dama, ricca, benvoluta, accettata e ricercata in società. Marta è una ragazza madre che ha subito il fortissimo ostracismo del suo intero paese per essere rimasta incinta senza il sacro vincolo del matrimonio, cui si è aggiunto il bando dei suoi stessi genitori, troppo scossi dalla vergogna sociale per aiutarla e sostenerla. Ora è ferocemente alla ricerca di un riscatto agli occhi di tutti, che ritiene di aver trovato nella persona del Barone, un vero gentiluomo di aspetto e di valori, approfittando anche, in una certa misura, di alcune sue debolezze. Venuta a sapere del suo desiderio di avere un figlio, la ragazza tenta di “creare” una gravidanza ad hoc con l’aiuto di un medico compiacente. Tuttavia, questo primo tentativo non va in porto.

lunedì 21 agosto 2017

Del Furore Di Leggere A Multipli o La Cintura di Orione.

LoreGasp

La Cintura di Orione in una simulazione al computer

La Cintura di Orione indica tre stelle particolarmente brillanti, all’interno della folta costellazione di Orione. Apparentemente non avrebbe niente a che fare con la questione della lettura, se non ne è argomento, ma è un’espressione che mi è venuta in mente un giorno mentre guardavo tutti i libri del mio tavolino di lettura, e quelli che ho impilato in zone diverse di casa mia. Scherzando, mi dissi che se li avessi messi uno dietro l’altro, avrei eguagliato la lunghezza della Cintura di Orione… e da allora uso il nomignolo ogni volta che parlo della mia lista di lettura.

Perciò, mi è venuta voglia di praticare buchi nella cintura stellato-libresca, andando avanti spedita con i libri che la compongono. Sono curiosa di vedere quanto ci impiego a smaltirli, e sono impaziente di fare spazio per altri volumi e argomenti nuovi, senza l’affanno degli arretrati. E per far questo, ho cominciato a leggere a multipli, selezionando gruppi di tre libri che, ad un primo sguardo e intuito, potrebbero andar bene insieme.

È iniziato come un gioco ed un esperimento.

In una tarda serata di caldaccio infernale insopportabile e persistente, mentre sedevo sul divano sotto il vento incrociato di due ventilatori, accanto a quattro pile di libri, ho cominciato a guardarli con insistenza per capire chi dovessi pescare. Ne ho preso uno (Verso domani, seconda uscita fresca fresca di Jolanda Pergreffi), pensando di essere a posto. Per i primi cinque minuti, almeno. E poi l’intuizione. Guardo di nuovo e ne tiro fuori altri due: Il giardino dell’orco, Leïla Slimani, e Il confine dell’ombra, di Gianluca Arrighi. Perché questa scelta?

lunedì 14 agosto 2017

Maurizio De Giovanni – Le mani insanguinate – Quindici volte noir.

LoreGasp

Maurizio De Giovanni. Basta il suo nome e io devo leggere i suoi libri. Sono anche tanti, meno male, per cui potrò approfondire la sua conoscenza con tutto comodo e agio. È parecchio noto per il suo inconsueto commissario Ricciardi, e per la serie televisiva de I bastardi di Pizzofalcone, tratta dal suo omonimo libro. Tutti segnati sulla lista della Cintura di Orione, naturalmente.

Questo libro, Le mani insanguinate, arriva naturalmente da… ovvio che sì… dal #SalTO30 appena passato. Passato solo dal punto di vista del calendario, naturalmente. Il Salone del Libro è un’esperienza priva di individuazioni temporali gregoriane precise. Una visita approfondita allo stand delle Edizioni Cento Autori, e Maurizio De Giovanni è stato immediatamente adottato.

Sono quindici racconti noir. Quindici perle nere, in cui De Giovanni si diverte a usare il nero come ingrediente principale o come filtro dei suoi scritti; non è più solo un genere, in cui l’assassino commette il delitto davanti agli occhi sorpresi del lettore e poi si dilegua sbeffeggiando gli inquirenti di turno. Alcuni dei racconti sono noir “tradizionali”, se possiamo definirli così. In altri, invece, il nero è davvero un filtro, un paio di lenti scure virate con cui l’autore guarda e riscrive alcuni eventi storici molto noti, e altri fatti di cronaca delicati, al punto da essere entrati nel corpo collettivo del nostro territorio.

E alcune di queste rivisitazioni sono talmente ben congegnate che potrebbero persino… essere reali. In fondo, è sempre questione di punti di vista, giusto?

giovedì 10 agosto 2017

Leggere ... volare ... vivere!#42 - La luce nera della paura

SimoCoppero

Posso sostenere di essere una lettrice fortunata: nessuno degli ultimi libri letti mi hanno delusa. Non è cosa così scontata, non sempre gli autori riescono a portarti dove tu ti aspetti, o farti vivere emozioni tali da non smettere di girare le pagine.
Questa volta sono partita per il Nord-Est: Venezia, Burano e Bolzano mi hanno ospitato e non è stato un viaggio tranquillo, dietro agli angoli ho incontrato personaggi buoni, cattivi, loschi, e anche questa volta mi sono imbattuta in coincidenze:

 “Le coincidenze sono proiezioni dei nostri pensieri alla perenne ricerca del sensazionale “ scrive Massimo Rossi nel suo La luce nera della paura.  Saranno anche coincidenze, quelle di trovare sempre Commissari così interessanti?

Andiamo con ordine, che al nominare il Commissario Rollo Weber, tutto nella mia testa diventa confuso.  Stiamo parlando di un libro noir, ma non proprio noir, anche qui le sfumature di etichetta ci sono: è qualcosa di più, ma anche qualcosa di diverso; per intenderci, ci sono cadaveri, un Commissario, una psicologa, e un sostituto procuratore. 

Tutta fantasia, lo so, ma a tratti sembra di essere nella vita vera dove i giochi di potere la fanno da padrone, dove i sensi di colpa di una vita normale si affacciano alla routine della quotidianità, dove un piccolo isolotto sornione e tranquillo come Burano può essere scosso da tragedie che nessuno si aspetta, dove il bene e la felicità di un bambino passano davanti ad ogni sofferenza del cuore.

“Ma questo mondo si è assuefatto alla violenza, non c’è più nulla che dia scandalo, tutto è diventato normale … Anche se non lo è” – quanta verità c’è in questa semplice frase.  

Ci penso, ci giro intorno, ma in fondo spesso ognuno di noi si stupisce di cose ovvie, perché l’anormale non dà più scandalo ma normalità.
E allora torno al libro, pensando che anche un semplice noir, ci spinge a guardare oltre alla fantasia, e in questo Massimo Rossi è stato un maestro.

Scritto in modo scorrevole, dove i personaggi sono sempre nitidi e in primo piano che ti prendono per mano senza mai farti smarrire nella storia, ma che ti portano a riflettere fuori dalla storia.
E’ un libro da leggere, assolutamente. Non voglio rivelarvi la trama, voglio stuzzicare dentro il vostro sesto senso la curiosità di lettura: passate qualche ora con Il Commissario Weber.


“Anche se si è stanchi, rassegnati, sconfitti, bisogna andare avanti”

mercoledì 9 agosto 2017

Mariel Sandrolini – Burlesque e delitti – Il lato meno godereccio di Bologna.

LoreGasp

… altri brividi. Lucifero, Caronte, e tutta la compagnia varia, cantante e bella, non smette di imperversare in questo territorio, e ai lettori non resta che rinfrescarsi con i brividi delle indagini degli impareggiabili commissari italiani.

È la volta di Bologna, la grassa, la godereccia, come si può vedere già nel titolo: parliamo di burlesque… ! E se non virassimo subito verso i delitti, che seguono immediatamente dopo, rischieremmo di perderci dietro a ricordi anche pruriginosi e imbarazzanti per la nostra identità nazionale, dato che uno dei nostri ex-Premier era particolarmente interessato a questa forma d’arte. Sempre se diamo retta ai giornali che hanno scritto fiumi di notizie di ogni colore e genere sul personaggio.

Ma torniamo pure al libro.

A Bologna, un integerrimo direttore di banca si sveglia con un bernoccolo in testa sanguinante, disteso in una casa non sua, un allarme d’antifurto che sveglia l’intera città e circondario, e un terrore semi-paralizzante nelle fibre perché non si ricorda più come e perché è finito lì. Vorrebbe scappare, far finta di nulla, mentre alcuni ricordi vengono a galla (quello avrebbe dovuto essere il luogo di un appuntamento galante e al buio con una bella ragazza), pensa di andare a casa, rimettersi insieme, dimenticare tutto e… si ritrova torchiato da un autoritario e seccato commissario Marra, intenzionato ad aprire e portare avanti la sua indagine con successo. Pare che sia avvenuto un furto, in quella casa, e lui è l’unico a sembrare il responsabile criminoso.

lunedì 7 agosto 2017

Segnalazioni editoriali#27 - Silvia Casini, Tutto in una notte e Di magia e di vento.

LoreGasp

Secondo il mio personalissimo punto di vista sulla libroterapia, se siete tipi che amate rifugiarvi in altri luoghi, ci vogliono thriller e romance storici, con tinte diverse, per movimentare e allettare l’attenzione.

Ecco due titoli appena planati nella mia casella di posta: Tutto in una notte, e Di magia e di vento, entrambi di Silvia Casini.







Silvia Casini, Tutto in una notte, Libro/Mania  

Tutto in una notte è prenotabile su tutti gli store online.
A partire dal 22 novembre, sarà possibile acquistarlo al prezzo di lancio di 0,99 euro: http://amzn.to/2fWuwe2


Maya si risveglia in una stanza d'ospedale. Non ricorda nulla di quello che le è successo nelle ore o nei giorni precedenti, ha perso completamente la cognizione del tempo e dello spazio. Non ricorda nulla neanche di quella maledetta notte e della gita nei dintorni di Sligo, Irlanda, durante la quale sono morti tutti i suoi compagni d’avventura. Per aiutarla a superare il trauma di quella notizia sconvolgente, i genitori decidono di farle cambiare vita trasferendosi a New York. Cosa è successo quella notte? Cosa significano quelle visioni incomprensibili? Perché il ricordo continua a perseguitarla anche a chilometri e a mesi di distanza?








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