venerdì 21 luglio 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#4 - Piero Ferrero - La verità nascosta

LoreGasp

Ieri, giovedì 20 luglio, presso la Libreria Belgravia di Torino, il dott. Piero Ferrero ha presentato il suo libro La verità nascosta, edito da Erickson LIVE. Torinese prestato al Trentino Alto Adige dal 2005, è uno psicologo e psicoterapeuta di lunga esperienza, con moltissimi articoli e pubblicazioni al suo attivo. Fondatore dell’associazione Gli Amici, nel 1986, nata con lo scopo di affiancare alla psicoterapia iniziative ed eventi di aggregazione e di cultura, ha sentito da subito il fortissimo impulso a scrivere.
Se volete conoscerlo, ecco il suo sito da visitare.
All’inizio si è trattato di un pubblico di nicchia, come i suoi colleghi, poiché le sue pubblicazioni mostravano un taglio molto tecnico e specializzato, soprattutto clinico.

A partire dall’anno 2000, in avanti, si è fatto più forte il desiderio di diffondere il suo messaggio verso altri lettori che non avessero necessariamente la preparazione scientifica o molto avanzata dei suoi colleghi psicologi e psicoterapeuti, ma che mostrassero il desiderio di accostarsi ad un altro modo di vedere se stessi, il mondo, i rapporti con gli altri, senza infilarsi necessariamente in un discorso clinico e magari un po’ distaccato.

martedì 11 luglio 2017

Paolo Pollacino e Elisabetta Ruffino – Tutto e subito. La velocità dei sogni.

LoreGasp

… uno di quei libri non-libri che mi stanno catturando sempre di più, ultimamente. Sembrano libri, all’apparenza: una volta aperti, però, si rivelano porte per altre forme di lettura. Forse sarebbe più giusto chiamarli oltre-libri. Sono quelli che sono difficili da rinchiudere in etichette (romanzo, saggio, graphic novel) perché sono quelli che non ne hanno bisogno: si leggono, sì, ma si ascoltano, si percepiscono, si sentono, si vedono. Aprite la copertina e tutto di voi viene sollecitato a prestare attenzione. Persino le orecchie, sì.

Solo per essere veloce nell’esprimermi, lo posso definire romanzo. Un romanzo di vita. O meglio, di vite, perché qui sono due quelle che parlano. Ma nel momento stesso in cui lo scrivo, comprendo perfettamente che è riduttivo. Per cui, andrò semplicemente a parlare di cos’è avvenuto, una volta superata la copertina del libro e la vibrazione del titolo. Che non è da trascurare, affatto.

Tutto e subito. È un’espressione che di solito si usa per definire gli arroganti, gli impazienti, i pretenziosi. O quelli che si vuole etichettare superficialmente così, senza ascoltare e guardare di quale fibra sono veramente intrecciati. Tutto e subito: impossibile avere tutto e subito, per una certa scuola di pensiero, per cui, chi lo desidera, non può che essere un arrogante, impaziente, ecc.
Se la pensate così, e volete ricredervi, oltrepassate la copertina. E quando la richiuderete, dall’altro lato, capirete che si può fare, ed è del tutto naturale farlo, se si è scelto di essere protagonisti e presenti a se stessi.

Se la pensate così, e non volete ricredervi, cambiate libro. Questo è un oltre-libro, e per voi potrebbe essere un po’… oltre.

lunedì 10 luglio 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#3 - Lionello Capra Quarelli - Un martedì di pioggia e altre storie

LoreGasp

In questa estate di caldo africano fuori latitudine, ci vogliono brividi. Oltre a quelli dati da cubetti di ghiaccio, gelati o condizionatori tenuti a temperatura frigorifero, aggiungo quelli provocati dalla lettura.

Per questo, ecco farsi avanti un commissario di polizia. E già il suo ruolo fa venire i brividi… soprattutto se non si è proprio così a posto con la coscienza. In questo Blog ne sono sfilati tanti, di provenienza diversa da tutta Italia e ancora se ne vedranno tanti, ma finora quasi nessuno di Torino.
Il Commissario De Nicola è il nuovo tutore dell’ordine a presentarsi ai lettori del Blog, protagonista di Un martedì di pioggia e altre storie, pubblicato da Golem Edizioni, e dei precedenti romanzi di Lionello Capra Quarelli: uomo di bella presenza, di aspetto curato, intelligenza pronta e carattere che prende fuoco piuttosto facilmente… ma solo in casi sporadici. Quando è con l’affascinante fidanzata Maria, poliziotta dislocata all’Ufficio Stranieri, che contribuisce a stemperargli gli orrori visti durante il giorno, e quando vuole scuotere a fondo i malviventi che ha già individuato come colpevoli, e che tentano la carta della resistenza e dell’arroganza per scampare all’arresto.

martedì 4 luglio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#41 - E la vita urlò


SimoCoppero

E’ da qualche tempo che ho finito di leggere “E la vita urlò” di Nella Scoppapietra, ma questo libro, finita l’ultima pagina, ha richiesto di essere lasciato a sedimentare più del solito: perché è una lettura intensa. Loredana del libro di Nella vi ha già parlato sul blog, quando il libro è stato presentato al Salone del Libro (eccoci che compare nuovamente la parola Salone) e prometto che non vi tedierò, ma ho sentito dentro l’anima il bisogno di scrivere anche io su questo racconto (sul blog succede di rado che entrambe scriviamo sullo stesso libro).
Ormai conosco la scrittrice da un po’ di tempo, e spesso la prendo in giro bonariamente per la sua capacità di diventare invisibile vista la sua timidezza, ma quando poi la leggo tutto esplode! A una domanda fatta al Salottino dei libri in cui si è chiesto “cosa è per voi scrivere?” candidamente Nella ha risposto “libertà”: ecco leggendola ho capito tutto quello che la sua risposta significava e significa tutt'ora.

Ho percorso questa storia con un trasporto e un’emozione diversa da tante altre volte: c’è una vita intera in centosessantacinque pagine, c’è dolore, gioia, voglia di sparire, ma c’è anche voglia di rinascere, di ricominciare, di smetterla di guardarsi dentro e trovarsi fuori posto.

“ … le loro anime continueranno a brillare ricordandoci che ognuno di noi ha la possibilità, ogni giorno, di scegliere se guardare la vita scorrere o se afferrarla e combattere, se rimanere nell’ombra o diventare fonte di luce, se fermarsi all’apparenza o se guardare oltre …”

Romanzo di riflessione, romanzo che non lascia spazio alle interpretazioni, romanzo che sceglie una strada e te la fa percorrere fino al fondo.

“Sono uscito dal buio in cui ero piombato grazie ad alcune persone che, con l’incredibile candore del loro cuore e della loro anima, sanno rischiarare gli angoli oscuri delle nostre meschine esistenze.”

Passeggiando tra le pagine e perdendomi nel flusso dei pensieri e delle riflessioni ho incontrato senza volerlo tanti autori che mi stanno tenendo compagnia ultimamente:  Francesca Battistella che nel suo libro ci accompagna nel mondo dei social, Antonio Mesisca che cita nel suo romanzo Dostoevskij, Giorgio Astolfi  che ci fa camminare tra le coincidenze e le opere d’arte,  Marco Sartori che ci parla degli spazi aperti come le montagne e il ritrovare se stessi come in questo troviamo l’Africa e le distese di sabbia; Nella scrivendolo non poteva saperlo, ma è riuscita a raccogliere tanto dei suoi colleghi ed è riuscita a innescare nel lettore paragoni e affiancamenti pur trattandosi di libri di generi diversi.


Leggetelo anche se non amate il genere, leggetelo perché riuscirà a essere una dolce scoperta, leggetelo perché la vostra cultura sarà più ricca e sicuramente sentirete la vita urlare.

lunedì 3 luglio 2017

Le Interviste Del Furore#2 - Anita Virga

LoreGasp

Dopo aver presentato il suo libro, Subalternità Siciliana, ecco Anita Virga, che è venuta a sedersi sulla nostra sedia telematica delle interviste.

Anita Virga è Lecturer nel Dipartimento di Italianistica presso la University of the Witwatersrand di Johannesburg, Sudafrica. Ha pubblicato vari articoli su cinema e letteratura italiana. Suoi interessi di ricerca sono la Sicilia, il postcolonialismo, questioni di gender e race.

Buongiorno, Anita! È un piacere averti qui sulle pagine del Blog Del Furore Di Aver Libri, dopo averti conosciuto di persona per la presentazione del tuo libro “Subalternità siciliana”, pubblicato da Firenze University Press, presso la Libreria Belgravia. Ci racconti di te?

Ciao Loredana, il piacere è mio! Ho 34 anni e da 9 sono risiedo all’estero, prima negli Stati Uniti, in Connecticut, dove ho conseguito la mia seconda laurea e il dottorato di ricerca in italianistica e dal 2013 in Sudafrica dove sono docente presso l’Università del Witwatersrand a Johannesburg. Insegno lingua, letteratura e cinema italiano e conduco ricerca nell’ambito dell’italianistica.

venerdì 30 giugno 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#2 - Anita Virga – Subalternità Siciliana

LoreGasp

Secondo appuntamento con l’Angolo Furioso di Belgravia, per il ciclo Facce di Sicilianità. Dopo la denuncia coraggiosa di Luci dall’ombra di Lucio Cucinotta, arriva un testo di ricerca molto approfondito, che guarda ad alcune radici importanti della nostra storia letteraria. 

Si tratta di Subalternità siciliana – nella scrittura di Luigi Capuana e Giovanni Verga, di una giovanissima professoressa italiana presso la University of Witwaterstrand di Johannesburg in Sudafrica, Anita Virga. Un testo svelto e profondo allo stesso momento, e un’autrice molto preparata e spigliata, che ieri ho avuto l’onore di intervistare presso la Libreria Belgravia di Luca Nicolotti, a Torino.

Anita Virga è l’esempio di quell’Italia giovane, preparata e coraggiosa che i nostri amati ministri non vedono proprio (non ripeterò tutte le uscite desolanti a base di calcetto e bamboccioni dei mesi scorsi, da parte di alcuni degli occupanti di Montecitorio), e che invece ci rende così felici e rassicurati, quando sappiamo che esiste sul serio e sta lavorando con vigore e pulizia in altre parti del mondo, costruendosi una propria strada.

Se gli occupanti di cui sopra fossero stati presenti ieri sera, avrebbero ascoltato come nasce un libro sul serio e come il nostro patrimonio letterario, una parte molto specifica di questo, è stato letto, mangiato, meditato ed elaborato in una vita giovane ed espresso in un modo così serio e profondo.
Il punto di partenza di questo libro è un interrogativo molto personale, nella vita dell’autrice. 

martedì 27 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#40 - Coincidenze plurime


SimoCoppero

Ultimo giro di giostra per il Salone del Libro di Torino edizione 2017? Con noi del blog niente è mai certo, ormai dovreste aver imparato a conoscerci. Non ci sentite per qualche tempo, ma dietro le quinte, si programma, si legge, si spostano borsate di libri, ci si confronta. Ma torniamo al libro, la mia seconda presentazione importante al Salone: Coincidenze Plurime.

Un noir. Un noir diverso dal solito standard: capitoli serratissimi della lunghezza insolitamente breve,  un libro dove si parte trovando il Commissario Castellaneta  e la sua vita e poi si incontra il morto, quasi per caso.
Si perché il racconto si sposta molto sulla società e sulla quotidianità in cui ci troviamo a confrontarci, sulle amicizie, quelle vere o forse quelle false, sull’opportunismo , sulle vie forzate che ci richiede la vita o quelle alternative che ognuno di noi decide di percorrere, sulle scelte che si arriva a fare per essere un passo avanti.

Questo noir che spesso passa anche sui campi da golf, ci obbliga a soffermarci e a riflettere proprio come obbliga a fare il gioco; è un gioco di intrecci emozionali e di coincidenze, proprio come nel titolo Coincidenze plurime, per arrivare a sbrogliare la matassa dell’intrigo, del tradimento e per trovare l’assasino.

Giorgio Asfolfi, sussurra quasi al posto di scrivere, è leggiadro come una piuma nel dipanare il suo racconto, dove riesce a mescolare dolore, amicizia, destino, opere d’arte con grande maestria.

Volete mica sapere di più sulla trama? E no, dovete leggerlo, dovete provare a mettervi nei panni del Commissario Castellaneta, delle plurime coincidenze del libro e del destino e arrivare alla fine meditando su tutte le sfaccettature. Non sarà una passeggiata, ma sarà un profonda riflessione sull’Italia di oggi.

venerdì 23 giugno 2017

Margaret Mazzantini – Non ti muovere. E vivi.

LoreGasp

Un libro che è venuto a svegliarmi con prepotenza. Uno di quelli che, se si legge, poi si fa fatica a lasciar riposare tranquillo, e a passare ad altro. Uno di quelli che ti fa riflettere quando ti accingi a fare qualcosa, soprattutto se si tratta di qualcosa che ha a che fare con la scrittura. E uno di quelli che ti spinge a far emergere il meglio di quello che sei e hai, perché qualcun altro l’ha fatto prima di te. Senza clonare, senza copiare: troppo facile. No, tira fuori quello che sei sul serio, in semplicità.

Lessi il libro qualche settimana fa, poiché era stato scelto da una delle autrici ospiti del Salottino dei Libri di Buttigliera, Nella Scoppapietra, come uno dei testi che la ispiravano maggiormente. Da allora, mi faccio girare in testa domande su quello che ho io da dire, o da esprimere, e come. (Ed essendo una facilitatrice Access Consciousness, questo diventa anche più divertente…) Alcuni libri sono intrisi di questo potere di catalizzazione: toccano zone inconsapevoli della propria attenzione e personalità di lettore, e danno il via ad alcune reazioni chimico-alchemiche, che all’inizio passano pure inosservate e poco spiegabili. Però, poi, si fanno sentire.

Cosa sento io? Un grande, grandissimo respiro.

mercoledì 21 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#39 - Lo sguardo oltre le vette



SimoCoppero

Come in precedenza vi ha detto la mia collega Loredana, parleremo ancora spesso di Salone del Libro. Sì, in questo periodo sono rimasta un po’ indietro con i lavori e ancora non ho scritto nulla sugli autori che ho avuto l’onore di presentare.
Come avete già letto, è stata la mia prima volta davanti a un pubblico e devo dire che i due cavalieri che ho avuto al mio fianco sono stati eccezionali.
Oggi vi parlo del libro di Marco Sartori, Lo sguardo oltre le vette; è vero Loredana ne ha già scritto in precedenza su queste pagine, ma un punto di vista diverso non fa mai male: magari vi convinciamo che è proprio un libro che non può essere tralasciato e deve assolutamente essere letto.
Non mi dilungherò sulla trama o sul suo personaggio Garibaldi, ma vi parlerò della Signora, la montagna, quella che più di ogni altra cosa mi dà emozioni.
Quando mi sono tuffata nelle prime pagine ho capito di essere a casa. Amo così tanto la montagna da riuscire a sentirla e vederla anche quando non ci sono. I profumi, il respiro del bosco, i rumori, la salita silenziosa, i versi degli animali, il cinguettio degli uccelli, tutto quello che mi fa sentire a mio agio quando mi ci immergo.
La montagna insegna, la montagna deve essere letta e capita, la montagna può essere vissuta da tutti in base alle possibilità (che non sono quelle economiche), ma sempre rispettata. Sì perché come spesso si dice, la montagna non perdona, non perdona gli errori, non perdona il sottovalutare e il non rispetto.
E’ una scuola a tutti gli effetti, una scuola severa, ma che ci concede traguardi e soddisfazioni, proprio come ci racconta Garibaldi.
“Aveva amato la montagna soprattutto per la solitudine che aveva saputo donargli, perché le vittorie sulle vette erano state gesta epiche e sue soltanto …..” Anche io come Garibaldi la montagna so viverla così, nel freddo dell’alba per non incrociare nessuno se non chi la vive veramente, nel cuore tutti i ricordi e le sensazioni più belle.

Questo è stato per me leggere Lo sguardo oltre le vette: respirare aria tersa e vedere colori limpidi.

martedì 20 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#38 - La bellezza non ti salverà


SimoCoppero

“Non è colpa mia se il mondo è pieno di imbecilli convinti che la loro bellezza gli dia il diritto all’amore assoluto, alla venerazione, al successo e alla gloria.” Non è l’inizio di questo fantastico noir, ma uno stralcio, preso a caso: uno dei tanti che leggendo mi hanno fatto riflettere su una società come la nostra, malata.
Sto parlando di “La bellezza non ti salverà “, un noir, un thriller, una commedia, vi lascio lo spazio dopo averlo letto di collocarlo dove vorrete, perché secondo me è un giusto mix di tutto.
Francesca Battistella riesce nel suo narrare a mettere a fuoco, come se stesse applicandosi a scattare la miglior istantanea possibile, la nostra piccola, sporca, meravigliosa collettività con una facilità disarmante. Tocca qualsiasi aspetto: la famiglia, l’amore, la convivenza, la malattia, la bellezza, l’amicizia, la corruzione, la semplicità, l’imprevisto,la tecnologia, facendoti riflettere nonostante si stia cercando un movente e un assassino.
Gioca intorno all’S.I. – Soggetto Ignoto – con la bravura dei migliori episodi di Criminal Minds, ti stuzzica, ti racconta scenari nella testa della profiler ma senza mai svelare, fino ad un punto di non ritorno. Ma in quel punto avrete già messo a soqquadro tutti i vostri punti fermi.
Ci porta a viaggiare nella rete, nella realtà meschina dei social, quella delle apparenze dove la bellezza conta più del resto, dove è così facile cadere in tranelli senza via di uscita, dove esiste un mondo buio, un mondo che difficilmente riesci a immaginare.
Non vi parlerò della trama, dovete leggerlo per innamorarvene, vi dirò però che ci sono personaggi fantastici, cuciti con maestria, mai banali, anzi molto molto interessanti. Sono sicura che la vostra immaginazione letteraria vi porterà a identificarli con visi sicuramente noti, cominciando proprio da Costanza.
Alfredo l’amico sensitivo, che gioca a fare il detective, Enrico il fidanzato di poche parole, Giacomo il collega affascinante e intelligente, e tanti altri che bene si sposano con tutto il racconto andando ad aggiungere elementi preziosi.
Le ambientazioni sono dipinti su una tela estesa e con color tenui, ma sempre ben definiti, il Lago d’Orta con le sue dimore di fantasia ci racconta un paesaggio da fiaba.

Questo libro in realtà è l’ultimo dell’autrice che con la profiler Costanza ne ha scritti altri due: si possono leggere non in sequenza, proprio come ho fatto io, ma ora vado a colmare le lacune.

venerdì 16 giugno 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#1 - Lucio Cucinotta – Luci dall’ombra.

LoreGasp

… in un perenne gioco, anche crudele, talvolta, che non si ferma mai. Se dovessi riassumere in poche parole il libro Luci dall’ombra di Lucio Cucinotta, ricorrerei a questa immagine di un caleidoscopio fatto di ombra e luci in cui, ad ogni movimento, cambia la prospettiva, la disposizione e la prevalenza di oscurità oppure luce. E tutto in continuo, perenne cambiamento. Non c’è staticità, in queste pagine, poiché tutto corre e si sviluppa esattamente come capita nelle figure del caleidoscopio.

Come avete potuto leggere nell’intervista pubblicata ieri, uno dei temi toccati da questo libro, forse il più carico e scabroso, è quello della pedofilia. Quando entriamo nella storia, aprendo la copertina, calchiamo uno dei posti meno legali e innocui degli edifici costruiti dagli esseri umani, ovvero un bordello. Niente atmosfere proibite, magari un po’ leziose, tipiche di certi romanzi con sfondo buonista, o allettanti come potevano essere alcuni testi licenziosi del Settecento francese.

mercoledì 14 giugno 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia e Le Interviste Del Furore - Nuove rubriche, e un'intervista: Lucio Cucinotta, Luci dall'ombra

LoreGasp

L'estate e giugno sono d'ispirazione per inaugurare altre collaborazioni e rubriche, per il Blog Del Furore Di Aver Libri: L'Angolo Furioso di Belgravia, e Le Interviste Del Furore. Questa volta si tratta della libreria Belgravia di via Vicoforte 14/D e via Monginevro 44 bis a Torino. Oltre a consigliarvi, se siete di Torino, di visitarne il negozio, iniziate a dare un'occhiata alla loro Pagina Facebook. Qui, sulle pagine telematiche del Blog, avranno occasione di sfilare le loro novità editoriali, e gli scrittori che potranno far sentire la loro voce con un'intervista.

Come Lettrice Ex-Furiosa, ho sempre avuto la curiosità di conoscere uno scrittore andando a sbirciare "dietro" le parole che scrive, alla ricerca della fonte di quell'ispirazione, di quell'espressione.

Lucio Cucinotta
Oggi è venuto a sedersi sulla sedia vicino a me (per quanto digitale) Lucio Cucinotta, autore di Luci dall'ombra, Cavinato Editore International, reduce da una presentazione di sabato scorso 10 giugno presso la Libreria Belgravia di via Vicoforte, 14/D a Torino.

Una brevissima biografia, prima di lasciargli la parola.

Lucio Cucinotta, classe 1983, vive a Messina, a pochi metri dal centro della città.
Appassionatissimo di Teatro e Cinema sin da ragazzo, comincia a frequentare dapprima dei laboratori teatrali nella stessa città.
Ben presto, capendo la sua strada e volendo migliorarsi sempre più in quello che attualmente è il suo lavoro, si trasferisce a Catania, frequentando per tre anni un’accademia D’Arte Drammatica.
Comincia intanto a scrivere varie commedie per il teatro, tra le quali una, Nonostante Tutto, prende spunto proprio da questa raccolta di pensieri.

Per Aletti Editore ha pubblicato Sprazzi d'Estro.

domenica 11 giugno 2017

Il Salottino dei Libri a Buttigliera Alta – Libri e cultura all’aperto

LoreGasp


Come anticipato in qualche post fa, sabato 10 giugno si è tenuto il Salottino dei Libri a Buttigliera Alta, nato da una collaborazione tra il Comune di Buttigliera Alta, Bolla e Fantasia e il Blog Del Furore Di Aver Libri. Otto autori di diverse case editrici, con forte preponderanza di Spunto Edizioni (che gioca in casa), riuniti nella struttura polivalente a fianco dell’edificio del Comune.

Nella Scoppapietra (E la vita urlò, Spunto Edizioni), Francesca Cuzzocrea (Mi hanno fatto sedere qui, Lettere animate), Mario Chiabrera (Forést, Caosfera), Luigi Bonomi (Una squadra improbabile, Spunto Edizioni), Lucia Giongrandi (Dove sei, Spunto Edizioni), Marco Sartori (Lo sguardo oltre le vette, Spunto Edizioni), Riccardo Martinotti (Abdelkader Il campione che non corse la maratona, Impremix Edizioni), Marco Ieva (Sottile Notte , Echos Edizioni).

Ecco la formazione (tanto per riecheggiare il contenuto de Una squadra improbabile di Bonomi) degli otto scrittori riuniti per parlare sì dei loro ultimi libri, ma soprattutto per rispondere e parlare del tema del Salottino: in quale autore/autrice vi rispecchiate stilisticamente?

mercoledì 7 giugno 2017

Nella Scoppapietra – E la vita urlò. La potenza che si fa sentire.

LoreGasp

E quando la vita urla, tutto il resto tace. Soprattutto le voci inutili, quelle che portano disturbo, o vorrebbero schiacciare quello che è necessario che fiorisca e si esprima.

Seconda uscita per Nella Scoppapietra, dopo La musica addosso, per Spunto Edizioni. Un’uscita importante, in un’occasione anche importante come il Salone del Libro di Torino. (E ridaje! Non ce ne liberiamo più, di questo #SalTo30!) E a me è toccato l’onore di presentarla per la prima volta, con il libro freschissimo di stampa (quel profumo… ! Inebria e seduce.), e il suo sorriso dolce di scrittrice di talento che si schermisce.

Con il primo libro, ha in comune il fatto che ruota soprattutto intorno ad una donna, che qui si chiama Rahel, e lo stile sempre ricco, evocativo e mai pesante. Mentre ne La musica addosso il centro era occupato dal rapporto amoroso tra un uomo e una donna nei suoi lati fisico, musicale e spirituale, qui la forza amorevole si espande notevolmente, toccando altri personaggi, di razza, età, storia diverse, facendoli parlare e intrecciandoli l’uno all’altro in un tessuto complesso. Attraversa tempi, città e continenti diversi, senza stancarsi mai.

domenica 4 giugno 2017

Salone e Salottini, pur di parlare di libri!

LoreGaspSimoCoppero


… post molto ritardatario e anticipatorio al tempo stesso, e doppio. Sto delirando? Può darsi, ma è l’effetto di tanti elementi insieme, come quello di un Salone del Libro tutto particolare appena finito, una serie di libri da leggere in modo serrato, e un paio di Salottini letterari che stanno arrivando.

Andiamo con ordine? Beh, ci proviamo, almeno.

Come si sa fino alle lacrime, dal 18 al 22 maggio si è tenuta la trentesima edizione del Salone del Libro di Torino, attesissima e contestatissima per tutta la rivalità montata ad arte con la manifestazione analoga tenutasi qualche settimana prima a Milano, con Tempo di Libri. Non entro in merito a questa farsa, perché si è già scritto tanto, sicuramente da giornalisti, blogger, addetti ai lavori più autorevoli, facendo paragoni, deducendo statistiche, previsioni, mettendo l’accento sui punti di forza e su quelli di debolezza. Soprattutto quelli di debolezza, conoscendo la tendenza tutta italica di andare a guardare soprattutto quelli per poter dire: eh, certo che poteva fare anche quello e quell’altro, senza vedere tutto il resto che funziona ed è degno di nota. Ogni tanto mi è capitato di cascare in questa trappola, e mi rendo conto che non è minimamente di crescita, né per me, che correrei il rischio di non imparare a riconoscere mai i meriti altrui, né per gli altri, che non riuscirebbero a farsi apprezzare.

Perciò, com’è stato e cos’ha significato per me il #SalTo30?

sabato 27 maggio 2017

Eventi di lettura#16 - Aperò letterario in vigna – Antonio Mesisca, Nero Dostoevskji

LoreGasp

Libri, vino, vigne, Fedor Dostoevskji, noir, Antonio Mesisca. Sono gli ingredienti di una bellissima serata di Aperò letterario, tenutasi venerdì 26 maggio presso l’Azienda Vitivinicola Prever di Villarbasse, organizzata da Bolla e Fantasia, il Blog Del Furore Di Aver Libri, e la casa editrice Scrittura e Scritture di Napoli, che ha inviato, in sua rappresentanza, uno dei suoi autori più originali, Antonio Mesisca.

Conoscete già Nero Dostoevskji, di cui Simona ha parlato qui.

Non conoscete ancora Antonio Mesisca, che lo ha creato? Potrei dire “peccato!” con aria disdegnosa, ma ne approfitto per dirvi che se anche avete perso l’occasione di ieri, ne arriva un’altra l’11 giugno, quando l’Azienda Vitivinicola Prever ospiterà di nuovo l’associazione Bolla e Fantasia e il Blog Del Furore Di Aver Libri, insieme ad un gruppo di autori, tra cui ci sarà proprio Antonio Mesisca, che formeranno uno stuzzicante Salottino in Vigna.

Scoprirete un talento di scrittore. E un uomo intelligente, ironico, pronto a fare sul serio e a sdrammatizzare, a schermirsi e a mostrare, con gentilezza e umorismo, il suo sapere. La conversazione con gli autori arricchisce sempre, ma in questo caso devo dire che amplia: orizzonti, spirito, atteggiamento. Se poi questa viene condotta tra persone piacevoli, all'interno di una cornice a dir poco spettacolare come l’Azienda Vitivinicola Prever, il famoso cerchio riceve l’ancor più famosa quadratura.

Quello potrebbe essere il ritratto veloce di Antonio Mesisca, l’autore di un libro altrettanto veloce, fulminante e intenso come uno sparo. E non solo perché in copertina un uomo in nero punta la canna di una pistola direttamente in faccia al lettore. E nemmeno perché il lettore se la ritrova ancora davanti agli occhi nella prima pagina, diventando testimone del delitto principale del libro (No, l’autore non ha ancora pensato ad eliminare fisicamente i suoi lettori… non sembra un’operazione di marketing convincente ed efficace, soprattutto).

Da quella prima scena di sangue parte a cascata una serie di eventi in catena, pieni di equivoci, fraintendimenti, disgrazie, salvataggi insperati, rovesciamenti di posizione che lasciano senza fiato. Allenatevi un po’, prima di leggere il libro, altrimenti non reggete il ritmo.

E' uno di quei libri che tengono allerta l'attenzione, e che servono nei momenti in cui si è bassi di attenzione, svogliati, tendenti alla lentezza. Le battute ironiche, sarcastiche e un pure un po' bast... ehm, sardoniche vi scatenano il sorriso e la risata, ma non fate in tempo a finirle perché dovete concentrarvi su quello che viene dopo, e occhio! Non perdete troppi particolari, subito... anche perché non riconoscerete quando l'autore ve li ripropone, da un altro punto di vista.

Lasciate perdere ricostituenti, integratori, bevande energetiche, così come imponenti gialli con deduzioni sviscerate e lunghe cacce estenuanti ad un assassino in ombra. Se volete una sferzata di energia in forma libresca, dovete procurarvi una copia di Nero Dostoevskji. 

E se siete appassionati dell'autore russo, scoprirete che, a distanza di oltre cent'anni, questa figura di scrittore classico dalla vita disastrata, può ancora diventare il nume tutelare (nonché catalizzatore) di una storia nera nera e italiana.


venerdì 12 maggio 2017

Lo sguardo oltre le vette – Un incanto di montagna

LoreGasp

Sono passati alcuni giorni da quando ho finito di leggere Lo sguardo oltre le vette, secondo libro di Marco Sartori, pubblicato da Spunto Edizioni. E un paio da quando l’ho presentato presso la Biblioteca Comunale di Rosta (lunedì 8 maggio), con Bolla e Fantasia, come si può vedere dalle foto allegate sotto. Non si è ancora spento l’eco delle parole e dello stile del libro, incentrato sulla montagna e su un modo particolarmente profondo di viverla e osservarla.

Sono molti i personaggi che lo popolano, e pochi sono quelli umani: il più importante, quello che attraversa i capitoli-racconti del libro ha un nome impegnativo, un paio di occhi sconcertanti, e l’età anagrafica e la resistenza fisica di altri tempi, lontani lontani: Garibaldi. La lettura-escursione di Lo sguardo oltre le vette inizia proprio con lui, tra le mani dell’ostetrica che lo accompagna nel mondo e che per la prima volta constata la qualità unica di quegli occhi già aperti e che sembrano già in grado di vedere, e si concluderà proprio con lo sguardo lanciato dal protagonista come un abbraccio verso la montagna che non potrà più incontrare per limiti raggiunti di resistenza.

venerdì 28 aprile 2017

Leggere ... volare ... vivere!#37 - Missione a Manhattan

Simo Coppero

Come resistere al richiamo di una missione a Manhattan? Se amate New York City impossibile. Quindi biglietto aereo in mano e tutti a bordo.

Così sono partita con Penelope Pinto, da Londra a New York con un po’ di suspance e di colpi di scena nel lampo di 170 pagine.
La copertina ha del colore rosa e so già che la mia socia di penna Loredana “allergica” al genere, sarà con il naso un po’ storto, ma dicendovi che tutto è ambientato in una casa editrice e che la nostra protagonista è alla ricerca di un manoscritto sparito dal computer dell’editor più richiesto del mercato, vi riporterà tutti con l’attenzione al racconto.

Certo Penelope verrà aiutata dal fidanzato per il recupero dei documenti e per dipanare la matassa misteriosa che inizialmente indicherà proprio lei  come colpevole del furto, ma vi assicuro che nessuno avrà bisogno del dentista per il troppo zucchero nella storia, ampiamente movimentata dai pasticci di Penelope.
Avete presente i libri di Bridget Jones? Ecco, questo libro per tanti versi può essere associato  al genere. Dovete avvicinare alla lettura una ragazzina? Questo può essere il libro giusto, divertente, dinamico, rosa e con il pepe giusto.


Io mi sono divertita, ho trascorso qualche ora nella Grande Mela, ho passeggiato sulla Quinta e mi sono rilassata. Alla fine Londra e New York associate a un’importante Casa Editrice hanno sempre il loro fascino: e che fascino!

mercoledì 26 aprile 2017

Leggere ... volare ... vivere!#36 - Flash di famiglia 1968-2018

Simo Coppero

Flash di famiglia! Cinquant’anni di Flash e che flash, ma partiamo con ordine.
Per una volta non ho lasciato depositare le parole e la storia, perché ci ho camminato dentro, ho vissuto questi interminabili anni con questa famiglia, non mi sono solo affacciata. Tutto quello che ho vissuto e visto, quasi fossi una telecamera in scena, sono anni che in parte ho vissuto anche io e proprio a Torino dove è ambientato il libro.

Torino, Giaveno, Pontepietra, Sicilia, New York. Un periodo storico che parte dal ’68 con le proteste e i diritti sulle donne, lo statuto sui lavoratori, la nuova legislazione sulla scuola, la battaglia sul divorzio e sull’aborto, per traghettare negli anni di piombo, delle Brigate Rosse, di Mani Pulite, agli anni Berlusconiani. Un’Italia in ritardo su tante cose, un’Italia dove il boom economico era per i borghesi.  In questo viaggio di vita tante famiglie nuove e consolidate, ma in particolare Claudio e Rosanna; due ragazzi giovanissimi in cerca di una vita migliore (lui orfano, lei ultima di otto figli in una famiglia dedita alla campagna, alla forza lavoro), trasferitisi in città in cerca di qualcosa di diverso, di una possibilità migliore e soprattutto di un’esistenza indipendente  e libera.


Dalla loro unione nascono Carla e Giovanni. Figli adorati dal padre, poco voluti e accettati dalla madre. Dopo l’arrivo di Carla iniziano le difficoltà, una maternità non voluta, o forse poco accettata, un corpo che si modifica senza essere pronta psicologicamente, una vita a tre in salita, provoca distacco tra madre e figlia, ma anche tra moglie e marito, una mamma che diventa assente e i rapporti che si incrinano, nonostante la presenza di un padre/marito dedito alla famiglia. Tutto riesce a complicarsi ulteriormente con l’arrivo di Giovanni. Così gli anni diventano ancora più bui di quando già la storia non crei da sé.

Non voglio raccontarvi la trama, che magari per qualcuno e per certi versi può risultare scontata, ma voglio far risaltare i sentimenti, l’amore i valori che trasudano dalle parole che narrano. Valori veri, non apparenze, sentimenti profondi, per superare le difficoltà in famiglia e con la famiglia, mai superficialità o ricerca di felicità nel giardino del vicino, che si dice, spesso abbia l’erba più verde.

Aria pesante durante gli anni di crescita, che Carla e Giovanni respirano, tanto da trasferirsi a Milano lei, a New York lui, alla ricerca di risposte forse, di lavoro stabile e soddisfacente, ma forse anche per evitare di affrontare le proprie paure.  Arrivano quindi gli anni del distacco dal nido, del camminare soli in un mondo e in periodo diverso e forse per certi versi ancora più pericoloso (Bin Laden, l’attacco alle Torri Gemelle), della razionalizzazione degli eventi passati, dell’accettare e dell’affrontare le sofferenze del passato per continuare a camminare nel mondo senza fantasmi. 


Leggetelo, merita, forse vi guarderete indietro come ho fatto io, forse rimpiangerete il passato per le regole e i valori, forse vi emozionerete solo, ma dentro di voi non sarà possibile non essere un po’ dei quattro personaggi di questa meravigliosa famiglia.

domenica 23 aprile 2017

Antonio Giuseppe Malafarina – Poesia – Raccontare la vita

LoreGasp

Coloro che mi conoscono, sanno che io leggo raramente poesia. Per un senso di pudore, prima di tutto. Fin dai tempi scolastici, mi sono formata l’idea di non essere in grado di cogliere la delicatezza di sentimenti e la diversità di espressione tipiche dello scrivere in versi. Ho sempre visto l’arte della poesia come qualcosa da imparare, difficile, da levigare e che fosse ad appannaggio di pochi, sia di coloro che scrivevano, sia di coloro in grado di ascoltare e comprendere il loro linguaggio. Probabilmente risento della soggezione sempre provata verso poeti di altezza immensa (e ne abbiamo GIUSTO UN PAIO nella nostra storia letteraria) che oltre a padroneggiare un linguaggio elevato e colto, erano in grado di decifrare e indicare con chiarezza le sfumature dei sentimenti che li agitavano.

Inoltre, il mio atteggiamento un po’ spiccio mi ha sempre portato verso la prosa, il romanzo in tutte le sue forme.

Finché non arriviamo a questo libro dal titolo essenziale: Poesia. Messa da parte la soggezione per chi scrive in versi, mi sono seduta ad ascoltare, e non solo a leggere. L’autore è Antonio Giuseppe Malafarina, giornalista freelance dal 2011 e blogger del Corriere della Sera, come dicono le sue note note biografiche. Anche il titolo del suo blog, presso il Corriere della Sera, è veloce ed essenziale, Invisibili. Per ascoltare la sua voce, quando parla di se stesso, consiglio questo articolo. Oltre che nel suo libro, l'ho trovato davvero lì, in quelle parole.

Poesia è il racconto totale di una vita totale. L’autore dice di sé di non scrivere versi, ma versacci, ed è qualcosa che mi ha divertito e mi ha messo a mio agio. In questo libro, i suoi versi/versacci sono il modo in cui guarda la sua vita e il suo universo e lo trasmette a chi lo circonda. C’è tutto e il contrario di tutto, specchio esatto e preciso di tutto quello che può passare e sentire un essere umano che voglia vivere al completo. Cosa vuol dire, vivere al completo? Vuol dire fermarsi all’apparenza delle cose, e andarci oltre. Descrivere una bella donna di aspetto sensuale e farla sfumare nel rimpianto. Lanciare un pensiero al mondo virtuale di Facebook e prenderlo un po’ in giro, usando uno stile quasi da cantilena e gioco di parole. Non avrei mai pensato di trovare un riferimento al social network più amato e contestato della rete digitale, ma mi ha profondamente divertito e colpito il modo leggero e preciso in cui è stato descritto nelle parole giocose più adatte.

L’amore non manca, qui. E non sono solo donne, ammirate, vagheggiate e accarezzate, ma anche ritratti vibranti e un po’ dolorosi di un padre forte e ingenuo, e di una madre resistente al dolore. L’amore per se stesso, senza fili di compassione ingombrante e inutile per la propria condizione. Le descrizioni a lampi di luce forte dei paesaggi calabresi. Non mancano granelli di rabbia, che zampillano fuori in alcuni versi che descrivono le piccole accuse che ci si lancia addosso in una normale discussione. Ognuna delle poesie, circa un centinaio, è un frammento di forma diversa del flusso vitale: un ritratto visivo di donna, una rievocazione di profumi, una foto vecchia e mezza strappata, un brandello di conversazioni, di rumori. Ci siamo dentro, e al tempo stesso siamo fuori. Osserviamo, e al tempo stesso, viviamo.


È un libro di esperienza vitale: è come osservare un raggio di luce che si scompone nei suoi colori di arcobaleno quando passa su uno specchio, o su una frattura di vetro.  È difficile descriverlo, ma leggendo si può comprendere più facilmente, perché in quel caso si impara a viverlo.

sabato 22 aprile 2017

Adriana Assini – Giulia Tofana, Gli amori, i veleni – Donna Meravigliosa, Donna Pericolosa

LoreGasp

… se dovessi cercare un parallelo musicale per il personaggio del libro omonimo, penserei a Regina di Cuori, dei Litfiba, al primo verso della canzone. Giulia Tofana, Gli amori, i veleni, di Adriana Assini, ne è l’incarnazione completa. Per conoscerla, dobbiamo salire su una macchina del tempo (la DeLorean di Back to the Future è perfetta) e tornare indietro di quattrocento anni circa e prendere l’uscita per Palermo. E poiché Giulia è una donna di tutto rispetto, non ci siamo limitati a questo, e abbiamo parlato di lei più volte, fino a creare una sorta di “Settimana Tofana”: martedì 18 aprile, per Radio Piazza Live, l’ho trasformata nella perla di WeekendOut, mentre giovedì 20 aprile, grazie alla collaborazione con la casa editrice Scrittura e Scritture, che ha incluso Torino nel giro promozionale del libro, io e Simona abbiamo incontrato e presentato l’autrice Adriana Assini presso il locale Nora Book and Coffee. Ed è stata una bellissima occasione per conoscere le radici di quella splendida orchidea che è Giulia, nelle parole e spiegazioni della scrittrice, che con gentilezza, fluidità ed enorme competenza in campo, ci ha illustrato la lunga vita del personaggio, realmente esistito.


sabato 8 aprile 2017

Leggere ... volare ... vivere!#35 - Il Grisbì

Simo Coppero

Le ultime righe della postfazione mi fanno partire dall’inizio di questo post: “Bobby Lago è.” Giusto, chi è Bobby Lago? Protagonista principale, contrabbandiere uscito di prigione, che cerca di ricominciare una vita normale, ma priva di scintille, priva di significato apparente: bollette da pagare, assegno di mantenimento alla ex moglie, lavoro umile e semplice di barista, fino ad una mattina, quella mattina che lo porterà a sentirsi nuovamente vivo: così parte la storia.

Bobby Lago incontrerà vari personaggi, ma sono quelli femminili che più avranno rilevanza per lui e per la narrazione. Tre donne diverse tra loro che completeranno quello che Bobby Lago non racconta di sé. Ed è proprio questo aspetto che mi ha fatto pensare al libro su un piano diverso.

Un ex contrabbandiere viene etichettato dalla gente comune come un poco di buono solitamente, una persona ai margini della società, scaltro, senza regole, trafficone, qui invece vengono a galla tutte quelle piccole verità che costituiscono un essere umano: quindi , in fondo, è proprio una cattiva persona? Da cosa lo giudichiamo sempre se è nostro diritto giudicare?

La narrazione scorre veloce, i personaggi si inseguono e spesso si scambiano di ruoli rendendo tutto più affascinante. Due frasi mi hanno colpita: “tu sei soltanto un poliziotto corrotto come tanti, il degno rappresentante di tutto quello che c’è di marcio … noi siamo uno sputo sui tuoi bei marciapiedi puliti, siamo solo questo e non ci interessa essere o sembrare niente altro”; ho pensato ai tanti telegiornali che si susseguono nelle nostre case, con messaggi così forti e mi è venuto da pensare: chi è il cattivo? Noi che siamo sputo sui marciapiedi e che viviamo di apparenze,  o tutte le dinamiche delle potenze a qualsiasi livello che si nascondono dietro un’ipotetica divisa e ci fanno credere in un mondo migliore? Il poliziotto corrotto della storia o Bobby Lago ex contrabbandiere?

La seconda e non meno forte: “senza me e Jack la tua vita sarebbe solo acqua grigia ….. hai capito che solo questa vita insieme a noi ti fa immaginare di poter tornare a essere quello che eri sul serio”; già, cosa siamo sul serio?? Deve sempre esserci qualcuno che ce lo ricorda e ce lo mette di fronte sulla strada che percorriamo?

Non meno affascinate della storia, il titolo: il Grisbì. Cosa conterrà il malloppo? Saranno le ultime pagine a svelarlo, ma varrà la pena di aspettare.

“Quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo. Bobby Lago è.” 

martedì 4 aprile 2017

Alessandro Perissinotto – Quello che l’acqua nasconde – Un libro a strati.

LoreGasp

Come ho già detto diverse volte, raramente leggo i libri alle loro prime uscite. Le novità, per me, arrivano quasi sempre dopo che tutti se le sono dimenticate, compresa me, per cui mi si accende la lampadina e mi accosto all’ex-novità. Ogni tanto i libri devono essere lasciati decantare, ma ultimamente sto esagerando. 

Ci vuole un cambio di rotta, no?

Quello di Alessandro Perissinotto non è affatto un nome sconosciuto. Torinese del ’64, insegna all’Università di Torino, Teorie e tecniche delle scritture, ed è romanziere dal 1997: da quel momento in avanti ha pubblicato dodici romanzi.

Io sono riuscita a intercettarne l’ultimo, quello di cui sto scrivendo.

Perché? Per il motivo più banale del mondo, perché esistono più libri di tempo per leggerli, come recita una famosa citazione di cui ho dimenticato il “padre” e che campeggia prepotente su uno stand del negozio Feltrinelli di Porta Nuova a Torino, in cui entro spesso e volentieri. Tuttavia, mentre tornavo a casa una sera, ho visto quel bellissimo blu della copertina, la fotografia di un bimbo imbronciato e un titolo allettante.

Il resto è storia.

Che ne dite, entriamo nell’acqua del libro? Direi che il momento è arrivato.

La quarta di copertina racconta di Edoardo Rubessi, un genetista di fama mondiale, probabilissimo candidato al Premio Nobel che torna a Torino, la città in cui ha studiato e vissuto prima di lanciarsi in una carriera fulminante e prestigiosissima negli Stati Uniti nei precedenti trentacinque anni. Lo accompagna la moglie Susan, elegante e fascinosa italo-americana, fotografa apprezzata e di talento. Edoardo Rubessi deve svolgere un incarico delicato, che solo lui può portare a termine: condurre un protocollo di cura di una malattia genetica rara e mortale, di cui tendono ad ammalarsi principalmente i bambini.

domenica 2 aprile 2017

Riccardo Martinotti – Abdelkader, Il campione che non corse la maratona - La nobiltà più genuina.

LoreGasp

Un altro libro d’inaspettata sorpresa. La sinossi parla di un ragazzino, Lorenzo, che nel pieno degli Anni Sessanta si appassiona alla corsa e alle imprese di Zatopek, l’uomo cavallo capace di correre fino alla velocità di 20 km orari. Sono gli anni della vita in cui si assorbono tutti gli stimoli esterni, e di questi molti indirizzeranno il corso degli eventi in una certa direzione, senza contare l’impatto profondo con cui modellano il carattere, il pensiero. Lorenzo non è un ragazzino comune, per quanto le apparenze dicano il contrario. Fin dalle prime pagine emerge un’attenzione e una sensibilità verso il mondo che non è patrimonio di tutti, e che tanto spesso si perde con i primi contatti con gli altri.

Nel suo caso, andrà diversamente.

Seguiamo Lorenzo nel suo sviluppo di vita e di crescita, mentre incontra Aurora, la bellissima bimba bionda che aiuta un giorno a scuola e che ritrova anni dopo, per uno di quei casi non-casi che sanno tanto di magia e che sono così decisivi. Lo guardiamo diventare giovane uomo, nel fisico che tempra con lo sport, nuoto e corsa, e nello spirito che si misura con i primi scontri nel mondo adulto, con due padri (il suo e quello di Aurora) severi e molto compresi nel loro ruolo, con alcune figure di allenatori sportivi non esattamente cristallini, e con i primi incontri con culture diverse, come quella da cui proviene il marocchino Abdelkader, il protagonista del titolo.

martedì 28 marzo 2017

Incontro con l’autore – Rosanna Caraci, La fame di Bianca Neve

LoreGasp

Bianca Neve è una creatura instancabile. Dal giorno della sua “nascita” in pubblicazione, ha percorso chilometri a Torino e dintorni per far conoscere la propria storia, magistralmente accompagnata e raccontata dalla sua creatrice, Rosanna Caraci, giornalista di notevole esperienza.

Ieri sera, a Buttigliera Alta, presso la Sala Consigliare intitolata ad Alberto Della Chiesa, Laura Saccenti, vice sindaco e assessore alla Cultura del Comune di Buttigliera Alta, ha introdotto noi del Blog Del Furore Di Aver Libri e Bolla e Fantasia alla serata dedicata all’anoressia. Il punto di partenza è stato il libro intenso e scomodo di Rosanna Caraci, che mi fece scrivere di getto unpost movimentato tempo fa, per illustrare come una vita potesse essere usurpata e spezzata da una Lei inesorabile e gentile.

Come si può vedere nella foto, oltre a me e alla scrittrice, compaiono in prima linea due medici: il Dott. Fabio Merlo, medico specializzato in Scienze dell’Alimentazione e la Dott.ssa Lucrezia Marech, psicologa e psicoterapeuta, esperta di disturbi di alimentazione, come anoressia e bulimia.
Il risultato è stata una serata molto originale: da un libro con una storia molto forte e coinvolgente, il discorso si è spostato su quanto reali diventino queste vicende e cosa si può fare per cogliere i segnali di avvertimento, e come si può intervenire se Lei è già entrata in scena.

L’argomento è molto delicato, intenso e non è facile parlarne in modo rassicurante, facendo vedere che una via di guarigione e di uscita esiste, nonostante la cupezza e l’angoscia della situazione.

Tuttavia, si può.


E se continuate a seguire gli eventi del Blog e di Bolla e Fantasia, scoprirete cos’altro è possibile…


giovedì 23 marzo 2017

Dialoghi con l'Amanita#34 - Cartoline da L’Amanita quaresimale – I Giudici

L'Amanita e LoreGasp

I Giudici, ovvero un resoconto più credibile dell’insediamento nella terra promessa.

Qua la soap si fa intrigante (tradimenti, inganni, stupri – già quando va bene le donne sono considerate merce di scambio – diatribe anche fra le varie tribù) ma andiamo con ordine.

L’idea principale è che Israele è il popolo di Dio, perciò è il Creatore stesso a guidarlo. Se Israele vuole crescere e prosperare non deve far altro che seguire la legge di Mosè (i dieci comandamenti e tutte le pedanti interpretazioni scaturite dalla Torah). Le sue pecorelle, però, sono un po’ dure di comprendonio: si mescolano alle altre popolazioni, le imitano, le nuove generazioni scelgono compagne/i “locali”, seguono altri culti. Comincia il ritornello: “gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore” (ergo al Capo “prendono i cinque minuti”), che compare in tutta la storia narrata dal Primo Testamento.

A volte Dio ispira qualche pastore per riportare il suo gregge sulla retta via. Così leggiamo le imprese di questi “giudici”, imprese che spesso finiscono con qualche bella strage approvata dal redattore: qua c’è il famoso Sansone (e tutti i filistei, che fanno ancora una fine “pulita”: altri nemici sono allegramente bruciati o trucidati senza tanti complimenti, con somma soddisfazione del cronista). E diciamo anche che Sansone non deve essere chissà quale perla d’uomo: tutti i guai nascono dalla sua infatuazione per le furbette straniere, che lo infinocchiano allegramente.

Il giudice Gedeone risulta più simpatico: prima di muovere guerra contro Madian, come gli suggerisce un misterioso angelo del Signore, chiede qualche prova: Dio tace da tempo, meglio essere proprio sicuri prima di cercare altri guai. Convinto, guida un piccolo esercito alla vittoria e regala quarant’anni di pace al paese; ma alla sua morte tutto ricomincia.

Interessante la figura della profetessa Debora, alle prese con un vicino cananeo un tantino invadente (soltanto novecento carri di ferro, armati di tutto punto). Grazie alle sue ispirazioni e ai consigli saggi che elargisce, ci sarà ancora un periodo di pace.

La lista è lunga, a volte anche noiosa perché segue un unico schema: presentazione del giudice, la sua famiglia, la durata della sua carica con eventuali imprese e l’ubicazione della tomba.
Spesso mi coglie un pensierino birbante. Oggi si parla tanto di tolleranza ed inculturazione. Bei concetti, sì. Ma tollerare significa perdere la propria identità?

mercoledì 22 marzo 2017

Le perle di Loredana#18 - Giuseppe Pompameo – Straluna. La vita in dormiveglia

LoreGasp

Avendo ripreso a pescare perle per WeekendOut, su Radio Piazza Live, con Simona ne abbiamo tirata su una avvolta da un velo sognante: si tratta di Straluna, di Giuseppe Pompameo, edito da Scrittura e Scritture, casa editrice indipendente di Napoli, fondata nel 2006 grazie a Eliana e Chantal Corrado. E’ la prima impressione che ho percepito guardando la copertina, in cui una luna piena tonda e splendente si leva imperiosa sull’intero paesaggio. L’albero che cerca di nasconderla, sulla sinistra, sembra più farle da valletto per introdurla. Quando si entra nel libro, l’atmosfera sognante diventa più forte, la nota principale.

Siamo a Nuval; un paesino minuscolo, “poco più grande di un’idea”, dice l’autore. Se volete trovarlo sulla carta geografica controllate di avere la versione più aggiornata di Google Maps, o date un’occhiata ad uno di quei mappamondi antichi molto particolareggiati. Ci sfreccia davanti l’unico postino, Octavio Serna detto El Pioco, per la sua statura minuscola, lanciato nel suo percorso verso il lavoro sulla sua bicicletta sferragliante. Seguiamolo: andiamo a trovare e a conoscere alcuni degli abitanti, come Fernand Barlès, proprietario di una piccolissima libreria, e suo amico fidato, il sindaco Wladimir Lubacks, comparso dal nulla da chissà dove anni prima, andiamo a conoscere Cècile Cerouac, una versione particolarissima di entraineuse, e la sua carissima amica Wanda Walser, fermiamoci a prendere un caffè al Cafè Mirador, proseguiamo curiosando qua e là e infine inciampiamo in… un circo. Il Big Circus Ester, un’attrazione dal nome roboante, che sembra comparire dal nulla ogni anno, nel periodo del Capodanno, come per magia. Come avrete notato, l’”apparizione dal nulla” è un tratto comune sotto molti personaggi, qui a Nuval.

lunedì 20 marzo 2017

Riccardo Persano, Il boss e Martina – Un’epica giornata NO.

LoreGasp

Vi è mai capitato di leggere un libro che contiene esattamente tutto quello che sarebbe necessario per tirarvi su di morale, aprirvi nuovi orizzonti in un determinato momento della vostra vita, e questo vi salta in braccio dieci anni più tardi?

A me sì, un paio di giorni fa. :-D

Beh, Universo, qualcuno dovrebbe occuparsi delle impostazioni temporali da qualche parte…
Un’altra perlina di Eretica Edizioni, dopo Il meraviglioso vinile di Penny Lane. Perlina semplicemente perché è un racconto breve, in un formato piccolo piccolo, iper tascabile.
Se volessi dargli una definizione veloce e 2.0 in linea con i tempi, direi che è un post da social network, per l’argomento trattato e per l’asciuttezza svelta dello stile. Tutta qui, la somiglianza. Qualunque post da social network potrebbe scordarsi di raggiungere mai l’accuratezza, l’energia, la correttezza e l’ironia della lingua che scorre in questo libro. Il boss e Martina è un altro pianeta, un’altra galassia.

Martina si trovava bene lì; ci lavoravano quasi quaranta persone, tutte tra i 27 e i 35, ‘La famiglia della FuturaComunicazione S.r.l.’. Un branco di lupi che avrebbe rivoltato come un calzino il mondo della comunicazione. Un equipaggio di cazzari, guidati da un tizio che credeva di essere Jordan Belfort fatto di crack”.

giovedì 16 marzo 2017

Dialoghi con l'Amanita#33 - Cartoline da L’Amanita quaresimale – Giosuè

LoreGasp e L'Amanita


1200 a.C. circa. Mosè muore appena prima di toccare la terra promessa (che fregatura) ed è Giosuè a guidare il popolo alla conquista. Il libro è diviso in tre parti: la conquista della terra promessa, la distribuzione della terra tra le tribù (con tutta la pedanteria tipica degli elenchi e le genealogie tribali), la fine della carriera di Giosuè.

Sto ridacchiando.

E già.

 “La conquista della terra promessa” ha un suono grandioso. Epico. Grandi battaglie e vittorie straordinarie perché “il Signore li guida” o “Dio è con noi” (no, questo è inquietante).
E la famosa battaglia di Gerico? Tutti gli israeliti a fare caciara e suonar trombette per far cadere le mura della città… e poi via, Giosuè che guida gli eserciti trionfanti contro i re locali (me lo vedo come Superman, ricordi quando spicca il volo?)!

Rido ancora: già per conquistare Gerico, prima della strombazzata fatale, Giosuè ha pensato bene di mandare qualche spia. E chi li ha aiutati? Una donna. Di più: una prostituta.

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