mercoledì 20 giugno 2018

Giovanni Magistrelli – Il tempo degli dei – Abbiamo forse delle certezze?

LoreGasp


“E consigliato a tutti quelli che hanno solo certezze: non li invidio.”

E’ la seconda parte della dedica di Giovanni Magistrelli all’inizio de Il tempo degli dei, Astro Edizioni, il terzo autore della presentazione Cosa bolle nella pentola dello scrittore? del 12 maggio presso la Libreria Belgravia, con Omar Fassio e Mara Cassardo, di cui ho scritto nei giorni precedenti.

L’ingrediente principale di questa grande pentola in ebollizione, ormai è chiaro, è la dimensione interiore. Eliodoro e Roberta, tramite lo sport e una carta dei Tarocchi, iniziano un viaggio di esplorazione e di crescita all’interno di se stessi, trovando il proprio centro e il proprio equilibrio. Giovanni Magistrelli, con il suo gruppo di personaggi, mostra un volto interessante di quella stessa interiorità, attraverso il filtro delle religioni. Non si poteva tralasciare l’elemento divino, quando si parla di quello spazio infinito ricoperto di altrettante infinite etichette, come spiritualità, interiorità, religiosità, e altre ancora.

Andiamo con ordine, perché il discorso è ampio, intrecciato a più livelli. Il titolo Il tempo degli dei non è scelto a caso, e non è astratto: tra i personaggi del libro troviamo proprio una schiera di dei, e di un lignaggio altissimo. Si tratta dei mitici Asi scandinavi: Odhinn e i suoi figli, tra cui spiccano Thorr, Baldhr, Tyr e quello meno rassicurante di tutti, Loki. Proprio il dio del Chaos, nonché degli inganni (secondo la mitologia norrena, che ne fa un ritratto completo), colui che non perde mai un’occasione per sparigliare le carte, e mettere tutto a soqquadro. E quando parlo di tutto, parlo di tutto il mondo, e di tutti i mondi. Stiamo sempre parlando di dei, e quando si muovono, lo fanno su larga, larga scala.

martedì 19 giugno 2018

Mara Cassardo – Arcana Permutatio – Quando il fascino del mistero si moltiplica

LoreGasp

Se una carta dei Tarocchi vi dicesse dove andare, le credereste o la lascereste sola con le sue presunte bugie?
Domanda interessante. Prima di rispondere di getto (sì – no – Tarocchi chi?), sottolineo subito che è la domanda che apre la sinossi di Arcana Permutatio, ultimo romanzo di Mara Cassardo per Astro Edizioni, uscito a ridosso del Salone del Libro. Ed è il secondo titolo nella presentazione Cosa bolle nella pentola dello scrittore? organizzata il 12 maggio dalla Libreria Belgravia, con Omar Fassio (di cui ho scritto ieri) e Giovanni Magistrelli.

E ora, cosa rispondereste ad una domanda del genere? Io dovrei scrivere un post a parte. O forse una serie di post, perché l’argomento dei Tarocchi è vasto, affascinante, mutevole e capace di incatenare per ore e ore.

Niente distrazioni, però. Questo non è un libro sui Tarocchi, nonostante campeggi in copertina il primo Arcano (quello più affascinante, detto per inciso), Il Matto, e il sottotitolo sia Il destino nei Tarocchi, e queste carte così antiche ritornino spesso nelle pagine.


domenica 17 giugno 2018

Omar Fassio – Quattro con – Lo sport che trasforma

LoreGasp

Un libro divertente, dolce e che fa riflettere e che arriva con un mese di ritardo su queste pagine… ah, le lettrici ex-furiose, che persone senza cognizione del tempo che sono! Però hanno una buona memoria, e una predisposizione a gustarsi il libro in quel contenitore illimitato, in quello spazio in cui amano entrare ad ogni piè sospinto.

Ho letto il libro e conosciuto il suo autore, Omar Fassio, un mese e mezzo fa in occasione di una presentazione organizzata dalla Libreria Belgravia di Torino, nell’ambito degli eventi per il Salone Off, sabato 12 maggio. Sì, il Salone di Torino. È suo il fantasma che aleggia in queste pagine, che non ho ancora concretizzato. Lo faccio a partire dai libri che ho letto, e che sto leggendo.
Per Belgravia, è nato un confronto a tre autori + blogger: Omar Fassio, con Quattro con, Mara Cassardo, con Arcana Permutatio, e Giovanni Magistrelli, Il tempo degli dei. Il filo comune tra gli scrittori è la casa editrice, Astro Edizioni, ed uno sguardo d’esplorazione sulla crescita interiore degli esseri umani, che segue canali e manifestazioni diverse nei loro libri.

Per Omar Fassio, il canale che trasforma è lo sport, o meglio, “uno sport che non è uno sport”, come da sue parole. Al centro del suo libro troviamo Eliodoro, che impariamo subito a chiamare Elio per velocità e pudore del personaggio stesso; è un tredicenne che non ama moltissimo il suo nome e lo abbrevia per ripararsi dalla crudeltà degli sbeffeggi altrui. Inizia il liceo a Torino mentre apriamo il libro e impariamo subito a rincorrerlo. Non è un tipo che sta molto fermo, Elio… e non perché ami muoversi o pratichi uno sport di velocità, ma perché ama sfuggire. Sfugge ai genitori, sfugge ai compagni, sfugge a se stesso. È un teppista? Un ragazzino che s’invischia in giri strani, in cerca di avventure?


mercoledì 13 giugno 2018

Massimo Carlotto – Arrivederci amore, ciao – Freddo, crudele, mostro.

LoreGasp

A pochi giorni di distanza dall’ultima lettura di un libro di Massimo Carlotto, ecco che ritorna su questi schermi. Incuneandosi svelto e un po’ a tradimento tra due altri libri, di cui uno in rilettura. Galeotta è stata la visita assolutamente non premeditata al Libraccio, a Torino. Antonella, un’altra lettrice accanita e sempre aggiornata, mentre stavamo guardando un paio di scaffali, prende a colpo sicuro un volumetto e mi dice, determinata: “Questo è bello!” Quando un lettore usa quel tono, è bene seguire il suo suggerimento.

Del resto, non aveva bisogno di insistere così tanto… a me questo scrittore piace molto. Perciò, approfittando anche della relativa brevità del libro, l’ho iniziato. E poi finito. Subito. Appena ho scoperto il nome del protagonista, Giorgio Pellegrini, non ho potuto staccarmi. Questo perché ricorre anche nelle ultime pagine di Per tutto l’oro del mondo, e il modo in cui viene descritto dai personaggi lo rende quantomeno interessante. Dico interessante perché in realtà è un demonio infernale. Uno di quelli che meriterebbe un esorcismo particolarmente pesante, esauriente, definitivo e magari anche ripetuto, tanto per assicurarsi di rinchiuderlo in qualche abominio infernale per sempre.

Lo dico subito, non ne faccio mistero. Ho odiato profondamente questo personaggio. Volevo vederlo punito in modo esemplare, e possibilmente colpito da tutte le sofferenze e le vendette del mondo… quasi fossimo in un feuilleton ottocentesco in cui i buoni trionfano circonfusi di luce e i cattivi vanno all’inferno.

domenica 10 giugno 2018

Leggere ... volare ... vivere!#56 - Il silenzio addosso


SimoCoppero

Nuova collaborazione con Edizioni Convalle, che seguo da tempo e di cui ho già scritto sul qui sul blog le mie impressioni sul libro di Stefano Gilardini. Oggi vi parlo de Il silenzio addosso di Stefania Convalle, autrice e pilastro portante della casa editrice. 
Ammetto che dal primo momento in cui ho visto la copertina del libro ne sono rimasta attratta tanto da “chiamarmi”. Libro di una dolcezza disarmante, di spaccati di vita che sembrano irrecuperabili come la morte di un figlio (non è uno spoiler, perché trovate tutto nelle prime pagine), ma da qui partono intrecci di storie di personaggi, di vite vissute, perse, ritrovate, smarrite, o lasciate a sedimentare su un binario morto in attesa che qualcosa ci scuota e ci risvegli.
Chiara, spersa nel dolore, nella voglia di non vivere, nella speranza di non svegliarsi il mattino successivo, che fatica a riprendere una dimensione nella routine giornaliera, è il personaggio centrale da cui tutto parte e si evolve. Poi c’è Giulia, altro cardine del racconto, una persona di carattere, battagliera, ma estremamente sola. 
Quanto ho amato Giulia, quanto mi sono ritrovata in Giulia. Sono tanti gli abitanti di queste pagine, ma non voglio anticiparvi nulla, per non togliervi la gioia di scoprire la dolcezza, la musica danzante che le parole vi susciteranno leggendo questo libro.
Una scrittura poetica, un piuma che scende per posarsi, una speranza di luce per ogni anima, da quelle più buie a quelle più colorate, perché la vita toglie e dà senza annunciare.


Non potete che rimanere senza parole davanti al silenzio che viene descritto, perché il silenzio può voler dire tante cose, ma spesso dice più di tante parole, parole tristi, parole gioiose, il silenzio è fatto di sguardi , di sogni, di aspettative, di dolore, e in questo racconto è più forte di ogni altro personaggio.
Storie di vita che si intrecciano e che portano non si sa dove, ma che aiutano a superare la notte, dove spesso il silenzio è assordante, dove la razionalità e magari anche la follia la fanno da padroni.
Leggetelo avvolti dal silenzio, vi darà sicuramente di più. Grazie Stefania.

lunedì 4 giugno 2018

Massimo Carlotto - Per tutto l'oro del mondo con un bel Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane

LoreGasp e SimoCoppero

... un gran bel modo di iniziare un lunedì mattina, tuffandosi nei libri di Massimo Carlotto, con un post doppio. È un autore che non ha bisogno di presentazioni, essendo il grande che è, da diversi anni. Con il team di Luoghi di Libri, io e Simona abbiamo scelto di dedicare le nostre letture ai libri di Massimo Carlotto. Simona si è occupata di Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (2017), mentre io sono stata attirata da questo titolo, Per tutto l’oro del mondo, del 2015.
Restate intorno, perché i ragazzi di Luoghi di Libri vi proporranno la loro scelta, così potrete completare le vostre letture!

Al centro di entrambi i libri Marco Buratti, l’Alligatore, investigatore privato senza licenza, appassionato di blues e Calvados, con il cuore fuorilegge, insieme a Beniamino Rossini e Max La Memoria, i suoi soci con cui forma una società strampalata, e molto efficiente. 
Per tutto l’oro del mondo gira intorno ad un caso triste di una rapina in villa finita molto male un anno e mezzo prima, nel Nordest. Marco Buratti ci arriva in modo insolito, occupato com’è a cercare di non innamorarsi di una donna che sta pedinando per conto del marito sospettoso. Fallendo miseramente nel tentativo: la bella Marilena Dal Corso, in arte Cora, gli rapisce il cuore subito cantando un blues con molta anima e talento traballante in un localetto della zona, un paio di sere a settimana. Mentre si macera in un evidente conflitto d’interessi (vuole palesarsi alla bella cantante, senza trasformarsi nell’amante che il marito sospettoso e suo cliente sta cercando, senza perderne la fiducia), inciampa nella storia brutta e crudele di una rapina ai danni di un orafo, Gastone Oddo, consumata nella sua villa, culminata nel brutale omicidio del proprietario e della sua governante.

Luigina Cantarutti, questo il nome della donna, è un cosiddetto danno collaterale: rimasta in casa per finire il suo lavoro, cade vittima di una furia omicida senza pietà, insieme al suo padrone. Lascia un figlio ragazzino, Sergio, costretto ad andare a vivere mal tollerato in casa dello zio, il fratello della madre. Il padre non esiste, in questo dramma: svanisce come neve al sole non appena soddisfatti i propri capricci con Luigina tanto tempo prima, ritenendo finito ormai il suo coinvolgimento.


venerdì 25 maggio 2018

I thriller di Edvige#11– Notte in bianco



CriMazzuccato

"Il sangue del fiore mi segna la mano. Sgomento negli occhi. Si apre lo squarcio. È viola, non rosso, il dolore del cuore. " 
Ancora con un pezzo di cuore da ricucire, ho salutato i personaggi di questo romanzo appena terminato. 
Mille sarebbero le parole da dire su questo piccolo capolavoro che in sé racchiude le più svariate sfumature dell'animo umano. Ho pensato a dargli un'etichetta, ma non è possibile! Questo è un noir sì, nerissimo per giunta, ed è carico di poesia, ma non poesia sdolcinata. È poesia dell'anima, è analisi psicologica e introspezione. L'autrice sa toccare argomenti che fanno parte della nostra quotidianità (come l'amicizia, l'amore, la fratellanza, la maternità, i rapporti di vicinato) e renderli speciali, intensi, profondi.

La storia tragica di Viola Carraturo fa da sfondo all'intera vicenda, ambientata nella splendida Napoli. Una città che non ho mai visto, ma che ho potuto ben immaginare grazie alle descrizioni delle vie, delle case, delle persone al mercato, nei negozi, agli odori, profumi, rumori fatti anche di chiacchiere e pettegolezzi tra comari. Descrizioni mai pesanti, mai prolisse, sempre messe lì al punto giusto! 

Ho conosciuto Viola detta da tutti "La Tabaccaia", un soprannome che indica la poca considerazione con la quale veniva vista dal vicinato : una donna dura, sfuggente, mal vestita, sporca, per tutti era quella strana, quella su cui costruire i pettegolezzi più biechi. Ma lei dentro racchiudeva un segreto, un dolore che nessuno poteva capire, né sapere. E attorno a lei, altre figure con drammi e segreti nascosti a loro volta, le ruotano intorno come un vortice. 

giovedì 24 maggio 2018

I thriller di Edvige#10– Anonimo



ValeLanino



Ho conosciuto questa coppia di scrittori tramite la nostra Edvige che me ne aveva parlato benissimo, leggendo “L' Estraneo” infatti mi ero resa conto che avevano molta capacità e non vedevo l' ora che sfornassero qualche altro libro e finalmente eccolo nelle librerie, ad occhi chiusi decido che lo devo leggere e devo dire che non ha nulla a che fare con il precedente.

La storia è scritta in prima persona da entrambi i protagonisti che si scambiano il ruolo di “narratore” ogni capitolo.

Libro con tema molto attuale ovvero il dark web, quella parte oscura di internet dove tutto è lecito, dal comprare droga a comprare bambine.

Ho apprezzato questo libro proprio perché ad oggi non ci sono molti thriller che parlano di questo.


Libro che fin dall' inizio si fa leggere e ti intrappola alle sue grinfie fino alla fine, libro molto adrenalinico e con colpi di scena uno dietro l' altro. Non riuscivo a posarlo, dovevo sempre andare avanti e capitolo dopo capitolo mi sono innamorata di questo libro. E' difficile trovare thriller che ti danno queste impressioni ma credetemi se vi dico che me lo sono portato anche al cinema, quei cinque minuti dell' intervallo sono stati molto utili!

Leggetelo perché non vi staccherete, leggetelo perché di eguali non ne troverete, leggetelo perché è unico nel suo genere, insomma LEGGETELO!!!


mercoledì 23 maggio 2018

I thriller di Edvige#9 – La via del silenzio



ValeLanino

Libro che dal primo capitolo ti fa intuire il perché l'assassino agisce così e, forse per una volta, sono dalla sua parte.
Si fa leggere bene con molta tensione e molto pathos. Due scrittori che insieme hanno creato un capolavoro, non ha assolutamente niente da invidiare ai thriller di autori più titolati. Dettagli degli omicidi descritti in maniera scrupolosa che ti fanno accapponare la pelle, ma d' altronde non è per questo che amiamo i thriller?
Il libro è ispirato ad una storia vera e quando l'ho saputo ho dovuto leggerlo e ho fatto benissimo. 
Compratelo e buttatevi a capofitto a leggere la storia de “il gelido figlio di puttana che incontrerai mai” e vedrete che mi ringrazierete!
Ho apprezzato anche tantissimo la copertina.

giovedì 10 maggio 2018

Alice Basso – La scrittrice del mistero – … e anche imprevedibile.


LoreGasp

Oggi è il giorno di inizio del Salone del Libro di Torino, quello noto come #salto2018. Ed è anche il giorno in cui Alice Basso presenta il suo quarto libro, La scrittrice del mistero, raccontandoci un altro pezzo di vita della sua adorabile e tenebrosa ghostwriter, Vani Sarca. Anche se poi così tenebrosa non lo è più, considerando l’evoluzione formidabile che ha avuto la sua vita, soprattutto alla fine del libro precedente, quello che ingiungeva di non dirlo allo scrittore. Probabilmente la Sarca nazionale si risentirebbe di queste parole, o meglio, sentirebbe un crampo infilare tante treccine nei suoi organi interni, com’è più probabile. Leggendo il libro, capirete subito perché questa parola diventa quasi uno stile di vita per Vani.

Se per caso non avete letto gli altri tre libri, o almeno il terzo, cambiate blog. Non racconterò più di tanto della trama, ma diventa difficile non fare riferimento alla causa del crampo-stile di vita di cui sopra. Vani si rende acutamente conto di avere uno stomaco molto reattivo e in salute da quando ha ammesso con tutti (tradotto dal sarchese: lei stessa) e il commissario Berganza, che prova qualcosa di decisamente di più di una semplice ammirazione professionale condita da ampi e condivisi riferimenti letterari ai thriller e ai noir d’autore. E il crampo-stile di vita si ripropone allegramente quando il fascinoso esponente delle forze dell’ordine le conferma che è ricambiata, e pure ampiamente.

mercoledì 9 maggio 2018

Emma Piazza – L’isola che brucia – Il mistero che tiene.

LoreGasp


Per restare in mezzo alla svolta thriller, noir, gotica con un pizzico di horror, ecco spuntare un romanzo di nuova uscita.

Un libro che si apre a Lisbona e che ci porta prestissimo in Corsica, l’isola del titolo, che brucia di passioni e fuochi millenari, facilissimi a scatenarsi, per i motivi più futili. Le vicende sono raccontate da Teresa, professionista freelance di origine corsa che, a causa di un turbinio di vita (una gravidanza accolta con estrema difficoltà) si rifugia a Lisbona mentre fa finta di sopravvivere. La sua storia d’amore sembra finita bruscamente, senza appello, lasciandola sola ad affrontare un bambino, o una bambina, che sta crescendo dentro di lei senza che lei abbia veramente desiderio di questa vita.  
Non sarebbe ritornata di sua volontà in quell’isola bizzarra, se non fosse stata chiamata dalla nonna, la “terribile” Mamie.  Vuole correggere il testamento e lasciarle la bella villa in cui ora vive e che è ancora piena di tantissimi ricordi di vita passata. Alcuni anche belli… ma tanti spigolosi, difficili. La sera in cui arriva in quella casa, Teresa se li ritrova davanti tutti. Mamie, la nonna, e l’elusiva zia Louise, sorella di suo padre. Ritrova l’atmosfera di sospetto, delle cose taciute, dell’orgoglio silenzioso, del segreto che aleggia intorno, ma che non si fa mai afferrare.

Non c’è suo padre. No, le due donne vogliono tenerlo lontano, è un uomo cattivo, pericoloso, potrebbe arrivare a uccidere senza difficoltà. E forse l’ha già fatto, e nemmeno i vincoli di parentela potrebbero fermarlo. Teresa è stanca. Torna in quell’isola malvolentieri e già dalla prima sera si vede affibbiare pesi non suoi. Va a dormire esausta. Si occuperà del testamento e delle volontà della nonna un altro giorno, magari domani.

Quando il domani arriva, però, le carte sul tavolo sono già completamente scomposte, buttate all’aria. Talmente all’aria, che ne manca qualcuna all’appello… Teresa scopre il cadavere di sua nonna, buttato sulla scogliera al di sotto della casa.


martedì 8 maggio 2018

Enrico Pandiani – Polvere – Uno stato dell’esistenza

LoreGasp


Polvere sei e polvere ritornerai! Tuona un certo passo biblico, che mi ha sempre turbato un po’. Mah, sarò poco ferrata sull’argomento, ma non mi sento fatta di polvere…
"Polvere, gran confusione, un grigio salone, in quale direzione io caccerò la... polvere dai miei pensieri?" cantavano i Decibel di Enrico Ruggeri in un’altra vita.
No, nessuna di queste menzioni di polvere ha funzionato da ispirazione per l’ultimo romanzo di Enrico Pandiani, uscito fresco e in corso di presentazione a Torino, in metà Italia del Nord e tra due giorni al Salone del Libro di Torino (#salto2018!! E riecco l’hashtag!).
E no, non è nemmeno la polvere da sparo, che nei suoi romanzi abbonda.

Iniziate a tuffarvi in una storia complessa, originale, cruda, rassicurante, molto attuale, senza esclusione di colpi, e naturalmente polverosa.

Unico consiglio, però: se avete letto la produzione precedente dell’autore, mettete da parte un momento Pierre Mordenti, i suoi italiens, Parigi, il suo senso dell’umorismo, l’”uom di sasso” Le Normand. Anche Zara Bosdaves e il suo irritante padre farfallone, le ore passate davanti a Call of Duty, il suo assistente quasi indispensabile.

Tenete il fascino inarrestabile e il carattere combattivo dei personaggi femminili che circondano il bel commissario italo-francese, il mistero appesantito di dolore degli extracomunitari che ogni tanto increspa la vita di François, il compagno della detective friulana, e spostatevi a Torino, giorni nostri.
No, non andate verso il centro e i suoi portici, i palazzi ottocenteschi, la collina sul Po e dietro la Gran Madre, con le sue iper-ville contegnosamente nascoste dietro alberi e giardini grandi quanto un Parco Nazionale.

Dovete impostare il navigatore verso il nord della città, uno dei quartieri meno eleganti, che quando si nomina da queste parti ottiene in risposta un sorriso tirato di cortesia e un rapido svuotamento dello sguardo: Barriera di Milano. Il nome è associato all’edilizia popolare, a casermoni camuffati da case, un aspetto dimesso, piatto e uniforme in generale. Come se lo si osservasse tramite un velo di polvere, insomma. E’ la stessa polvere che troviamo a casa del protagonista, Pietro Clostermann. La sua unica compagnia include un gatto sornione dal nome imprevedibile di Gatto, e quello che fa per vivere è… non vivere, lasciandosi ricoprire di polvere.

Qualcosa di estremamente grave è successo poco tempo prima nella vita di Pietro, ex-responsabile della sicurezza di una società, che si è visto fermare la vita di botto a causa di una sua decisione azzardata. Salvare qualcuno ha condannato lui, trasformandolo nell’unico capro espiatorio di una faccenda complessa, che alla fine del libro verrà rivelata quasi per caso. Come accade, quando si spolvera a fondo una stanza o un mobile: ritornano in evidenza brillante cose che giacevano nel dimenticatoio.
Quando entriamo in casa sua, però, Pietro è ben ricoperto dal suo strato di polvere esistenziale e niente sembra poterlo riportare fuori. Se non lo squillo del suo campanello. Ci siamo appena abituati a vederlo ciondolare per casa, preparando distrattamente un Harvey Wallbanger (cocktail creato negli anni ’50 dal nome di un personaggio di un film) per sé e un filetto di nasello per Gatto, senza niente di veramente importante da fare, quando suonano alla sua porta. Sulla soglia, una donna anziana, avvolta in una tristezza talmente visibile, da essere diventata il suo vestito e il suo aspetto consueti. Il suo nome è Rosa Massafra, è una vicina di casa di Pietro, e cerca pace per se stessa e giustizia per sua figlia, Silvia Massafra, uccisa in circostanze misteriose un anno prima.

La lentezza delle indagini di polizia sul suo caso, che l’hanno a poco a poco fatta scivolare in un dimenticatoio crudele, anche se non voluto, e l’essere rimasta sola, l’hanno spinta a rivolgersi a quell’uomo che lei non conosce affatto, ma che è convinta che possa aiutarla a uscire dalla sua tragedia personale. Ha fatto qualche domanda nel quartiere, ed è saltato fuori che Pietro Clostermann è “del mestiere”, e quasi sicuramente ha qualche asso nella manica che le può rivelare come e perché sua figlia è stata uccisa.

Pietro non ha intenzione di aiutarla, all’inizio. Vuole solo non-vivere, ricoperto dalla sua polvere. Non è capace, non è “uno del mestiere”, non è Superman, non è nessuno di bravo e competente, non sa aiutare sé stesso, figuriamoci se può fare qualcosa per qualcun altro. L’angoscia dolorosissima e altrettanto silenziosa di Rosa, però, lo hanno smosso ben più di quello che gli piacerebbe ammettere, almeno al momento.

Quasi contro la sua volontà, Pietro si mette in moto. All’inizio si tratta di fare qualche domanda in giro, senza scoprirsi troppo. Non può fare niente di ufficiale, non è un poliziotto e non ha titoli di alcun genere per mettersi a fare indagini. Potrebbe finire in guai ancora peggiori di quelli che ha già sperimentato fino a quel momento. Insomma, che male può provocare mai fare qualche domanda su un caso di un anno prima, che quasi tutti hanno ormai dimenticato?

Un po’ di male, come scoprirà Pietro da vicino, lo fa. E dovrà stare attento, molto attento, che quel male non lo porti ad un capolinea definitivo. L’uomo scopre un intero mondo malato e bieco, dietro certi capannoni del Lungo Dora cittadino, e dietro le apparenze piatte e squallide di certi palazzi, di certe anonime società di import-export. Un mondo che ha le tinte scure e sporche dello sfruttamento della prostituzione, della buona fede di chi cerca una vita migliore per sé e finisce in incubi desolanti e senza fine, di spietatezza senza ritegno, senza limiti. Tutto questo, mentre nella stessa città, nei quartieri e nelle case accanto, altre persone vanno a lavorare, passeggiano per rilassarsi, incontrano gli amici, allevano figli e vivono in famiglia in totale libertà e relativa spensieratezza.

In questo viaggio nel fango umano, tuttavia, non mancano piccole perle lucide. Una bellissima giovane donna dal nome gioiosamente improbabile, che non vi rivelo perché vi rovinerei una grandissima sorpresa, si affianca a Pietro nella sua ricerca dell’assassino di Silvia. Ha i suoi motivi fondamentali, come riscattare un passato angosciante e fangoso. E non solo. Il suo arrivo nella vita di quest’uomo apparentemente finito equivarrà all’esplosione di una supernova e lo vedrete bene, da subito.

Quasi nello stesso tempo, un uomo di colore, Sebastião, entra nella vita di Pietro, poiché la sua ricerca personale s’intreccia molto stretta con le piste seguite dall’improvvisato detective. Tutti e tre, con le loro vite spezzate e ricomposte alla bell’e meglio, s’imbarcano su acque torbide e velenose per rispondere al dolore senza fine di una madre, ritrovare tregua e una nuova dimensione in sé stessi e nel mondo.

Quando entrate in casa di Pietro, scoprirete che non vorrete abbandonarlo più. Lo seguirete nei suoi spostamenti un po’ goffi per la città, gli ricorderete di preparare il cibo del Gatto e vi stupirete, se per caso non si procura le arance per il suo drink preferito. Lo guarderete cambiare, svegliarsi, rispolverare se stesso e i suoi talenti, farete il tifo per lui. Non vi importerà se non sarete coinvolti nelle sparatorie di Mordenti, o nelle scazzottate in cui Zara si destreggia con le sue mosse di aikido. Vorrete solo continuare a seguirlo e sperare che non si cacci troppo a fondo nei guai… La bravura dell’autore, qui, si rivela proprio nel fatto che non sentirete la mancanza di questi altri due personaggi, più forti e reattivi, più brillanti. E nemmeno delle ambientazioni eleganti e profumate dei piani alti, o dei quartieri prestigiosi.

Vorrete, anzi, ascoltare e leggere altre parole, altre storie come questa, capaci di farvi entrare in un’altra città all’interno della vostra città. È normale, però: è solo l’effetto dell’essere esposti allo stile e al flusso narrativo di Enrico Pandiani.

mercoledì 2 maggio 2018

I thriller di Edvige#8 – Fiori sopra l'inferno


ValeLanino


Molte persone mi hanno parlato bene di questo libro e ho letto mille recensioni positive ma finché non ci ho messo il naso non potevo dire la mia... Dopo averlo finito ho capito che sarei stata la milionesima e uno che parlasse bene de "Fiori sopra l' inferno" della Tuti. Innanzitutto voglio complimentarmi con la scrittrice per la storia, di solito (e chi legge molti thriller come me lo sa) le trame sono trite e ritrite,  cambiano i nomi e i luoghi ma le situazioni sono le medisime, invece questo libro finalmente ha una trama di cui non avevo ancora letto.

Il libro si presenta da subito molto intrigante e ti invoglia ad andare avanti fin dalle prime pagine. Lettura molto scorrevole e molta suspance.

Parliamo del personaggio principale: il Commissario Teresa Battaglia. Vi è mai capitato di conoscere una persona e di primo acchito ti sta sul bip? A me lei ha fatto questo effetto fino a quando non si è fatta conoscere meglio. È una donna che ha sofferto e che soffre tutt' ora per le difficoltà che la vita gli ha messo davanti. Ha le spalle larghe, a volte un po' troppo acida ma fa parte del personaggio che ad oggi adoro.

Tornando a parlare del libro posso solo dirvi che non va raccontato perché nessuno può trasmettervi ciò che mi ha trasmesso la lettura. Leggetelo e non ve ne pentirete.

La Tuti è una scrittrice sensazionale e sarò felice di leggere gli altri libri che seguiranno questo!


Per leggere anche la recensione di SimoCoppero cliccate qui

domenica 29 aprile 2018

I thriller di Edvige#7 – La ragazza nella nebbia


CriMazzuccato

Chiudo il libro, dopo una lettura oserei dire da "avida divoratrice"... fine..e mi dico;"Bah..carino ma forse un po' deludente. Aspetto un paio di giorni e mi accorgo che: ho una nostalgia folle del libro appena finito;la delusione iniziale si trasforma in consapevolezza di aver letto un Carrisi diverso, ma validissimo!!

Ebbene, se pensate di trovarvi di fronte al Carrisi che già conoscete..DIMENTICATELO! Se invece vorreste conoscere l'autore perchè mai letto, allora tenete questo libro per ultimo e leggete prima i suoi precedenti thriller, più macchiavellici e contorti. Dico questo perchè secondo me è quello il vero Carrisi, sebbene anche stavolta ho ammirato la capacità narrativa e il dono che ha nell'incollare il lettore al libro.
Una storia scritta tutto d'un fiato, un'unica trama narrativa ruota su pochi personaggi piuttosto ben delineati. Il racconto scorre, scivola via riga dopo riga, nessun marchingegno intricato dal quale uscire "devastati". Possiamo forse definirlo un giallo- noir, non certo un thriller mozzafiato al quale la sua penna ci aveva abituati.
Ciononostante, un bel libro che ci mette di fronte ad un'amara verità. Donato  stavolta emette una sorta di denuncia fra le pagine del suo libro, contro lo spietato "turismo dell'orrore". Dov'è finita Anna Lou, la ragazzina scomparsa nella nebbia? Sembra che poco interessi il suo triste destino,  tutto è accentrato sul "mostro". Certo, perché :"LA GIUSTIZIA NON FA ASCOLTI. LA GIUSTIZIA NON INTERESSA A NESSUNO E' IL MALE CHE ATTIRA L'OPINIONE PUBBLICA ".L'invasione abominevole dei media (il tritacarne mediatico) in una situazione tanto delicata come la scomparsa di una ragazzina. L'autore centra l'obiettivo sulle telecamere (gioco di parole, voluto),  sui giornalisti spietati il cui solo interesse è fare audience e trovare il "mostro" ad ogni costo [.. Ricordiamo sempre facilmente il nome dei mostri e mai quello delle vittime..] ... Tant'è.. Della ragazza scomparsa pochi cenni e un'incognita che resta. Un finale che forse risulta un po' frettoloso e non così eclatante come mi sarei immaginata, ugualmente inattesa però.

Sebbene la storia si concluda,  ho la vaga sensazione che sia nato dalla penna dell'autore un nuovo personaggio che potrà chissà riapparire in successivi romanzi :l'agente speciale Vogel,  questo misterioso nonché irritante uomo, che si autodefinisce "il lato oscuro della luce".
Per concludere : il titolo, assolutamente appropriato,  "la ragazza nella nebbia"... Cosa c'è di meglio della nebbia per ambientare una storia fatta di realtà e di apparenze che si confondono così bene l'una con le altre,  esattamente come un paesaggio avvolto nella nebbia.

E infine vi lascio con la citazione che viene spesso ripetuta fra le pagine del romanzo quasi come un mantra: "IL PECCATO PIU' SCIOCCO DEL DIAVOLO E' LA VANITA'...MA IN FONDO, CHE GUSTO C'E' A ESSERE IL DIAVOLO SE NON PUOI FARLO SAPERE A NESSUNO?!"
Spero di aver acceso un po' di curiosità...chi è il diavolo de "La ragazza nella nebbia"?

martedì 24 aprile 2018

Luoghi di Libri – Un sito e un Blog dove vivere i libri, perché i Sentieri si costruiscono viaggiando!

LoreGasp e SimoCoppero


Vi è mai capitato di desiderare di andare a visitare dal vivo i luoghi citati nei libri che leggete?
Vi piacerebbe trovare una mappa dove, accanto al nome della città o della nazione, apparissero magicamente tutti (o quasi) i libri che le citano? No, non sto pensando alla Mappa del Malandrino di Harry Potter.

Mi riferisco a qualcosa di reale, che è diventato concreto da appena un paio di mesi, per cui potete smettere di sognare e affrettarvi a visitare il sito http://luoghidilibri.it/

Ma che cos’è in concreto? Ve lo lascio raccontare da Simona, che è stata una delle principali promotrici di questo bellissimo progetto:

Noi che non stiamo mai ferme - forse il Blog dovrebbe chiamarsi idee in movimento, o Del Furore Di Avere Idee – abbiamo iniziato altre collaborazioni.

Con Andrea e Francesco, capo e smanettone, abbiamo creato un nuovo sito: Luoghi di Libri. Un portale che traduce le esigenze di lettori, scrittori, case editrici, librai, addetti ai lavori in genere.  Sul sito è possibile interagire caricando dati non ancora immagazzinati (tutto verificabile nelle ricerche), ma soprattutto analizzare dati: voglio leggere un libro ambientato nella città x? Troverò l’elenco di tutti i titoli che avranno al loro interno quella città. Potrò collegarmi direttamente ai portali per l’acquisto del titolo, ma potrò anche vedere la biblioteca più vicino a me che disponibilità ha.

Provate a fare un giro: http://luoghidilibri.it/.  Siamo a disposizione per qualsiasi domanda agli indirizzi mail, siamo a disposizione per uno scambio pubblicità per chi possiede un sito, ampliando la nostra pagina delle amicizie. Compariamo sulle pagine Facebook e Instagram, ma da poco abbiamo anche un canale YouTube dedicato.

Sul sito di Luoghi di Libri trovate anche tutti gli incontri e gli eventi culturali organizzati da Bolla e Fantasia, e un blog, nuovo di zecca, Appunti di Viaggio, dove compariranno le nostre recensioni. 

Il Blog Del Furore Di Aver Libri avrà un amico in più degli stessi bit con cui dialogare e scambiare pareri sui libri letti e visitati.

Volete farvi un giretto? Allora collegatevi qui: http://luoghidilibri.it/appunti-di-viaggio/

E troverete già inviti per grandi viaggi: vi aspettiamo, partite con noi!

lunedì 23 aprile 2018

Giulianna D’Annunzio – Un gatto randagio ma non troppo – Un’altra magia felina.

LoreGasp


Una storia dolcissima. Se dovessi condensare l’energia di questo libro in pochissime parole, sceglierei queste. Della favola e della fiaba, ha i sentimenti di valore e una certa magia. Della realtà, l’indifferenza e la superficialità che degenerano in crudeltà, che abbondano in certi esseri cosiddetti umani.

E’ il terzo libro di Giulianna D’Annunzio per Spunto Edizioni, dopo IlGentilcane, letto da Simona, e Ti do una zampa. I suoi personaggi sono soprattutto gli animali, cani e gatti, che allietano la sua famiglia reale e che la ispirano.
Dopo Gattoterapia, ero veramente curiosa di ritrovare una storia con un gatto in mezzo. E mentre mi dirigevo verso questo libro, mi sono fermata anche in casa di uno dei protagonisti principali di Polvere, il nuovissimo romanzo di Enrico Pandiani, dove un Gatto di personalità non mancava mai di fare risaltare la propria importanza, con strusciate e fusa ad hoc.

Un’ulteriore conferma della magia e del grande senso della scena e del massimo protagonismo posseduto da questi animali bellissimi e misteriosi.

Siamo a Latina, a casa di Samuele. Siede sul letto, sta rabbiosamente guardando il suo smartphone che sputa messaggi su messaggi Whatsapp. Non sono messaggi simpatici, le persone che li mandano non lo sono nemmeno un po’. Sono teppistelli che amano creare pasticci, e divertirsi a vandalizzare i pezzi di città in cui capitano. Samuele ci è capitato un po’ per caso, un po’ per sfogare l’impasto di dolore e rabbia che si è formato nella sua vita un anno prima, ma ora si accorge che trasformarsi in un ridicolo vandalo del millennio non è una medicina così efficace. Francesca, sua madre, lo ha messo in punizione per essersi lasciato coinvolgere in una bravata che poteva anche essere più pericolosa, e questo gli ha fatto vedere in quale abisso di stupidità si stava allegramente immergendo.

sabato 21 aprile 2018

I thriller di Edvige#6 – L'uomo che dorme


ValeLanino

Il corpo di una prostituta di sessant' anni viene rinvenuta nella sua abitazione. L' assassino l' ha strangolata. Chi se la prenderebbe con una prostituta di quell' età? E perché? Il colpevole è stato arrestato ma l' avvocato di esso spera di fargli avere l' infermità mentale per non farlo punire come meriterebbe ed è qui che entra in gioco il protagonista del libro, lo psichiatra Antonio Costanza. Toccherà a lui sondare la mente omicida di uomini che odiano le donne, trascinato in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia.

A volte, certi libri non hanno bisogno di presentazioni, questo è quello che accade quando un libro è ben scritto, scorrevole e incuriosisce il lettore.
E' un buon noir che si fa leggere molto bene e ti da molto da pensare.
A fare da sfondo in questo libro è la città dove è ambientato, Salerno, città sospesa tra vecchi sapori di provincia e vanità da metropoli sul mare.
Consiglio davvero a tutti di leggere questo libro in primis perchè la penna da cui è nato sa davvero il fatto suo e poi perchè ti fa pensare a molte cose, esempio come si fa a capire se una persona mente o no? A volte si pensa che sia una domanda banale, ma siete proprio sicuri di capirlo davvero?

"Lo psichiatrico richiama il mostro. Il mostro impressiona chi deve giudicare"
Due frasi di forte impatto! Se volete saperne di più leggetelo e, credetemi, non ve ne pentirete.

giovedì 19 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#55 - Inconsapevole erede


SimoCoppero
Altro giro altra corsa: ci ho preso gusto. E’ arrivato tra le mie mani il secondo libro di Mariapaola Perucca e mi è letteralmente saltato addosso.


Parto dalla copertina: delicata, essenziale, tenue, che sa di primavera, che ti invade il cuore senza sapere il perché e tutto questo basta a non staccare più gli occhi da questo piccolo libro.
Annadele, un nome diverso e originale per un personaggio, si trova a scappare da Torino e dallo smog dopo la fine di una brutta storia sentimentale verso la casa che è stata dei nonni nei dintorni di Parma. Un soggiorno curativo in compagnia della cugina che abita la residenza, Bruna, con dei risvolti un po’ rosa e fiabeschi e un po’ da detective.

Un racconto facile, ma così bello, forse complice anche la scrittura schietta, diretta, senza troppi giri di parole nelle descrizioni, da sentirsi liberi. L’associazione di idee mi fa pensare a una piuma che volteggia nell’aria prima di depositarsi. Un giardino, il giardiniere, le amiche della nonna di Annadele ancora in vita a raccontarci di un passato prima della seconda guerra mondiale e durante.

Meraviglioso, più penso a queste pagine e più ho voglia di partire, di sentirmi leggera, proprio come quando lo stavo leggendo. E non pensiate di poterlo classificare come letture sotto l’ombrellone: sarebbe un’etichetta troppo stretta e riduttiva.

La chiave principale della storia è l’amore, in tutte le sue forme: nonna e nipote, fidanzato e fidanzata, amico e amica, gradi di parentela, si può spaziare senza dare limite alla fantasia in nessun modo. Nulla si ferma, tutto si modifica, e spesso cambiare aria fortifica, fa sparire paure, ne fa apparire di nuove, cancella sensazioni.

Mentre lo leggevo pensavo che potrebbe essere anche una piccola storia cinematografica, dove la parte del giardiniere dovrebbe essere interpretata da uno uomo di grande fascino, silenzioso, schivo, quasi quasi un po’ orso, ma intrigante, con gli occhi e il sorriso che parlano da soli e sicuramente dicono più di tante parole.

Le lettere: nel racconto ci sono integrate lettere arrivate dal fronte, lettere di una vita durante la guerra, un prezioso lascito da condividere con le nuove generazioni, che non sono frutto di fantasia, ma riportate perché appartenute alla famiglia.

Il primo libro NON era un esercizio di scrittura, questo ne è stato conferma. Aspetto il terzo.

lunedì 16 aprile 2018

I thriller di Edvige#5 – Silenzio


CrisMazzuccato

<<Il silenzio veste i vigliacchi, alimenta le illusioni, protegge i mostri e offende gli innocenti, cela amori proibiti e desideri illeciti. Le anime sono infedeli al corpo che le ospita, parole non dette e mani diventano complici per confondere ancora di più le acque >>

Da ragazzina adoravo Eros Ramazzotti. Qualcuno forse ricorda la canzone "Taxi giallo" [.. Guido guida un taxi giallo, nel bordello metropolitano. Porta in giro soldi e stracci di ogni genere che sia umano..]. Tendo spesso ad associare una canzone al libro che sto leggendo, come la colonna sonora di un film. (L'autrice, ben più top di me, cita i Dire Straits, per inciso. Ma capirete la mia premessa!) 

Ebbene siamo qui, sullo sfondo di una Roma, che.. <<.. non capisci se non la respiri brevemente ... splendida cinquantenne che sa di essere ancora sexy da morire. Ti mostra le unghie scrostate con noncuranza, neanche fossero ancora laccate dei giorni perfetti della sua gioventù. Ti zebra la faccia di graffi, li accogli come fossero carezze.. Un'eterna, superba e immobile signora con le calze smagliate e le tette ancora sode.. Strega, spietata e sarcastica e bella. Bella che non puoi non amarla >>. 

Qui conosciamo Ernesto che nel suo taxi porta a spasso "anime che ogni tanto si squarciano". Ne vede di persone, incrocia sguardi, incontra occhi dietro i quali si nascondono storie malate di solitudine, di rabbia, di.. Silenzi. Sono occhi verdi, talvolta sono nocciola.. Ma di che colore sono gli occhi del Diavolo?

Ernesto, tassista capitolino che voleva dipingere la sua vita di colori, con un pennello ed invece è il tassametro che scandisce le sue giornate a tinte grigie. 

domenica 15 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#54 - Il tempo dentro di noi


SimoCoppero


Nuovi libri, nuove collaborazioni, nuove case editrici, nuovi autori: sapete che sono curiosa e cerco sempre di portarvi qualcosa di nuovo da scoprire.

Oggi ho in mano un libro della Edizioni Convalle, Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini.  Gran bel libro, grandi spunti di riflessione, molto ben scritto. Una grande amicizia, iniziata tra i banchi di scuola e finita al tramontare della vita, come ci introducono le prime pagine del libro.

Chi ha mai detto che un’amicizia tra un uomo e una donna non può esistere? Esiste eccome, e in questo caso riesce ad essere più forte di qualsiasi intrusione esterna per un’intera esistenza. Certo, ci saranno sempre fattori esterni che la destabilizzeranno, momenti di riflessioni delle due parti, allontanamenti volontari o no, ma ci sarà sempre un punto di ricongiungimento e l’amicizia sarà più forte e più salda di prima.

Luca e Lidia, questo legame indissolubile, anche davanti a una famiglia e a dei figli, un filo teso che non si slaccia mai e non ha mai tentennamenti: una scintilla iniziale, una domanda sul concerto dei Nirvana e nulla è più lasciato al caso.

Il passare del tempo stratifica situazioni, fa maturare entrambi che diventano complici, una sintonia che mai porta a pensare a una relazione tra i due, anche quando potrebbe essere.


Ho viaggiato sulle pagine di questo libro, tra le note dei Nirvana, mi sono fatta cullare da situazioni di vita probabili e improbabili, ho guardato dentro di me e ho cercato il tempo, proprio come hanno fatto Luca e Lidia per una vita intera.

Vi lascio questo pensiero, estrapolato dal libro: “Pensavo a questo ritaglio di tempo, tra il prima e dopo me. Pensavo al mio presente, a tutti i miei presenti di ogni secondo degli ultimi settantasei anni. … Pensavo a quanto caso sia entrato in gioco nella mia vita, a quale lancio di dadi inconsapevole sia stato vivere la vita che ho vissuto. A pensarci ora, a ritroso, mi sembra di non aver fatto nemmeno una scelta che fosse davvero mia. “

E’ impossibile vivere senza rimpianti ci dice Stefano Galardini. Leggete questa storia, all’ultima riga capirete perché ne sarà valsa la pena.

martedì 10 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#53 - Se la notte ti cerca


SimoCoppero

Nuova lettura condivisa del mese lanciata da Valentina (rubrica I thriller di Edvige) e non si poteva non cogliere, essendo Romano De Marco, in uscita da poco con Se la notte ti cerca, un autore del gruppo.

Un nuovo commissari, Laura Damiani, ad animare le indagini e le ore di noi lettori, nuovamente una donna: una Laura Damiani abbastanza giovane, sveglia, molto solitaria, scottata da relazioni amorose finite per mille e uno motivi diversi, ma grintosa, tagliente, alla ricerca della verità, l’unica che può farle fare un ottimo lavoro.

Thriller, si assolutamente, ma Romano De Marco nel suo romanzo riesce a varcare la soglia del solo thriller: tra le righe un mondo marcio, fatto di verità nascoste per poter fare carriera, di casi archiviati come incidenti per chiudere più pratiche possibili per avere punti aggiuntivi alla scalata per il posto di maggior rilievo. Tutto questo si scontra con chi di verità ci vive, con chi ci crede, con chi crede che fare bene il proprio lavoro renda il mondo un posto migliore, con chi arriva anche a rischiare il proprio posto lavorativo per la verità. L’autore si muove in un mondo oscuro fatto di ricatti, di locali notturni per ricchi, di regali in cambio di qualcosa, di amore e sentimenti clandestini, ricatti verso gli omosessuali , ma in tutta questa giungla poco comune c’è chi spera e vede un raggio di sole.

lunedì 9 aprile 2018

Dei libri di cucina. Post per nulla serio!

LoreGasp


Oggi è lunedì, e ho voglia di scherzare. A questo, aggiungo che leggere due libri di fila con persone che cucinano, per quanto da punti di vista opposti, mi ha fatto venire in mente una domanda. Che è rimasta lì senza risposta, e che mi ha fatto sganasciare dalle risate. E il risultato è questo post per nulla serio.

Andiamo con ordine.

A breve distanza l’uno dall’altro, ho letto Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino e Gattoterapia. Apparentemente, non c’è un legame a cercarlo con la lampada di Diogene, a parte l’azzurro delle copertine. Il primo è un “giallo d’uovo” su un killer di cuochi (la definizione giallo d’uovo è dell’autore, Luca Iaccarino, e ancora mi fa sganasciare), mentre l’altro è la storia di un cambio radicale di vita di un essere umano che imita la noncuranza felina.

Il gancio comune, però, è la cucina. Sia Iaccarino nella parte di se stesso (nel libro è lui che indaga, ricordate), sia Lorenzo amano cucinare. È un’attività che li rilassa. E i paragrafi che li descrivono mentre fanno soffriggere cipolle o aggiungono, mescolano ingredienti, o controllano la doratura degli infornati, fanno venire davvero l’acquolina in bocca. Almeno, io avrei voluto essere lì, in quelle cucine, ad assistere alle loro creazioni, per guardarle con i loro occhi. È diverso dal cucinare in prima persona. Soprattutto se quella persona sono io, che cucina per necessità. Mi piace cucinare, ma non ho il talento di accostare elementi per creare sapori, che a loro volta causeranno sensazioni, apprezzamenti, esperienze.

Ho ripensato ai libri che ho letto dove la cucina era presente. I due libri di Muriel Barbery, per esempio. Come l’acqua per il cioccolato, di Laura Esquivel. Kitchen, di Banana Yoshimoto. Gli autori erano in grado di far venire l’acquolina in bocca descrivendo i sapori, le cotture, le sensazioni.
Wow, grandiosi. Davvero.

Ma questi sono autori che scrivono romanzi. Romanzi che sono ambientati anche in cucina. Trame che coinvolgono cuochi o amanti del cucinare, che sono in grado di destare sensazioni con le loro descrizioni. È il loro lavoro.

E… che diciamo dei libri di cucina?

venerdì 6 aprile 2018

Sergio Vigna – Trabant 89 – Mondi a confronto

LoreGasp


I libri si chiamano l’un con l’altro. Basta poco, pochissimo. Il 1987 di Nessuno come noi di Luca Bianchini ha fischiettato verso un altro libro della Cintura d’Orione, che si è subito messo in evidenza: Trabant 89, di Sergio Vigna. Due anni di differenza, due mondi opposti, un’atmosfera diversa e un monte di cambiamenti.

Siamo di nuovo in Piemonte, per sottolineare il luogo di nascita, Torino, di Marisa, una delle protagoniste principali del libro. L’altro è suo marito Guglielmo, autista di autobus di linea, onesto lavoratore e sostenitore fedele dell’ideale del comunismo, fervente ammiratore della sua applicazione nei Paesi dell’Est. Li conosciamo brevemente prima di partire con loro per le vacanze estive ad agosto, programmate e cercate con tanta accuratezza durante l’anno, soprattutto da Guglielmo. La destinazione scelta riguarda proprio i paesi del blocco sovietico, e soprattutto Berlino Est, con il suo angosciante muro famoso.

E’ soprattutto lui ad essere entusiasta di questa scelta: non vede l’ora di toccare con mano la realtà di un governo del popolo, una concretizzazione dell’ideologia in cui crede con sincerità. Marisa, la moglie, è più scettica, e forse un pochino stanca di questo suo idealismo, dovuto anche alla sua estrazione medio borghese di figlia di imprenditori; tuttavia, in nome del suo affetto e del suo legame collaudato, si convince presto ad accompagnare il marito meglio che può, almeno nell’entusiasmo, in un viaggio pieno di incognite.

Incomincia la loro avventura in camper, attraversando la Cecoslovacchia, visitando Praga e dintorni, stabilendosi nei campeggi fuori città e… toccando davvero con mano la realtà di quei paesi. Non sembra dorata come sulla carta, però. Marisa è la prima ad accorgersene, Guglielmo è ancora foderato nel suo idealismo. Questo non gli permette di vedere fino in fondo l’arretratezza dei paesi che attraversano, e di ascoltare la principale lamentela mormorata dalle persone che incontrano: non essere liberi di scegliere dove andare. C’è una certa rassegnazione chiusa e silenziosa negli ucraini, polacchi e cechi che campeggiano insieme a loro, e che li guardano con attenuati sospiri di invidia perché la bella Croma con cui viaggiano trainandosi un camper inimmaginabile lì, parla di un mondo e di possibilità che a loro sono precluse. Non c’è ostilità: passato il primo momento di imbarazzo macchinoso, Marisa e Guglielmo trovano sempre il modo di scambiare parole, anche in lingue stentate, e di farsi conoscere.

martedì 3 aprile 2018

Giorgio Pirazzini – Gattoterapia – Imparare dai gatti per vivere, guarire e…

LoreGasp


Per chi ama i gatti, questo titolo sarà quasi qualcosa di scontato. Ed è risaputo che avere in casa un animale da compagnia abbia effetti rilassanti e divertenti sui padroni umani. E se l’animale in questione è un gatto, ancora di più, per quanto i ruoli sono invertiti. La casa appartiene al gatto, che è il vero signore dell’umano che ha il preciso compito di prendersene cura, sfamarlo, coccolarlo a comando e mettersi da parte quando Sua Signoria (il gatto, sempre) ritiene di doversi occupare di altro.

Una volta richiamati in testa questi brevi elementi, ne resta da aggiungere un altro, che si rivela l’asse portante dell’intero libro: "Un gatto non si butta nel fuoco per nessuno”.

Strano? Aspettate a dirlo, inizia la storia di Lorenzo e Claudia.

Lorenzo è un pubblicitario mediocre, che va presto in crisi. È un buon esecutore, ma la sua fantasia e il suo potere di attrazione clienti con i suoi testi diligenti ma senz’anima, sono molto limitati. Sua moglie Claudia è una pubblicitaria come lui, ma creativa, forte e aggressiva. Se vuoi qualcosa, prendilo! è il suo mantra, il suo motto, la sua filosofia da sempre. Vivono a Londra in un appartamento che rimarrà solo a lui, dopo che Claudia se ne andrà a mordere la vita con un altro uomo, brillante e aggressivo quanto lei.
Pare l'inizio della fine per Lorenzo, e per qualche tempo si trascinerà in una vita da zombie. Indeciso se andare a riprendersi una donna che chiaramente lo ha messo da parte, se chiudere il baule dei ricordi, spezzare la chiave, e buttare il suddetto in un fiume, oppure se farla finita, magari con un gesto esagerato.

Se fosse solo, probabilmente la terza ipotesi si concretizzerebbe.

domenica 1 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#52 - Amara luce Villa Margot

SimoCoppero
Prendo in mano un nuovo libro e una nuova casa mi fagocita. Una casa avvolta da un mistero e da un caso irrisolto.
Nuova penna della scuderia di Spunto Edizioni, Nazzareno Lasagno con il suo Amara luce a Villa Marot, ci porta in una Rivoli del 1999, ma per risolvere il caso il tempo della ricostruzione è quello della fine della seconda guerra mondiale.  Un bel noir, mi ha appassionata e mi ha tenuta incollata alle sue pagine fin dalle prime battute dove Piero, architetto, propone all’amico Donato, avvocato, di acquistare questa villa ubicata alle porte di Torino, circondata da un bel parco e da tanto mistero.
La storia inizia di lì e ci porta indietro nel tempo: Donato è affascinato dal posto, ma qualcosa desta in lui perplessità e così, come la professione di avvocato insegna, comincia a cercare di capire chi è il colpevole di un delitto avvenuto cinquant’anni prima dentro quelle mura.

Le indagini porteranno Donato anche a Parigi, ma con l’aiuto della fidanzata Irene e dell’amico Piero tutto tornerà a splendere proprio con l’arrivo del nuovo millennio.
Ben costruito, scrittura rapida e diretta, non diventa mai noioso anche quando descrive o parla di ricordi dei personaggi e la casa … la casa è un sogno nella mia immaginazione: la serra, il parco, la ristrutturazione dei mobili vecchi, musica per le orecchie, parole serene per il cuore.
Un libro consigliato, di facile lettura, del filone casi irrisolti ma molto delicato e piacevole.
Fate anche voi un giro a Villa Margot alle porte di Torino, non ve ne pentirete.

sabato 31 marzo 2018

I thriller di Edvige#4 – Dieci Agosto

CrisMazzuccato

Due efferati delitti a distanza di quasi 150 anni l’uno dall’altro sconvolgono la Romagna. Una ricostruzione storica e un' invenzione romanzesca, consentiranno di indagare, lontani nel tempo ma vicini nello spirito indomito, al famoso poeta Giovanni Pascoli e al maggiore dei carabinieri Massimo Cerci.
 
Un romanzo dal ritmo incalzante, inizia lento per poi prendere il via e non lasciarti scampo. 
Ci troviamo al fianco di Massimo Cerci ad indagare con lui, passo passo, su una serie di strani omicidi. Massimo è segnato da un passato drammatico in cui ha perso i suoi affetti più grandi (la storia è ben raccontata nel precedente libro di Franco "Ombre Pagane"). Un uomo giovane ma forte, con un potere straordinario che è la sua condanna ma anche, in molti casi, la sua salvezza: ha il dono della reminiscenza, ovvero avverte sensazioni di dolore, sangue e morte nei luoghi in cui sono accaduti atroci delitti o forti violenze.

Quando Massimo va dalla zia, a San Mauro Pascoli, in occasione di una vacanza, non si aspetta certo di imbattersi in quella che sarà per lui un'avventura al limite della sopravvivenza. Qui infatti la zia lo accoglie con tutto il suo calore e, giorno dopo giorno, Massimo riesce anche ad avvicinare suo cugino Riccardo, affetto da sindrome di Asperger (una variante di autismo) e con lui si addentra nei misteri della morte di Pascoli e soprattutto indaga sui delitti inspiegabili che avvengono per mano di un irreprensibile "uomo col cappello" che lascia sui corpi martoriati delle vittime dei foglietti con i versi delle poesie del poeta. 

Ci addentriamo nella vita di Pascoli , una vita passata a cercare l'assassino del padre avvenuta per mano sconosciuta quel terribile giorno. Visitiamo anche la splendida Pantelleria con il suo sole, il mare e i suoi profumi (pare di sentirli..). 
Ma.. Nella Torre si nasconde un terribile mistero che solo alla fine l'autore vorrà svelarci.. In parte! 
I personaggi sono tutti ben descritti, ti puoi solo affezionare a loro, persino a quelli più ambigui come Rosa (misteriosa donna originaria del sud, temperamento mediterraneo che affascina, anzi strega, il maggiore) e Gabriella che cela un segreto dietro quello sguardo austero. Cosa le accomuna? 

E poi Riccardo.. Quanto mi è piaciuto questo ragazzo così fragile, ma così forte allo stesso tempo: geniale nella sua disabilità e, a modo suo, quasi affettuoso con il cugino. Anch'egli custode di un dono simile a quello di Massimo. Ma perché sa a memoria ogni singola strofa delle poesie del Poeta e le recita davanti ai cadaveri che, suo malgrado, si  trova a vedere?

Domande che troveranno tutte le risposte.. Un puzzle costruito in modo ammirevole, veramente una lettura fluida. Sebbene la vicenda sia intricata e i destini dei personaggi si intreccino più volte, Franco Mieli sa raccontare tutto in modo chiaro e per noi, ricostruire i fatti, sarà come giocare a Tetris! Con la differenza che, alla fine, il gioco resta aperto al dubbio sul vero assassino di Ruggero Pascoli. Ma, come giustamente mi ha detto l'autore :" Se la storia non ha saputo rivelarlo, credi che possa farlo io?" Touchè!

Un finale che corona degnamente l'intera vicenda e che vi farà commuovere, nonostante tutto. 
Vi consiglio vivamente di leggere questo romanzo se vi piace addentrarvi un po' nella storia di personaggi passati e contornarvi di mistero e un po' di misticismo!

Buona lettura e... Grazie Franco per tutto quello che sei riuscito a trasmettermi!

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