martedì 23 ottobre 2018

Matt Haig – Come fermare il tempo

LoreGasp


Ho sempre avuto un debole per i romanzi che avevano a che fare con il tempo, soprattutto quando si tratta di andare indietro. O per una regressione tramite ipnosi, oppure per un superpotere o per semplice immortalità, come Highlander. (Ricordate il film, con Christopher Lambert?)

Quando ho letto il titolo e la sinossi, pensavo che si trattasse dell’avventura di un ennesimo immortale, magari ispirata proprio al film appena nominato.
Si è rivelato, invece, qualcosa di più originale. E anche la lettura ha rivelato aspetti originali di un tema già affrontato in tante salse, lingue e maniere.

È la storia in prima persona di Tom Hazard, nato Estienne Thomas Ambroise Christophe Hazard, il 3 marzo 1581, in Francia, in un piccolo castello di proprietà dei suoi genitori. A causa di scontri religiosi (è il periodo controverso della repressione degli ugonotti), la famiglia ripara in Inghilterra, nel villaggio di Edwardstone nel Suffolk. Fin qui nulla di particolare. A parte il fatto che, ai giorni nostri, Tom è ancora vivo per raccontarci la sua storia.

lunedì 22 ottobre 2018

Luisella Ceretta – L’incontro con l’autrice e i suoi noir italiani

LoreGasp

Sabato scorso, il 20 ottobre, alla Biblioteca Comunale di Rosta si è tenuto il consueto Incontro con l’autore, organizzato da Bolla e Fantasia, il Blog Del Furore Di Aver Libri e il Comune di Rosta, che ci ospita sempre con grande generosità.

Una tinta di noir per il primo incontro autunnale di libri, con Luisella Ceretta, autrice che già conosciamo da diverso tempo, grazie al suo 1982 Viaggio nel tempo, edito da Spunto Edizioni, e dalla sua partecipazione sempre molto attiva a diverse iniziative che ruotano intorno ai libri. Potrete vedere tutte le foto dell’incontro nelle pagine di Bolla e Fantasia e Del Furore Di Aver Libri.

Luisella è un’autrice in grado di passare con agio dalla narrazione fantastica (e anche storica, perché esistono titoli precedenti al 1982 molto interessanti) a quella fosca del noir, risvegliando emozioni e interessi diversi, con il suo stile sempre preciso e scorrevole.

domenica 21 ottobre 2018

Leggere ... volare ... vivere!#58 - Il granello di sabbia nell'ingranaggio


SimoCoppero

Può esistere un amore malato? O l’amore si ammala solo? O lo rendiamo noi malato con il nostro modo di essere e con il modo di fare? O possiamo pensare di mettere fine alla nostra vita per una relazione amorosa andata male?

Per entrare meglio nelle domande che vi sto ponendo, dovete leggere il libro di Riccardo Simoncini: cinque personaggi che  nel bene e nel male hanno un comun denominatore, Iacopo.

Iacopo da tempo ha una vita buia, fatta di silenzio, solitudine e tempo. Con il suo carattere e con i suoi moti d’ira ha reso la sua storia con Anna impossibile tanto da farla scappare, ma anche Alice non avrà vita facile con lui.

L’epilogo porta l’esempio di una mareggiata, dove poi tutto dopo si ferma ma ha cambiato posto, proprio come questi personaggi, che vengono separatamente presi in questo vortice, e quando si fermano ognuno prende una strada; chi si reinventa, chi si ferma a meditare cercando di dimenticare, chi trova la felicità e una vita sana di coppia.

Ecco nella vita di Iacopo durante questo girare arriva questo granello di sabbia che inceppa in qualche modo il meccanismo coinvolgendo nel bene e nel male, direttamente e indirettamente i personaggi.

Starà a voi scoprire quale granello leggendo questo libro.

giovedì 11 ottobre 2018

Chiara Pilat – Io sono Egea – Alieni e trasformazioni

LoreGasp


Qualche giorno fa ho pubblicato sulla pagina Facebook del Blog una variante della Cintura di Orione in Libri: quella che raccoglie tutti i libri che ho letto recentemente e che attendono un passaggio scritto sul Blog. Uno di questi è Io sono Egea, di Chiara Pilat, pubblicato da Edizioni Convalle. Ho potuto incontrare e conoscere Stefania Convalle, titolare e scrittrice, all’ultimo Salone del Libro #salto18 (e rieccolo). Stefania è una donna versatile e molto in gamba: potrete rendervene conto nel momento in cui guardate il suo catalogo, la seguite nel suo gruppo Facebook (Le Lettrici e i Lettori di Stefania Convalle), e leggete il suo blog.

Se vogliamo catalogare Io sono Egea, di Chiara Pilat, potremmo dire velocemente che si tratta di fantasy. Nel momento, però, in cui entriamo dalla porta del libro, cogliamo che è molto di più.
Siamo sulla Terra, nello stato americano del Maine. Egea è una ragazza giovane, di diciotto anni. La sua età fisica è molto bassa, ma non quella interiore: una malattia cardiaca, che le limita di parecchio la vita sociale che normalmente si avrebbe, la costringe a poche passeggiate nella natura, pochi incontri con gli amici, e libri da leggere. Dopo infinite terapie, mille rapporti con i medici, Egea non nutre tante illusioni sulla propria guarigione e sul fatto di vedere ancora molti altri giorni davanti a sé.
Fino ad una notte.

Egea non riesce a dormire, si affaccia alla finestra della sua stanza e vede sfrecciare un bagliore intenso nel cielo: un corpo celeste avvolto dalle fiamme che si schianta tuonando nel bosco vicino! Una tentazione irresistibile: il suo cuore malato passa in secondo piano, e la ragazza si precipita, letteralmente, a cercare il luogo della caduta.

Un asteroide? Un pezzo di stella, di Luna letteralmente piombato dal cielo quasi sulla sua testa? Aiutandosi con la torcia dello smartphone, Egea arriva ad una scoperta incredibile: un oggetto ovoidale, rosso, grande quanto la sua stanza, conficcato in un cratere, emanante uno strano gelo. Oh, qui c’è molto di più. Non è un semplice asteroide. La sua sorpresa cresce a dismisura quando l’oggetto si apre e lascia emergere una figura. Altissima, dalle forme umanoidi, la pelle bianca come porcellana e gli occhi d’oro pulsante, un’aliena esce allo scoperto davanti ad una terrorizzata e ammutolita Egea. Non riesce ad accennare un movimento, i suoi occhi seguono attenti e strabiliati le mosse della creatura che allunga una mano verso di lei e… vertigini, risucchio, buio.

Dopo qualche minuto di spaesamento, Egea riapre gli occhi, comincia a muoversi e… oddio, oddio. Qualcosa non va. Il suo campo visivo inquadrano un paio di braccia lunghe e bianche quanto la porcellana, un paio di gambe assolutamente chilometriche, uno strano abito fatto d’oro. Non lo inquadrano solo. Gli occhi le stanno dicendo che quelle braccia, quel corpo alieno sono suoi, adesso.
Alzando lo sguardo, Egea vede se stessa, quella che ha sempre visto e riconosciuto come se stessa, guardarla con una strana espressione sogghignante (no, quella non è tipica sua) e allontanarsi.

L’aliena ha scambiato i corpi! Egea è nel corpo dell’aliena, e lei nel suo!


sabato 6 ottobre 2018

Mariapaola Perucca – Rivelazioni incrociate – L’invito del cruciverba

LoreGasp


Mariapaola Perucca: la conoscete poiché è titolare della casa editrice Spunto Edizioni di Buttigliera Alta, nella valle di Susa che si allunga poco fuori Torino, verso nord, la Sacra di San Michele. I libri del suo catalogo (www.spunto.info) offrono storie belle, originali, dense, curate, così come altrettanto curato è l’aspetto dei volumi, stampati con qualità e con copertine sempre allettanti e seducenti. Se mi soffermo a pensare, la rispecchiano in pieno.
Li avete visti passare spessissimo nel blog, soprattutto grazie alle recensioni di Simona, di cui è molto amica.
Se con il suo catalogo editoriale abbiamo imparato a conoscere l’aspetto lavorativo e culturale di Mariapaola, con il suo romanzo Rivelazioni incrociate, uscito il 5 ottobre, ci addentriamo nel suo mondo interiore. Mi viene da pensare che non è nemmeno una piccola parte di quello che c’è ancora da esplorare, e del resto questo è l’ultimo romanzo di Mariapaola. Andate a ritrovare gli altri: La casa di Linda e Inconsapevole erede.

Ora siamo alle Rivelazioni incrociate: se vi aspettate folgorazioni sulla via di Damasco, o colpi di scena all’americana di esposizioni di identità varie (Luke, sono tuo padre! Tanto per capirci), siete su una strada diversa e più movimentata.

Qui, in questo romanzo siete lo stesso in movimento, ma dentro voi stessi, soprattutto. Percorrerete delle tappe (guardate l’indice e i titoli dei capitoli) di un viaggio in cui scoprirete, vi meraviglierete e vorrete saperne di più.

Non siete soli, qui. Mariapaola vi affianca, oltre alla sua voce, due giovanissimi protagonisti, e le loro famiglie: Giorgio e Stefania, grandi amici, studenti universitari di architettura del paesaggio (bellissimo indirizzo, questo), che vivono ad Avigliana, grosso centro importante della Valle di Susa. Giorgio è un ragazzo riflessivo, d’altri tempi. Studioso, rispettoso, amante del divertimento com’è tipico della sua età, ma con una testa matura e da grande ricercatore. È un ricercatore, Giorgio. Ricerca i significati di se stesso, della sua vita, del mondo che lo circonda. Si può dire che cerchi IL significato principale, quello che prima o poi arriva a bussare alle porte di tutti, soprattutto dei più sensibili, di coloro che non si accontentano: qual è il significato della vita?

lunedì 24 settembre 2018

Marino Rolfi - Intervista con lo Chef

LoreGasp

Dopo una pausa estiva un po' lunga, e costellata soprattutto di thriller, ritorno a scrivere con un'intervista. E un'intervista ad uno chef, Marino Rolfi, docente e consulente in campo alimentare,
Patron chef e catering di Logos Catering, la società da lui fondata.

Chi è Marino Rolfi?

Chef di lunga data, di grandissima passione per i fornelli accresciuta sul campo anche in contesti di prestigio elevato, come la trasmissione tv La prova del cuoco di Antonella Clerici nel febbraio di quest'anno, come rappresentante della F.I.C., Federazione Italiana Cuochi (tenete presente questo titolo, sarà ricorrente), riconosciuto miglior chef del Veneto e tra i 30 migliori d'Italia.
Ha una rubrica radiofonica molto seguita a Trieste, I trucchi dello chef, su Radioattività, e presto sarà ascoltabile anche dalle frequenze di radio NumberOne Bergamo.
Non un semplice cuoco, e non una carriera lineare o di poco conto, insomma!

E come ci entra uno chef, in un blog di libri?

Perché lo chef in questione ha pubblicato un libro con Cavinato Editore, I trucchi dello chef, proprio sull'onda (radio), è il caso di dirlo, della rubrica radiofonica menzionata sopra.
In questo libro mette a disposizione del lettore la sua sapienza di chef conoscitore delle tradizioni culinarie italiane e non. Se vi aspettate il consueto libro di ricette, rimarrete piacevolmente sorpresi, perché si va oltre la competenza nella preparazione di un piatto: si parla di trucchi, di conoscenza pragmatica ed evoluta della cucina e di come far fruttare al meglio tutti gli ingredienti.

I lettori devono pur mangiare, tra un libro e l'altro... e mentre si rilassano in cucina, seguendo i trucchi di Marino Rolfi e mettendoli in pratica, potrebbero persino pensare con maggior tranquillità ai prossimi titoli da leggere.

Se volete conoscerlo di persona, sabato 29 settembre presenterà il suo libro presso la Libreria Belgravia di Torino, in via Vicoforte 14/D, alle ore 17,00.

Intanto, alcune brevi domande di anticipazione, tanto per "assaggiare" il personaggio...

- Buongiorno, Marino, grazie di essere con noi lettori! La domanda di rito è quella che va sempre a rintracciare le radici di una passione, o di un lavoro: che cosa ti ha fatto diventare cuoco?
La mia passione ed il mio amore per la cucina muovono i primi passi sin dalla prima infanzia, con i profumi ed i sapori della cucina di famiglia di nonna ( vedi tu paterna o materna o materna) che io aiutaci sin da piccino

- Cosa sono la cucina, l'alimentazione, per te?
L'alimentazione e la cucina sono per me alla base di una vita sana e felice.
Nella mia generazione questa tradizione e' andata perduta e la ritroviamo ora, con i dovuti aggiornamenti e rivisitazioni, per educare ed abituare le future generazioni  a questo tipo di stile di vita sano.

- Hai creato una bella carriera, nel corso degli anni, con partecipazioni ad eventi importanti, comparizioni in televisione a La prova del cuoco con Antonella Clerici, e programmi radiofonici. Ora hai scritto un libro, I trucchi dello chef. Com'è passare dai fornelli alla penna/al pc?
Passare dai fornelli  alla tv e alla radio è un emozione diversa, sei al centro dell' attenzione  E diventi un teacher, un insegnante, che aiuta a comprendere e l' importanza dell' alimentazione corretta per la salute ,  le nuove prospettive ed evoluzioni di questo mestiere, tipo esercizio catering ed altro ancora.
Passare alla penna invece d' introspettivo, ritrovi il te' stesso di una volta agli esordi e il te' stesso di oggi con il tuo vissuto, un viaggio andata e ritorno nel passato per progettare il futuro

- Quali sono i tuoi programmi futuri?
I miei programmi futuri sono molto diversificati fra l' impegno nell'insegnamento, nell'incrementare l'attività' soprattutto di catering della mia azienda ed un altro libro, dove la penna ha voluto tramandare alcune ricette praticamente inusuali  ma molto radicate nella tradizione unite all'arte, l,'arte che sposa l'arte e da vita a questo nuovo libro che dovrebbe uscire la prossima primavera.

Grazie di essere stato con noi, e buon lavoro!

mercoledì 12 settembre 2018

I thriller di Edvige#17 – Clone




CrisMazzuccato


Non tutte le verità sono per tutte le orecchie (Umberto Eco) 

Inizio con il botto, o meglio, con un urlo,  agghiacciante, straziante, l'urlo del "Dolore Universale". Dentro l'ascensore cala il silenzio più profondo. ["Quell'urlo aveva azzerato ogni cosa. L'ossigeno, i pensieri. Non aveva risparmiato nulla"]. 

Il vicequestore Franco Barberi, la sovrintendente della Biblioteca Reale di Torino Greta Desantis e i quattro agenti scelti per scortare l'autoritratto di Leonardo sino a Palazzo Madama per l'esposizione organizzata in occasione della prossima ostensione della Sindone, non si aspettavano certo di trovarsi lì, chiusi dentro l'ascensore che porta al Caveau della Biblioteca, impietriti e spaventati da qualcosa di ignoto che avrebbe cambiato per sempre le loro vite. Da qui parte la vicenda che vedrà Barberi scoprire il primo di due orribili omicidi, una sorta di esecuzione spaventosa. Sarà lui a dover capire se le due morti sono legate tra loro, come tutto fa supporre, considerando che, i metodi di tortura utilizzati in entrambi i casi, sembrano ricalcare quelli della Santa Inquisizione. Il burbero Barberi, ben caratterizzato dall'autore, è un solitario e fascinoso cinquantenne dalla lingua tagliente, spesso scostante, ironico, razionale, dotato di una sensibilità che appartiene alle persone buone, sebbene al lettore appaia inizialmente un "bastard inside" che in certi momenti prenderebbe a schiaffi. In suo aiuto si insinua una strana figura, un enigmatico sacerdote, Monsignor Perotto, dall'aspetto del topo da biblioteca, con il quale il vicequestore crea un rapporto di stima e diffidenza (alla Peppone e Don Camillo, per intenderci!). Il prete sembra conoscere i segreti più profondi, intricati e inconfessabili della Chiesa e del Vaticano stesso. Segreti e misteri legati da sempre al Sacro Lino e alle varie supposizioni confutate o confermate più volte. 

venerdì 24 agosto 2018

Stefania Bertola – Romanzo rosa – Attenzione, scrittrici all’opera!

LoreGasp

Un romanzo rosa. E anche un bel rosa. E qui mi riferisco alle sfumature di colore che vedete nella copertina dell’edizione Einaudi. Poiché rivalutare i romanzi rosa non mi era più sufficiente, sono andata avanti a recuperare persino l’ammirazione per il colore… alcune sue sfumature sono davvero belle.
Il libro è divertentissimo. Lo dico subito perché non ho smesso di ridere dalla prima pagina fino all’ultima. Stefania Bertola è una sicurezza, sempre. Le bastano pochi tocchi di stile per creare personaggi affascinanti, quelli che vorresti seguire ogni momento e che cerchi in tutte le pagine, se per caso non ci sono. In questo blog ci sono praticamente tutti gli altri romanzi della scrittrice, con qualche piccola eccezione. Dovuta solo a questioni di tempo e di distrazione endemica della fibra da lettrice.

Entriamo in questo piccolo (si fa per dire) mondo rosa tramite Olimpia. E Leonora Forneris. E il romanzo di Olimpia. Sì, in questo romanzo abbondano le voci narranti, e i livelli. Se dovessi paragonarlo ad un altro oggetto, questo libro è un delizioso tessuto di seta. Uno di quei tappetini da meditazione, piccoli di dimensione, ma un’intera esplosione di fili di seta colorati, brillanti e lucidi, intrecciati con maestria a generare forme e figure anche complesse. Sembrano piccoli, ma… date un’occhiata da vicino e noterete subito la destrezza, la capacità, la creazione a punto in tutti i particolari.

Chi sono Olimpia, Leonora Forneris, e… il romanzo di Olivia?


giovedì 23 agosto 2018

Pasquale Ruju – Stagione di cenere – Un’altra fotografia che mette nei guai…

LoreGasp

La Stagione di Cenere è l’estate. Quel periodo in cui la mia sopportazione, ben allenata e collaudata, si riduce dell’85% e il restante va in cenere, appunto, con la velocità di qualcosa colpito dal fulmine.
Un altro che non brilla per pazienza è Franco Zanna, il fotografo sui generis in perenne lotta con il Nero del precedente libro di Pasquale Ruju, Nero di mare, che abbiamo conosciuto insieme ad un pezzetto importante della sua famiglia: l’irriducibile figlia Valentina e il graniticamente affascinante zio Gonario (il mio preferito, senza dubbio).

Siamo in Sardegna, a Porto Sabore, inizio d’estate. Dovrebbe essere anche l’inizio di maggior lavoro e guadagno per l’ex reporter convertito a paparazzo, sguinzagliato dall’imperiosa Irene dell’agenzia Gallura Vera sulle tracce di celebrità più o meno planetarie, impegnate a prendere il sole in topless, frequentare feste glamour e costose, e a intrecciare relazioni poco consentite. Tempi maturi per frutta e scoop, insomma!
E non solo. Questo è tempo anche di incendi. I telegiornali trasmettono bollettini di guerra, quando parlano della Sardegna d’estate: terre e boschi anneriti e spezzati da fiamme indotte, procurate ad arte. Regolamenti di conti, malattie psicologiche di attrazione morbosa per il fuoco, dispetti… ? Qualcuno sì. Per la maggior parte dei casi, si tratta di altro. Qualcosa di più grave, che ha tanto il sapore delittuoso della truffa progettata e portata a termine con il contributo e la connivenza dei “soliti ignoti”… quelli per cui siamo diventati famosi nel mondo, e oggetto di vari film a firma Scorsese, Coppola, Cimino.


mercoledì 22 agosto 2018

I thriller di Edvige#16 – L'ammiratore


CrisMazzuccato

Ciao Occhi di bambola. Le tue parole sono per me il nettare più puro...La mia vita era vuota, fredda e senza senso prima del tuo arrivo.. Perché io e te siamo uguali, ci cibiamo del terrore..]

Federica Ansaloni è una scrittrice diventata famosa in brevissimo tempo grazie al suo primo romanzo noir che ha suscitato scalpore per la sua crudeltà. In cerca d’ispirazione per la sua nuova storia, acquista un appartamento in via del Pratello, ex studio della sua psichiatra, Elisa Tonelli, trovata morta proprio lì dentro, in circostanze misteriose. Da questo momento la vita di Federica non sarà più la stessa. In balia di lettere minacciose che riceve da un ammiratore che la segue ovunque (o forse no..), farà la conoscenza di vicini di casa alquanto ambigui, strane e misteriose presenze al piano di sotto, conoscerà ex pazienti della dottoressa (o forse no..). E un fidanzato che la adora (o forse no..). Federica nasconde qualcosa e il suo segreto la sta divorando. Ma il il suo ammiratore le scrive di stare tranquilla perché nessuno le farà mai del male. Nessuno, a parte lui. Sono uscita dall'incubo. E posso raccontarlo. 

venerdì 17 agosto 2018

Leggere ... volare ... vivere!#57 - Il resto è ossigeno


SimoCoppero

Arrivo ad avere il libro di Valentina Stella tra le mani grazie a mia sorella: ormai ex studentessa dell’altra sorella Stella. Valentina la seguo sui social da un po’ di tempo, non avevo idea di cosa potesse aver affrontato tra le sue pagine, ma mai pensavo a un tema così attuale.

Il resto è ossigeno: è la storia di Sara e Arturo, una storia d’amore, nata in un locale per caso, ma che poi diventa vita a due, vita di tutti i giorni, di una famiglia, fino a quando Arturo non torna più a casa.
Una lama sottile ma molto ben affilata, la scrittura e di conseguenza l’analisi della vicenda ci porta a farci domande, domande che talvolta fanno male.

giovedì 9 agosto 2018

Antonio Infuso – Suicidi al sorgere del sole – Riti mortali

LoreGasp


È un’estate calda, questa. I ventilatori e l’aria condizionata rendono migliori le condizioni del corpo, ma cosa si può fare per lo spirito, la mente, che tendono ad addormentarsi con la calura oppressiva? Seguire un commissario nelle sue indagini. Se non si può fare sul serio (il corpo di Polizia non sembra accogliere volentieri distrazioni di alcun genere nelle sue indagini), allora è necessario rivolgersi altrove. Ad uno scrittore come Antonio Infuso, per esempio, che ha creato un commissario in gamba e poco negli schemi come Stefano Vega. Qui siamo alla sua seconda indagine, con Suicidi al sorgere del sole, pubblicato da Intrecci Edizioni poco prima del Salone del Libro 2018 (#salto2018, rieccolo).

Un suicidio è un avvenimento tragico. Dieci sono una strage. Un’ecatombe e un rompicapo allo stesso momento, che tiene inchiodata la Sezione omicidi della Polizia di Torino. Perché?
Quando apriamo il libro, è appena avvenuto l’ultimo. Dieci suicidi nell’arco di circa due anni e mezzo (2012-2014), ritmati con i cambiamenti stagionali, al momento del solstizio o dell’equinozio, sempre all’alba. I suicidi non sono mai soli: si tratta sempre di uomini che prima di suicidarsi, uccidono. Sempre una donna: una moglie, una fidanzata, una convivente, persino una vicina di casa. Sono suicidi-omicidi, se vogliamo essere precisi.

Manca un particolare, poiché la stranezza di queste morti non è ancora sufficiente.
I suicidi avvengono secondo un rito giapponese molto antico, il seppuku, utilizzando un apposito coltello, il tantò.

Ci sono biglietti, spiegazioni, tracce? Nulla. Il buio totale. Nemmeno la luce dell’alba che accompagna queste morti rituali riesce a gettare luce. Niente nella vita delle vittime. Niente coinvolgimenti strani in giri malavitosi, niente cadute irreversibili in crisi depressive, niente vendette. Nessuna appartenenza a sette, nemmeno a quelle più bizzarre o pericolose. Niente nelle comunità cino-giapponesi, soprattutto i circoli culturali. Niente nei negozi specializzati nella vendita di oggetti rituali come quei coltelli.

giovedì 2 agosto 2018

I thriller di Edvige#15 – L'esperimento



CriMazzuccato

"Il confine tra ciò che è giusto o sbagliato spesso è sottile, quasi invisibile, e quello che è legittimo per qualcuno può non esserlo per altri.."

Connecticut, 1980: Benjamin Dumont, medico ricercatore con un passato doloroso e traumatizzante, inizia quello che per lui sarà l'esperimento e l'ossessione della sua vita: cercare una cura per le patologie di soggetti che hanno subìto traumi psicologici, al fine di migliorarne la vita studiando e monitorando i progressi della terapia sugli stessi pazienti inconsapevoli. Trent'anni dopo, città di New York: alcuni collaboratori dell'organizzazione creata da Dumont (la ASCEPT), scoprono di essere anch'essi vittime del progetto, e quando cercano di scoprire quali fili stia tessendo e cosa realmente si celi dietro a questi studi che proseguono da oltre trent'anni su un paziente in particolare, un susseguirsi di colpi di scena e inquietanti rivelazioni ci porteranno vicini alla verità anche se : "Giungere a una conclusione non è detto che possa essere l'unica verità, per questo nessuno potrà sentirsi libero finché non avrà capito chi è veramente."

Daniele Torsello ci regala questo thriller psicologico che parte un po' lento, ma che, man mano, alimenta un senso di ansia e di inquietudine che spingono il lettore a dover continuare per capire!

Articolata su due piani temporali facilmente raggiungibili, la vicenda di Mike, prima, e di Jasmine e Robert dopo, si dipana nella frenetica New York e nei sotterranei della metro, con il pedinamento di un uomo solitario e strano del quale sono incaricati di seguire passo passo i movimenti. Con il passare dei giorni però alcuni tasselli non si incastrano e i nostri protagonisti iniziano a nutrire dubbi sul loro reale compito.
La struttura del romanzo è molto buona, con una trama davvero originale, ben scritta. Un linguaggio fluido e le descrizioni realistiche ci aiutano ad immedesimarci nella storia e nei luoghi oscuri avvertendo, talora, sensazioni claustrofobiche e angoscianti.
Per essere alla sua prima prova, l'autore a parer mio, ha fatto davvero un buon lavoro! Unica osservazione personale : forse avrei preferito qualche elemento di suspense in più in alcuni momenti del racconto. Il finale che ci offre , inaspettato fino all'ultima pagina, lascia intendere che possa esserci un seguito che leggerò sicuramente!

Un libro che, nonostante sia di pura fantasia, ci lascia con due domande su cui realmente riflettere perché spesso la realtà supera la fantasia! Fino a che punto è consentito agli studi medico - scientifici spingersi nel tentativo di migliorare la condizione dell'uomo? Ed è sempre vero che il fine giustifica i mezzi?

Leggete e scoprite Daniele Torsello, lo consiglio per una lettura di un thriller finalmente diverso dal solito!
Buona lettura.

lunedì 30 luglio 2018

Michel Bussi – Ninfee nere – All’ombra di Monet.

LoreGasp

All’ombra delle fanciulle in fiore, si potrebbe replicare. No, non è un dialogo tra due colossi dell’arte francese, praticamente coevi, ma una considerazione che mi è nata leggendo il titolo di questo spettacolare romanzo di Michel Bussi, edito da E/O. È uno di quei libri che non sapevo di dover leggere, finché non ho letto le prime pagine da fiaba nera:

 “Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista. […] Tre donne vivevano in un paesino. La terza era quella con più talento, la seconda era la più furba e la prima era la più determinata. Secondo voi, quale delle tre è riuscita a scappare? La terza, la più giovane, si chiamava Fanette Morelle. La seconda si chiamava Stéphanie Dupain. La prima, la più vecchio, ero io.”

Ho saltato apposta un paio di pezzi, perché la musica di queste righe di introduzione dev’essere ascoltata tutta nella sua sinfonia sorniona, quasi irriverente. Parte noncurante, lascia cadere pezzi di informazione importanti, ma in modo trascurato, come gocce d’oro che cadono da un braccialetto in creazione. E anche in italiano, questa musica si sente benissimo, per cui complimenti vivissimi al traduttore! E ha una sua certa atmosfera da racconto gotico, alla Seconda-Edizione-dei-Fratelli-Grimm, che non può non solleticare le curiosità più accese di un lettore.

Dove si trovano queste donne, una di undici anni, l’altra di ventidue, l’altra di ottanta? A Giverny, paesino di ben 532 anime in Normandia, che è un inaspettato ombelico del mondo, perché vi dimorò l’immenso Claude Monet per tanto tempo. In quel posto si trovano le ispirazioni concrete dell’opera del pittore, nella sua natura immediata, talmente forti da attrarre folle di turisti da tutto il mondo, ansiosi di fotografare la casa rosa di Monet, ma anche di respirare l’aria magica che potrebbe, chissà, trasformare qualche allegro coloratore di tele in un invidiato e stimato pittore di talento.
Un piccolo, minuscolo mondo perfetto di talento e bellezza cristallizzato nel tessuto del tempo.

No. Non in questo romanzo.

domenica 29 luglio 2018

I thriller di Edvige#14 – La ragazza che chiedeva vendetta



ValeLanino

Un autore italiano che scrive gialli di cui valga la pena leggere ce ne sono ancora pochi in circolazione ma lui spicca tra questi.
Con “La ragazza che chiedeva vendetta” torna in tutte le librerie Pierluigi Porazzi e con lui fa ritorno l'ispettore Cavani e il suo ex collega, Alex Nero, e anche l' assassino, Azrael.
Questo libro è il continuo dei tre libri editi con Marsilio “L' ombra del falco”, “Nemmeno il tempo di sognare” e “Azrael: il terzo caso dell' agente Alex Nero”.
Si legge anche a sé, in quanto lo scrittore spiega in maniera molto chiara ciò che vi siete persi non avendo letto i primi tre, ma credo che sia meglio leggerli per capire appieno la storia dei protagonisti e anche dell' assassino.

Nella camera da letto di un appartamento udinese vengono rinvenuti i corpi di un noto medico chirurgo e di due sue collaboratrici: l' anestesista e l' infermiera. All' inizio l' ispettore Cavani pensa ad un omicidio- suicidio ma. con l' avanzamento delle indagini. scopre che, nella clinica privata del chirurgo, un noto criminale si è sottoposto ad un operazione che gli ha cambiato i connotati del viso.
 Il criminale alloggiava nella stanza n. 36 e nessuno poteva accedervi tranne le tre persona ritrovate morte.

Vengono rinvenuti anche tre cadaveri assassinati in tempi diversi e con modalità simili, cadaveri di uomini che erano legati da un evento tragico del passato. Cavani crede che gli omicidi siano commessi tutti dalla stessa mano ed è qui che entra in gioco il suo ex collega, Alex Nero, che aiuterà l' ispettore nelle indagini.

Il libro è scritto in maniera molto sciolta e ben comprensibile, ha dei personaggi ben descritti e caratterizzati, anche quelli che abbiamo conosciuto nei libri antecedenti. Ho apprezzato la scelta dell' autore di riprendere alcune vicende importanti per far capire bene al nuovo lettore dettagli che non gli avrebbero permesso di capire fino in fondo la vicenda e le vite dei personaggi.

La descrizione degli omicidi è molto ben curata ma si sa che a questo autore piace giocare creando omicidi che rimangono impressi nella mente del lettore.
Mi piace pensare di questo libro che sia un po' come una sposa. 
Ha una cosa nuova: Porazzi per questo libro non si appoggia più alla Marsilio Editore ma a “La Corte Editore”.
Ha una cosa vecchia: i personaggi che anche se li conosciamo ormai molto bene non stufano mai.
Ha una cosa regalata: l' affetto e la stima dei suoi lettori.
Ha una cosa prestata: la fiducia. Il lettore comprando il libro da una fiducia all' autore che quest' ultimo ripagherà alla grande.
Manca la cosa blu, mi piace pensare che sia il colore dell' inchiostro con cui firmerà le sue copie.
Consiglio questo libro e questo scrittore a tutti gli amanti dei gialli. Porazzi andrà lontano e noi continueremo a seguirlo!


lunedì 23 luglio 2018

Eleanor Oliphant sta benissimo – Neanche così tanto.

LoreGasp

La prima cosa che mi è saltata in mente, leggendo questo titolo (ah, i titoli!), è mettere in dubbio l’informazione semplice-semplice che veicola: davvero? Non c’è qualcosa sotto?
Il bello di essere lettori, non è solo aprire il libro, leggerlo e vivere una serie di sensazioni/mondi/viaggi/giri in giostra emozionale, ma anche di fantasticare sul titolo. Immaginarsi una storia ancora prima di leggere la storia. Io mi diverto tantissimo a fare questi brevissimi cortometraggi in un angolo del mio cervello mentre scruto il titolo.

Tornando alla storia vera e propria, scopriamo subito se Eleanor Oliphant sta davvero bene o no. Ce lo dice lei in persona, dandoci molti particolari. Un discorso liscio scorrevole, argomentato, corretto, forse un po’ troppo… a puntino. È la sensazione che ho avuto, ascoltando le sue parole, la sua voce che ho immaginato monocorde senza essere sgraziata o sgradevole, mentre mi guardavo intorno nel suo mondo in cui mi aveva invitato, suo malgrado.

L’ufficio ordinato, all’interno di un palazzo di uffici dall’aria efficiente, “lavorativa”, in cui svolge lo stesso lavoro di contabile con immancabile precisione ed efficienza da nove anni. Il gruppo eterogeneo di colleghi, sempre pronti a lavorare il minimo indispensabile, a bere tazze di tè, a spettegolare, e a guardare un po’ straniti e un po’ di storto l’aliena Eleanor, che non si veste alla moda, non perde tempo a fare battute sugli altri (che non sa fare, perché il suo senso dell’umorismo eguaglia quello di Bones, di Kathy Reichs), ed esibisce inquietanti cicatrici su un viso altrimenti regolare, gradevole.


venerdì 20 luglio 2018

Dei consigli di lettura d’autore per l’estate – Da Luisella Ceretta

LoreGasp


Quanti di voi sono in ferie? Quanti stanno preparando la valigia più importante di tutte, quella dei libri? Sono sicura che, nonostante abbiate già tutto il necessario per leggere, troverete un posto in più per qualche altro titolo. Magari uno di quelli consigliati da un autore, perché no? E’ sempre interessante andare a sbirciare nella lista di lettura di uno scrittore.

Ed è una scrittrice che ci rende partecipi dei suoi consigli di lettura: sono i libri che sta leggendo ora. Si tratta di Luisella Ceretta, autrice molto attiva di cui avete già sentito parlare su questo Blog, sulle pagine FB del Blog, di Bolla e Fantasia e di Luoghi di Libri. In una conversazione casuale è venuto fuori l’argomento: cosa leggi per l’estate? E lei ci ha rivelato i titoli e i motivi delle sue scelte.





Leggiamola, prendiamo nota e andiamo in libreria con la lista:

“Will Ferguson – Autostop con Buddha: perché mi affascina il Giappone, anche se non ci sono mai stata. Non sono un’appassionata di guide di viaggio (lo so che servono, lo so) e questa non è una guida ma un resoconto piacevole, divertente, scorrevole di un viaggio attraverso il Giappone fatto in autostop dallo scrittore canadese. Il libro non è recente ma rimane comunque attuale.

Lucy Worsley – A casa di Jane Austen: perché mi piace Jane Austen, mi piacciono i suoi romanzi e, soprattutto, lo stile di narrazione che trovo più contemporaneo di molti autori attuali. Qui si parla delle case in cui ha vissuto. “L’esistenza di Jane, in apparenza tanto tranquilla, fu segnata da porte chiuse, strade che non le fu consentito imboccare, scelte che non poté compiere. La piccola somma guadagnata a fatica grazie ai suoi libri non bastava a consentirle di avere una casa tutta sua, e la morte del padre la costrinse a peregrinare tra abitazioni in affitto o presso parenti che le riservavano il destino proprio delle zie nubili: badare ai bambini.”, recita la sinossi. E questo mi ha incuriosito. Ne ho letto solo alcune pagine, per ora.


Petros Markaris – Ultime della notte: perché una mia conoscente me ne ha parlato bene. Non lo conoscevo. Questa è la prima indagine del commissario Kostas Karitos (o Charitos), un tipo ostico, pure antipatico, in continuo disaccordo (è un litigio continuo) con la moglie. Ho fatto fatica a entrare nelle sue corde però, superata la ventesima pagina, la scrittura di quel “vecchietto” di Markaris (è nato nel 1937, diciamo poco più giovane di Camilleri) mi ha catturata. Penso che leggerò qualche altro suo romanzo.”

Titoli allettanti… a me piacciono già. Inutile dire che sto già pensando a come riorganizzare (per la settordicesima volta in tre giorni, penso) la mia lista di lettura…

giovedì 19 luglio 2018

Delle letture disordinate - E' ancora tempo di accumulo...

LoreGasp

Se penso ai libri che ho letto negli ultimi due mesi, dal Salone del Libro 2018 in avanti, direi che la parola "disordinato" è quella che maggiormente si avvicina. Ho mescolato un sacco di generi, sono andata avanti e indietro nel tempo. Sono passata da guerrieri ed eretici a poliziotte d’acciaio, detective rintronati, festival letterari con delitto, gatti e cani saggi, entrata in case da ristrutturare, ho salutato traditori biblici e occhieggiato ritorni di personaggi spaventosi. Noir, fantasy, storico, giallo, rosa, urban fantasy, energy. Quest'ultimo non so se esiste come genere, ma se non c'è... lo creo io.

Poiché si tratta delle mie letture, mio è anche il disordine.
Il lato Furioso della Lettrice, quello che spinge ad accumulare titoli su titoli, è ancora ben vivo. Mentre l’altra lettrice, quella che Sussurra ai Libri, è intenta ad ascoltare con attenzione i titoli che prende in esame, impazza il vortice degli argomenti che si accumulano in forma cartacea dovunque ci sia una superficie piatta: mensole, tavolini, davanzali, sedie, angoli di pavimenti lasciati incustoditi.

Quali titoli mi hanno portato in giostra, in questo periodo? Vado in ordine sparso, perché tanto stiamo parlando di disordine. Per trovare un punto fermo in questo caos, parto dal Salone del Libro 2018, a maggio. Il libro di Luisella Ceretta, 1982. Viaggio nel tempo, mi ha influenzato non poco. Quattro donne di età, carattere, estrazione diverse, ma tutte legate da rapporti di amicizia e parentela, si accingono a festeggiare il ventesimo compleanno di Giulia, la più giovane. Saltano in macchina, una Panda molto vissuta, e quando scendono dall’autolavaggio in cui sono passate, si ritrovano nello stesso posto, con una differenza di vent’anni in meno.

Dal 2002 sono passate al 1982. Siamo a luglio, e più precisamente il 12 luglio, il giorno della celeberrima finale del Mundial spagnolo, che l’Italia vinse in modo così eclatante contro la Germania, alla fine di una rincorsa spettacolare, iniziata dagli ultimi posti e in sordina. Una bizzarra anomalia nel tessuto tempo-spazio fa sì che queste quattro donne si trovassero di fronte ad altrettanti eventi importanti nella loro vita: momenti decisivi, che hanno lasciato qualche strascico, e… pure la nascita. Giulia si rivede piccolo spicchio umano, con tutta l’emozione dei suoi genitori appena diventati tale.

Quando ho ripensato a quel giorno del 1982, sono venute su diverse emozioni che erano rimaste tappate lì. Come per la lettura di Bianchini, Nessuno come noi, ho lasciato andare qualcosa che pesava. È stato terapeutico!


venerdì 13 luglio 2018

Massimo Carlotto e Marco Videtta – Le vendicatrici – Chiudere un ciclo

LoreGasp


… un ciclo che stava aspettando da diverso tempo! Nel 2013 trovai quasi per caso Il primo di un ciclo di quattro romanzi, scritti da Massimo Carlotto in collaborazione con Marco Videtta, per la rubrica Scrittori Made in Campania. Carlotto non è proprio originario di quelle parti, verissimo, ma il collega Videtta che lo affiancò in questo ciclo sì, per cui mi disposi a leggere.

Sorvolo sull’aggancio solido del titolo. Quel “vendicatrici” messo lì apriva da solo mondi su mondi.
Il primo romanzo ci fa conoscere soprattutto Ksenia, la sposa siberiana, come dice il sottotitolo. Arrivata in Italia con un matrimonio combinato che nei suoi sogni avrebbe dovuto migliorarle la vita, scopre che quello è in realtà il primo passo per sprofondare in un inferno di violenza e schiacciamento solo ai suoi danni. Il viaggio per riemergere da quell’abisso, però, la porta in contatto con altre tre donne, Eva, Sara e Luz, ciascuna con la sua storia horror nelle fibre. Si riveleranno amiche, famiglia, guerriere, solidali, socie, amanti: un gruppo di titanio. Un gruppo di quattro donne inferocite con la società maschile che le ha prese a calci in faccia per diletto e sfruttamento, che le porta a trasformarsi, appunto, in vendicatrici. Ciascuna di loro a suo modo, con il suo carattere e i suoi tempi.

Dopo Ksenia, ci spostiamo a conoscere Eva D’Angelo. Proprietaria di una profumeria piuttosto nota nel quartiere (siamo a Roma), con un ex marito ingombrante, Renzo, che l’ha lasciata presto in un mare di debiti. Renzo ama donne e bella vita, ma non affaticarsi troppo a lavorare. Per quello c’è sempre stata Eva, dinamica, intraprendente, che non si tira mai indietro. Un giorno ritorna, bello come sempre, superficiale come sempre, ingannatore come sempre, ed Eva ricade sotto il suo incantesimo. Questa volta, però, dietro le rose e i fiori di una riconciliazione inaspettata (e un po’ troppo rosea per essere vera vera), ci sono spine molto affilate. E altrettanto pericolose. Renzo è finito in un giro sporchissimo, imperniato sulla famiglia Mascherano, zingari ricchi e potenti, che taglieggiano negozi, riciclano denaro, spacciano, sono implicati nel gioco d’azzardo. Il suo gancio è stato Melody Mascherano, la nipote del capofamiglia e boss, di cui è diventato amante per una notte, attirato dalle grandi quantità di denaro contante e dalla Ferrari gialla esibiti e spesi con noncuranza dalla ragazza. Se per lui è stato un bel gioco, non è stato così per lei, che lo cerca, lo vuole, lo pretende. Irrompe nella vita di Eva minacciosa e violenta per prenderselo. E questo è solo l’inizio. Il pericolo è reale, ci sono soldi in gioco che Renzo non può restituire, l’angoscia del dover sfuggire, la crudeltà di chi non considera niente di importante se non il potere e il denaro e spezza vite umane con noncuranza, la rabbia di chi vede i propri sentimenti e il proprio lavoro buttati via al vento per la superficialità altrui. Eva dovrà affrontare tutto questo, poiché Renzo l’ha coinvolta troppo a fondo, ma a differenza del suo ex-marito imbecille, la donna ha tre alleate formidabili in Sara, Luz e Ksenia. Insieme, e grazie agli interventi che talvolta sanno di miracoloso della misteriosa e ferocissima Sara, sapranno raddrizzare una situazione buia e senza evidente via di uscita.

lunedì 9 luglio 2018

I thriller di Edvige#13 – Osservatore oscuro


ValeLanino

Dopo la fine di un qualsiasi turno di lavoro Aurora, giovane profiler della polizia di Sparvara, riceve una chiamata da Bologna. E' stato ritrovato il cadavere di un uomo senza nome e senza documenti di riconoscimento, alla Certosa. Gli unici indizi su cui si dovranno svolgere le indagini è come è stato ritrovato ovvero con le labbra cucite, il corpo martoriato e il tatuaggio post mortem con il nome di Aurora.
Ma perché qualcuno ce l' ha così tanto con lei?
In questo libro ritroviamo anche Bruno che si è invischiato in un giro di corse con le macchine, con molti problemi coniugali e che sembra voler tenere Aurora fuori dai suoi affari.
E troviamo altri due volti noti, a noi lettori del primo libro, ovvero Tom che ormai l' hanno spostato nella polizia postale e Silvia che è stata accorpata alla forestale dei carabinieri. 
Finalmente, dopo quattro mesi dalla fine della sua indagine precedente, ritroviamo la nostra amata Aurora che, nonostante i suoi mille problemi interiori, si cimenta in un' indagine mica da poco. Dovrà fare i conti col passato e, anche se questo le farà male, sa che è necessario per cercare di concludere questa indagine.
Ho sempre ritenuto in gamba Barbara ma questa volta ha innalzato di moltissimo le mie aspettative.
Libro fenomenale che mi fa pensare “ma quando faranno la trasposizione cinematografica?”.
Questo libro non si fa leggere, si fa sentire: nella tua testa, nei tuoi occhi,nelle ossa, nei tuoi spasmi mentre cerchi di continuare la lettura. E' un thriller adrenalinico! Onestamente non avevo mai letto nulla del genere, ho provato a centellinarmelo ma è impossibile, il modo in cui è scritto, il modo in cui vengono raccontate le vicende ma soprattutto le vicende in sé ti portano a leggere fino a quando non arrivi alla parola “ringraziamenti” . (Che tra l' altro, sì Barbara, anche io li leggo prima di iniziare il libro).
Mi sono resa conto più volte che mentre leggevo il libro davanti a me non avevo le parole ma, avevo Aurora che lottava per portare avanti un' indagine che non le era stata data perché “persona coinvolta nei fatti”.
Avrei altre mille cose da dire ma non posso, non posso spoilerarvi il libro! Questo libro lo dovete leggere e sentire come ho fatto io! Vedrete che mi ringrazierete, tornerete a dirmi “mamma mia vale, avevi ragione”!
Consiglio a chi volesse cimentarsi in questa lettura di leggere il primo capitolo della saga “Aurora nel buio” anche se, devo dire che, la scrittrice spiega molto bene i passaggi che fanno riferimento al primo libro senza che al lettore rimanga anche il minimo dubbio di cosa sia successo prima.
A Barbara non oso dire nient' altro se non “Ma quando esce il terzo??” “Non posso più vivere senza Aurora!!!”


giovedì 28 giugno 2018

Joël Dicker – La scomparsa di Stephanie Mailer – Che intrico!

LoreGasp


Il gruppo de I thriller di Edvige e altro tra le righe, gestito da Cristina Mazzuccato e Valentina Lanino, organizza dei gruppi di lettura online condivisa tra i suoi membri. Ogni condivisa dura un mese, in cui i lettori leggono e recensiscono un libro scelto tramite un sondaggio precedente.

Questa è la seconda volta che partecipo anch’io (il precedente romanzo era La lunga notte del Detective Waits, ma non ho ancora messo le mani sulla tastiera per scriverne), e finalmente riesco a mettere giù i miei pensieri prima della scadenza del mese. Io e i gruppi di lettura abbiamo sempre qualche difficoltà di sincronia: trovo il modo, spesso, di essere in ritardo sulle letture o sulle scritture.

Indubbiamente, un buon incentivo, questa volta, è stato il romanzo scelto, La scomparsa di Stephanie Mailer di Joël Dicker. Conoscevo l’autore per aver letto e recensito La verità sul caso Harry Quebert cinque anni fa, per il blog Sangue d’inchiostro. Un altro bel pacchetto di pagine (704 il primo, 779 il secondo), uno stile a tratti verboso, un certo gusto piuttosto tenace per i flashback, personaggi qualche volta al limite del credibile, fino ad essere un po’ fuori di testa, e una storia ricca di misteri, vicoli ciechi, colpi di scena.

Ne La scomparsa di Stephanie Mailer siamo a Orphea, nello stato di New York. Una cittadina tranquilla, nella regione degli Hamptons, in cui la criminalità è semi-azzerata e la vita ha i ritmi rallentati di altre epoche. Nel 1994, nel tentativo di vivacizzare l’atmosfera sonnacchiosa della città, l’amministrazione crea un festival teatrale. È la prima emozionante edizione, che passa alla storia non solo per essere quella che apre la serie, ma perché la sera dell’inaugurazione il sindaco di Orphea e la sua famiglia vengono barbaramente uccisi in casa loro.  Davanti al loro vialetto, una vittima collaterale, probabilmente attirata dal rumore degli spari: Meghan Padalin, una giovane donna che faceva jogging nel parco, uccisa con un colpo alla nuca.

lunedì 25 giugno 2018

Blog Tour Caprice e lo Stregone - Alberto Camerra - Caprice e lo Stregone: la Leggenda di Tombelaine

LoreGasp

Un altro Blog Tour, alla scoperta di un urban fantasy firmato Alberto Camerra. Una storia avvincente che prende spunto da un'antica leggenda sorta intorno a Tombelaine, un isolotto poco distante da Mont Saint-Michel.

Ecco la sinossi del romanzo, Caprice e lo Stregone - La leggenda di Tombelaine, di Alberto Camerra

Ha ricevuto un misterioso invito scritto con una grafia d’altri tempi, Caprice, la giovane strega albina di Pontorson. È un messaggio che profuma di segreti antichi, come l’aroma delle rose nere e come l’amore bruciato sopra le rocce di Tombelaine, l’isola di pietra che si affaccia sul mare in mezzo al quale sorge Mont Saint-Michel, con la sua Abbazia impenetrabile agli assalti dei nemici, nei secoli passati. Le forze delle Tenebre hanno però natura infida, stringono patti e ordiscono maledizioni. Victor Leduc, signore della Rocca dei Puritani, sembra conoscere molto bene le intricate strade oscure della negromanzia ed è una figura ambigua, che danza sopra alla sottile linea di alleato e nemico: nasconde le sue reali intenzioni e il motivo che lo ha spinto ad affrontare Jean Paul, l’addestratore di falchi, l’uomo amato da Caprice. La ragazza, dal momento dell’arrivo di Victor, vive un profondo conflitto interiore di cui quest’ultimo pare riconoscere l’origine.
I sottili fili del nuovo confronto uniscono la storia di Hélène e di Gabriel, di un cavaliere ferito nel tentativo di salvarla dalle trame crudeli dello Stregone, mentre la follia del rogo cala sopra i destini di un sentimento morto e di un altro rinato.
Pagina ufficiale del romanzo: http://bit.ly/29AXzD4

Dove trovare il libro:

eBook | StreetLib
ISBN: 9788827561560 | Prezzo € 2,99 à € 1,99
***Per la durata del BlogTour l’eBook è in OFFERTA***
Google Play à http://bit.ly/29Pu50Q
brossura | Youcanprint
ISBN: 9788827817056 | Prezzo € 13,00 à € 11,00
***Per la durata del BlogTour la brossura è in OFFERTA***
Youcanprint à http://bit.ly/29LxSP7
IBS à http://bit.ly/2aghqCL

Sai che puoi vincere un premio? Leggi qui:

Commenta questa tappa del BlogTour: avrai in omaggio, subito, l’anteprima in eBook con i primi capitoli del romanzo!
Scrivimi QUI segnalandomi il tuo commento.
Se commenti tutte le altre tappe, avrai in omaggio anche l’eBook che ha ispirato la saga di Caprice: L’errante cavaliere.

I thriller di Edvige#12– Ombre di vetro




CrisMazzuccato

"Forse il tempo è davvero qualcosa di circolare: ogni cosa prima o dopo torna, come per darci altre possibilità di cogliere nuova bellezza in ciò che abbiamo amato e continuiamo ad amare, di riuscire in qualcosa che abbiamo fallito o di tormentarci con incubi dai quali non sapremo mai liberarci”.
Con questo estratto vorrei far cogliere quello che, secondo me, è il filo conduttore di tutta la vicenda narrata dall'autore.In un susseguirsi di eventi che si alternano tra passato e presente, le storie dei personaggi sono legate da un unico avvenimento accaduto nel passato e che dopo oltre 30 anni torna terribilmente alla ribalta.
Bologna, Primavera del 1986:  la cronaca nera è  presa d'assalto da terribili omicidi che vedono vittime giovani donne in gravidanza. Il serial killer, denominato "Mammana", uccide incidendo il ventre delle future mamme, asportandone il feto. Il caso è seguito dal giovane ispettore Cesare Naldi che individua l'ipotetico colpevole in un personaggio detto "il segnatore" che pratica strani riti alle donne che si rivolgono a lui nella speranza di avere il dono di un figlio.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...