mercoledì 12 dicembre 2018

ThrillerNord#1 - Nessuna morte è perfetta, Katarzyna Bonda

LoreGasp

Recensione scritta per Thrillernord, Associazione culturale.

Grazie alla collaborazione con Thrillernord, sono entrata in un mondo totalmente inaspettato.

Sinossi

La profiler Sasza Zaluska, trentasei anni e capelli rosso fuoco, ha cambiato vita. È ormai tornata in Polonia, con la sua bambina, ed è un bel po' che non tocca un goccio. 
E, soprattutto, è decisa a fare pace con quel pezzo del suo passato che ancora la tormenta: l'uomo che è il padre di sua figlia, conosciuto quando, alle prime armi come agente infiltrata nella malavita di Danzica, aveva commesso l'errore di innamorarsi proprio della persona su cui avrebbe dovuto vigilare. 
È per questo che Sasza si sposta sulle sue tracce tra i boschi dell'est della Polonia, ad Hajnówka, nella parte più orientale e remota del Paese. Una città di camini e fantasmi, con un passato che ancora incatena i suoi abitanti: lì, nel 1946, una terribile rappresaglia uccise più di cento polacchi di origine bielorussa, un massacro su cui non è mai stata fatta chiarezza. Uno dei tanti misteri rimasti irrisolti ad Hajnówka. Come quello di Iwona, sposa bielorussa scomparsa il giorno del suo matrimonio con un ricco polacco del luogo. 
Sarà proprio Sasza, scontrandosi con la polizia locale, a indagare sulla sparizione della donna, senza sapere che il caso la porterà molto più lontano, in un affondo emozionante e doloroso negli anni più cupi della storia polacca.

La mia recensione
Quando ho chiuso questo libro, mi è sembrato di aver assistito ad un passaggio storico importante seduta in prima fila. E questo mio malgrado, poiché mi aspettavo “solo” una storia thriller, e mi preparavo a spiare i personaggi per capire chi di loro e per quale motivo avrebbe rovinato il giorno importante di una bella sposa giovane come Iwona Bejnar.


giovedì 6 dicembre 2018

Paura sotto la pelle2 – Una rassegna per guardarla in faccia

LoreGasp


Esattamente una settimana fa, il 29 novembre a Bologna, si è tenuta la seconda rassegna dedicata al grande tema della paura. Organizzata da un trio di tutto rispetto, Giusy Giulianini, Fabio Mundadori e Giovanni Modica, ha tenuto banco per due giorni all’Università Alma Mater, al Dipartimento di Italianistica.
Ha convocato scrittori, sceneggiatori e registi per ascoltare la loro versione su cos’è la paura e su cosa li spinge a scrivere e raccontare la paura e di paura. Se volete scoprire qualcosa di più sul concept della rassegna e sulla sua genesi, vi consiglio di leggere da cima a fondo i post del sito dedicato: https://paurasottolapelle.wordpress.com/home/

Oltre ai programmi degli interventi, numerosissimi, di coloro che hanno partecipato, potete trovare una sezione molto ricca di foto e di interviste video. Dario Villasanta, che si è occupato della parte di comunicazione dell’evento, non si è risparmiato nel diffondere e far conoscere la rassegna, e nel tenere informati gli appassionati sullo svolgimento della stessa, e sul suo “post”. E a prepararli adeguatamente prima di partecipare… è sufficiente dare un’occhiata al grande contenitore dell’evento FB di Paura sotto la pelle
Basterebbe quello per prepararsi per un piccolo esame sull’argomento! :-D

Io mi sono interessata in corsa dell’evento, grazie al suo invito. E l’ho raccolto fino ad andare a Bologna il 29 novembre… spinta anche dalla curiosità di veder realizzato un mio sogno di ragazza. Entrare all’Università di Bologna, pur non avendo potuto studiare lì. Mi sembrava impossibile, e invece ho trascorso lì un’intera giornata.

martedì 4 dicembre 2018

I thriller di Edvige#19 – La forma del buio

CrisMazzuccato

"Ogni predatore prima o poi si trasforma in preda. La sola differenza tra gli altri animali e noi è che noi siamo preda del cacciatore più inesorabile che ci sia : l'uomo stesso. "

"La forma del buio" è il degno successore del primo romanzo di Mirko Zilahi, "È così che si uccide", in cui rivediamo all'azione il "bel tenebroso" commissario Enrico Mancini e la sua squadra che abbiamo lasciato dopo una cruenta e intensa indagine. Li ritroviamo qui molto più caratterizzati, ognuno, in qualche forma, impegnato in una personale trasformazione. Uno dei temi cardine del romanzo è proprio la Trasformazione, la Metamorfosi, oltre a quello dell'analisi della realtà e del suo doppio: l'illusione, la visione. Dice l'autore nella sua nota :"L'idea è nata da una definizione di Joung, per cui la realtà, al contrario di ciò che comunemente crediamo, è qualcosa di sfuggente, qualcosa che la psiche ricrea continuamente per renderla addomesticabile. La realtà è il prodotto di un atto di interpretazione continua da parte dell'individuo". E mai come in questa vicenda troviamo applicata questa teoria.

Roma è nelle mani di un killer seriale tormentato da mostri che deve annientare per mettere ordine al Caos, <perché il Caos genera paura e l'ordine è l'unica cura>. Dunque "lo Scultore", così denominato presto dalla stampa perché plasma, mette in posa, trasfigura ognuna delle sue prede in una creatura mitologica, uccide scegliendo vittime che la sua mente vede come mostri, quando la realtà e l' illusione si sovrappongono e lui non sa più cosa sia reale e cosa no. La visione divora la realtà, prende il sopravvento e la Bestia uccide. Vediamo trasfigurate figure come il Laocoonte, la Sirena, Medusa, Scilla, il Minotauro : assistiamo alla furia del Cacciatore prima e la cura attenta dell'artista dopo, nel momento della "posa in opera". Attimi davvero forti, intensi, scritti con veemenza e passione.

Il commissario Mancini dovrà sfoderare tutta la sua empatia che, come noto, ha sempre avuto nei confronti dei serial Killer. Lui vede l'assassino nel suo operare, non lo distingue, ma ne percepisce le sensazioni.

("Enrico aveva bisogno di calpestare la terra, annusare l’aria sulla scena del crimine, di toccarla. Era quello il suo primo contatto con l’assassino. Un tramite indiretto che gli serviva per sintonizzarsi, per ascoltare la voce del delitto, percepire i passi del killer, finchè la presenza fantomatica si manifestava nella sua mente”.)

Sarà questo caso che lo aiuterà a uscire dal suo buio, dall’abisso in cui lentamente sta sprofondando? Riuscirà a far emergere di nuovo il suo carisma e riunire la squadra per lavorare al caso e arrivare alla soluzione finale?

giovedì 29 novembre 2018

Le Interviste Del Furore #9 - Enrico Pandiani a Paura sotto la Pelle2

LoreGasp

Novembre è un mese pauroso. Sarà perché arriva subito dopo Halloween… oppure perché spaventarsi un po’ sotto Natale è anche divertente.
La rassegna Paura sotto la pelle2, di Bologna, ospita una schiera formidabile di scrittori, sceneggiatori e registi per raccontare di una delle emozioni più forti e coinvolgenti dell’animo umano.
Tra questi nomi eccellenti (non ve li riporto qui, ma vi riporto il sito dove potete vederli TUTTI: https://paurasottolapelle.wordpress.com/home/), spicca quello di… Enrico Pandiani!

Un’altra personalità eclettica, scrittore e sceneggiatore di fumetti, che ha scelto di raccontare la sua versione dei fatti sulla paura. Qui potete trovare anche altre notizie più particolareggiate su di lui.

Ciao Enrico, benvenuto nel Blog Del Furore Di Aver Libri!

Leggo nella tua biografia, che hai esordito curando la parte dell’infografica del principale quotidiano di Torino, La Stampa. I passi successivi sono stati la sceneggiatura di fumetti presso alcune riviste specializzate e poi il salto nella narrativa con Les italiens, nel 2009, in cui ci presenti il commissario Mordenti per la prima volta. Cosa ti ha spinto a saltare nell’altro campo?

Ho cominciato a raccontare storie quando avevo quattordici anni, sotto forma di fumetti che scrivevo e disegnavo e che vendevo ai miei compagni di scuola. In seguito è diventato il mio primo lavoro e ho pubblicato diverse storie su Il Mago di Mondadori e su Orient Express di Luigi Bernardi.
Poi ho piantato lì e ho cominciato la mia lunga carriera di grafico editoriale che mi ha portato a collaborare per tanti anni con il quotidiano La Stampa. L’infografica è sempre stato un mio pallino. Ma nel frattempo scrivevo come un pazzo. Lo facevo per puro divertimento, una sorta di evasione, e l’idea di una possibile pubblicazione non mi sfiorava nemmeno l’anticamera del cervello. Quando le soddisfazioni per il mio lavoro sono venute a mancare, allora si è fatta spazio la scrittura e sono arrivati Les italiens. Finire il primo romanzo è stata una sorpresa anche per me.


martedì 27 novembre 2018

Le Interviste Del Furore #8 - Giusy Giulianini a Paura sotto la Pelle2


LoreGasp

Siamo sempre più decisi a conoscere tutto della paura. Soprattutto della #paura2, come quella di Paura sotto la pelle2, la rassegna di Bologna in partenza giovedì 29 e venerdì 30 novembre alle ore 15,00 e 14,30 rispettivamente.

Oggi è con noi Giusy Giulianini, l’ideatrice della rassegna e organizzatrice con Giovanni Modica e Fabio Mundadori.

Scrittrice, lettrice forte (direi anche parecchio forte), critico letterario e organizzatrice di eventi culturali: una personalità eclettica così non poteva stare ferma e non dare alla vita a qualcosa di unico e originale come la struttura della rassegna. E l’amore per i libri e le storie si innesta in una formazione e una preparazione professionali di stampo scientifico: una laurea in Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, e una seguente specializzazione in Tecnologie Biomediche della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Un gran bel connubio tra scienza e letteratura!

Buongiorno Giusy, benvenuta nel Blog Del Furore Di Aver Libri! 

Quando mi avvicino ad uno scrittore o scrittrice, non posso fare a meno di iniziare con la domanda più banale in assoluto, ma che non manca mai di attirarmi, soprattutto quando mi trovo davanti a personalità così eclettiche. Non mi stancherei mai di ascoltare la risposta. Come nasce la Giusy Giulianini scrittrice, da questo passato di scienziata? 
Eh, il motivo c’è…Prima di diventare “scienziata” sono stata “umanista”, al glorioso Liceo classico Luigi Galvani di Bologna: la passione per la letteratura, là, era quasi un requisito d’iscrizione. Scrivevo anche prima, diari fittissimi e nuovi finali di romanzi che mi avevano lasciato insoddisfatta. Al liceo però la scrittura ha preso una piega più organizzata e ho fatto parte anche della redazione del giornale studentesco. Per molti anni poi, l’università e un lavoro molto “tecnologico”, mi hanno ingabbiata nella mera redazione di pubblicazioni scientifiche. La passione è scoppiata di nuovo qualche anno fa: i social avvicinano molto agli scrittori, nei confronti dei quali mi sono sempre sentita un’autentica groupie. Molti di loro sono diventati amici veri, una grande fortuna! Potrei quasi dire che ho realizzato il sogno de Il giovane Holden di Salinger: “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che, quando li hai finiti di leggere e tutto quello che segue, vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però.” A me, invece, è successo.
   

venerdì 23 novembre 2018

Francesca Battistella – La Trilogia

LoreGasp


Ho aperto la settimana con lo spettacolare Re di bastoni, in piedi, e la completo con la sua trilogia, La stretta del lupo, Il messaggero dell’alba e La bellezza non ti salverà.

Cambiano i personaggi, il coro narrativo che è al centro del libro, cambiano anche i luoghi, ma l’energia rimane la stessa: quella di una narrazione spigliata, padrona di quello che sta dicendo, capace di trasmettere l’angoscia e l’odio altrettanto bene della gioia e del divertimento. I noir di Francesca Battistella sono pieni di colori, come ho detto nel precedente post. Sono uno specchio fedele delle fibre che compongono la vita, in tutte le loro sfumature.

La stretta del lupo (2012, Scrittura e Scritture) ci porta dritti sul Lago d’Orta, a Vacciago. Sono i 150 anni dell’Unità di Italia, è necessario prepararsi adeguatamente per festeggiare una ricorrenza così importante. Maria Teresa Filangieri, vedova benestante di un ricco industriale del nord Italia, si sta occupando di far ristrutturare la villa in cui vuole vivere, mentre la sua bella e brillante amica Niki Bianciardi è immersa nel suo lavoro di gallerista sofisticata e competente. Alfredo Filangieri, fratello di Teresa, si dedica alla sua routine nella bella casa di famiglia a Massa Lubrense, nei dintorni di Sorrento. Fotografie veloci di vite umane alla luce del sole, immerse nelle loro occupazioni. E’ l’ombra, però, che arriva a sconvolgere tutto… in quegli stessi giorni, un assassino spezza la vita di una ragazza giovane, massacrandone il corpo con ferocia. L’evento è così sconvolgente, da attirare l’attenzione di una figura altrettanto unica nel suo genere: Costanza Ravizza, la prima donna profiler italiana, di stanza a Novara.


giovedì 22 novembre 2018

Le Interviste Del Furore #7 - Stefano Di Marino a Paura sotto la Pelle2

LoreGasp

Rimaniamo nella paura, e soprattutto in quella sotto pelle… brrr!
Vi ricordate dell’appuntamento che avete giovedì 29 e venerdì 30 novembre alle ore 14,00 presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Alma Mater Studiorum di Bologna?

Sì, quello con la Paura Sotto la Pelle 2… ?
Non vi ricordate?

Aspettate, vi faccio parlare con qualcuno che sarà presente e che sarà meglio che conosciate (se non lo conoscete già) e incontriate.

Oggi è con noi Stefano Di Marino!

Scrittore, traduttore, sceneggiatore di fumetti: una personalità eclettica, che interverrà alla rassegna bolognese sulla paura. Quale migliore occasione per parlargli?

Ciao Stefano, benvenuto nel Blog Del Furore Di Aver Libri!

Grazie Loredana e un saluto a tutti voi che ci leggete.

Ti tocca la domanda più banale di tutte, quella che avrai ripetuto milioni di volte, a voce e per iscritto, ma che continua sempre a incuriosire. Personalmente, adoro scoprire quale meccanismo scatta in certi momenti. Come nasce Di Marino scrittore? 

Io preferisco il termine ‘narratore’ perché mi pare meno pomposo. Io racconto storie d’intrattenimento, con tutto il cuore e la passione che ho. La mia è la storia di un ragazzino che è riuscito a trasformare un hobby in un lavoro, magari senza capire bene la complessità e le difficoltà del mondo editoriale. Quando ho capito veramente com’era questo mondo ormai c’ero dentro. Non sapevo fare altro, così ci sono rimasto pur con tutte le difficoltà che non riguardano il ‘mestiere’ di raccontare, ma i meccanismi e le persone che lo regolano.  Un po’ come il mio personaggio più famoso, Il Professionista, che da ragazzo sognava l’avventura e poi quando si è trovato a viverla e ha capito che non era un universo idealizzato come aveva immaginato ci è rimasto intrappolato dentro. Ma è andata meglio a me che a Lui. Quantomeno quando mi alzo la mattina so che non devo fare a pistolettate tutto il giorno…


martedì 20 novembre 2018

Le Interviste Del Furore #6 - Dario Villasanta a Paura sotto la pelle 2

LoreGasp

Ci siamo allontanati da Halloween, ma non dalla paura.

Tant’è che il 29 e il 30 novembre, a Bologna, partirà la seconda edizione di Paura sotto la pelle, una rassegna unica nel suo genere, la prima dedicata alla paura nella città felsinea, nelle parole e nelle immagini.

Per essere più precisi, alle ore 14,00 di giovedì 29 e venerdì 30 novembre 2018 alle ore10.00 e alle 14.00, presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Alma Mater Studiorum (Via Zamboni 32 – Bologna).
Se volete informazioni dettagliate e complete sull’intero programma, visitate il sito: https://paurasottolapelle.wordpress.com/home/

Come nasce, si genera la paura nel lettore o nello spettatore? Risponderanno scrittori, sceneggiatori, registi e critici, ognuno dei quali fornirà la sua… versione dei fatti.
Vi faccio qualche nome, tanto per spingervi a visitare il sito, prendere nota degli eventi che vi interessano, visitare la rassegna e farvi spaventare a morte? Giusy Giulianini, scrittrice, critico letterario e organizzatrice di eventi culturali (sua è l’idea), affiancata da Giovanni Modica, critico cinematografico, e Fabio Mundadori, scrittore e appassionato cinefilo.

Un’altra collana di nomi, di coloro che interverranno e contribuiranno ad animare la rassegna? Paola Barbato, Enrico Pandiani, Paolo Roversi, Loriano Machiavelli, Stefano Di Marino, Giada Trebeschi, Letizia Vicidomini, Roberto Centazzo, Luca Borgio… ve li sto dicendo quasi tutti! Ma è solo per spingervi a scoprire tutti gli altri sul sito, veramente completo e aggiornato.

E dato che volete aggiornarvi mentre siete su Facebook, andate anche sull’evento, qui.

Dario Villasanta
Il processo di nascita e generazione della paura interessa anche me. E il mio interesse è cresciuto quando ho ricevuto un invito alla rassegna su Facebook da colui che si occupa della comunicazione dell’evento, l’instancabile Dario Villasanta. Lo conosco soprattutto come scrittore (nel mio Kindle d’assalto c’è uno dei suoi libri in paziente, pazientissima attesa, Nella pancia del mostro), ma pochissimo in questa di comunicatore. Perciò, nasce questa intervista per colmare questa lacuna: domande veloci a Dario Villasanta per conoscerlo, e per farci raccontare qualcosa di più su questa manifestazione del tutto sui generis.

Ciao Dario e benvenuto nel Blog Del Furore Di Aver Libri!

• Siamo curiosi di conoscere tutto su come nasce la paura, ma prima lo siamo anche di te, della tua personalità da scrittore: come nasci Dario Villasanta, Colui Che Scrive?

A tre anni, quando imparai a leggere e scrivere. Ma non perché ero un genio, o precoce, bensì per ‘colpa’ delle mie sorelle. Le stressavo talmente tanto per leggermi Topolino, o altre storie, ogni dieci minuti che alla fine una di loro decise che era più conveniente giocare a ‘maestra e scolaro’ e insegnarmi direttamente a leggere e scrivere. Ovvio che lo facevo come è in grado di scrivere un bambino di tre anni, però leggevo da solo e per loro bastò. Scrivevo ovunque e qualsiasi cosa, più per curiosità che per altro, e non ho più smesso. Ho letto ‘L’idiota’ e Puskin a tredici anni, troppo presto per capire, ma i libri sono stati da subito un punto di riferimento, perciò era naturale che volessi emularli.

lunedì 19 novembre 2018

Francesca Battistella – Quando il noir ha sfumature di giallo, rosa, rosso, arancione…

LoreGasp



… e tutto l’arcobaleno. Del resto, il Re di bastoni, in piedi come sempre, ha nel suo mantello variegato colori che Il messaggero dell’alba, pur usando La stretta del lupo, non potrebbe mai sognare di raggiungere. Perché lui lo sa bene che La bellezza non ti salverà.
Dico subito che non si tratta di sostanze stupefacenti, né di alcool, cibo andato a male o stress prolungato: adoro giocare con i titoli e le copertine dei libri. E se sono belli e ricchi come quelli di Francesca Battistella (ignominiosamente baloccati nella frase mattoide di cui sopra), mi viene ancora di più. Soprattutto perché è stato un autentico piacere leggerli, e una fonte di rallegramento e gioia continui, pur essendo noir e gialli, posti in cui compaiono assassini seriali, indagini forensi, profiler e anche tanta paura.

Ma quando il talento scende in campo, si siede alla scrivania e scrive questi libri, possiamo aspettarci anche questo. Se si ha la fortuna di conoscere dal vivo la portatrice del talento di cui sopra, ci si rende conto che si tratta della pura verità. Come sempre organizzato da Bolla e Fantasia, in collaborazione con il Comune di Rosta e la sua bellissima Biblioteca, e con il Furore Di Aver Libri, l’incontro di sabato 17 novembre ha visto protagonista lei, Francesca Battistella e i suoi quattro cavalieri del Buon Leggere, i suoi bellissimi noir, tutti pubblicati dalla casa editrice Scrittura e Scritture.

L’abbiamo ascoltata mentre, con una verve che non ha mai subito flessioni, ci ha raccontato di sé come autrice e creatrice dei quattro consigliatissimi titoli menzionati sopra.

martedì 13 novembre 2018

I thriller di Edvige#18 – Lara e il diario nascosto


CriMazzuccato

Lara Sangiorgi è una ragazzina sveglia, ama la musica e legge libri di avventura. Sta trascorrendo in campagna gli ultimi giorni delle vacanze estive insieme ai nonni e in compagnia di Andrea, Fabio e Serena, i suoi amici inseparabili. Quando una frana, causata da un violentissimo temporale, le fa scoprire delle ossa e un diario sepolto da anni, riemergono racconti di guerra, tesori rubati e misteriose sparizioni. Ma qualcuno non vuole che certe vecchie storie vengano fuori...
Ho letto questo piacevolissimo frillino per aiutare mia figlia che, per compito delle vacanze, doveva leggere un libro a sua scelta (quindi a MIA scelta le ho consigliato questo). 
Davvero un bell'intreccio, un'avventura che non manca di suspense e colpi di scena, ambientata tra la Liguria e il Piemonte tra la Val Polcevera e Voltaggio un paese in provincia di Alessandria. 
Accompagnati dalla Playlist di Lara che ascolta Dua Lipa nel suo I pod, siamo arrivate alla fine divorando le ultime pagine in cui si svela il mistero!  Il linguaggio moderno, il WhatsApp, le emoji, la "Dab Dance", sono accorgimenti che aiutano i ragazzi a sentirsi nel loro mondo. Una lettura scorrevole che, attraverso l'avventura della ragazzina sedicenne e dei suoi amici, ripercorre momenti storici della seconda guerra mondiale narrati da un ufficiale tedesco in un diario. Complimenti agli autori e grazie perché mia figlia finalmente ha pronunciato la frase : " Ma che figata questo libro!". E, fidatevi, è un traguardo!
Si consiglia, a parer mio, a giovani lettori a partire dagli 11 anni, non prima. Ed è godibilissimo anche per noi grandi

giovedì 25 ottobre 2018

Giuse Alemanno – Come belve feroci

LoreGasp

… forse anche peggio. Era da qualche tempo che non leggevo un libro così, di quelli che mi spingono a spiegare a fondo i motivi per cui mi è piaciuto, pur detestando ogni riga, ogni personaggio.
Come belve feroci è l’ultimo romanzo di Giuse Alemanno, ed esce oggi per Las Vegas Edizioni, nella collana I Jackpot.

Siamo a Oppido Messapico, in provincia di Taranto, una domenica mattina, nella masseria di proprietà della famiglia Sarmenta. Nell’ora solitamente dedicata al pranzo famigliare, viene consumato un massacro abietto, le cui vittime sono Paolo e la moglie Enza Sarmenta. L’orrendo assassino è Costantino Rochira, piccolo boss locale, spalleggiato da due suoi tirapiedi. È lì come inviato da qualcuno più potente e più pericoloso, per regolare i conti, e anche per mettere in atto una sua meschina vendetta personale.

Il risultato, però, non è quello auspicato. Al massacro sfuggono il pericolosissimo figlio adolescente dei Sarmenta, Massimo (con un soprannome estremamente eloquente, “Mattanza”), e il fratello di Paolo, Vittorio, e la sua famiglia: la moglie Mimma e il figlio Santo. Costantino Rochira è un sadico meschino, ma non troppo brillante di testa. Ed è uno che non si sa controllare.

martedì 23 ottobre 2018

Matt Haig – Come fermare il tempo

LoreGasp


Ho sempre avuto un debole per i romanzi che avevano a che fare con il tempo, soprattutto quando si tratta di andare indietro. O per una regressione tramite ipnosi, oppure per un superpotere o per semplice immortalità, come Highlander. (Ricordate il film, con Christopher Lambert?)

Quando ho letto il titolo e la sinossi, pensavo che si trattasse dell’avventura di un ennesimo immortale, magari ispirata proprio al film appena nominato.
Si è rivelato, invece, qualcosa di più originale. E anche la lettura ha rivelato aspetti originali di un tema già affrontato in tante salse, lingue e maniere.

È la storia in prima persona di Tom Hazard, nato Estienne Thomas Ambroise Christophe Hazard, il 3 marzo 1581, in Francia, in un piccolo castello di proprietà dei suoi genitori. A causa di scontri religiosi (è il periodo controverso della repressione degli ugonotti), la famiglia ripara in Inghilterra, nel villaggio di Edwardstone nel Suffolk. Fin qui nulla di particolare. A parte il fatto che, ai giorni nostri, Tom è ancora vivo per raccontarci la sua storia.

lunedì 22 ottobre 2018

Luisella Ceretta – L’incontro con l’autrice e i suoi noir italiani

LoreGasp

Sabato scorso, il 20 ottobre, alla Biblioteca Comunale di Rosta si è tenuto il consueto Incontro con l’autore, organizzato da Bolla e Fantasia, il Blog Del Furore Di Aver Libri e il Comune di Rosta, che ci ospita sempre con grande generosità.

Una tinta di noir per il primo incontro autunnale di libri, con Luisella Ceretta, autrice che già conosciamo da diverso tempo, grazie al suo 1982 Viaggio nel tempo, edito da Spunto Edizioni, e dalla sua partecipazione sempre molto attiva a diverse iniziative che ruotano intorno ai libri. Potrete vedere tutte le foto dell’incontro nelle pagine di Bolla e Fantasia e Del Furore Di Aver Libri.

Luisella è un’autrice in grado di passare con agio dalla narrazione fantastica (e anche storica, perché esistono titoli precedenti al 1982 molto interessanti) a quella fosca del noir, risvegliando emozioni e interessi diversi, con il suo stile sempre preciso e scorrevole.

domenica 21 ottobre 2018

Leggere ... volare ... vivere!#58 - Il granello di sabbia nell'ingranaggio


SimoCoppero

Può esistere un amore malato? O l’amore si ammala solo? O lo rendiamo noi malato con il nostro modo di essere e con il modo di fare? O possiamo pensare di mettere fine alla nostra vita per una relazione amorosa andata male?

Per entrare meglio nelle domande che vi sto ponendo, dovete leggere il libro di Riccardo Simoncini: cinque personaggi che  nel bene e nel male hanno un comun denominatore, Iacopo.

Iacopo da tempo ha una vita buia, fatta di silenzio, solitudine e tempo. Con il suo carattere e con i suoi moti d’ira ha reso la sua storia con Anna impossibile tanto da farla scappare, ma anche Alice non avrà vita facile con lui.

L’epilogo porta l’esempio di una mareggiata, dove poi tutto dopo si ferma ma ha cambiato posto, proprio come questi personaggi, che vengono separatamente presi in questo vortice, e quando si fermano ognuno prende una strada; chi si reinventa, chi si ferma a meditare cercando di dimenticare, chi trova la felicità e una vita sana di coppia.

Ecco nella vita di Iacopo durante questo girare arriva questo granello di sabbia che inceppa in qualche modo il meccanismo coinvolgendo nel bene e nel male, direttamente e indirettamente i personaggi.

Starà a voi scoprire quale granello leggendo questo libro.

giovedì 11 ottobre 2018

Chiara Pilat – Io sono Egea – Alieni e trasformazioni

LoreGasp


Qualche giorno fa ho pubblicato sulla pagina Facebook del Blog una variante della Cintura di Orione in Libri: quella che raccoglie tutti i libri che ho letto recentemente e che attendono un passaggio scritto sul Blog. Uno di questi è Io sono Egea, di Chiara Pilat, pubblicato da Edizioni Convalle. Ho potuto incontrare e conoscere Stefania Convalle, titolare e scrittrice, all’ultimo Salone del Libro #salto18 (e rieccolo). Stefania è una donna versatile e molto in gamba: potrete rendervene conto nel momento in cui guardate il suo catalogo, la seguite nel suo gruppo Facebook (Le Lettrici e i Lettori di Stefania Convalle), e leggete il suo blog.

Se vogliamo catalogare Io sono Egea, di Chiara Pilat, potremmo dire velocemente che si tratta di fantasy. Nel momento, però, in cui entriamo dalla porta del libro, cogliamo che è molto di più.
Siamo sulla Terra, nello stato americano del Maine. Egea è una ragazza giovane, di diciotto anni. La sua età fisica è molto bassa, ma non quella interiore: una malattia cardiaca, che le limita di parecchio la vita sociale che normalmente si avrebbe, la costringe a poche passeggiate nella natura, pochi incontri con gli amici, e libri da leggere. Dopo infinite terapie, mille rapporti con i medici, Egea non nutre tante illusioni sulla propria guarigione e sul fatto di vedere ancora molti altri giorni davanti a sé.
Fino ad una notte.

Egea non riesce a dormire, si affaccia alla finestra della sua stanza e vede sfrecciare un bagliore intenso nel cielo: un corpo celeste avvolto dalle fiamme che si schianta tuonando nel bosco vicino! Una tentazione irresistibile: il suo cuore malato passa in secondo piano, e la ragazza si precipita, letteralmente, a cercare il luogo della caduta.

Un asteroide? Un pezzo di stella, di Luna letteralmente piombato dal cielo quasi sulla sua testa? Aiutandosi con la torcia dello smartphone, Egea arriva ad una scoperta incredibile: un oggetto ovoidale, rosso, grande quanto la sua stanza, conficcato in un cratere, emanante uno strano gelo. Oh, qui c’è molto di più. Non è un semplice asteroide. La sua sorpresa cresce a dismisura quando l’oggetto si apre e lascia emergere una figura. Altissima, dalle forme umanoidi, la pelle bianca come porcellana e gli occhi d’oro pulsante, un’aliena esce allo scoperto davanti ad una terrorizzata e ammutolita Egea. Non riesce ad accennare un movimento, i suoi occhi seguono attenti e strabiliati le mosse della creatura che allunga una mano verso di lei e… vertigini, risucchio, buio.

Dopo qualche minuto di spaesamento, Egea riapre gli occhi, comincia a muoversi e… oddio, oddio. Qualcosa non va. Il suo campo visivo inquadrano un paio di braccia lunghe e bianche quanto la porcellana, un paio di gambe assolutamente chilometriche, uno strano abito fatto d’oro. Non lo inquadrano solo. Gli occhi le stanno dicendo che quelle braccia, quel corpo alieno sono suoi, adesso.
Alzando lo sguardo, Egea vede se stessa, quella che ha sempre visto e riconosciuto come se stessa, guardarla con una strana espressione sogghignante (no, quella non è tipica sua) e allontanarsi.

L’aliena ha scambiato i corpi! Egea è nel corpo dell’aliena, e lei nel suo!


sabato 6 ottobre 2018

Mariapaola Perucca – Rivelazioni incrociate – L’invito del cruciverba

LoreGasp


Mariapaola Perucca: la conoscete poiché è titolare della casa editrice Spunto Edizioni di Buttigliera Alta, nella valle di Susa che si allunga poco fuori Torino, verso nord, la Sacra di San Michele. I libri del suo catalogo (www.spunto.info) offrono storie belle, originali, dense, curate, così come altrettanto curato è l’aspetto dei volumi, stampati con qualità e con copertine sempre allettanti e seducenti. Se mi soffermo a pensare, la rispecchiano in pieno.
Li avete visti passare spessissimo nel blog, soprattutto grazie alle recensioni di Simona, di cui è molto amica.
Se con il suo catalogo editoriale abbiamo imparato a conoscere l’aspetto lavorativo e culturale di Mariapaola, con il suo romanzo Rivelazioni incrociate, uscito il 5 ottobre, ci addentriamo nel suo mondo interiore. Mi viene da pensare che non è nemmeno una piccola parte di quello che c’è ancora da esplorare, e del resto questo è l’ultimo romanzo di Mariapaola. Andate a ritrovare gli altri: La casa di Linda e Inconsapevole erede.

Ora siamo alle Rivelazioni incrociate: se vi aspettate folgorazioni sulla via di Damasco, o colpi di scena all’americana di esposizioni di identità varie (Luke, sono tuo padre! Tanto per capirci), siete su una strada diversa e più movimentata.

Qui, in questo romanzo siete lo stesso in movimento, ma dentro voi stessi, soprattutto. Percorrerete delle tappe (guardate l’indice e i titoli dei capitoli) di un viaggio in cui scoprirete, vi meraviglierete e vorrete saperne di più.

Non siete soli, qui. Mariapaola vi affianca, oltre alla sua voce, due giovanissimi protagonisti, e le loro famiglie: Giorgio e Stefania, grandi amici, studenti universitari di architettura del paesaggio (bellissimo indirizzo, questo), che vivono ad Avigliana, grosso centro importante della Valle di Susa. Giorgio è un ragazzo riflessivo, d’altri tempi. Studioso, rispettoso, amante del divertimento com’è tipico della sua età, ma con una testa matura e da grande ricercatore. È un ricercatore, Giorgio. Ricerca i significati di se stesso, della sua vita, del mondo che lo circonda. Si può dire che cerchi IL significato principale, quello che prima o poi arriva a bussare alle porte di tutti, soprattutto dei più sensibili, di coloro che non si accontentano: qual è il significato della vita?

lunedì 24 settembre 2018

Le Interviste Del Furore #5 - Marino Rolfi, lo Chef e i suoi trucchi

LoreGasp

Dopo una pausa estiva un po' lunga, e costellata soprattutto di thriller, ritorno a scrivere con un'intervista. E un'intervista ad uno chef, Marino Rolfi, docente e consulente in campo alimentare,
Patron chef e catering di Logos Catering, la società da lui fondata.

Chi è Marino Rolfi?

Chef di lunga data, di grandissima passione per i fornelli accresciuta sul campo anche in contesti di prestigio elevato, come la trasmissione tv La prova del cuoco di Antonella Clerici nel febbraio di quest'anno, come rappresentante della F.I.C., Federazione Italiana Cuochi (tenete presente questo titolo, sarà ricorrente), riconosciuto miglior chef del Veneto e tra i 30 migliori d'Italia.
Ha una rubrica radiofonica molto seguita a Trieste, I trucchi dello chef, su Radioattività, e presto sarà ascoltabile anche dalle frequenze di radio NumberOne Bergamo.
Non un semplice cuoco, e non una carriera lineare o di poco conto, insomma!

E come ci entra uno chef, in un blog di libri?

Perché lo chef in questione ha pubblicato un libro con Cavinato Editore, I trucchi dello chef, proprio sull'onda (radio), è il caso di dirlo, della rubrica radiofonica menzionata sopra.
In questo libro mette a disposizione del lettore la sua sapienza di chef conoscitore delle tradizioni culinarie italiane e non. Se vi aspettate il consueto libro di ricette, rimarrete piacevolmente sorpresi, perché si va oltre la competenza nella preparazione di un piatto: si parla di trucchi, di conoscenza pragmatica ed evoluta della cucina e di come far fruttare al meglio tutti gli ingredienti.

I lettori devono pur mangiare, tra un libro e l'altro... e mentre si rilassano in cucina, seguendo i trucchi di Marino Rolfi e mettendoli in pratica, potrebbero persino pensare con maggior tranquillità ai prossimi titoli da leggere.

Se volete conoscerlo di persona, sabato 29 settembre presenterà il suo libro presso la Libreria Belgravia di Torino, in via Vicoforte 14/D, alle ore 17,00.

Intanto, alcune brevi domande di anticipazione, tanto per "assaggiare" il personaggio...

- Buongiorno, Marino, grazie di essere con noi lettori! La domanda di rito è quella che va sempre a rintracciare le radici di una passione, o di un lavoro: che cosa ti ha fatto diventare cuoco?
La mia passione ed il mio amore per la cucina muovono i primi passi sin dalla prima infanzia, con i profumi ed i sapori della cucina di famiglia di nonna ( vedi tu paterna o materna o materna) che io aiutaci sin da piccino

- Cosa sono la cucina, l'alimentazione, per te?
L'alimentazione e la cucina sono per me alla base di una vita sana e felice.
Nella mia generazione questa tradizione e' andata perduta e la ritroviamo ora, con i dovuti aggiornamenti e rivisitazioni, per educare ed abituare le future generazioni  a questo tipo di stile di vita sano.

- Hai creato una bella carriera, nel corso degli anni, con partecipazioni ad eventi importanti, comparizioni in televisione a La prova del cuoco con Antonella Clerici, e programmi radiofonici. Ora hai scritto un libro, I trucchi dello chef. Com'è passare dai fornelli alla penna/al pc?
Passare dai fornelli  alla tv e alla radio è un emozione diversa, sei al centro dell' attenzione  E diventi un teacher, un insegnante, che aiuta a comprendere e l' importanza dell' alimentazione corretta per la salute ,  le nuove prospettive ed evoluzioni di questo mestiere, tipo esercizio catering ed altro ancora.
Passare alla penna invece d' introspettivo, ritrovi il te' stesso di una volta agli esordi e il te' stesso di oggi con il tuo vissuto, un viaggio andata e ritorno nel passato per progettare il futuro

- Quali sono i tuoi programmi futuri?
I miei programmi futuri sono molto diversificati fra l' impegno nell'insegnamento, nell'incrementare l'attività' soprattutto di catering della mia azienda ed un altro libro, dove la penna ha voluto tramandare alcune ricette praticamente inusuali  ma molto radicate nella tradizione unite all'arte, l,'arte che sposa l'arte e da vita a questo nuovo libro che dovrebbe uscire la prossima primavera.

Grazie di essere stato con noi, e buon lavoro!

mercoledì 12 settembre 2018

I thriller di Edvige#17 – Clone




CrisMazzuccato


Non tutte le verità sono per tutte le orecchie (Umberto Eco) 

Inizio con il botto, o meglio, con un urlo,  agghiacciante, straziante, l'urlo del "Dolore Universale". Dentro l'ascensore cala il silenzio più profondo. ["Quell'urlo aveva azzerato ogni cosa. L'ossigeno, i pensieri. Non aveva risparmiato nulla"]. 

Il vicequestore Franco Barberi, la sovrintendente della Biblioteca Reale di Torino Greta Desantis e i quattro agenti scelti per scortare l'autoritratto di Leonardo sino a Palazzo Madama per l'esposizione organizzata in occasione della prossima ostensione della Sindone, non si aspettavano certo di trovarsi lì, chiusi dentro l'ascensore che porta al Caveau della Biblioteca, impietriti e spaventati da qualcosa di ignoto che avrebbe cambiato per sempre le loro vite. Da qui parte la vicenda che vedrà Barberi scoprire il primo di due orribili omicidi, una sorta di esecuzione spaventosa. Sarà lui a dover capire se le due morti sono legate tra loro, come tutto fa supporre, considerando che, i metodi di tortura utilizzati in entrambi i casi, sembrano ricalcare quelli della Santa Inquisizione. Il burbero Barberi, ben caratterizzato dall'autore, è un solitario e fascinoso cinquantenne dalla lingua tagliente, spesso scostante, ironico, razionale, dotato di una sensibilità che appartiene alle persone buone, sebbene al lettore appaia inizialmente un "bastard inside" che in certi momenti prenderebbe a schiaffi. In suo aiuto si insinua una strana figura, un enigmatico sacerdote, Monsignor Perotto, dall'aspetto del topo da biblioteca, con il quale il vicequestore crea un rapporto di stima e diffidenza (alla Peppone e Don Camillo, per intenderci!). Il prete sembra conoscere i segreti più profondi, intricati e inconfessabili della Chiesa e del Vaticano stesso. Segreti e misteri legati da sempre al Sacro Lino e alle varie supposizioni confutate o confermate più volte. 

venerdì 24 agosto 2018

Stefania Bertola – Romanzo rosa – Attenzione, scrittrici all’opera!

LoreGasp

Un romanzo rosa. E anche un bel rosa. E qui mi riferisco alle sfumature di colore che vedete nella copertina dell’edizione Einaudi. Poiché rivalutare i romanzi rosa non mi era più sufficiente, sono andata avanti a recuperare persino l’ammirazione per il colore… alcune sue sfumature sono davvero belle.
Il libro è divertentissimo. Lo dico subito perché non ho smesso di ridere dalla prima pagina fino all’ultima. Stefania Bertola è una sicurezza, sempre. Le bastano pochi tocchi di stile per creare personaggi affascinanti, quelli che vorresti seguire ogni momento e che cerchi in tutte le pagine, se per caso non ci sono. In questo blog ci sono praticamente tutti gli altri romanzi della scrittrice, con qualche piccola eccezione. Dovuta solo a questioni di tempo e di distrazione endemica della fibra da lettrice.

Entriamo in questo piccolo (si fa per dire) mondo rosa tramite Olimpia. E Leonora Forneris. E il romanzo di Olimpia. Sì, in questo romanzo abbondano le voci narranti, e i livelli. Se dovessi paragonarlo ad un altro oggetto, questo libro è un delizioso tessuto di seta. Uno di quei tappetini da meditazione, piccoli di dimensione, ma un’intera esplosione di fili di seta colorati, brillanti e lucidi, intrecciati con maestria a generare forme e figure anche complesse. Sembrano piccoli, ma… date un’occhiata da vicino e noterete subito la destrezza, la capacità, la creazione a punto in tutti i particolari.

Chi sono Olimpia, Leonora Forneris, e… il romanzo di Olivia?


giovedì 23 agosto 2018

Pasquale Ruju – Stagione di cenere – Un’altra fotografia che mette nei guai…

LoreGasp

La Stagione di Cenere è l’estate. Quel periodo in cui la mia sopportazione, ben allenata e collaudata, si riduce dell’85% e il restante va in cenere, appunto, con la velocità di qualcosa colpito dal fulmine.
Un altro che non brilla per pazienza è Franco Zanna, il fotografo sui generis in perenne lotta con il Nero del precedente libro di Pasquale Ruju, Nero di mare, che abbiamo conosciuto insieme ad un pezzetto importante della sua famiglia: l’irriducibile figlia Valentina e il graniticamente affascinante zio Gonario (il mio preferito, senza dubbio).

Siamo in Sardegna, a Porto Sabore, inizio d’estate. Dovrebbe essere anche l’inizio di maggior lavoro e guadagno per l’ex reporter convertito a paparazzo, sguinzagliato dall’imperiosa Irene dell’agenzia Gallura Vera sulle tracce di celebrità più o meno planetarie, impegnate a prendere il sole in topless, frequentare feste glamour e costose, e a intrecciare relazioni poco consentite. Tempi maturi per frutta e scoop, insomma!
E non solo. Questo è tempo anche di incendi. I telegiornali trasmettono bollettini di guerra, quando parlano della Sardegna d’estate: terre e boschi anneriti e spezzati da fiamme indotte, procurate ad arte. Regolamenti di conti, malattie psicologiche di attrazione morbosa per il fuoco, dispetti… ? Qualcuno sì. Per la maggior parte dei casi, si tratta di altro. Qualcosa di più grave, che ha tanto il sapore delittuoso della truffa progettata e portata a termine con il contributo e la connivenza dei “soliti ignoti”… quelli per cui siamo diventati famosi nel mondo, e oggetto di vari film a firma Scorsese, Coppola, Cimino.


mercoledì 22 agosto 2018

I thriller di Edvige#16 – L'ammiratore


CrisMazzuccato

Ciao Occhi di bambola. Le tue parole sono per me il nettare più puro...La mia vita era vuota, fredda e senza senso prima del tuo arrivo.. Perché io e te siamo uguali, ci cibiamo del terrore..]

Federica Ansaloni è una scrittrice diventata famosa in brevissimo tempo grazie al suo primo romanzo noir che ha suscitato scalpore per la sua crudeltà. In cerca d’ispirazione per la sua nuova storia, acquista un appartamento in via del Pratello, ex studio della sua psichiatra, Elisa Tonelli, trovata morta proprio lì dentro, in circostanze misteriose. Da questo momento la vita di Federica non sarà più la stessa. In balia di lettere minacciose che riceve da un ammiratore che la segue ovunque (o forse no..), farà la conoscenza di vicini di casa alquanto ambigui, strane e misteriose presenze al piano di sotto, conoscerà ex pazienti della dottoressa (o forse no..). E un fidanzato che la adora (o forse no..). Federica nasconde qualcosa e il suo segreto la sta divorando. Ma il il suo ammiratore le scrive di stare tranquilla perché nessuno le farà mai del male. Nessuno, a parte lui. Sono uscita dall'incubo. E posso raccontarlo. 

venerdì 17 agosto 2018

Leggere ... volare ... vivere!#57 - Il resto è ossigeno


SimoCoppero

Arrivo ad avere il libro di Valentina Stella tra le mani grazie a mia sorella: ormai ex studentessa dell’altra sorella Stella. Valentina la seguo sui social da un po’ di tempo, non avevo idea di cosa potesse aver affrontato tra le sue pagine, ma mai pensavo a un tema così attuale.

Il resto è ossigeno: è la storia di Sara e Arturo, una storia d’amore, nata in un locale per caso, ma che poi diventa vita a due, vita di tutti i giorni, di una famiglia, fino a quando Arturo non torna più a casa.
Una lama sottile ma molto ben affilata, la scrittura e di conseguenza l’analisi della vicenda ci porta a farci domande, domande che talvolta fanno male.

giovedì 9 agosto 2018

Antonio Infuso – Suicidi al sorgere del sole – Riti mortali

LoreGasp


È un’estate calda, questa. I ventilatori e l’aria condizionata rendono migliori le condizioni del corpo, ma cosa si può fare per lo spirito, la mente, che tendono ad addormentarsi con la calura oppressiva? Seguire un commissario nelle sue indagini. Se non si può fare sul serio (il corpo di Polizia non sembra accogliere volentieri distrazioni di alcun genere nelle sue indagini), allora è necessario rivolgersi altrove. Ad uno scrittore come Antonio Infuso, per esempio, che ha creato un commissario in gamba e poco negli schemi come Stefano Vega. Qui siamo alla sua seconda indagine, con Suicidi al sorgere del sole, pubblicato da Intrecci Edizioni poco prima del Salone del Libro 2018 (#salto2018, rieccolo).

Un suicidio è un avvenimento tragico. Dieci sono una strage. Un’ecatombe e un rompicapo allo stesso momento, che tiene inchiodata la Sezione omicidi della Polizia di Torino. Perché?
Quando apriamo il libro, è appena avvenuto l’ultimo. Dieci suicidi nell’arco di circa due anni e mezzo (2012-2014), ritmati con i cambiamenti stagionali, al momento del solstizio o dell’equinozio, sempre all’alba. I suicidi non sono mai soli: si tratta sempre di uomini che prima di suicidarsi, uccidono. Sempre una donna: una moglie, una fidanzata, una convivente, persino una vicina di casa. Sono suicidi-omicidi, se vogliamo essere precisi.

Manca un particolare, poiché la stranezza di queste morti non è ancora sufficiente.
I suicidi avvengono secondo un rito giapponese molto antico, il seppuku, utilizzando un apposito coltello, il tantò.

Ci sono biglietti, spiegazioni, tracce? Nulla. Il buio totale. Nemmeno la luce dell’alba che accompagna queste morti rituali riesce a gettare luce. Niente nella vita delle vittime. Niente coinvolgimenti strani in giri malavitosi, niente cadute irreversibili in crisi depressive, niente vendette. Nessuna appartenenza a sette, nemmeno a quelle più bizzarre o pericolose. Niente nelle comunità cino-giapponesi, soprattutto i circoli culturali. Niente nei negozi specializzati nella vendita di oggetti rituali come quei coltelli.

giovedì 2 agosto 2018

I thriller di Edvige#15 – L'esperimento



CriMazzuccato

"Il confine tra ciò che è giusto o sbagliato spesso è sottile, quasi invisibile, e quello che è legittimo per qualcuno può non esserlo per altri.."

Connecticut, 1980: Benjamin Dumont, medico ricercatore con un passato doloroso e traumatizzante, inizia quello che per lui sarà l'esperimento e l'ossessione della sua vita: cercare una cura per le patologie di soggetti che hanno subìto traumi psicologici, al fine di migliorarne la vita studiando e monitorando i progressi della terapia sugli stessi pazienti inconsapevoli. Trent'anni dopo, città di New York: alcuni collaboratori dell'organizzazione creata da Dumont (la ASCEPT), scoprono di essere anch'essi vittime del progetto, e quando cercano di scoprire quali fili stia tessendo e cosa realmente si celi dietro a questi studi che proseguono da oltre trent'anni su un paziente in particolare, un susseguirsi di colpi di scena e inquietanti rivelazioni ci porteranno vicini alla verità anche se : "Giungere a una conclusione non è detto che possa essere l'unica verità, per questo nessuno potrà sentirsi libero finché non avrà capito chi è veramente."

Daniele Torsello ci regala questo thriller psicologico che parte un po' lento, ma che, man mano, alimenta un senso di ansia e di inquietudine che spingono il lettore a dover continuare per capire!

Articolata su due piani temporali facilmente raggiungibili, la vicenda di Mike, prima, e di Jasmine e Robert dopo, si dipana nella frenetica New York e nei sotterranei della metro, con il pedinamento di un uomo solitario e strano del quale sono incaricati di seguire passo passo i movimenti. Con il passare dei giorni però alcuni tasselli non si incastrano e i nostri protagonisti iniziano a nutrire dubbi sul loro reale compito.
La struttura del romanzo è molto buona, con una trama davvero originale, ben scritta. Un linguaggio fluido e le descrizioni realistiche ci aiutano ad immedesimarci nella storia e nei luoghi oscuri avvertendo, talora, sensazioni claustrofobiche e angoscianti.
Per essere alla sua prima prova, l'autore a parer mio, ha fatto davvero un buon lavoro! Unica osservazione personale : forse avrei preferito qualche elemento di suspense in più in alcuni momenti del racconto. Il finale che ci offre , inaspettato fino all'ultima pagina, lascia intendere che possa esserci un seguito che leggerò sicuramente!

Un libro che, nonostante sia di pura fantasia, ci lascia con due domande su cui realmente riflettere perché spesso la realtà supera la fantasia! Fino a che punto è consentito agli studi medico - scientifici spingersi nel tentativo di migliorare la condizione dell'uomo? Ed è sempre vero che il fine giustifica i mezzi?

Leggete e scoprite Daniele Torsello, lo consiglio per una lettura di un thriller finalmente diverso dal solito!
Buona lettura.

lunedì 30 luglio 2018

Michel Bussi – Ninfee nere – All’ombra di Monet.

LoreGasp

All’ombra delle fanciulle in fiore, si potrebbe replicare. No, non è un dialogo tra due colossi dell’arte francese, praticamente coevi, ma una considerazione che mi è nata leggendo il titolo di questo spettacolare romanzo di Michel Bussi, edito da E/O. È uno di quei libri che non sapevo di dover leggere, finché non ho letto le prime pagine da fiaba nera:

 “Tre donne vivevano in un paesino. La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista. […] Tre donne vivevano in un paesino. La terza era quella con più talento, la seconda era la più furba e la prima era la più determinata. Secondo voi, quale delle tre è riuscita a scappare? La terza, la più giovane, si chiamava Fanette Morelle. La seconda si chiamava Stéphanie Dupain. La prima, la più vecchio, ero io.”

Ho saltato apposta un paio di pezzi, perché la musica di queste righe di introduzione dev’essere ascoltata tutta nella sua sinfonia sorniona, quasi irriverente. Parte noncurante, lascia cadere pezzi di informazione importanti, ma in modo trascurato, come gocce d’oro che cadono da un braccialetto in creazione. E anche in italiano, questa musica si sente benissimo, per cui complimenti vivissimi al traduttore! E ha una sua certa atmosfera da racconto gotico, alla Seconda-Edizione-dei-Fratelli-Grimm, che non può non solleticare le curiosità più accese di un lettore.

Dove si trovano queste donne, una di undici anni, l’altra di ventidue, l’altra di ottanta? A Giverny, paesino di ben 532 anime in Normandia, che è un inaspettato ombelico del mondo, perché vi dimorò l’immenso Claude Monet per tanto tempo. In quel posto si trovano le ispirazioni concrete dell’opera del pittore, nella sua natura immediata, talmente forti da attrarre folle di turisti da tutto il mondo, ansiosi di fotografare la casa rosa di Monet, ma anche di respirare l’aria magica che potrebbe, chissà, trasformare qualche allegro coloratore di tele in un invidiato e stimato pittore di talento.
Un piccolo, minuscolo mondo perfetto di talento e bellezza cristallizzato nel tessuto del tempo.

No. Non in questo romanzo.

domenica 29 luglio 2018

I thriller di Edvige#14 – La ragazza che chiedeva vendetta



ValeLanino

Un autore italiano che scrive gialli di cui valga la pena leggere ce ne sono ancora pochi in circolazione ma lui spicca tra questi.
Con “La ragazza che chiedeva vendetta” torna in tutte le librerie Pierluigi Porazzi e con lui fa ritorno l'ispettore Cavani e il suo ex collega, Alex Nero, e anche l' assassino, Azrael.
Questo libro è il continuo dei tre libri editi con Marsilio “L' ombra del falco”, “Nemmeno il tempo di sognare” e “Azrael: il terzo caso dell' agente Alex Nero”.
Si legge anche a sé, in quanto lo scrittore spiega in maniera molto chiara ciò che vi siete persi non avendo letto i primi tre, ma credo che sia meglio leggerli per capire appieno la storia dei protagonisti e anche dell' assassino.

Nella camera da letto di un appartamento udinese vengono rinvenuti i corpi di un noto medico chirurgo e di due sue collaboratrici: l' anestesista e l' infermiera. All' inizio l' ispettore Cavani pensa ad un omicidio- suicidio ma. con l' avanzamento delle indagini. scopre che, nella clinica privata del chirurgo, un noto criminale si è sottoposto ad un operazione che gli ha cambiato i connotati del viso.
 Il criminale alloggiava nella stanza n. 36 e nessuno poteva accedervi tranne le tre persona ritrovate morte.

Vengono rinvenuti anche tre cadaveri assassinati in tempi diversi e con modalità simili, cadaveri di uomini che erano legati da un evento tragico del passato. Cavani crede che gli omicidi siano commessi tutti dalla stessa mano ed è qui che entra in gioco il suo ex collega, Alex Nero, che aiuterà l' ispettore nelle indagini.

Il libro è scritto in maniera molto sciolta e ben comprensibile, ha dei personaggi ben descritti e caratterizzati, anche quelli che abbiamo conosciuto nei libri antecedenti. Ho apprezzato la scelta dell' autore di riprendere alcune vicende importanti per far capire bene al nuovo lettore dettagli che non gli avrebbero permesso di capire fino in fondo la vicenda e le vite dei personaggi.

La descrizione degli omicidi è molto ben curata ma si sa che a questo autore piace giocare creando omicidi che rimangono impressi nella mente del lettore.
Mi piace pensare di questo libro che sia un po' come una sposa. 
Ha una cosa nuova: Porazzi per questo libro non si appoggia più alla Marsilio Editore ma a “La Corte Editore”.
Ha una cosa vecchia: i personaggi che anche se li conosciamo ormai molto bene non stufano mai.
Ha una cosa regalata: l' affetto e la stima dei suoi lettori.
Ha una cosa prestata: la fiducia. Il lettore comprando il libro da una fiducia all' autore che quest' ultimo ripagherà alla grande.
Manca la cosa blu, mi piace pensare che sia il colore dell' inchiostro con cui firmerà le sue copie.
Consiglio questo libro e questo scrittore a tutti gli amanti dei gialli. Porazzi andrà lontano e noi continueremo a seguirlo!


lunedì 23 luglio 2018

Eleanor Oliphant sta benissimo – Neanche così tanto.

LoreGasp

La prima cosa che mi è saltata in mente, leggendo questo titolo (ah, i titoli!), è mettere in dubbio l’informazione semplice-semplice che veicola: davvero? Non c’è qualcosa sotto?
Il bello di essere lettori, non è solo aprire il libro, leggerlo e vivere una serie di sensazioni/mondi/viaggi/giri in giostra emozionale, ma anche di fantasticare sul titolo. Immaginarsi una storia ancora prima di leggere la storia. Io mi diverto tantissimo a fare questi brevissimi cortometraggi in un angolo del mio cervello mentre scruto il titolo.

Tornando alla storia vera e propria, scopriamo subito se Eleanor Oliphant sta davvero bene o no. Ce lo dice lei in persona, dandoci molti particolari. Un discorso liscio scorrevole, argomentato, corretto, forse un po’ troppo… a puntino. È la sensazione che ho avuto, ascoltando le sue parole, la sua voce che ho immaginato monocorde senza essere sgraziata o sgradevole, mentre mi guardavo intorno nel suo mondo in cui mi aveva invitato, suo malgrado.

L’ufficio ordinato, all’interno di un palazzo di uffici dall’aria efficiente, “lavorativa”, in cui svolge lo stesso lavoro di contabile con immancabile precisione ed efficienza da nove anni. Il gruppo eterogeneo di colleghi, sempre pronti a lavorare il minimo indispensabile, a bere tazze di tè, a spettegolare, e a guardare un po’ straniti e un po’ di storto l’aliena Eleanor, che non si veste alla moda, non perde tempo a fare battute sugli altri (che non sa fare, perché il suo senso dell’umorismo eguaglia quello di Bones, di Kathy Reichs), ed esibisce inquietanti cicatrici su un viso altrimenti regolare, gradevole.


venerdì 20 luglio 2018

Dei consigli di lettura d’autore per l’estate – Da Luisella Ceretta

LoreGasp


Quanti di voi sono in ferie? Quanti stanno preparando la valigia più importante di tutte, quella dei libri? Sono sicura che, nonostante abbiate già tutto il necessario per leggere, troverete un posto in più per qualche altro titolo. Magari uno di quelli consigliati da un autore, perché no? E’ sempre interessante andare a sbirciare nella lista di lettura di uno scrittore.

Ed è una scrittrice che ci rende partecipi dei suoi consigli di lettura: sono i libri che sta leggendo ora. Si tratta di Luisella Ceretta, autrice molto attiva di cui avete già sentito parlare su questo Blog, sulle pagine FB del Blog, di Bolla e Fantasia e di Luoghi di Libri. In una conversazione casuale è venuto fuori l’argomento: cosa leggi per l’estate? E lei ci ha rivelato i titoli e i motivi delle sue scelte.





Leggiamola, prendiamo nota e andiamo in libreria con la lista:

“Will Ferguson – Autostop con Buddha: perché mi affascina il Giappone, anche se non ci sono mai stata. Non sono un’appassionata di guide di viaggio (lo so che servono, lo so) e questa non è una guida ma un resoconto piacevole, divertente, scorrevole di un viaggio attraverso il Giappone fatto in autostop dallo scrittore canadese. Il libro non è recente ma rimane comunque attuale.

Lucy Worsley – A casa di Jane Austen: perché mi piace Jane Austen, mi piacciono i suoi romanzi e, soprattutto, lo stile di narrazione che trovo più contemporaneo di molti autori attuali. Qui si parla delle case in cui ha vissuto. “L’esistenza di Jane, in apparenza tanto tranquilla, fu segnata da porte chiuse, strade che non le fu consentito imboccare, scelte che non poté compiere. La piccola somma guadagnata a fatica grazie ai suoi libri non bastava a consentirle di avere una casa tutta sua, e la morte del padre la costrinse a peregrinare tra abitazioni in affitto o presso parenti che le riservavano il destino proprio delle zie nubili: badare ai bambini.”, recita la sinossi. E questo mi ha incuriosito. Ne ho letto solo alcune pagine, per ora.


Petros Markaris – Ultime della notte: perché una mia conoscente me ne ha parlato bene. Non lo conoscevo. Questa è la prima indagine del commissario Kostas Karitos (o Charitos), un tipo ostico, pure antipatico, in continuo disaccordo (è un litigio continuo) con la moglie. Ho fatto fatica a entrare nelle sue corde però, superata la ventesima pagina, la scrittura di quel “vecchietto” di Markaris (è nato nel 1937, diciamo poco più giovane di Camilleri) mi ha catturata. Penso che leggerò qualche altro suo romanzo.”

Titoli allettanti… a me piacciono già. Inutile dire che sto già pensando a come riorganizzare (per la settordicesima volta in tre giorni, penso) la mia lista di lettura…

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