mercoledì 19 dicembre 2018

Leggere ... volare ... vivere!#59 - La manutenzione dei sensi

SimoCoppero

Un libro che mi ha lasciato tanto. Una carezza, il coraggio di cambiare il proprio modo di vedere, il modo in cui viviamo e affrontiamo il dolore di una perdita importante. La svolta è dietro un angolo, che con perseveranza e testardaggine ci porta a vedere un raggio di sole in mezzo a un cielo nascosto da una coltre di nuvole. La determinazione nel lasciare una metropoli per andare a vivere in una radura, nella casa dei sogni, ma lontano da tante comodità e soprattutto da un vortice chiamato routine.

Un alito di vento questo libro, un sussurro, le mie montagne, i miei boschi, quelli che ho percorso fin da bambina, i cieli stellati, imparare a captare un rumore, un movimento; ma gli insegnamenti più grandi sono le regole e il rispetto. Dalla montagna si impara tanto, si cambia e si smussa il carattere vivendola, proprio come padre e figlio fanno in questo libro. E la sindrome di Asperger, quella sindrome di cui è affetto Martino, ma che diventa non più uno scoglio per chi gli vive accanto, ma un modo per crescere meglio.


mercoledì 12 dicembre 2018

ThrillerNord#1 - Nessuna morte è perfetta, Katarzyna Bonda

LoreGasp

Recensione scritta per Thrillernord, Associazione culturale.

Grazie alla collaborazione con Thrillernord, sono entrata in un mondo totalmente inaspettato.

Sinossi

La profiler Sasza Zaluska, trentasei anni e capelli rosso fuoco, ha cambiato vita. È ormai tornata in Polonia, con la sua bambina, ed è un bel po' che non tocca un goccio. 
E, soprattutto, è decisa a fare pace con quel pezzo del suo passato che ancora la tormenta: l'uomo che è il padre di sua figlia, conosciuto quando, alle prime armi come agente infiltrata nella malavita di Danzica, aveva commesso l'errore di innamorarsi proprio della persona su cui avrebbe dovuto vigilare. 
È per questo che Sasza si sposta sulle sue tracce tra i boschi dell'est della Polonia, ad Hajnówka, nella parte più orientale e remota del Paese. Una città di camini e fantasmi, con un passato che ancora incatena i suoi abitanti: lì, nel 1946, una terribile rappresaglia uccise più di cento polacchi di origine bielorussa, un massacro su cui non è mai stata fatta chiarezza. Uno dei tanti misteri rimasti irrisolti ad Hajnówka. Come quello di Iwona, sposa bielorussa scomparsa il giorno del suo matrimonio con un ricco polacco del luogo. 
Sarà proprio Sasza, scontrandosi con la polizia locale, a indagare sulla sparizione della donna, senza sapere che il caso la porterà molto più lontano, in un affondo emozionante e doloroso negli anni più cupi della storia polacca.

La mia recensione
Quando ho chiuso questo libro, mi è sembrato di aver assistito ad un passaggio storico importante seduta in prima fila. E questo mio malgrado, poiché mi aspettavo “solo” una storia thriller, e mi preparavo a spiare i personaggi per capire chi di loro e per quale motivo avrebbe rovinato il giorno importante di una bella sposa giovane come Iwona Bejnar.


giovedì 6 dicembre 2018

Paura sotto la pelle2 – Una rassegna per guardarla in faccia

LoreGasp


Esattamente una settimana fa, il 29 novembre a Bologna, si è tenuta la seconda rassegna dedicata al grande tema della paura. Organizzata da un trio di tutto rispetto, Giusy Giulianini, Fabio Mundadori e Giovanni Modica, ha tenuto banco per due giorni all’Università Alma Mater, al Dipartimento di Italianistica.
Ha convocato scrittori, sceneggiatori e registi per ascoltare la loro versione su cos’è la paura e su cosa li spinge a scrivere e raccontare la paura e di paura. Se volete scoprire qualcosa di più sul concept della rassegna e sulla sua genesi, vi consiglio di leggere da cima a fondo i post del sito dedicato: https://paurasottolapelle.wordpress.com/home/

Oltre ai programmi degli interventi, numerosissimi, di coloro che hanno partecipato, potete trovare una sezione molto ricca di foto e di interviste video. Dario Villasanta, che si è occupato della parte di comunicazione dell’evento, non si è risparmiato nel diffondere e far conoscere la rassegna, e nel tenere informati gli appassionati sullo svolgimento della stessa, e sul suo “post”. E a prepararli adeguatamente prima di partecipare… è sufficiente dare un’occhiata al grande contenitore dell’evento FB di Paura sotto la pelle
Basterebbe quello per prepararsi per un piccolo esame sull’argomento! :-D

Io mi sono interessata in corsa dell’evento, grazie al suo invito. E l’ho raccolto fino ad andare a Bologna il 29 novembre… spinta anche dalla curiosità di veder realizzato un mio sogno di ragazza. Entrare all’Università di Bologna, pur non avendo potuto studiare lì. Mi sembrava impossibile, e invece ho trascorso lì un’intera giornata.

martedì 4 dicembre 2018

I thriller di Edvige#19 – La forma del buio

CrisMazzuccato


"Ogni predatore prima o poi si trasforma in preda. La sola differenza tra gli altri animali e noi è che noi siamo preda del cacciatore più inesorabile che ci sia : l'uomo stesso. "


"La forma del buio" è il degno successore del primo romanzo di Mirko Zilahi, "È così che si uccide", in cui rivediamo all'azione il "bel tenebroso" commissario Enrico Mancini e la sua squadra che abbiamo lasciato dopo una cruenta e intensa indagine. Li ritroviamo qui molto più caratterizzati, ognuno, in qualche forma, impegnato in una personale trasformazione. Uno dei temi cardine del romanzo è proprio la Trasformazione, la Metamorfosi, oltre a quello dell'analisi della realtà e del suo doppio: l'illusione, la visione. Dice l'autore nella sua nota :"L'idea è nata da una definizione di Joung, per cui la realtà, al contrario di ciò che comunemente crediamo, è qualcosa di sfuggente, qualcosa che la psiche ricrea continuamente per renderla addomesticabile. La realtà è il prodotto di un atto di interpretazione continua da parte dell'individuo". E mai come in questa vicenda troviamo applicata questa teoria.


Roma è nelle mani di un killer seriale tormentato da mostri che deve annientare per mettere ordine al Caos, <perché il Caos genera paura e l'ordine è l'unica cura>. Dunque "lo Scultore", così denominato presto dalla stampa perché plasma, mette in posa, trasfigura ognuna delle sue prede in una creatura mitologica, uccide scegliendo vittime che la sua mente vede come mostri, quando la realtà e l' illusione si sovrappongono e lui non sa più cosa sia reale e cosa no. La visione divora la realtà, prende il sopravvento e la Bestia uccide. Vediamo trasfigurate figure come il Laocoonte, la Sirena, Medusa, Scilla, il Minotauro : assistiamo alla furia del Cacciatore prima e la cura attenta dell'artista dopo, nel momento della "posa in opera". Attimi davvero forti, intensi, scritti con veemenza e passione.


Il commissario Mancini dovrà sfoderare tutta la sua empatia che, come noto, ha sempre avuto nei confronti dei serial Killer. Lui vede l'assassino nel suo operare, non lo distingue, ma ne percepisce le sensazioni.

("Enrico aveva bisogno di calpestare la terra, annusare l’aria sulla scena del crimine, di toccarla. Era quello il suo primo contatto con l’assassino. Un tramite indiretto che gli serviva per sintonizzarsi, per ascoltare la voce del delitto, percepire i passi del killer, finchè la presenza fantomatica si manifestava nella sua mente”.)


Sarà questo caso che lo aiuterà a uscire dal suo buio, dall’abisso in cui lentamente sta sprofondando? Riuscirà a far emergere di nuovo il suo carisma e riunire la squadra per lavorare al caso e arrivare alla soluzione finale?
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