sabato 31 marzo 2018

I thriller di Edvige#4 – Dieci Agosto

CrisMazzuccato

Due efferati delitti a distanza di quasi 150 anni l’uno dall’altro sconvolgono la Romagna. Una ricostruzione storica e un' invenzione romanzesca, consentiranno di indagare, lontani nel tempo ma vicini nello spirito indomito, al famoso poeta Giovanni Pascoli e al maggiore dei carabinieri Massimo Cerci.
 
Un romanzo dal ritmo incalzante, inizia lento per poi prendere il via e non lasciarti scampo. 
Ci troviamo al fianco di Massimo Cerci ad indagare con lui, passo passo, su una serie di strani omicidi. Massimo è segnato da un passato drammatico in cui ha perso i suoi affetti più grandi (la storia è ben raccontata nel precedente libro di Franco "Ombre Pagane"). Un uomo giovane ma forte, con un potere straordinario che è la sua condanna ma anche, in molti casi, la sua salvezza: ha il dono della reminiscenza, ovvero avverte sensazioni di dolore, sangue e morte nei luoghi in cui sono accaduti atroci delitti o forti violenze.

Quando Massimo va dalla zia, a San Mauro Pascoli, in occasione di una vacanza, non si aspetta certo di imbattersi in quella che sarà per lui un'avventura al limite della sopravvivenza. Qui infatti la zia lo accoglie con tutto il suo calore e, giorno dopo giorno, Massimo riesce anche ad avvicinare suo cugino Riccardo, affetto da sindrome di Asperger (una variante di autismo) e con lui si addentra nei misteri della morte di Pascoli e soprattutto indaga sui delitti inspiegabili che avvengono per mano di un irreprensibile "uomo col cappello" che lascia sui corpi martoriati delle vittime dei foglietti con i versi delle poesie del poeta. 

Ci addentriamo nella vita di Pascoli , una vita passata a cercare l'assassino del padre avvenuta per mano sconosciuta quel terribile giorno. Visitiamo anche la splendida Pantelleria con il suo sole, il mare e i suoi profumi (pare di sentirli..). 
Ma.. Nella Torre si nasconde un terribile mistero che solo alla fine l'autore vorrà svelarci.. In parte! 
I personaggi sono tutti ben descritti, ti puoi solo affezionare a loro, persino a quelli più ambigui come Rosa (misteriosa donna originaria del sud, temperamento mediterraneo che affascina, anzi strega, il maggiore) e Gabriella che cela un segreto dietro quello sguardo austero. Cosa le accomuna? 

E poi Riccardo.. Quanto mi è piaciuto questo ragazzo così fragile, ma così forte allo stesso tempo: geniale nella sua disabilità e, a modo suo, quasi affettuoso con il cugino. Anch'egli custode di un dono simile a quello di Massimo. Ma perché sa a memoria ogni singola strofa delle poesie del Poeta e le recita davanti ai cadaveri che, suo malgrado, si  trova a vedere?

Domande che troveranno tutte le risposte.. Un puzzle costruito in modo ammirevole, veramente una lettura fluida. Sebbene la vicenda sia intricata e i destini dei personaggi si intreccino più volte, Franco Mieli sa raccontare tutto in modo chiaro e per noi, ricostruire i fatti, sarà come giocare a Tetris! Con la differenza che, alla fine, il gioco resta aperto al dubbio sul vero assassino di Ruggero Pascoli. Ma, come giustamente mi ha detto l'autore :" Se la storia non ha saputo rivelarlo, credi che possa farlo io?" Touchè!

Un finale che corona degnamente l'intera vicenda e che vi farà commuovere, nonostante tutto. 
Vi consiglio vivamente di leggere questo romanzo se vi piace addentrarvi un po' nella storia di personaggi passati e contornarvi di mistero e un po' di misticismo!

Buona lettura e... Grazie Franco per tutto quello che sei riuscito a trasmettermi!

venerdì 30 marzo 2018

Leggere ... volare ... vivere!#51 - La casa di Linda


SimoCoppero

Questa volta tra le mani mi è capitato un dolcissimo libro. L’autrice è Mariapaola Perucca, titolare della casa editrice Spunto Edizioni, amica e una persona con cui ho moltissime affinità.

La casa di Linda è il suo primo libro, editato nel 2010 dalla casa editrice EdiGiò, che mi è stato presentato come un esercizio di scrittura. Certo, un esercizio di scrittura.

Parto dalla copertina, che immagino sia la foto di un quadro del papà di Mariapaola, dove ci vedo in tanti tratti la nipote Alice. Un dipinto bello, leggero, che ci porta direttamente nella trama del libro: leggendolo capirete il perché e ne coglierete i tratti delicati e leggiadri.

La trama, nulla di impegnativo è vero, ma molto carina, originale, quei libri che soffiano via con il vento e ti mettono in pace con te stessa leggendoli, trasportandoti in un'oasi di pace assoluta.

La protagonista principale mi viene da dire che non è Miriam, su cui si dipana la storia, non è Linda, vera padrona di una bellissima dimora, non sono tutti i personaggi che incontriamo in queste pagine ma è lei:  la casa.

mercoledì 28 marzo 2018

Luca Bianchini – Nessuno come noi – L’adolescenza prima di Facebook

LoreGasp


... Sono passati anni dall'ultima volta in cui ho fatto il giro dell'orologio per un libro. L'ho iniziato una domenica pomeriggio, quasi per scherzo. Volevo fare una pausa, e un libro mi è sembrata un’ottima idea. Per non farla durare troppo, come rischio spesso, mi sono costretta a metterlo da parte. A malincuore. L’ho ripreso di sera tardi, e non l’ho più mollato fino all’ultima parola, alle 3,40 del mattino.

Quando l’ho chiuso, salutando i suoi protagonisti, cercando la strada verso la camera a tentoni, mi sono trovata in compagnia di uno strano sentimento di semi-nostalgia sorridente, per questa immersione negli anni '80, e più precisamente nel 1987.

Senza Facebook, né telefonini, come precisa l'autore, ma con tutta la rigidezza degli anni adolescenti.
Siamo in Piemonte, nella provincia di Torino, in quella zona compresa tra Moncalieri (le belle ville della collina, soprattutto), Nichelino (i caseggiati popolari), Trofarello e Cambiano.
Il centro e teatro principale è il liceo scientifico Ettore Maiorana di Moncalieri, dove studiò lo stesso autore, Luca Bianchini. I personaggi principali sono un gruppo eterogeneo di ragazzi. Quattro spiccano su tutti, quelli su cui si appuntano subito i nostri sguardi, e quelli che ci fanno entrare immediatamente in casa loro, quando superiamo la copertina del libro.

Vincenzo Piscitelli, conosciuto come Vince, diciassettenne di Nichelino. Bravo a scuola, “bravo ragazzo” anche nella vita, innamorato da sempre di Cate, Caterina Ferretti, bionda bellezza graziata dall’acne tutta compresa nel suo mondo di star, Spagna, al secolo Alessandra Spagnolo, dark d’aspetto, di modi e per protesta vibrata verso sua madre e il mondo. Poche pagine ancora e inciampiamo in Romeo Fioravanti. E’ facile che inciampiamo letteralmente in lui, poiché il suo atteggiamento indolente e strafottente lo fa muovere intralciando gli altri, quando vuole. Di bell’aspetto e con il suo fascino, essendo più vicino ai diciott’anni e provenendo dalla parte lucida del mondo, la collina di Moncalieri con il suo carico di ville opulente.

domenica 25 marzo 2018

Incontro con l'autore#25 - Luca Iaccarino – Cuochi uccisi, cuochi risparmiati, un thriller giallo uovo, a Rosta!

LoreGasp


Cronaca di una serata divertente annunciata. Alla Biblioteca di Rosta, venerdì 23 marzo, con Luca Iaccarino e il suo gioiellino Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino, abbiamo trascorso una serata davvero divertente, a tutto tondo. Divertente perché Luca Iaccarino, di per sé, è un uomo brillante, informale, disponibile e molto competente, che ha saputo raccontarci i retroscena del suo romanzo tenendoci incollati a lui, e istruttiva, perché, grazie a lui, abbiamo colto degli aspetti di Torino che rischiavano di passare inosservati, e sottobanco.

È tipico di questa città nascondersi, purtroppo. Ama vestirsi di grigio, e scivolare via, facendo finta di niente, per non farsi osservare troppo, non farsi amare troppo. Quando, nonostante i suoi sforzi di understatement, la guardi meglio, scopri che i suoi colori principali sono quelli del sole tenue di primavera e delle acque dei fiumi in montagna. E’ piena di scorci spettacolari, di persone eccentriche e notevoli, e dal punto di vista culinario, disseminate tra le sue eccellenze eleganti, si trovano perle più “paesane” ma brillantissime, piacevolissime. 

È la Torino che Luca Iaccarino riesce a farci conoscere, facendo finta di niente. Anche lui. Sarà contagioso? Sotto le vesti di un “gialletto” (citazione dell’autore), un giallo molto divertente partito da un’idea originale, il giornalista gastronomico più bravo e simpatico del territorio ci conduce in un viaggio “parallelo” nelle altre realtà di Torino, non solo quella della ristorazione. Simona ne aveva già parlato qui.

I fatti, lo ricordo velocemente, sono questi: un serial killer si sta occupando di uccidere i più grandi cuochi di Torino, a partire dallo chef Baronetto de Il Cambio, i proprietari dell’antico Caffè Mulassano, e via dicendo. Luca Iaccarino, nel ruolo di se stesso, si trova suo (molto) malgrado a indagare su queste morti, inaspettate, inaspettabili e terrificanti, costretto dal… suo stesso lavoro. Essendo un giornalista gastronomico, ci si aspetta che frequenti i ristoranti per recensirli, compito che svolge con passione e puntualità. Il caso vuole che si debba presentare al Cambio per recensire il nuovo menu creato dallo chef Baronetto. Occasione meravigliosa e gioiosa, che viene funestata dal ritrovamento, proprio ad opera dello stesso Iaccarino, del cadavere “liofilizzato” del prestigioso cuoco… sì, non è un errore di battitura, è proprio liofilizzato. E questa spiacevole associazione, chef morto-ritrovamento da parte di Iaccarino, si ripete in almeno un altro paio di occasioni. Sospetteremmo di lui, se non sapessimo che questa eventualità è probabile quanto il sorgere del sole a ovest.

In questa avventura non sarà solo a lungo. Proprio in quei giorni, il più grande chef spagnolo di tutti i tempi, Fernando Acurio, si trova in visita a Torino. Venuto a conoscenza dello sterminio della concorrenza, e incrociato il perplesso Iaccarino, l’iberico stellato si lancia in prima persona a coadiuvare/condurre/incoraggiare le indagini, fino ad arrivare all’assassino. Lo scoprirete, nel libro c’è scritto tutto. :-D

Oltre al nome del farabutto, scoprirete tante altre cose, piccole e grandi, di questa città capoluogo piemontese, che ama mettersi discosta o sedersi in ultima fila, anche se il suo abito scintillante le darebbe tutti i diritti di stare su un palco e farsi ammirare. 

Lo sapevate, per esempio, che oltre al Museo Lombroso, qui abbiamo un Museo della Frutta, nato per codificare le specie di frutta esistenti? No? Allora, aprite il libro, leggete e divertitevi con le avventure di Iaccarino come giornalista gastro-investigativo, e prendete appunti su tutte le perle di Torino che vi getta a profusione sotto gli occhi…
E se non siete di Torino, procuratevi il libro, leggetelo con attenzione, prendete nota dei ristoranti nominati (tutti esistenti) e venite a trovarci, creandovi un itinerario gastronomico con i fiocchi!

giovedì 22 marzo 2018

Leggere ... volare ... vivere!#50 - Una vita per una vita

SimoCoppero

Anche questa volta, la mia amica Valentina Lanino mi porta a leggere un libro thriller per una condivisa del gruppo I thriller di Edvige di cui trovate anche la rubrica sul Blog.
Una vita per una vita, Pierluigi Porazzi e Massimo Campazzo, un libro scritto a quattro mani, cosa che sempre mi rende perplessa. I libri scritti a quattro mani mi danno spesso la sensazione che l’intesa tra i due scrittori debba andare oltre ad un semplice tavolo di lavoro, che non sia così semplice avere quella sintonia giusta di parole e scrittura tale da non mettere il lettore a disagio.

lunedì 19 marzo 2018

Le Interviste del Furore #4 - Fabio Girelli

LoreGasp

Fabio Girelli

Abbiamo appena finito di leggere i romanzi di Fabio Girelli, ed ecco che ne approfittiamo per intervistarlo e conoscere un po’ di più di lui come scrittore. Per esempio, da dove prende spunto per quei suoi argomenti così particolari.

Due note biografiche e di carriera molto veloci, prima di passare alle domande vere e proprie.
Nasce a Biella nel 1980, e a tempo debito si laurea in Lettere Moderne, va fino in Colombia per insegnare italiano.

È autore di diversi titoli: Tutto il villaggio lo saprà (2012), Il bacio della Velata (2012), Marmellata di Rose (2013, tradotto anche in spagnolo), L’autore (2014), Il settimo esorcista (2017).

Nel 2013, ha pubblicato il serial book fantasy Nachzehrer, I vampiri della peste.

È anche scrittore di racconti e poesie con cui ha partecipato e vinto alcuni concorsi (Giallo Limone, Premio Tela Nera, Rosazza Cultura), ed è tra i fondatori del gruppo ToriNoir.

Nel post sui suoi romanzi, abbiamo identificato le due colonne principali, Torino e il commissario Andrea Castelli; e tanto per restare in ambito, partiamo a farne un identikit.

Ciao Fabio, grazie di essere con noi sul Blog Del Furore Di Aver Libri. Essendo tu scrittore di noir, sarai abituato alle parole come identikit. Poco sopra, abbiamo tracciato due linee biografiche su di te, che individuano anno e luogo di nascita, ma non il motivo per cui hai iniziato a scrivere. Cosa fa nascere il Fabio Girelli scrittore, o chi?

Cosa e chi: il cosa è patologico, il chi sintomatico. Inizio dal secondo. A farmi scattare la molla del “adesso è il caso che ti dai da fare” fu il mio migliore amico, nonché mio ex chitarrista. Spiego: suonavamo insieme, io per vari motivi lasciai il gruppo che a quel punto, come c'era da aspettarsi, iniziò ad avere un discreto successo. Ecco, mi dissi, 'sto maledetto adesso diventa famoso e io no, ora gli faccio vedere io. E ho iniziato a scrivere Tutto il villaggio lo saprà, per fargliela pagare. Invece il primo punto, patologico, dipende dal fatto che sin da ragazzino sentivo la spinta creativa in me. Avevo bisogno di riempire pagine di qualcosa e ci provai con tutto: disegni, poesie, canzoni, scarabocchi, storie, romanzi. Ora finalmente ho capito di essere portato per gli scarabocchi.

venerdì 16 marzo 2018

Fabio Girelli – La tinta noir di Torino, anzi… ToriNoir.

LoreGasp


Tutto il villaggio lo saprà, che la Marmellata di rose è una vera delizia, una creazione al bacio. O come si dice, qui a Torino? Il bacio della Velata, ecco! Non ho chiesto l’opinione de Il settimo esorcista, in proposito, ma so che la penserà come me.

Non sono impazzita, e nemmeno percepisco la primavera in modo più insolito, ma mi diverto con i titoli di un giovane scrittore di noir che prestissimo conoscerete anche meglio, ovvero Fabio Girelli.
Il suo “curriculum” narrativo è più ricco dei titoli che ho riportato sopra, poiché è anche autore di racconti e poesie con cui ha partecipato e vinto alcuni concorsi (Giallo Limone, Premio Tela Nera, Rosazza Cultura), ed è tra i fondatori del gruppo ToriNoir, di cui fa parte anche Enrico Pandiani, che qui è già comparso.

Quasi tutti i suoi romanzi (Tutto il villaggio lo saprà, Il bacio della Velata, Marmellata di Rose e Il settimo esorcista) si fondano su due perni centrali, una città e un essere umano, Torino e il Commissario Andrea Castelli. Di Torino vediamo la facciata dei viali alberati, dei palazzi storici e del Museo Egizio, ma soprattutto il risvolto occulto fatto di figure criminali, che si spingono ai limiti dell’esoterismo, della magia nera, e del sesso estremo. Tutto quello che si può nascondere sotto un viso placido, dall’espressione distaccata e cortesemente formale di un vicino di casa benvestito e beneducato, quando lo incrociamo sulle scale del nostro condominio. (Non di tutti i nostri vicini di casa, sicuramente.)

Di Andrea Castelli, rappresentante delle Forze dell’Ordine, vediamo soprattutto il lato… caotico. Ed è quel caos creativo tipico delle menti brillanti abituate a scardinare regole, a pensare laterale, a vedere chiaro dove altri non distinguono le figure, a scoprire legami profondi che sembrano buio pesto agli occhi comuni. Un talento disordinato come questo viene compensato da un disordine nell’umore, nei sentimenti, fino a spingere un’etichetta di bipolarismo.

Andrea Castelli NON è decisamente un solito Commissario imbolsito, dall’impermeabile grigio e i movimenti lenti e disincantati. Nemmeno analitico tutto d’un pezzo e ligio alle regole come Mac Taylor (il responsabile della Polizia Scientifica in CSI New York), o un pasticcione geniale con qualche tinta razzista e qualunquista come l’ispettore Coliandro.

martedì 13 marzo 2018

Leggere ... volare ... vivere!#49 - Le siamesi


SimoCoppero

Oggi, dopo un periodo di decantazione, sono qui a raccontarvi le sensazioni che mi ha lasciato il libro di Alessandro Berselli, Le siamesi.

E’ un libro che ho percepito come flash, uno spaccato di vita, che sempre speriamo di trovare solo nei libri e che invece (purtroppo) troppo spesso fa parte della vita reale.

La storia è quasi banale se vogliamo, ma nulla di quello che viene raccontato lo è: Ludovica, protagonista principale del libro, una vita da “figlia di papà”, a cui economicamente e a livello materiale non manca nulla, ma a livello emotivo le manca tutto, si trova a passare il peggior fine settimana della sua vita, quando un incontro diventa una lotta per la sopravvivenza.

Questa storia è la fotografia di tanti, troppi ragazzi di oggi, che vivono annoiati, senza ideologie, senza una motivazione, che sperimentano le cose più assurde per combattere la noia e la monotonia.

E’ un libro tagliente, che colpisce direttamente nelle emozioni di chi lo legge, suscita paura, nervoso, ribellione, non lascia mai cadere la tensione del lettore, ti porta quasi ad odiare questo gruppo di ragazzi che troppo spesso mettono in gioco la loro vita e quella degli altri per movimentare le loro ore di noia.

domenica 11 marzo 2018

Eventi di lettura#24 – L’arte delle donne, nelle donne: Maria Cristina Martinetti e Anna Serra

LoreGasp


Sabato 10 marzo è stata una giornata ricca di bellezza, a Rosta. Anche il tempo incerto di marzo aveva una sua bellezza livida, nelle nuvole e nel grigio che non era privo di una certa luminosità. E’ stata una giornata, soprattutto, in cui le donne hanno spadroneggiato in lungo e in largo in una delle cose che sanno fare meglio, ovvero esprimersi. Esprimersi nell’arte (pittura e scrittura, come vedremo) e anche nella promozione. Il Comune di Rosta, Bolla e Fantasia, Maria Cristina Martinetti, Il Blog Del Furore Di Aver Libri: una girandola di donne intorno al colore rosso del no alla violenza sulle donne, che a Rosta ha seguito un bel percorso originale.

La panchina rossa, inaugurazione a Rosta
Al mattino, l’inaugurazione di due panchine rosse restaurate e dipinte di rosso, in una piazzetta di Rosta: un segnale per comunicare la preferenza alla vita e all’armonia, e un deciso no alla violenza sulle donne. Hanno partecipato, oltre alle autorità, anche Mariapaola Perucca, di Spunto Edizioni, con la lettura di una poesia tratta da uno dei libri del suo catalogo, Dove sei, di Lucia Giongrandi.

Al pomeriggio, presso la Biblioteca Comunale di Rosta, una splendida mostra di tele e quadri dell’artista Maria Cristina Martinetti, “un architetto così” che, se ispirata, ricicla e modifico l’aspetto delle cose che la circondano. Come da sua definizione, che campeggia nel blog in cui potete leggere le sue poesie, e ascoltare la sua voce nella vostra testa:  http://dolcicarezzealcotone.blogspot.it/ e seguirla sul suo profilo Instagram, dolcicarezze

La Sublimazione, Maria Cristina Martinetti
Per guardare tutte le altre foto dei suoi quadri, tuffatevi qui, nella pagina di Bolla e Fantasia, che le raccoglie tutte e potete ammirarle in toto. Solo per questioni di spazio non riesco a metterle tutte qui... ma su Facebook potrete guardarle in tutto il loro splendore, sul serio.Vedrete che è soprattutto la figura femminile a fare da protagonista, ma non solo. Sono le bellissime foto di Simona Coppero che, come Bolla e Fantasia ha coordinato e reso possibile questa giornata di bellezza femminile a tutto tondo.



Loredana Gasparri, Maria Cristina Martinetti
Io, personalmente, sono rimasta folgorata da una di queste tele, che fa parte della trilogia chiamata La sublimazione. Maria Cristina è stata così delicata e gentile da permettermi di tenerla in mano durante questa foto. Non è meravigliosa, espansiva? Non riuscivo a smettere di guardarla.

Arrivate le 16,30 del pomeriggio, però, ho dovuto smettere di farlo, per affiancare Anna Serra nella presentazione dei suoi due libri, Sospetti sul lago e I colori di Viola. Rossella e Viola, le due protagoniste, ci hanno raccontato delle loro vite, sedute metaforicamente su quelle panchine rosse pronte per accoglierle. Abbiamo ascoltato Anna parlare dei suoi progetti e in anteprima, una notizia succosa: uno dei suoi racconti è stato selezionato per essere introdotto nell’antologia Racconti dal Piemonte e sarà poi premiato al Salone del Libro. (ah, il Salone. E’ persino troppo tardi per iniziare a usare l’hashtag #salto18… ma adesso avete un motivo in più per frequentarlo a maggio)

Il dibattito che si è sviluppato intorno alle due figure di Rossella e Viola e agli intenti che hanno spinto Anna a crearle e a farcele conoscere, è stato divertentissimo e animato. Una delle occasioni in cui mi spiace di più dover dire: “bene, siamo giunti al termine, grazie a tutti, chiudiamo”… Lo dico sempre con un pizzico di rammarico e di stupore, perché ogni volta mi sembra che abbiamo appena iniziato, e abbiamo ancora così tante cose da dire, da vedere e da vivere insieme.


Loredana Gasparri, Anna Serra, Anna Versino
Tornando a casa ieri sera, mi si è maggiormente chiarito a parole (l’energia arriva prima e c’era già, ma le parole faticavano ad arrivare) il motivo per cui mi piace sul serio parlare di libri. Perché, alla fine, parliamo di noi. Di noi, che siamo altri libri. Partiamo dalle vicende e dallo stile di creature di carta, che ci assomigliano o che hanno i tratti dei nostri amici o dei nostri genitori, per poi arrivare a riconoscerci. A riconoscere e anche validare le nostre storie, che scriviamo nei libri dei nostri respiri, dei nostri rapporti, delle nostre vicende quotidiane. Magari nessuno scrittore le ha fermate e impacchettate in volumi. Non ancora. Ma non è poi così importante.

Le scriviamo noi, vivendo.

Mariapaola Perucca, Anna Versino, Anna Serra, Loredana Gasparri, Simona Coppero


lunedì 5 marzo 2018

Eventi di lettura - Incontro con l'autore#23 - Luisella Ceretta – 1982 viaggio nel tempo


SimoCoppero


Arrivo con un attimo di ritardo, ma arrivo sempre. A fine febbraio ho avuto modo di sostituire la padrona di casa del Blog, Loredana, e fare da moderatrice all’incontro che è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Rosta e la sua biblioteca con l’autrice Luisella Ceretta.

Nuova autrice del gruppo Spunto Edizioni, Luisella, ci ha subito introdotto nel suo mondo, fatto di mille sfaccettature diverse: le piace sperimentare, tutti i libri fino ad ora pubblicati non appartengono a uno stesso filone. Dinamica, divertente, ci ha svelato come è nato il suo 1982 – Viaggio nel tempo.

Non mi dilungo oltre sul bel pomeriggio trascorso, del libro potete leggerne qui. La fotografa questa volta impegnata nel dibattito, è stata sostituita da Maria Cristina Martinetti (valida aiutante); tutte le foto le trovate come sempre sulle pagine Bolla e Fantasia e Il Blog Del Furore Di Aver Libri.

Altra novità da qualche giorno Bolla e Fantasia la trovate anche su Instagram, quindi seguiteci anche li, e rimanete aggiornati con i prossimi eventi
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...