venerdì 5 dicembre 2014

Piccole e grandi scoperte#7 - Meglio un papà Più o un papà Come?

Oggi sono ritornata un po’ bambina e mi sono smarrita a leggere, dal mio solito fedele amico Il Libraio e da un articolo trovato su Repubblica, la recensione di questo piccolo e particola libro. Vi giro le mie ricerche.

Da Il libraio:
“Questo delicato albo illustrato racconta la storia di due bambini, nati in famiglie di diversa estrazione sociale, che confrontano e scoprono che i loro papà sono tipi molto diversi: uno possiede una macchina (con otto portiere) guidata da un autista, l'altro va al lavoro con due autisti e un'auto con così tante portiere che non le ha mai contate (la metropolitana). 
Uno ha enormi responsabilità e deve prendere importanti decisioni, l'altro ha nelle mani la vita di centinaia di persone ogni giorno (è infermiere). Uno possiede un giardino grande come un campo da calcio, l'altro frequenta il parco cittadino con lunghi viali e il laghetto con i cigni.

Dall'accostamento delle due vite diverse emerge però una verità comune: l'amicizia e il rispetto sono le cose più preziose!”


Dalla Repubblica:
“Edunque evviva Il mio papà : oggi al tema dei padri non si sfugge. Un tempo l'onnipresenza (e onnipotenza) materna li metteva sullo sfondo; ora emergono continuamente in primo piano, tra libri, dibattiti, film, serie tivù. Magari distinguendosi per moltiplicazione numerica (effetto delle famiglie allargate). O per inafferrabilità del ruolo. O per cangianti dinamiche coi figli. Se ne parla, se ne parla, se ne parla.
Dialogare con Il mio papà — titolo di un libricino acuto ed essenziale scritto da Stefano Mauri e illustrato con grazia meravigliosa da Costanza Prinetti — significa evocare il valore del bene comune.
Bianco e nero, povero e ricco, orgoglio e pregiudizi, fiducia e disinganno, politica della convivenza. Il mio papà confronta due piccoli amici con babbi diversi. L'uno ha forti responsabilità aziendali, l'altro ha in mano la vita di molte persone (fa l'infermiere). L'uno acquista biciclette a volontà, l'altro ne usa centinaia (grazie al bike sharing). L'uno possiede un parco di lusso, l'altro porta a giocare i suoi ragazzi in un giardino (pubblico) immenso e fiorito. L'uno va in vacanza alle Bahamas, l'altro viaggia a casa con la fantasia, leggendo storie avventurose.
Sintetizzato dalla prefazione di Gherardo Colombo, il senso del discorso sta nella differenza tra i papà Più e i papà Come. I Più pensano che amare i propri bambini sia dare loro le cose: tante, troppe. I Come credono invece che equivalga a dimostrare che ciascuno di noi è come gli altri, nel segno del reciproco rispetto. Se solo il mondo afferrasse l'importanza dei papà Come…”

lunedì 1 dicembre 2014

L'Amanita#47 - Alice nel Paese delle Meraviglie

Alice nel paese delle meraviglie

Lewis Carroll

Alice incanta non solo i più giovani ma anche gli adulti, che nel suo mondo meraviglioso scoprono un altro sé, pronto a sfidare ardui giochi linguistici, entusiasmanti trucchi psicologici, situazioni impossibili che mettono in discussione la realtà e svelano l’irresistibile fascino dell’assurdo. In un romanzo in cui la sospensione dell’incredulità è d’obbligo, il gusto del gioco non può essere dimenticato e va riscoperto con occhi che sappiano guardare al di là del consueto, perché qui è l’essenza della vita, e forse tra i sogni segreti di tanti c’è proprio la tana di un coniglio bianco in cui perdersi.


Ho sempre odiato questo libro.

Non mi piacque prima dei sei anni, quando che me lo lessero; sono una donna fortunata, già: chi legge qualcosa ad un bambino vale quanto un angelo che spalanca finestre su altri mondi.
Lo detestai al liceo, anche se non fu un’imposizione del programma scolastico e lo mollai senza rimpianti.
Lo so, non è un bell’esordio e chiedo scusa a chi ha tratto da Alice profondi insegnamenti. E se non fosse stato per il dottor “Bones” McCoy, non sarei andata a ripescarlo.

Cosa c’entra Star Trek?

A volte mi prende il famoso “s-ciupùn” e vado a ravanare tra i DVD della mia limitatissima videoteca (uno scaffale piccolo e corto). Ho scelto “telefilm a caso della prima serie ST” e tra questi c’è un episodio in cui McCoy ha un incontro ravvicinato con un grande coniglio bianco, che sembra uscito dal libro di Carroll.

E mi sono domandata – ahimé – il fatidico “ma perché?”.

Copio l’indice per chi, come me, ha rimosso la trama:

Nella tana del Coniglio. Un lago di lacrime. La Corsa Confusa e la storia con la coda lunga. Il Coniglio e la Lucertola. I consigli del Bruco. Pepe e Porcellino. Un tè da matti. il campo da croquet della Regina. La storia della Finta Tartaruga. La quadriglia delle Aragoste. Chi ha rubato le Paste? La testimonianza di Alice.

Continua a non interessarmi.

Eppure ha tutti gli elementi fantasiosi che di solito m’intrigano, non è scritto male ed offre molti spunti. La tana col tunnel strano, un mondo rovesciato, la semantica sconvolta, le leggi scombinate, l’apertura all’infinito…

Niente, non mi ha trascinato fra le sue pagine e non mi sono persa con Alice: ho attivato la SuperVicky per uscirne in fretta.

Nota positiva: ho ritrovato l’obliato Stregatto o Gatto del Cheshire, il suo sorriso alla Garfield – che è ancora motivo di scherzi fra me e Loredana – e la citazione del proverbio ripreso da T. S. Eliot e di conseguenza anche da A. Lloyd Webber (A cat may look at a king, che è all’inizio del musical: Can you look at a king?).

In compenso ho capito perché McCoy ha visto il Coniglio Bianco…

domenica 30 novembre 2014

Segnalazioni editoriali#12 - Flamefrost L'ultimo respiro

Simona ha appena concluso di fare segnalazioni e indicare piccole e grandi scoperte, che mi aggiungo alla lista con il nuovo romanzo di Virginia Rainbow, scrittrice che abbiamo già presentato in un paio di occasioni in queste pagine di blog. Volete scoprire qualcosa di più e avere un'altra idea per Natale? Continuate a leggere...

NOME: Virginia Rainbow

IMMAGINE DELLA COPERTINA: in allegato

TITOLO DEL LIBRO: “FLAMEFROST L’ultimo respiro”

GENERE: romance-fantascienza

EDITORE: autopubblicato con la YOUCANPRINT

USCITA: ottobre 2014

SINOSSI : in allegato

BIOGRAFIA dell’autrice: in allegato a questa mail assieme alla sinossi

NUMERO DI PAGINE E PREZZO:   414 pagine  prezzo 17,90

SITI DOVE E’ POSSIBILE ACQUISTARLO: www.youcanprint.it www.ibs.it   www.Amazon.it e altri siti online

PAGINA FACEBOOK FAN: www.facebook.com/pages/I-romanzi-di-Virginia-Rainbow/742792235778674

PAGINA PROFILO AUTORE: www.facebook.com/lamascheranera.romanzo

Per informazioni riguardo l’e-book ed eventuali sconti, CONTATTARE  DIRETTAMENTE L’AUTRICE alla mail : virgy72@aliceposta.it  o alla chat del suo profilo autore

Gered e Sarah si trovano in una situazione drammatica e nessuno può aiutarli. Rinchiusi nelle segrete dell’astronave madre con un peso enorme sul cuore, sembra che per loro sia perduta ogni speranza.  Il Principe Nero affronta con coraggio ciò che il destino pare avergli riservato e non si dà per vinto, mentre Sarah si affida con fiducia a lui.
Nel frattempo alcuni personaggi inquietanti tramano nell’ombra per preparare una vendetta da tempo bramata e altri si svelano pian piano per ciò che sono davvero.
Le scene si spostano nello spazio, concentrandosi all’interno della Ghindar nei suoi corridoi bui così come nelle sale enormi e lussuose.
Il crudele Nardos, l’ambigua principessa Christin, il saggio maestro Fouler e l’amico Rain assumeranno un ruolo decisivo all’interno della storia, determinando con le loro azioni le sorti dei protagonisti.
Capitolo conclusivo della trilogia Flamefrost,  “L’ultimo respiro” contiene tutti gli ingredienti per una lettura irresistibile e avvincente, svelando finalmente i molti segreti contenuti nei precedenti volumi. Il lettore sarà portato a sorprendersi, a commuoversi, a vivere assieme ai personaggi le loro incredibili vicende momento per momento fino all’epilogo tragico e bellissimo. 

L’AUTORE

Virginia Rainbow è un’autrice che scrive fin da bambina, creando storie piene di immaginazione e sentimento. Ora divide il suo tempo tra il lavoro e la sua passione per la scrittura. Adora leggere, fare passeggiate in montagna e guardare i cartoni della Walt Disney. Il suo romanzo di esordio è “The black mask”; seguono “Flamefrost Due cuori in gioco” e “Flamefrost Insieme controcorrente”, primo e secondo capitolo della trilogia Flamefrost.

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sabato 29 novembre 2014

Piccole e grandi scoperte#6 -Prendi un treno e vai per capire l'Italia

Ultimamente sono assorbita da mille letture e mille ricerche e spesso non mi basta il tempo che ho per leggere, recensire, pubblicare, ricercare e informarmi.
Ma ….. questa volta mi sono fermata incantata a guardare la prima pagina di Tutto Libri di qualche settimana fa. In copertina c’erano tante foto che ritraevano persone in viaggio, sei anni della mia vita li ho trascorsi in viaggio su un treno, così mi sono avventurata a leggere l’articolo riportato sotto le foto.

 Il libro presentato è Coincidenze di Tim Parks.

“Ho visto l’Italia per la prima volta dai finestrini di un treno.” Così comincia questa strana avventura di Tim Parks, in un libro che non è “un libro di storia” e “non propriamente un libro di viaggi”. E’piuttosto l’omaggio di uno scrittore inglese che da molti anni vive in Italia e per le strade ferrate, a forza di vagabondare in lungo e in largo per il Bel Paese, sono diventate una seconda famiglia. Ne emerge un ritratto dell’Italia divertente e pungente, tra aneddoti e malintesi, paesaggi meravigliosi e contrattempi e ritardi. Un’avventura tutta da leggere, per chi ama l’Italia, per chi ama (o deve) viaggiare in treno. 

“Un libro sulle ferrovie italiane che è avvincente , divertente e che racconta meravigliosamente il bel paese e la sua gente. Un piacere dall’inizio alla fine” David Lodge 

“Fortuna per l’Italia che Tim Parks ha deciso di viverci e scrivere della sua nuova casa. Il libro istruisce e diverte” Frances Mayes


TIM PARKS (Manchester 19 dicembre 1954) scrittore e traduttore inglese, risiede da anni in italia dove insegna presso l’Università IULM di Milano. Collabora con diverse testate italiane, inglesi e americani, molti dei suoi articoli e racconti sono apparsi sul “New Yorker” e su “The Guardian”.

giovedì 27 novembre 2014

Piccole e grandi scoperte#5 - Idee per Natale



Ci stiamo avvicinando a Natale e, aiutata dal mio fedele Leggere tutti, ho cercato di andare alla scoperta di libri che possono avvicinare i giovani lettori alla lettura, un buon regalo da trovare sotto l’albero.

Oggi mi sono persa nella scienza che può essere una vera e propria avventura, così mi permetto di darvi qualche titolo:
-          Giunti propone per i più piccoli una collana dove possiamo spaziare: Experia. I titoli sono moltissimi dove con l’esperimento viene spiegato il concetto: Costruire una mongolfiera, Costruire una lampadina alcune proposte
-          Da dove viene? Ed. Scienza libro che stimola a interrogarsi sul mondo che li circonda
-          La trottola di Sofia Ed. Scienza. Romanzo
-          In viaggio per l’universo. Attraverso l’Italia leggendo il cielo di Stefano Sandrelli. Anna e Luca, fratello e sorella di 12 e 8 anni, partono da Milano insieme alla zia Camilla, astrofisica, per raggiungere Piombino e passare lì il weekend. Il viaggio diventa l'occasione per la zia di parlare del suo affascinante lavoro, e mentre il sole tramonta e nel cielo appaiono le prime stelle la conversazione si accende. È un continuo botta e risposta su ciò che via via appare sulle loro teste: il sole, le altre stelle, le galassie, l'universo, il sistema solare... L'ultimo tratto prima di arrivare a destinazione viene scandito in tappe che simulano la stessa distanza da Piombino a quella dei pianeti dal sole e, mentre la zia racconta, i bambini hanno ancora di più l'impressione di viaggiare nel sistema solare. È l'alba, quando esausti e divertiti vedono sorgere il sole nella grande piazza di Piombino. Età di lettura: da 10 anni.
-          Vita di un atomo raccontata da se medesimo. La storia dell’universo spiegata ai bambini di Luca Sciortino. Con la presentazione di Margherita HackQuesta è la storia di tutte le storie, il racconto su come tutto è cominciato dal freddo infinito di uno spazio senza materia e senza vita a un presente di galassie, miliardi di stelle, pianeti e -- per un capriccio o una volontà del caso, a seconda dei punti di vista -- alla vita sulla Terra. Ardua impresa era quella di affidare a umane parole la cronistoria di 14 miliardi di anni di vita dell'Universo. Poteva essere affidata a un rappresentante della specie Homo per quanto sapiens sapiens? Tutta la storia lo conferma: gli esseri umani possono essere insensatamente faziosi e parziali. Chi allora meglio di un atomo poteva raccontare questa storia, con la forza della testimonianza diretta, dell'«io c'ero» -- e dell'«io ci sarò»! -- con l'obiettività di chi obbedisce sempre e comunque alle regole della fisica senza lasciarsi trasportare troppo dalle emozioni? Pio Simplicio, atomo di idrogeno, ce l'ha fatta e in queste pagine ricorda, a volte commosso a volte sollevato, i momenti più importanti della sua vita dai primi istanti caotici, caldi e densissimi del Big Bang ai legami importanti con gli altri atomi. Un'autobiografia di un personaggio del tutto originale per bambini curiosi che vogliono imparare divertendosi e adulti che hanno ancora la voglia di scoprire e di stupirsi assieme ai loro figli.
-          Leo, Dino e Dreamy di Licia Colò e Alessandro Carta. Leo e Dino hanno dieci anni, sono gemelli e migliori amici e condividono tutto, persino i sogni. Una notte Dreamy, uno strano essere cicciottello ma con le idee molto chiare, compare loro in sogno e li invita a seguirlo in fondo al mare, alla ricerca della "Turritopsis Nutricula", una medusa che non muore mai perché è in grado di tornare sempre giovane. Leo e Dino non se lo fanno ripetere due volte: scoprire il segreto della medusa eterna potrebbe aiutarli a guarire Leo dalla malattia che gli impedisce di essere un bambino come tutti gli altri. Così, armati di un indispensabile sacchetto del tempo che li aiuterà a resistere a lungo sott'acqua e accompagnati dal saggio Dreamy, i due gemelli partono per un viaggio che non dimenticheranno mai. Una fiaba popolata di simpatici personaggi, dal polpo giocherellone allo storione commerciante al severo pesce pietra; un viaggio sott'acqua, alla scoperta del mare e delle sue curiosità accompagnati da una guida d'eccezione.

venerdì 21 novembre 2014

Coming soon 2– La casa illuminata dal vento

Mentre l’Editing, questo mostro gentile dagli artigli pieni di libri, continua a tenere impegnato PAolo Trombaccia ERrico nelle sue spire, noi cominciamo a pensare alle letture natalizie, da regalare a noi e ai nostri consanguinei Lettori Furiosi. Nel post precedente avevo iniziato a pubblicare i primi due capitoli de La casa illuminata dal vento, per gentile concessione di entrambi, Editing e autore, tanto per dare un’idea di quello che sta per capitare nel mondo della narrativa. Poiché l’aria del Natale comincia a farsi sentire con un certo anticipo, ho licenza di pubblicare altri due capitoli del libro. Lettori Furiosi, leggeteli senza indugio...

giovedì 20 novembre 2014

Stoner - Guest Post#19

Prima di addentrarmi nell’analisi di questo libro, devo un doveroso e sentito ringraziamento ad una cliente, lettrice accanita come me, che un giorno mi ha prestato questo scritto dicendomi “provi a leggerlo”. Ebbene, dopo un periodo relativamente lungo, durante il quale ha sostato su una pila di libri che aspettano la mia lettura ed è stato traslato dopo altre più avvincenti storie, posso dire che avrei dovuto leggerlo nello stesso istante in cui è transitato tra le mie mani. Quindi grazie.
Parlare di capolavoro è abbastanza riduttivo, forse si addice di più un semplice "geniale".
Baserò le mie riflessioni tenendo come punto di riferimento la postfazione di Peter Cameron. Una storia banale insignificante, chiara fin dalle prime righe, ma l'opera d'arte è il lavoro che lo scrittore fa descrivendo la vita di William Stoner, una storia unica, profonda.
A fine lettura la prima cosa che ho analizzato è stata la scrittura, pacata, sensibile, sembra di volteggiare tra le pagine del romanzo, di essere presente nei sentimenti e nelle azioni di Stoner. Spesso si ha la sensazione di doversi inserire nella scena per prendere le parti del personaggio, per difenderlo dalle cattiverie della moglie e del collega, tanto che, non riuscendoci, si resta amareggiati e depressi, quando è chiaro che lui non avrà reazioni immediate per proteggersi.

Si possono trasformare in filoni ben distinti i rapporti umani che Stoner ha con tutti i personaggi che lui incontra mentre gli anni passano nella sua vita. Tratta la vita e la morte con una maestria incredibile.
Ci sono passaggi e descrizioni nel romanzo che mi sono rimasti indelebili nel cuore: la razionalizzazione della morte del suo amico Dave in guerra, quella guerra a cui lui non ha voluto partecipare, ma che lo sconvolge e cerca di paragonare e comprendere attraverso quella morte descritta nella letteratura che lui studia. La sistemazione del suo studio nella casa nuova, che lui crea a sua somiglianza quasi dovesse iniziare una nuova vita. La descrizione del rapporto con l’amata figlia, perfetto fino a quando la moglie non lo guasta e che lui descrive impotente senza opporre nessuna resistenza a quell’allontanamento che lui subisce, ma di cui poi capirà di avere pagato conseguenze troppo alte sia lui sia la figlia.
La descrizione dell’amore per Katherine: “la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è la fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra”. La capacità di descrizione della propria morte, lo spirito che esce dal corpo, la parte della sua vita finita con la partenza del suo grande amore.
Un romanzo che lascia senza fiato, una lettura che è articolata per trasformare una vita povera e insignificante in una ricca e piena di personalità.
Vi lascio trascrivendo una frase che all’inizio del libro mi ha colpito moltissimo “certe volte, immerso nelle sue letture, lo assaliva la coscienza di quante cose ancora non sapeva, di quanti libri non aveva ancora letto. E la serenità tanto agognata andava in mille pezzi appena realizzava quanto poco tempo aveva per leggere tutte quelle cose e imparare quello che doveva sapere.

La prima stampa del libro risale al 1965. …… ancora grazie!

lunedì 17 novembre 2014

Segnalazioni editoriali#11 - Luciana Littizzetto

Prossimo libro in arrivo  ….. se abbiamo voglia di un po’ di buon umore:

"Per la prima volta Chanel ha un testimonial maschio. E sai chi? Brad Pitt. Si vede che han capito che per le donne andare a letto solo con due gocce di profumo è un po' poco... Non basta il profumo. Ci vuole anche l'arrosto. E quindi c'hanno aggiunto un pezzo di manzo. Un quarto di Bue grasso di Carrù. Certo che se parte 'sta moda dei maschi che fan pubblicità di robe da donna è un attimo vedere poi Raoul Bova che fa la pubblicità dei Tena lady e Frizzi con un fastidioso prurito intimo. Ma il massimo dei massimi è Banderas, che fino a ieri faceva Zorro e si calava dalle balaustre, e adesso fa il mugnaio, e fa i frollini. Prima affettava le mutande di Caterine Zeta Jones con la spada e adesso impasta taralli. Gioca a carte con le fette biscottate. Ma quelli della pubblicità cosa pensano? Che noi se vediamo Banderas che fa il mugnaio i biscotti li compriamo di più? Noi donne se vediamo Banderas, non ci viene voglia di sfoglia, ci montano le caldane. Usatelo per fare pubblicità ai ventilatori." (Luciana Littizzetto)

venerdì 14 novembre 2014

Sangue blu - Guest Post#18

Una vera scoperta. Mi sono imbattuta in questo autore per puro caso, ho preso qualche informazione e alla notizia “ per tanti versi paragonabile a Alicia Gimenez Bartlett” sono corsa a leggere.
Genere poliziesco, sesto libro pubblicato in Italia della serie dedicata al commissario Van In, ambientato a Bruges.
Bellissima la personalità , che viene fuori leggendo, del commissario: burbero, strafottente, irruento, geloso, intuitivo, contrapposta a quella di Guido, suo amico e vice, pacato, riflessivo, accondiscendente, che ci fanno assistere a bizzarri siparietti.
Non vi racconterò nulla della storia, si sprecano i siti con trame, ma vi dirò che è un ottimo giallo, che vi terrà incollati alle pagine fino alla fine, e poi non è bello svelare anche solo piccoli indizi! L’ambientazione particolare descritta minuziosamente coinvolge ancora di più nel poliziesco.
Unico neo di questo libro: probabilmente la traduzione è o troppo letterale o troppo interpretata, per cui ci sono dei dialoghi tra Van In e Guido in cui si ha la sensazione di smarrirsi, di aver perso una battuta, di non aver afferrato il vero senso del dialogo, tanto da tornare a rileggere il pezzo.

Frasi troppo raffinate si alternano a frasi più grezze, sarà un problema di stile dell’autore o un effettivo problema di traduzione? Nonostante questo piccolo “problema”, una bella scoperta questo Aspe, andrò sicuramente alla ricerca di un altro dei suoi scritti.

lunedì 10 novembre 2014

Coming soon – La casa illuminata dal vento

Qualche post fa, avevo parlato di un libro sui generis, di quelli che piacciono particolarmente alla Lettrice Furiosa e un po’ distratta di questo blog. Si tratta de La leggenda del ragazzo che scoprì i prodigi del Ganoderma, di Paolo Trombaccia Errico. Un racconto breve e molto denso, ingannevolmente vestito da “favola”, che prende l’avvio da un reale prodigio della natura, il Ganoderma Lucidum, per raccontare dell’evoluzione spirituale di un’anima in un luogo e in un tempo ben precisi di questo nostro pianeta Terra. 

Ganoderma Lucidum - Reishi
Ben presto si arriva a capire che la vita del protagonista, e i suoi pensieri, coincidono con i nostri, soprattutto con quelli più profondi, che si muovono al fondo della nostra mente e che non sono ancora usciti allo scoperto per farsi mettere a fuoco. La leggenda è solo l’inizio, naturalmente. Il suo autore, Paolo Trombaccia Errico, è medico e scrittore. O forse scrittore e medico. In un mondo pieno di etichette come questo, è difficile incasellarlo in una definizione unica e chiusa: in lui non si sa dove inizia uno e finisce l’altro. Il rigore scientifico del medico chirurgo si intreccia all’ampia visione filosofica dello scrittore pensatore, che si fa portavoce di messaggi profondi, rivolti ai suoi fratelli umani. "Con una medicina appropriata e la cura giusta puoi salvare la vita di un uomo; con una storia scritta, addirittura con una semplice frase che arrivi al cuore di chi legge, puoi salvargli l'anima e la sua intera esistenza.
PAolo Trombaccia ERrico
Letto? Le due anime sono fuse saldamente in PAolo Trombaccia ERrico, e trovano facile espressione con radici così forti e curate. Ma non è tutto. Come dicevo poco prima, il racconto breve de La leggenda è solo la prova strumentale prima dell’esecuzione di una sinfonia molto più complessa e avvolgente. La casa illuminata dal vento, nominata sopra, è il prossimo romanzo su cui Paolo Trombaccia Errico sta lavorando alacremente.  Il titolo fa già presagire che non si tratta di qualcosa di già visto o sentito. Lo scrittore, dalla sua Pagina su Facebook, aveva già iniziato a farlo conoscere, pubblicando gli otto capitoli iniziali, schiudendo così le porte del suo mondo interiore. Richiuse, però, piuttosto imperiosamente, dall’imprescindibile e prepotente Editing. L’Editing è un organismo misterioso, che si nasconde dietro le quinte, cui è praticamente impossibile sfuggire, se si tratta di un’opera scritta, sia su carta, pergamena o bit. Qualunque parola venga scritta o digitata su qualunque supporto a piacere, viene rigorosamente requisita e poi mandata nel mondo dopo un certo periodo di tempo, dopo essere passata tramite processi misteriosi avvolti dal riserbo più granitico. Ora, mentre attendiamo tutti con il fiato sospeso che l’Editing molli la sua presa inesorabile, pubblico qui di seguito il prologo e il primo capitolo tra quelli fuoriusciti del libro... è necessario che tutti sappiano che cosa sta per accadere nel mondo della narrativa, e che siano adeguatamente preparati!

domenica 9 novembre 2014

Segnalazioni editoriali#10 - Gianrico Carofiglio

Finalmente .... oggi è un fantastico pomeriggio dopo questa piacevolissima scoperta: da mie fonti certissime, la prossima settimana uscirà il nuovo libro di Gianrico Carofiglio che avrà nuovamente come protagonista l'Avvocato Guerrieri. A voi un breve sunto:

Torna l’avvocato pensatore più famoso della narrativa italiana, Guido Guerrieri, nell’ultima straordinaria avventura delineata da Gianrico Carofiglio in La regola dell’equilibrio. Dal 2002 con Testimone inconsapevole sino Ad occhi chiusi o a Ragionevoli dubbi, lo scrittore, autore di romanzi sempre in vetta alle classifiche, porta il suo duro e malinconico eroe di fronte a nuovi dubbi e ad un nuovo e difficile caso. Dopo le sconcertanti dichiarazioni di un pentito, un magistrato si trova coinvolto in un turbine di dichiarazioni malevole e quindi si ritrova indagato nel pieno di una prestigiosa carriera. Come fare ad uscirne? L’unica soluzione possibile è rivolgersi proprio al bravissimo e fidato amico Guido Guerrieri e affidare a lui la sua difesa. L’avvocato ovviamente accetta: non potrebbe mai abbandonare l’amico, ma tutto il processo difensivo sconvolge l’equilibrio tra i due individui e quello personale del nostro protagonista. La difesa prevede e mette in moto una serie di ricordi e di meccanismi del passato e pone dei dubbi atroci e sconcertanti anche sul magistrato. Credere o non credere alla sua parola non solo è una questione morale, ma anche individuale, per Guerrieri, che con questo uomo ha condiviso molte avventure ed episodi divertenti e importanti della sua vita. Ma l’etica del lavoro viene prima di tutto nel personaggio complesso che nasce dalla penna di Carofiglio. L’alternativa è quella di porsi una grande domanda e cercare di dare a quella una grande e unica risposta. Tutti possiamo sbagliare e lo facciamo di continuo, ma autogiustificarsi senza ammettere nemmeno con se stessi la verità è un grande, grandissimo problema che fa perdere l’equilibrio, psicologico e fisico. Con La regola dell’equilibrio ogni certezza viene spazzata via dal dubbio, ma per ritrovare se stesso e la verità Guerrieri saprà trovare il modo.

giovedì 6 novembre 2014

A proposito di lei - Guest Post#17


Parto questa volta dal post scriptum del libro: questo romanzo è stato scritto sulla base del film trama di Dario Argento.
Se amate il paranormale, le sedute spiritiche, i fantasmi, le visioni è il vostro libro.
Un po’ più commerciale dei precedenti lavori di Banana Yoshimoto a mio avviso, leggero ma non superficiale per l’estrema attenzione ai dettagli, che trasmettono emozioni e ti tengono vigile.
Purtroppo la storia mi ha fatto perdere spesso il cammino, per quanto la scrittura sia scorrevole. Ho dovuto fermarmi più volte per cercare la giusta via. A mio avviso, una Yoshimoto molto distante da Kitchen.
Descritto come il viaggio della memoria, la protagonista , con l’aiuto del cugino, compie un viaggio a ritroso nel tempo, fino ad arrivare alla sua infanzia che tanto è stata infelice. Il colpo di scena sarà solo nel finale.

Per quanto sia stato un libro che non ho amato mentre lo leggevo, lascio a chi si avvicina al genere più di me l’ardua sentenza della critica.

martedì 4 novembre 2014

Piccole e grandi scoperte#4 - Segnalazione

Ops .... anche oggi mi sono persa per strada. Mi sono trovata a leggere un articolo che mi ha portato dritto dritto a questo titolo "RAGAZZI, NON SIETE SPECIALI!". Mi sono incuriosita e sono corsa a informarmi. Il mio fedele amico il libraio.it riporta esattamente quello che leggerete qui di seguito. Voi cosa ne pensate? Qualcuno l'ha già letto?

«Nel suo nuovo libro, David McCullough Jr. invita i genitori a lasciare ai ragazzi più spazio di manovra fin da piccoli, per permettergli di fare errori, scoperte e per trovare se stessi.» D la Repubblica
«Scalate la montagna non per piantarci la vostra bandiera, ma per vincere la sfida, respirare l’aria pura e godervi il panorama. Scalatela per vedere il mondo, non per farvi vedere dal mondo.»

Il primo giugno 2012 il professor David McCullough parla alla cerimonia di consegna dei diplomi alla Wellesley High School dove insegna letteratura. Il suo è un discorso originale, divertente e provocatorio: in poco tempo il video di questa straordinaria lettera d’amore agli studenti finisce su YouTube, fa il giro del mondo e viene visualizzato da oltre due milioni di persone. Quelle parole diventano così il manifesto controcorrente per una vita in cui la felicità valga più del successo ottenuto a ogni costo, un’esortazione a cercare di raggiungere i propri obiettivi e non quelli imposti dalla società, un invito ad affrontare la vita seguendo i propri sogni e le proprie passioni. In Ragazzi, non siete speciali! McCullough rielabora il suo celebre discorso rivolgendosi a quei giovani che stanno per diventare adulti, troppo spesso vittime inconsapevoli delle buone intenzioni dei genitori, e a tutti coloro a cui sta a cuore l’adolescenza, il periodo più importante della nostra vita. Raccontando con umorismo e tanta passione la sua esperienza di insegnante, di padre e di figlio, McCullough insiste sull'importanza e il ruolo della lettura, dell’immaginazione e dalla conoscenza in un mondo sempre più individualista, e ci ricorda che le più grandi gioie della vita vengono solo dalla consapevolezza di non essere speciali. Perché tutti lo siamo.

domenica 2 novembre 2014

Segnalazioni editoriali#9 - Massimo Gramellini, Chiara Gamberale

Gioconda detta Giò ha trentasei anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto, capace di fare vincere la passione sul tempo che passa: proprio quello che non è riuscito al suo matrimonio. Ma una notte Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, e con il coraggio di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. Poi rilancia. L’angelo non solo ha una fortissima personalità, ma ha un nome: Filèmone, e una storia. 
Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò: il puntiglioso ex marito, la madre fricchettona, l’amica intrappolata in una relazione extraconiugale, una deflagrante guida turistica argentina, un ragazzino che vuole rinchiudersi in una comune... Grazie a Filèmone, voce dell’interiorità prima che dell’aldilà, Giò impara a silenziare la testa e gli impulsi, per ascoltare il cuore. Ne avrà davvero bisogno quando Filèmone la metterà alla prova, in un finale sorprendente che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.

sabato 1 novembre 2014

Piccole e grandi scoperte#3 - Alcuni titoli

Approfondimenti in arrivo a conclusione di nuove ricerche:
-         -  Elisabeth è scomparsa - Emma Healey. Un giallo dove la protagonista è una simpatica ottantenne alla ricerca dell' amica scomparsa. Leggendo la presentazione che vi allego, ho avuto l'idea di un libro veramente spassoso, giudicate e fatemi sapere.
http://www.lastampa.it/2014/06/02/cultura/tuttolibri/la-detective-che-non-ricorda-pvDICJTalhqqs9rwXZGDPO/pagina.html
-          - Teo - Lorenza Gentile. Argomento molto attuale: Teo bambino e figlio di genitori separati, si affida a Napoleone per non arrendersi alla crisi famigliare di mamma e papà. Unico modo per combattere un sentimento negativo. https://plus.google.com/101870900197616721047/posts
-          - Se la vita che salvi è la tua - Fabio Geda. Forse non il solito Fabio Geda che si conosce, ma un racconto profondo: la vita di oggi, le insicurezze, la ricerca di se stessi e dalla vera vita che ci piacerebbe avere, scappare, fuggire o rimanere e tornare?
http://www.lastampa.it/2014/06/03/cultura/tuttolibri/fabio-geda-c-un-mattia-pascal-accattone-a-new-york-N44JcJ045KnhUlD4VTKTpJ/pagina.html
-          - Fratello Kemal - Jacob Arjouni. Etichettato come etno thriller, ambientato in un quartiere a luci rosse di Francoforte, con personaggi multi etnici, un giallo-thriller dove i cadaveri non mancano
http://www.laprovinciacr.it/scheda/83462/Il-senso-della-vera-giustizia-nel.html
-          - I libri sono pericolosi - Pierluigi Battista. Vi riporto questo passo:" ... I libri ci rendono più complicati, più sofisticati, più raffinati se vogliamo, ma non  necessariamente migliori. Creano aspettative, suscitano interrogativi più che dare risposte. ..." Deve essere un saggio molto interessante
http://materialismostorico.blogspot.it/2014/05/pigi-battista-ha-scritto-un-libro-e.html
-         -  Il nero e l'argento - Paolo Giordano. "... dare voce agli umili e non agli oppressi ...", buoni spunti, leggendo la critica mi pare anche una buona trama, ma poi si inserisce quest'ultima frase "non credo sia la storia di un amore, come si enuncia in quarta di copertina. La minaccia dell'estranea, della sconosciuta, che con se porta nella casa, oltre alla vita, l'ombra ingombrante della malattia e della morte. Se questo tema fosse stato identificato dall'autore stesso, l'energia morale della storia sarebbe stata più vigorosa.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/05/27/gruppo-di-famiglia-in-un-interno-senza-la-tata54.html
-         -  Mini libri con mini storie, testo in corsivo o in stampatello maiuscolo o minuscolo, editi Il Castoro.
Aspetto come sempre vostre opinioni. Buone letture

martedì 28 ottobre 2014

L'angolo dei nani e dei giganti#8 - Il calzino bucato

Meraviglioso! Mi sono trovata tra le mani questo piccolo libro e involontariamente ho iniziato a leggerlo.
Molto bella e di effetto anche la grafica. La storia divertente, dinamica, con tanti spunti su cui lavorare con i più piccini. Racconta di come nasce un calzino, come si accoppia a un calzino gemello, come viene testato per scoprirne la resistenza, ma poi come per magia il nostro protagonista prende vita, si anima, trova nuovi amici, si prepara ad affrontare nuove sfide, ma in tutto questo incorre anche in un piccolo incidente: si buca.
Quante volte togliendoci le scarpe scopriamo che è apparso un buco? Questo buco-occhio permetterà al nostro calzino di vedere finalmente il mondo che gli sta attorno, imparerà a muoversi per la stanza imitando il suo amico bruco, ma dovrà anche difendersi dagli attacchi del corvo che lo vuole mangiare. Andrà incontro anche alla sorte: verrà buttato o verrà con cura aggiustato? Potrà pensare e sperare di iniziare una nuova vita?
Non perdetevi il fantastico finale, bambini fatevi raccontare cosa accadrà al nostro amico calzino.
Brillante, dinamico, divertente, una buona favola da raccontare prima delle nanne ai nostri bambini.

venerdì 24 ottobre 2014

Smamma - Guest Post#16

La copertina indica: un romanzo acuto, comico, liberatorio. Aiuto! Non mi sento affatto di condividere queste parole per descrivere questo scritto. Forse scriverei in copertina: grido di terrore! Perché più che ridere mi sono trovata a piangere.
Leggendo e rileggendo queste pagine ci troviamo faccia a faccia con il panico, la tragedia in cui la società di oggi ci ha gettato, altro che situazioni comiche: genitori in crisi che urlano la loro inadeguatezza di fronte al cambiamento repentino dei figli.
Il libro di Valentina Diana è un puzzle di situazioni famigliari. Due presenze maschili in una famiglia dove nessuno fa la parte del padre, dove non ci sono gerarchie (non ci sono o non ci vogliono essere?) da rispettare e regole da seguire.
Il quadro dipinto è figli di famiglie separate, che crescono in mezzo alla tecnologia, ma che si isolano dal mondo diretto, quello delle relazioni sociali, del divertirsi con banalità senza annoiarsi.
Troviamo mamme che si affidano a manuali per allevare i figli, per cercare anche un solo semplice contatto con loro. Paradossalmente c’è più comunicazione tra nonni e nipoti che tra figli e genitori.
Ma a che punto stiamo arrivando? Ma che generazione di giovani stiamo allevando? Ma che adulti e poi genitori siamo diventati?
E’ un libro che mi ha suscitato più di un’emozione: rabbia per i risultati che otteniamo, tristezza per quello che abbiamo imparato e non sappiamo trasmettere, isterismo perché avrei preso a pugni in tante occasioni la mamma descritta.
Leggetelo e  in base al vostro stato avrete sicuramente sensazioni diverse dalle mie, dalle parole che state assimilando.
Non so veramente se interpretarlo come un urlo di disperazione per attirare l’attenzione della società, o un moto di rivoluzione trincerato dietro alla rassegnazione di una società tecnologica e menefreghista  che ci sta portando via i figli e la loro adolescenza.

lunedì 20 ottobre 2014

Una mutevole verità - Guest Post#15

Come lui stesso annuncia, ci troviamo a leggere un nuovo filone  per lo scrittore Carofiglio: il noir.
Un noir che non assomiglia a un thriller, che non ci lascia attaccati alle pagine con evidente suspance. Ci troviamo a percorrere le strade di un0indagine come tante, con un nuovo e brillante personaggio: il maresciallo Pietro Fenoglio, torinese trapiantato a Bari, che si trova ad indagare su un omicidio dove ogni indizio appare banale e scontato Un personaggio lieve, riflessivo, defilato di fronte alle luci della ribalta.
Un romanzo breve, tra le cui righe si legge il suo passato da PM, tra cui riusciamo a intravedere anche il suo ex personaggio l’Avv. Guerrieri, quasi mancasse anche a lui come tanto manca a noi lettori.
Anche il confronto tra buon investigatore e scritto che leggiamo in queste righe: “ un buon investigatore deve essere capace di costruire una storia, immaginare che cosa è successo prima e dopo il crimine, come in un romanzo. Poi, costruita la storia, deve andare in cerca di ciò che la conferma e la contraddice”;  sembra voler far convivere il magistrato con lo scrittore, quello che lui è ed è stato.
Scrittura scorrevole, limpida, chiara; si leggono sempre emozioni e sentimenti che le stesse parole ti fanno effettivamente vivere.

Forse un Carofiglio più piatto rispetto a quello amato con l’Avv. Guerrieri. Una buona compagnia comunque per qualche ora di relax, ma continuo ad attendere le storie dell’Avv. Guerrieri.

venerdì 17 ottobre 2014

Adulterio - Guest Post#14

Prima di mettermi a tavolino per scrivere questa mia recensione, sono andata a “sbirciare” sul web le sensazioni che aleggiavano intorno a questo libro.
Ho trovato un po’ di tutto, a partire da un paragone con il famosissimo titolo "cinquanta sfumature di grigio" fino al più bel libro mai letto. Immagino ci sia anche qualcosa nel mezzo.
Premesso che anche io quando ho avuto in mano il libro del grande maestro, avevo aspettative molto alte e sono rimasta delusa.
Purtroppo non troviamo il Coelho dei primi libri da lui scritti. Un libro che non rileggerei e che non mi sento di suggerire ad altri, ma è in ogni caso un libro ben scritto.
Ambientato in Svizzera, Linda, la nostra protagonista, vive una vita agiata, famiglia felice, donna sposata, mamma, giornalista in carriera, non le manca proprio nulla, eppure un giorno qualcosa si spezza in questo meraviglioso quadro che compone la sua esistenza. Linda si trova a cercare fuori dal matrimonio, quel qualcosa che pensa le manchi e che in quel frangente non la rende serena e appagata.
Nella mia testa si sono formate più interpretazioni: Coelho vuole raccontare il malessere che attanaglia la società in cui viviamo? Non ci accontentiamo di nulla, non siamo felici di quello che abbiamo perché vorremmo sempre di più, oppure vuole raccontarci cosa è l’amore? L’amore da lui descritto in altri saggi aveva però sfumature assai diverse.
Ripenso alle pagine lette e la conclusione che ne traggo è: l’autore ha fatto una foto dell’epoca in cui viviamo e ha cercato di tradurre questa immagine in uno scritto; se così è, veramente ci è riuscito alla perfezione, senza la minima sbavatura. Obbiettivo centrato, se mi guardo intorno vedo esattamente quello che lui ha raccontato con un’unica variante: non sempre le protagoniste vivono in un mondo agiato, dove ogni capriccio diventa realtà.

Concordo con chi nei vari blog e recensioni ha scritto che titolo e copertina non sono azzeccati.

giovedì 16 ottobre 2014

L'angolo dei nani e dei giganti#7 - Sette racconti in cerca di un lettore

Come ci indica il titolo, questo minuscolo libricino è composto da sette racconti di fantasia, dove i protagonisti spesso sono oggetti e animali animati.
Quando ho consultato questo libro per la prima volta, mi sono posta delle domande: amo scegliere i libri e vengo attratta da loro soprattutto dalle copertine, ma questo piccolo volume ha una copertina assai strana.
Leggo la quarta di copertina che mi introduce i racconti parlando di fantasia, che io involontariamente associo a storie per bambini, storie della buona notte. E invece non sarà così.
Torniamo per un attimo alla copertina: la trovo di difficile arrivo per un bambino , che solitamente sceglie i suoi “oggetti” per istinto. Molto bella nella composizione, simpatica l’introduzione degli animali disegnati, azzeccati i colori vivaci del giallo e dell’arancione, ma il trafiletto su “Prost e il calamaro” mi fa pensare più a un contenuto per adulti. Credo molto nel libro, visto toccato e piaciuto.

Ottimo libro didattico, per un pubblico frequentante almeno l’ultimo anno di scuola materna, dove è possibile introdurre un racconto e non solo una fiaba, dove è possibile lavorare con disegni, cartelloni e spiegazioni, affrontando i temi come quelli posti nel racconto “ il castello di sabbia” e il “paradiso dei cani”
Scrittura chiara, scorrevole, essenziale, che immediatamente trasporta nella situazione, nel luogo, nell’azione del racconto.

Ottimo risultato per spunti didattici e per addetti al lavoro con piccole “pesti” che crescono. Peccato come sempre che i prezzi di copertina non agevolino l’introduzione di questi preziosi materiali per come si vorrebbe e per quanto necessitano all’interno delle scuole.

martedì 30 settembre 2014

Scrittori Made in Campania#1 - La leggenda del ragazzo che scoprì i prodigi del Ganoderma – L’epica insolita

Come ho già chiarito diverse volte, il mio rapporto con i libri segue dinamiche e manifestazioni proprie. Spesso, mentre li guardo allineati in libreria e mi scorrono i titoli negli occhi, si destano i sentimenti e le sensazioni che hanno provocato nella lettura, prima ancora del ricordo cosciente della trama e dei personaggi. Quando guardo questo libriccino di piccolo formato (l’apparenza inganna), oltre ad esplodermi in testa la parola “insolito”, si risveglia un mondo di emozioni intrecciate di epica, coraggio, sorpresa e scoperta,  e un rimpianto persistente e dolce. E come ho detto prima, di elementi insoliti. Andiamo con ordine. La storia si ambienta in Mesopotamia, a Sumer, circa 2000 anni prima dell’arrivo di Cristo sulla Terra. Due ragazzi gemelli, Abdul e Caled, pastori di un villaggio, si preparano per un viaggio commerciale: si recano a vendere capre e pelli in una grande città vicina, sulla costa. Invece di seguire la rotta solita, Abdul prende l’iniziativa di passare attraverso una foresta sconosciuta, per arrivare prima a destinazione, nonostante i timori del fratello più posato, Caled. L’iniziativa baldanzosa del primo causerà una catena di eventi che cambierà vita e storia sua e...anche nostra. Non anticipo nulla della trama, che è ingannevolmente breve, e molto densa. Caled perde molto, si smarrisce, fa esperienze di scoperta su se stesso e sul mondo, e guadagna anche molto.  Il finale è positivo, ma non conclusivo. E’ solo la fine di quella storia, di un mondo e di un’evoluzione personale, che poi confluisce in quella dell’intera umanità. Sono enigmatica?
Sì, volutamente. E non perché sono dispettosa...perché è necessario leggere questo libro, ciascuno con il proprio mondo, e stare ad ascoltare cosa può dare e risvegliare in se stessi. Da un certo punto di vista, le vicende si svolgono secondo il filone già sperimentato del picaresco: il personaggio, il “picaro”, di solito un ragazzo povero di mezzi ma ricco di ingegno e di fortuna (creata dal proprio modo di pensare positivo e coraggioso, non il regalo generoso ed estemporaneo di una dea bendata e capricciosa, improvvisamente benevola), passa attraverso luoghi fisici e avventure, arricchendosi poi materialmente e spiritualmente. Cambia e talvolta si evolve. In questo libro, i ragazzi sono due. Entrambi sono costretti a cambiare, anche in modo repentino. Uno resta nel corpo fisico, e cambia nello spirito e nel modo di rapportarsi al reale, meno guascone. L’altro cambia dimensione...ma come spirito rimane vicino a Caled, per quanto sotto altra forma. L’insolito comincia ad apparire, nelle vesti di uno strano fungo rossastro, dagli incredibili ed inaspettati effetti benefici, il Ganoderma Lucidum nominato nel titolo. Ma non è l’unico ambito in cui appare. Personalmente, l’ho sentito nel modo di raccontare dell’autore, e nell'atmosfera che ha evocato. Il nonno dei due ragazzi, salutandoli prima della loro partenza, ricorda loro con profondo Amore saggio, i valori che devono conservare con grande cura, per se stessi e per gli altri. E’ l’Amore che salva Caled dall’auto-annientamento, e che gli fa trovare un’anima altrettanto dolce e flessibile come la sua. Un Amore che ad un certo punto vibra di rimpianto, per quello che non c’è più ma che si è trasformato. Da leggere, se desiderate un gioiello leggero che vi infonda emozioni potenti...quasi a vostra insaputa. Un altro elemento dove affiora l’insolito è...lo stesso autore, Paolo Trombaccia Errico. Medico prestato alla scrittura, o forse scrittore formato in medicina, si è dedicato allo studio del Ganoderma Lucidum, finendo per appassionarsene talmente tanto, da farsi ispirare questa storia d’Amore ed evoluzione. E non è l’unica concretizzazione della sua ispirazione, che ha trovato vie e modi di versi per esprimersi. Volete conoscerlo meglio e scoprire come si manifesta il suo talento narrativo? Andate a trovarlo sulla sua pagina Facebook, PA T ER, e tenetelo d'occhio! 
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