lunedì 2 dicembre 2013

Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza - Guest Post#3


Un altro appuntamento per la rubrica Guest Post, tenuta da Simona e dalle sue letture. Il titolo è già controcorrente: l'importanza della lentezza. Lentezza, in questo mondo di connessioni veloci, trasporti veloci, amori e odii veloci, pasti veloci, lavori veloci, ecc. ecc.? Direi che capita al momento giusto. Non ho ancora letto questo libro, ma Sepulveda è già un nome-garanzia, avendo letto con estrema gioia Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Ora taccio, e lascio la parola a Simona, e alla sua recensione.

"Fermiamoci un attimo ad assaporare queste 95 pagine di questa fiaba meravigliosa, e possibilmente leggiamo con lentezza, anche se il racconto incalza per scoprire  perché la lumaca è tanto lenta.
Una fiaba per adulti e piccini, una storia che deve insegnare ai nostri bambini (quelli fuori e dentro di noi), il piacere di accontentarsi, di porsi delle domande nella vita da non lasciare senza risposta a costo di percorrere strade difficili e impegnative.
Ristabilire il valore del tempo in una società dove tutto corre via veloce, dove non troviamo un attimo per soffermarci a dare risposte, un momento per apprezzare quello che abbiamo e quello che ci circonda, dove non riusciamo più ad insegnare ai giovani ad allontanarsi dal mondo protetto e abitudinario che gli costruiamo e gli offriamo, per andare a cercare risposte ed esperienze nuove.
Lasciamo scorrere le parole e diamo significato ad ogni sfumatura: la memoria, il coraggio, la caparbietà, l’avventura, la libertà, l’ingiustizia, la conoscenza, l’intraprendenza.
Tutto questo la nostra amica lumaca “Ribelle” vorrà insegnarci nonostante i pericoli, gli amici e le difficoltà che troverà sulla sua strada verso il nuovo prato chiamato “Paese del dente di leone”.
Cogliamo l’importanza del tempo e la forza dei desideri annidati dentro di noi.

“In questo viaggio che è iniziato quando ho voluto avere un nome ho imparato tante cose. Ho imparato l’importanza della lentezza e, adesso, ho imparato che il Paese del dente di Leone, a forza di desiderarlo, era dentro di noi”

6 commenti:

  1. Non mi parlare di lentezza, grrrrrrrr
    Da stamattina Google mi sta facendo impazzire, non mi fa entrare!

    scusa il fuori tema, in genere la mia vita ha un ritmo decisamente placido, lo sai: il tempo non è un problema e faccio quello che riesco. Fretta? Cos’è?
    (sono un problema i capricci di Blogger&C, ma è un altro discorso:-D)

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    1. La lentezza della vita digitale può diventare un problema, sì...fa arrabbiare non poter entrare nel proprio account, o navigare a passo di lumaca, quando si vorrebbe saltare da un sito all'altro! Io non gradisco molto la lentezza digitale...e per evitare di reagire in modo convulso, spengo tutto e vado a fare un giro, per poi ritornare quando sono sufficientemente calma io, e la rete si è ripresa...:-)

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  2. Carissima ti ho dato un premio perchè te lo meriti http://paroledicioccolato.wordpress.com/2013/12/13/liebster-award/

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  3. Sicuramente un ottimo post amica Loredana ......
    Si in quest'era digitale la lentezza è un accessorio non desiderato dai più è non compreso che invece sicuramente ha la sua valenza - specialmente in alcuni campi ......

    Sicuramente nel mangiare ...... ma anche nella vita di tutti i giorni - cominciamo tutti a fare un pò le cose meno di corsa e pensandole bene fino in fondo prima di realizzarle ;-)

    Nel mio piccolo anche nel campo della fotografia penso che il tempo di scegliere bene una inquadratura piuttosto che un'altra cambia la faccia di una immagine.
    Quindi concluderei con un W La Lentezza - (ad esclusione della connessione internet che deve essere veloce altrimenti non se ne ece più vivi !)

    Ciaooo

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    1. Concordo su ogni parola: a parte la connessione Internet (lenta fa impazzire sul serio), la lentezza nella vita di ogni giorno potrebbe aiutarci a vivere meglio. Anche solo a pensare bene prima di rispondere alle provocazioni, così si evitano tanti dolori di pancia. :-D
      Hai fatto un bellissimo esempio, dal mondo della fotografia: qui le inquadrature sono importanti, e affrettare potrebbe dar origine a risultati non voluti o poco incisivi.

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