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martedì 6 ottobre 2015

La mappa del destino - Guest Post#38

SimoCoppero

Torna a trovarci la nostra amica Cristina, leggiamola:

Devo ammettere che Glenn Cooper l'ho conosciuto con la trilogia della Biblioteca, ho adorato questo scrittore e ho voluto comprare tutte le sue opere ad occhi chiusi. Ho letto "Il marchio del diavolo"  che può essere un buon libro da sotto l'ombrellone e infine questo :"La mappa del destino ". Maaaa no, questo proprio non mi è piaciuto. 
A partire dal titolo che è ingannevole: non c'è nessuna mappa,  sarebbe stato meglio lasciare il titolo originale (La decima stanza) più indicato è attinente alla trama. 
Per darvi un'idea del romanzo..
[... Per 700 anni è rimasto nascosto in un muro dell'abbazia .  Poi una scintilla ha scatenato un incendio e il muro è crollato. Stupito l'abate Menaud sfoglia quel volume impreziosito da disegni di animali e di piante. È scritto in codice,  ma le prime parole sono in latino:"Io Barthomieu,  Monaco dell'abbazia di Ruac,  ho 220 anni e questa è la mia storia".]. 
La storia ruota sostanzialmente su un gruppo di ricercatori che scopre per caso un'antica grotta preistorica  incastrata tra i monti francesi nei pressi di Ruac ; al suo interno splendidi dipinti rupestri, disegnati come fossero tridimensionali, tanto  da sembrare reali! Contemporaneamente un'altra scoperta :un antico manoscritto custodito dentro un muro. Da qui, una serie di tragici avvenimenti che fanno insospettire Luc Simard, l'archeologo che segue gli studi sul sito ritrovato. Qualcosa non quadra.. Tutte queste morti "accidentali" e questo manoscritto che al suo interno ha delle password da decodificare. Inizia per Luc un lungo viaggio alla scoperta della verità che lo porterà a rischiare la vita pur di salvare l'umanità da una scoperta che potrebbe essere molto pericolosa!


Dunque : i feedback temporali non mi dispiacciono e Cooper è uno maestro in questo. Qui ci teletrasporta dalla Preistoria,  passando per il Medioevo,  i Templari,  fino ai giorni nostri, senza alcuna difficoltà di orientamento! 
Il contenuto però resta un po'  deludente a parer mio,  ritroviamo persino l'infuso dell'eterna giovinezza,  storia già vista: la Francia, un villaggio e un infuso cotto in un pentolone .. Ho pensato un po'  al druido Panoramix dei fumetti di Asterix, che preparava, con erbe speciali,  pozioni in grado di dare forza sovrumana e curare tutti i mali!!!
Il finale un po' scontato che ti lascia l'amaro in bocca: diciamo che le ultime pagine sono davvero forzate e inutili.  Non so: credo che questo libro sia stato scritto quasi per forza,  di fretta,  quasi a dover arrivare alla fine il più presto possibile (esigenze editoriali magari?),  personaggi poco caratterizzati,  lettura in sé poco fluida,  tanto che ho avuto spesso la tentazione di mollare lì la lettura con un paio di sbuffi. 
Nonostante questo ho altri libri di Cooper che mi aspettano e continuerò a leggerli perché credo che questo scrittore, a parte questo "scivolone",  abbia sempre qualcosa di geniale nella sua scrittura. 
Quindi... Buone letture!!


Cristina Mazzuccato

domenica 23 agosto 2015

Il principe della nebbia - Guest Post#37

SimoCoppero

Un nuovo suggerimento, leggiamo:

Leggo per la prima volta questo autore di cui non conoscevo nè stile nè genere e di cui le critiche inneggiano a suoi successivi capolavori.
Diciamo che questo romanzo, nato come lettura per ragazzi, ha un che di magico, surreale quasi inquietante a volte.
Un libro decisamente veloce, come veloce è la trama che comunque cattura la nostra attenzione per tutto il romanzo grazie al ritmo incalzante e vivace delle scene.
Siamo nell'anno 1943, tempo di guerra in Spagna e la famiglia Carver per sfuggirne, si trasferisce in un paesino imprecisato, sulle sponde della costa Atlantica, in una villa sulla spiaggia con vista sul mare e sul bellissimo faro imponente che troneggia a guardia del paese. Max,tredicenne, e sua sorella Alicia poco più grande di lui, si trovano ad affrontare, sin dal loro arrivo, una serie di strani eventi che, inizialmente incomprensibili, man mano diventano parte integrante delle loro giornate.
Con l'aiuto di Roland, un ragazzo conosciuto in paese, del nonno Victor, guardiano e costruttore del faro, cercano di far luce su una serie di fatti inquietanti e spaventosi che avvengono vicino e dentro la loro casa.

Sullo sfondo nebbioso di questa vicenda resta la morte "accidentale" dei precedenti inquilini della casa e del loro figlio Jacob.
Max, Alicia e Roland loro malgrado fanno la conoscenza del "Principe della nebbia" alias Dottor Cain, figura misteriosa che si presenta a volte come pagliaccio, altre come serpente marino, ipnotico e spaventoso proprio come il Diavolo.
Il finale ci lascia un po'..così..a voi scoprirlo!
Non una lettura eccellente, ma di intrattenimento sì!
Questo libro fa riaffiorare le classiche paure dei bambini ("... i brutti ricordi ti inseguono senza bisogno di portarli..") e ci lascia secondo me un messaggio tra le righe che vale sia per i grandi che per i ragazzi: Il Male veste molti abiti, non dobbiamo cedere mai alle sue lusinghe perché prima o poi, anche se pensiamo di averla vinta noi, lui tornerà a riscuotere il suo debito.

Comunque se nel vostro cuore conservate ancora un po' di voglia di fantasia e di magia..leggetelo!!!!

Cristina Mazzuccato

venerdì 21 agosto 2015

Dimmi che credi al destino - Guest Post#36

SimoCoppero

Anche Cristina ha seguito le mie orme leggendo Luca Bianchini, vediamo se ha avuto le mie stesse impressioni:

Nella mia vita un posto particolare nel mio cuore lo occupa Luca Bianchini, conduttore radiofonico, ("Colazione da Tiffany" assieme a Mavi Scartozzi su Radio Due Rai); da me soprannominato "scrittore dell'anima".

Ho avuto il grande onore di conoscerlo di persona e dire che e' una persona affabile e molto alla mano e' dire poco. Sono una lettrice accanita, leggo, leggo famelica: e di alcuni libri mi resta molto nel cuore.
"Dimmi che credi al destino": e' l'ultima creatura letteraria di Luca. Nasce da un appello di una sua amica di Londra, Ornella Tarantola: libraia a Londra con il suo "The Italian Book Shop" mitico negozio in cui gli Italiani si sentono a casa e dove i Londinesi trovano i loro libri, oppure trovano testi facilitati nella nostra madre lingua. Ornella in una telefonata avvisa Luca che il palazzo dove il suo negozio ha la sede, verra' abbattuto per costruirvi un parcheggio.

"LA LIBRERIA HA SALVATO ME. IO DEVO SALVARE LA LIBRERIA"... ORNELLA TARANTOLA....


Luca dedica il libro ad Ornella (e credetemi ho visto Ornella al salone del libro e a pelle mi ha  fatto una grandissima impressione) e credo abbia fatto una cosa grandissima... E' una storia semplice, ma al contempo complessa, dove Ornella, si muove tra Londra e la natia Padova, per chiudere con un passato doloroso...
Nel romanzo non mancano gli spunti comici, con la presenza nella libreria di due pesciolini rossi, Rossell & Crowe e la presenza di un gatto immaginario di Clara, che con Ornella divide la libreria... e di cui Clara si serve per evitare inviti "inopportuni"...
Concludo con la frase più bella a mio avviso del libro:
<<Il destino è quella porta socchiusa da cui ogni tanto puoi sbirciare. E allora vedi che nulla avviene per caso e che tutto ha un senso, anche quando sembra non averlo>>.

Cristina Sassola

lunedì 17 agosto 2015

La stratega - Guest Post#35

Abbiamo imparato che la nostra rubrica ospita delle nuove amicizie che condividono con noi le loro letture, anche questa volta cedo la parola:

Gentili Dame, Prodi, Cavalieri, qualora fosse vostro desiderio allontanarvi dal tedio della quotidianità passata a fuggire dallo stress..ecco qui un ottimo rimedio naturale!!
Se amate i romanzi storici o se,come me, siete affascinati o incuriositi da quella che è definita l' età buia del Medioevo, allora tuffatevi con Alice in questa epoca che, a ben guardare, ha poco di buio e molto di fascinoso e misterioso!
Alice, giovane donna veronese del XXI secolo si trova, a seguito di uno strano evento, catapultata in un bosco della Valpolicella dell'anno 1164: teatro della rivolta degli anti-imperiali (coloro che osteggiavano Federico il Barbarossa) per liberare la Val d'Adige dal maligno conte di Garzapano, il signore del Castello di Rivoli Veronese.
Come potrà una donna moderna sopravvivere al tempo "buio"? Eppure Alice, inviata nel passato con un preciso compito da assolvere, saprà destreggiarsi perfettamente ed adattarsi incredibilmente a quel tempo, fatto di cruente battaglie che duravano mesi,oltre a saccheggi, carestie, povertà, malattie, stregonerie e antiche credenze.
Una donna coraggiosa la nostra "Stratega" Alice, capace di affrontare le più impensate avversità, abile nel non farsi additare come strega o ammaliatrice(pena il rogo!!) e di farsi apprezzare dai cavalieri ruvidi e burberi che della figura femminile non avevano alcuna considerazione...
Riuscirà la bella dama Alice a tornare nel suo mondo, nel XXI secolo?A voi scoprirlo, a voi tuffarvi in questo libro in cui l'autrice Giovanna Barbieri, ha saputo ben miscelare i giusti ingredienti di storia, romanzo e fantasia, lasciandoci in un paio d'occasioni un po' stupiti dal progredire degli eventi.
Unico "neo" del romanzo , se proprio devo trovarne uno, avrei preferito un pizzico di passione in più e un po' più di caratterizzazione dei personaggi..ma nel complesso è un libro da leggere per sognare,  per acculturarsi un po' e, almeno nel mio caso, per allontanarsi dalla realtà quotidiana che a volte è così pesante da affrontare!!!
Buona lettura ed attendo il secondo libro dell'autrice che so già in preparazione!!!

Cristina Mazzuccato

SimoCoppero

giovedì 23 luglio 2015

Io ci sono. La mia storia di non amore - Guest Post#33

Torna a trovarci Cristina con un nuovo libro:

E' la storia, purtroppo vera di AMORE CRIMINALE che Lucia Annibali ha vissuto, nella sua Pesaro, con un collega, che da bugiardo cronico, e' diventato prima stalker, poi addirittura "quasi" assassino. Infatti il suo ex fidanzato e' arrivato ad assoldare due uomini (un palo e l'altro che ha materiamente ferito gravemente la donna); Luca Varani ha convinto i due esecutori, facendole gettare ACIDO in faccia all'Avvocata Lucia Annibali. (VARANI E' STATO CONDANNATO A 20 ANNI DI CARCERE. I DUE ALBANESI COMPLICI A UNA PENA MINORE)

Leggere queste pagine mi ha trasmesso un'ammirazione sconfinata per questa donna, che con grande forza d'animo ha lottato per veder condannato il suo persecutore. 
Alle donne lo consiglio perché se vivete un AMORE CRIMINALE sappiate che ne potete uscire. DENUNCIATE!!! UN UOMO COSI' NON CI AMA... E non bisogna arrivare a farci tirare dell'acido in faccia per capirlo....

Non e' stata una lettura "facile"... quante volte mi sono guardata allo specchio e ho ringraziato il Buon Dio perche' non ho mai incrociato nessun "Luca Varani" nella mia vita. Sicuramente non avrei il coraggio di Lucia. La sua lucidita' nel raccontare ai carabinieri il suo non-amore. IL CORAGGIO DI ANDARE AL PROCESSO. DI ESSERCI PERCHE' LEI ERA LA VITTIMA E IL SUO EX DOVEVA VEDERE SIA COSA LE AVEVA FATTO MA CHE LEI ERA ED E
' SEMPRE FORTE. COMBATTENTE. ROCCIA PURA E lui lo schifo totale. 


Agli uomini lo consiglio perché sappiate quanto potete fare male alle donne che dite di amare (MA NON AMATE SE DATE ANCHE UN SOLO SCHIAFFO...)

Cristina Sassola

SimoCoppero

mercoledì 15 luglio 2015

La società segreta degli eretici - Guest Post#31


Che bello aprire la posta elettronica e trovare i consigli/sconsigli di lettrici furiose come me. La nostra amica Cristina si è imbattuta in un nuovo libro che questa volta sconsiglia agli amici lettori, ma chiede riscontri da chi di positivo ha tratto qualcosa. Le lascio la parola:

Ecco un libro che mi ha deluso: "la società segreta degli eretici" di Ilaria Beltramme. Letto un mese fa circa, ma solo ora sto prendendo confidenza con il blog e trovo anche due minuti per scrivere...

Dal libro io mi attendevo di meglio, visto che il filo conduttore della vicenda cita Giordano Bruno. Sconsigliatissimo. Anche il finale e' stato deludente al massimo. Il salto temporale non e' stato descritto come si sarei aspettata; Giordano Bruno e' stato inserito, "di passaggio"; per quale pretesto poi? ...

Fossi in voi non lo leggerei: e se qualcuno di voi lo avesse letto, vi chiederei le impressioni positive che ne avreste eventualmente tratto...

Cristina Sassola

SimoCoppero

sabato 11 luglio 2015

Numero Zero - Guest Post#30

Come tanti di voi sanno il nostro blog è e rimane in lavorazione; nelle nostre mille o forse più variabili abbiamo incontrato una lettrice furiosa che ha accettato di ampliare e arricchire la nostra rubrica facendoci partecipi di cosa pensa di un libro da lei letto. Invito tutte le lettrici e lettori che hanno voglia di consigliare o sconsigliare un libro di mettersi in contatto con noi, sarà un piacere condividere le vostre sensazioni con tutti i nostri lettori e fans.
Evito ulteriori distrazioni e lascio la parola alla nostra amica Cristina:

Recentemente ho letto l'ultimo libro di Umberto Eco "Numero zero" edito da Bompiani.
Vorrei consigliarlo perché non é il solito libro a cui ci ha abituati: a parte l'epoca, si svolge una parte nel 1992, una tra la fine del 1945 e l'inizio degli anni 70; e' piuttosto "semplice", scorrevole; non ha "100 pagine" da superare come ne "il nome della rosa" né ci fa perdere nei meandri di un passato medioevale come ne "il pendolo di Foucault" (ADORO ENTRAMBI I LIBRI IN QUESTIONE)... A mio avviso "Numero Zero" può essere una lettura rilassante sotto l'ombrellone...

Una redazione di una testata giornalistica messa assieme in maniera raccogliticcia; un responsabile della redazione che da' ordini senza capo né coda, facendo riferimento a un editore sconosciuto; non si sa neanche chi sia, né se la pubblicazione sara' eseguita; da qui si dipana un mistero fitto che riguarda Benito Mussolini...

buona lettura 

Cristina Sassola


SimoCoppero

venerdì 17 aprile 2015

Atti osceni in luogo privato - Guest Post#28

Non so se posso chiamarla fortuna, non so se è il mio periodo migliore, non so se i libri decidono per me di presentarsi alla mia porta cadendo tra le mie mani, ma devo dire che gli scritti da consigliare aumentano di settimana in settimana.

“Ci incontravamo ai Deux Magots. …. Parlavamo di libri, di film, di manifestazioni e persino di tennis e di calcio.”

La storia di un dodicenne che impara ad amare con l’aiuto degli adulti, dei libri, degli sbagli, del dolore e della sofferenza, per tappe dall’infanzia all’età adulta.
Un romanzo pieno di eros, di sentimenti, di scoperte sessuali che non ha da spartire con la trasgressione e la brutalità, ma semplicemente con la banalità (se così la possiamo definire) del sesso nella vita di ognuno di noi.
Libero è il protagonista e libere sono le frasi che ci riconducono sulla strada della scoperta di noi stessi, attraverso l’amore, attraverso l’atto sessuale, attraverso lo smarrimento e il dolore di una perdita, attraverso la consapevolezza di essere invisibili allo sguardo altrui, attraverso la lettura del libro giusto al momento giusto con la consapevolezza di trovarci l’io che stiamo cercando.
La gioia che ho provato nel leggere e nel percorrere i titoli e gli autori che si susseguivano tra le pagine con la possibilità di Libero e i suo amici di incontrarsi ai Deux Magots per discutere, per proporre le proprie idee con chi come lui amava e ama i libri.

“Così conobbi l’inspiegabile equazione della passione: l’estetica, l’eros, i modi garbati e un cervello che contenesse sensibilità e cultura non erano direttamente proporzionali ai risultati.”

Un diario, che diario non è, ambientato tra Milano e Parigi negli anni tra il ‘70 e il ‘90, dove tutto si intuisce dalle descrizioni di Missiroli: la gioventù comunista, Camus, Sartre, Mastroianni, Kubrick.
Mi piace pensare che questo possa essere uno dei libri a far parte della grande letteratura.
Sapevo non sarebbe stata una recensione facile, ma vi posso assicurare che in queste duecento pagine ci ho lasciato il cuore. Mi sono arrabbiata con Libero, ho riso, ho pianto, l’ho invidiato per le sue riunioni letterarie, per gli amici e per la libertà di scelta senza mai deludere.

Ho letto più articoli in giro per il web di questo libro e il concetto più bello che spesso si è ripetuto nei miei incontri è : “ l’oscillazione tra letteratura e cinema e gli scrittori, i libri e le esperienze: il lettore che si riconosce nei protagonisti dei romanzi e dei saggi, che dice “questo sono io” e che tende a comparare la propria vita con quella degli immortali della carta scritta. Perché l’educazione dell’individuo passa da queste cose , dalle sue letture, dalle sue frequentazioni, da quanto viaggi e da quanto conosca, e dal sesso, dalla capacità di esplorarsi, sia fisicamente che mentalmente”

Libro consigliatissimo!


“ Eravamo insieme …. Tutto il resto l’ho dimenticato”

SimoCoppero

martedì 7 aprile 2015

Il tribunale delle anime - Guest Post#27

“Il male non si nasconde nel buio. E’ nell’ombra.”

Genio: talento, disposizione naturale, attitudine a qualcosa. Quando ho associato questa parola allo scrittore intendevo proprio questo: talento, attitudine, disposizione a far funzionare una storia tenendo sempre tutto e tutti sul filo del rasoio. Trovo questa capacità da genio, probabilmente perché io non avrei nessuna abilità e la mia è tutta invidia imbattendomi in questa capacità altrui.
Assolutamente questa descrizione non voleva in nessun modo togliere la genialità e la superiorità letteraria di un Pavese, di un Calvino, di un Marquez e di tanti altri a me sconosciuti che valgono ben di più di un “geniale”.
Ho iniziato la recensione in questo modo per evitare ulteriori fraintendimenti di qualsiasi natura.
E’ il secondo libro che leggo di Donato Carrisi e ammetto che sono libri da alta attenzione. Scritti e articolati in modo che non si possa mai abbassare la guardia, il secondo a mio avviso migliore del primo. Sembra di costruire un puzzle, dove solo nel finale tutti i pezzi sembrano combaciare perfettamente.
L’inizio è talmente nebuloso, ma pieno di suspence che l’ho riletto due volte per paura di aver perso indizi utili alla soluzione del caso.
Si mi è piaciuto molto e se avete voglia di “perdere” un pomeriggio con un bel thriller questo ve lo suggerisco. Ambientato a Roma, con a complicare tutto una storia di penitenzieri, crea una tale magia che viene voglia a libro terminato, di partire e ripercorrere in loco l’itinerario degli indizi sparsi nel romanzo.
Tutto funziona con maestria, tutto ti lascia con il fiato sospeso e in attesa di nuovi indizi per cercare di capire chi è il colpevole.

“C’è un luogo in cui il mondo della luce incontra quello delle tenebre. E’ li che avviene ogni cosa: nella terra delle ombre, dove tutto è rarefatto, confuso,incerto.”

Buona lettura


SimoCoppero

sabato 21 marzo 2015

Sospetti sul lago - Guest Post#26

Ho cambiato libro, ma sono rimasta in zona regione Piemonte, e anche questa volta con una nuova piccola casa editrice: Spunto Edizioni.
Con i piccoli sono andata alla Precettoria di Ranverso e al Castello di Stupinigi, con i grandi mi sono spostata sui laghi di Avigliana e sui monti che li circondano.
Anna Serra di Torino con il suo primo romanzo mi è piaciuta. Scrittura scorrevole, che immediatamente ti imprigiona nella storia, una storia semplice, un capitolo di vita di una giovane donna che come tante si trova ad affrontare dei bivi, a prendere decisioni importanti che possono cambiare il proprio cammino.
Un racconto semplice, non vuole dire un racconto frivolo; i grandi scrittori da una base banale scrivono i grandi romanzi, e per citarne uno John Williams Stoner. Spesso ci troviamo davanti a tomi composti da 1000 pagine senza alla fine trovare un storia, qui abbiamo un racconto con un inizio e una fine, che lascia spazio all’immaginazione, che fa battere il cuore e che lascia a tratti con il fiato sospeso.  Apprezzata molto anche la descrizione dei luoghi.
La quarta di copertina recita : Rossella è una psicologa che vive sul lago di Avigliana con i suoi due cani e un marito assente fisicamente e moralmente. A seguito di un evento traumatico dovrà rimettere insieme tutta la sua esistenza. Molte persone le staranno accanto per tornare alla normalità e superare il tragico momento, ma i sospetti invaderanno la sua vita tra dubbi e incubi notturni. Alla fine sarà tra i ruderi del Castello di Avigliana che Rossella prenderà la decisione della sua vita.

Fate anche voi un giro ai Laghi di Avigliana insieme a Rossella.

SimoCoppero

domenica 15 marzo 2015

Una lunga estate crudele - Guest Post#25

Finalmente è tornata! La mia amica Alice Allevi è arrivata a tenermi compagnia. Peccato che le sue visite durino sempre troppo poco.
Probabilmente, dei libri usciti, questo, è quello che meno mi ha entusiasmato, forse solo perché Alice nonostante le indagini sul nuovo caso da risolvere, sta attraversando un periodo di transizione sentimentale.
Arthur, Claudio, rimangono nel limbo della confusione più assoluta, e un nuovo arrivo, Sergio, speriamo porti una ventata di aria fresca e frizzante per la nostra amica, dopo la calda estate passata.
Come i precedenti, leggerlo vi farà passare qualche ora tra indagini, guai, investigazioni e pasticci.
Si, Alice di pasticci ne combina tanti, ma in qualche modo cade sempre in piedi. Vi sorprenderete a ridere da soli, ad arrabbiarvi con Claudio per i suoi modi, a sperare che Arthur bussi alla sua porta e perché no magari anche alla vostra.
Non perdetevelo, sicuramente sarà di transizione per una via più sicura da percorrere con Alice e le sue emozioni meno confuse. L’indagine e l’amico Calligaris ve li lascerò gustare da voi.
Ah, Alice, una cosa … se per qualche motivo la tua storia con Sergio non decolla, o se pensi che per qualche motivo Claudio e Arthur diano più soddisfazione, avverti, sarò ben contenta di accompagnarlo ad Alicudi io stessa!
Buona lettura amici.
SimoCoppero

martedì 24 febbraio 2015

Stefania Bertola - Guest Post#24

Torno per un attimo sulla nostra scrittrice torinese, Stefania Bertola, dopo aver letto anche io i suoi due libri: Ragazze mancine e Ne parliamo a cena.
Alle pagine http://delfurorediaverlibri.blogspot.it/2013/11/ragazze-mancine-mondi-paralleli.html e http://delfurorediaverlibri.blogspot.it/2013/11/ne-parliamo-cena-diverse-cene-delle.html e http://delfurorediaverlibri.blogspot.it/2014/02/i-romanzi-di-stefania-bertola.html, troverete le recensioni scritte da Loredana, quindi non mi divulgherò troppo.
Entrambi i libri sono perfetti per combattere la tristezza, simpatici, ironici, coinvolgenti.
Nel primo mi sono divertita a percorrere le vie di Torino, i locali frequentati; nel secondo ho riso assistendo a tutte le cene delle cugine, dove i temi sono incentrati sulle "disgrazie amorose" di ognuna di loro.

Loredana ha ragione: antidepressivi allo stato puro, andrò alla ricerca di quelli che mi mancano per le prossime ore di puro relax. Buon divertimento!

mercoledì 18 febbraio 2015

Il suggeritore - Guest Post#23

Cerco di riprendere fiato. Un thriller scritto con maestria. Penso sia il primo noir che leggo di questa portata. Inizi la lettura e non lo lasci più.
La storia incalza, gli indizi crescono e tu pensi di essere arrivato ad una svolta, di aver capito quale sarà la strada che prenderà la squadra per arrivare al serial killer, e invece no!
Qualcosa salta, qualcosa si incastra male e tutto lo studio del caso riprende,e tu lettore continui a girare le pagine per sapere se ciò che hai costruito nella tua testa ha un senso per arrivare alla soluzione finale.
Ho conosciuto questo scrittore prima di Natale, alla presentazione del suo ultimo libro "Il cacciatore del buio". Persino durante la sua chiacchierata è riuscito a mettere il pubblico in una sorte di "ansia", proprio come nel suo romanzo.
Ma torno sui miei passi: non mi dilungherò sulla trama, che troverete sui mille siti internet, ma vi racconterò le mie sensazioni.
I personaggi sono tanti ma ben strutturati tra di loro, una volta entrati nei meccanismi iniziali, sarà semplice seguirne i passi.
Per tre quarti un gran bel libro: direi quasi geniale! Come vi ho detto, strutturato in modo abile, studiato nei dettagli e con fondamenti basati su ricerche approfondite.
Sembra di stare esattamente in una delle tante serie televisive viste sugli appositi canali, ma il finale ..... l'ultima parte mi ha lasciata amareggiata, delusa.
Gli ultimi due risvolti dell'indagine sembrano scritti in modo frettoloso, non per chiudere il cerchio della storia.
Ho avuto la sensazione di essermi persa dei dettagli per costruire nella mia fantasia il finale. Peccato! Sarebbe stato un thriller ben riuscito.
Consiglio in ogni caso la lettura, se piace il genere, perché merita perdersi in queste pagine ben architettate.

martedì 3 febbraio 2015

I baci non sono mai troppi - Guest Post#22

Una bella sorpresa. Non conoscevo l'autrice, non avevo letto nessuna recensione, ma il titolo e la copertina mi hanno aiutata a scegliere.
Sicuramente non il miglior libro che abbia mai letto, ma in ogni caso un buon libro. Le scelte della scrittrice sono state premiate: i capitoli sono scritti a due voci, quelle delle due amiche protagoniste del romanzo, che si conoscono in tenera età e crescono come sorelle inseparabili fino a che un episodio fa interrompere bruscamente questo filo indistruttibile che si risalderà solo dopo anni, complice un incontro fortuito. Altro elemento azzeccato è il sovrapporsi dei due tempi di narrazione: la descrizione dell'adolescenza, della scuola, dei giochi, delle marachelle e dei primi fidanzatini, contrapposta alla vita adulta che stanno vivendo e affrontando quotidianamente.
Non avremo mai la sensazione di perdere dei pezzi, anzi proprio il contrario, ci sarà di aiuto per capire scelte, decisioni, reazioni del momento nel percorso da adulte.
Un diario....un diario scritto da due amiche, in cui si susseguono ore, giorni, mesi, anni, ma dove, dopo un'interruzione temporale, le due donne si ritrovano rendendosi conto che nulla del loro originario legame è cambiato.
Mi sono commossa, ho riso, mi sono arrabbiata, spesso ho condiviso le loro idee, i loro sentimenti, le loro sensazioni quasi fossero le mie.
Pagine che arrivano dritte al cuore, che ci fanno vivere con Luisa, Eva e la piccola Lola.

Ci potrà mai essere un'amicizia così fuori da un romanzo? Io penso proprio di si .... !

sabato 24 gennaio 2015

Piacere, io sono Gauss - Guest Post#21

Anche questa volta ho deciso di perdermi nel mondo dei bambini. Quello che vi sto presentando è uno spassosissimo libro scritto da un quasi adolescente. Un libro per adulti che prendendoci per mano, ci fa attraversare la vita di un bambino con tutte le sue gioie e i suoi dolori, le sue salite e le sue discese, i momenti tristi e quelli felici.
Gauss è un bambino come tanti, che vive con la mamma, la nonna e la sorella maggiore, ma ha un problema che nessuna delle tre donne vuole aiutarlo a risolvere: rivelargli chi sia il suo vero padre biologico.
Partendo dal compito scolastico assegnato agli alunni "scrivi il tuo albero genealogico" iniziamo il nostro percorso nella vita del piccolo Gauss. I litigi in casa, i giochi con i compagni, la sua grande amica Azzurra.
Allegria e commozione altalenanti scorrendo le righe e girando le pagine ... sì, ammetto che mi sono anche scese le lacrimucce.
Raccontato in prima persona, mette in riga il mondo degli adulti con una semplicità disarmante che solo l'ingenuità e l'arguzia di un bambino possono fare. Il racconto di Gauss fa capire quanto la vita sia una cosa bella da vivere con semplicità .
Un fanciullo disposto a tutto per arrivare al suo obiettivo e, come scrive qualcuno, i suoi principali nemici nella vita sono l'ipocrisia e l'inadeguatezza degli adulti ad affrontare quanto di più semplice possa esistere: la realtà.

Leggete questo libro senza aspettarvi nulla, senza analizzarlo; percepitelo, gustatelo e amatelo con semplicità, quasi fosse una boccata di ossigeno: Silvia Tesio sarà brava a farvi capire il perché di questo racconto. Grazie alla mia amica Abbru per aver messo questo libro tra le mie mani e grazie tante anche a Gauss.

sabato 3 gennaio 2015

L'isola delle farfalle - Guest Post#20

Ultimamente sto sperimentando autori che per me sono autentiche novità, e ci sto prendendo gusto.
Il libro appena terminato, nella mia classifica, si piazza come un buon scritto. Per puro caso mi sono persa nel suo titolo e quindi mi sono imbattuta in una storia d’amore, ma non di quelle mielose che annoiano, una di quelle che nascono nel passato, e qui parliamo del 1888, e si rispecchiano nel presente: anno 2008.
I cambiamenti di epoca nella lettura non infastidiscono, li ho trovati sempre chiari e precisi, tengono un po’ in suspance e attaccati al libro.
Una giovane donna, alla caccia di un segreto di famiglia, deve seguire indizi lasciati in giro dalla sua ultima zia, che sul punto di morte le affida questo incarico. Ambientato a seconda del piano temporale tra Germania, Inghilterra e Sri Lanka.
La descrizione delle piantagioni da tea, delle case coloniali, della lavorazione di questa importante e raffinatissima pianta è spettacolare, tanto di aver voglia di partire immediatamente per trovarsi in mezzo a quegli interminabili tappeti di velluto.

Lettura soft, ma incalzante, scrittura scorrevole. Un buon libro per qualche ora di relax 

giovedì 20 novembre 2014

Stoner - Guest Post#19

Prima di addentrarmi nell’analisi di questo libro, devo un doveroso e sentito ringraziamento ad una cliente, lettrice accanita come me, che un giorno mi ha prestato questo scritto dicendomi “provi a leggerlo”. Ebbene, dopo un periodo relativamente lungo, durante il quale ha sostato su una pila di libri che aspettano la mia lettura ed è stato traslato dopo altre più avvincenti storie, posso dire che avrei dovuto leggerlo nello stesso istante in cui è transitato tra le mie mani. Quindi grazie.
Parlare di capolavoro è abbastanza riduttivo, forse si addice di più un semplice "geniale".
Baserò le mie riflessioni tenendo come punto di riferimento la postfazione di Peter Cameron. Una storia banale insignificante, chiara fin dalle prime righe, ma l'opera d'arte è il lavoro che lo scrittore fa descrivendo la vita di William Stoner, una storia unica, profonda.
A fine lettura la prima cosa che ho analizzato è stata la scrittura, pacata, sensibile, sembra di volteggiare tra le pagine del romanzo, di essere presente nei sentimenti e nelle azioni di Stoner. Spesso si ha la sensazione di doversi inserire nella scena per prendere le parti del personaggio, per difenderlo dalle cattiverie della moglie e del collega, tanto che, non riuscendoci, si resta amareggiati e depressi, quando è chiaro che lui non avrà reazioni immediate per proteggersi.

Si possono trasformare in filoni ben distinti i rapporti umani che Stoner ha con tutti i personaggi che lui incontra mentre gli anni passano nella sua vita. Tratta la vita e la morte con una maestria incredibile.
Ci sono passaggi e descrizioni nel romanzo che mi sono rimasti indelebili nel cuore: la razionalizzazione della morte del suo amico Dave in guerra, quella guerra a cui lui non ha voluto partecipare, ma che lo sconvolge e cerca di paragonare e comprendere attraverso quella morte descritta nella letteratura che lui studia. La sistemazione del suo studio nella casa nuova, che lui crea a sua somiglianza quasi dovesse iniziare una nuova vita. La descrizione del rapporto con l’amata figlia, perfetto fino a quando la moglie non lo guasta e che lui descrive impotente senza opporre nessuna resistenza a quell’allontanamento che lui subisce, ma di cui poi capirà di avere pagato conseguenze troppo alte sia lui sia la figlia.
La descrizione dell’amore per Katherine: “la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è la fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra”. La capacità di descrizione della propria morte, lo spirito che esce dal corpo, la parte della sua vita finita con la partenza del suo grande amore.
Un romanzo che lascia senza fiato, una lettura che è articolata per trasformare una vita povera e insignificante in una ricca e piena di personalità.
Vi lascio trascrivendo una frase che all’inizio del libro mi ha colpito moltissimo “certe volte, immerso nelle sue letture, lo assaliva la coscienza di quante cose ancora non sapeva, di quanti libri non aveva ancora letto. E la serenità tanto agognata andava in mille pezzi appena realizzava quanto poco tempo aveva per leggere tutte quelle cose e imparare quello che doveva sapere.

La prima stampa del libro risale al 1965. …… ancora grazie!

venerdì 14 novembre 2014

Sangue blu - Guest Post#18

Una vera scoperta. Mi sono imbattuta in questo autore per puro caso, ho preso qualche informazione e alla notizia “ per tanti versi paragonabile a Alicia Gimenez Bartlett” sono corsa a leggere.
Genere poliziesco, sesto libro pubblicato in Italia della serie dedicata al commissario Van In, ambientato a Bruges.
Bellissima la personalità , che viene fuori leggendo, del commissario: burbero, strafottente, irruento, geloso, intuitivo, contrapposta a quella di Guido, suo amico e vice, pacato, riflessivo, accondiscendente, che ci fanno assistere a bizzarri siparietti.
Non vi racconterò nulla della storia, si sprecano i siti con trame, ma vi dirò che è un ottimo giallo, che vi terrà incollati alle pagine fino alla fine, e poi non è bello svelare anche solo piccoli indizi! L’ambientazione particolare descritta minuziosamente coinvolge ancora di più nel poliziesco.
Unico neo di questo libro: probabilmente la traduzione è o troppo letterale o troppo interpretata, per cui ci sono dei dialoghi tra Van In e Guido in cui si ha la sensazione di smarrirsi, di aver perso una battuta, di non aver afferrato il vero senso del dialogo, tanto da tornare a rileggere il pezzo.

Frasi troppo raffinate si alternano a frasi più grezze, sarà un problema di stile dell’autore o un effettivo problema di traduzione? Nonostante questo piccolo “problema”, una bella scoperta questo Aspe, andrò sicuramente alla ricerca di un altro dei suoi scritti.

giovedì 6 novembre 2014

A proposito di lei - Guest Post#17


Parto questa volta dal post scriptum del libro: questo romanzo è stato scritto sulla base del film trama di Dario Argento.
Se amate il paranormale, le sedute spiritiche, i fantasmi, le visioni è il vostro libro.
Un po’ più commerciale dei precedenti lavori di Banana Yoshimoto a mio avviso, leggero ma non superficiale per l’estrema attenzione ai dettagli, che trasmettono emozioni e ti tengono vigile.
Purtroppo la storia mi ha fatto perdere spesso il cammino, per quanto la scrittura sia scorrevole. Ho dovuto fermarmi più volte per cercare la giusta via. A mio avviso, una Yoshimoto molto distante da Kitchen.
Descritto come il viaggio della memoria, la protagonista , con l’aiuto del cugino, compie un viaggio a ritroso nel tempo, fino ad arrivare alla sua infanzia che tanto è stata infelice. Il colpo di scena sarà solo nel finale.

Per quanto sia stato un libro che non ho amato mentre lo leggevo, lascio a chi si avvicina al genere più di me l’ardua sentenza della critica.

venerdì 24 ottobre 2014

Smamma - Guest Post#16

La copertina indica: un romanzo acuto, comico, liberatorio. Aiuto! Non mi sento affatto di condividere queste parole per descrivere questo scritto. Forse scriverei in copertina: grido di terrore! Perché più che ridere mi sono trovata a piangere.
Leggendo e rileggendo queste pagine ci troviamo faccia a faccia con il panico, la tragedia in cui la società di oggi ci ha gettato, altro che situazioni comiche: genitori in crisi che urlano la loro inadeguatezza di fronte al cambiamento repentino dei figli.
Il libro di Valentina Diana è un puzzle di situazioni famigliari. Due presenze maschili in una famiglia dove nessuno fa la parte del padre, dove non ci sono gerarchie (non ci sono o non ci vogliono essere?) da rispettare e regole da seguire.
Il quadro dipinto è figli di famiglie separate, che crescono in mezzo alla tecnologia, ma che si isolano dal mondo diretto, quello delle relazioni sociali, del divertirsi con banalità senza annoiarsi.
Troviamo mamme che si affidano a manuali per allevare i figli, per cercare anche un solo semplice contatto con loro. Paradossalmente c’è più comunicazione tra nonni e nipoti che tra figli e genitori.
Ma a che punto stiamo arrivando? Ma che generazione di giovani stiamo allevando? Ma che adulti e poi genitori siamo diventati?
E’ un libro che mi ha suscitato più di un’emozione: rabbia per i risultati che otteniamo, tristezza per quello che abbiamo imparato e non sappiamo trasmettere, isterismo perché avrei preso a pugni in tante occasioni la mamma descritta.
Leggetelo e  in base al vostro stato avrete sicuramente sensazioni diverse dalle mie, dalle parole che state assimilando.
Non so veramente se interpretarlo come un urlo di disperazione per attirare l’attenzione della società, o un moto di rivoluzione trincerato dietro alla rassegnazione di una società tecnologica e menefreghista  che ci sta portando via i figli e la loro adolescenza.
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