martedì 29 settembre 2015

In pugno alle stelle – Panoramica di famiglia

LoreGasp


Valeria Amerano è ancora con noi. E lo sarà sempre, ormai! In questo Blog abbiamo già letto quasi tutto di lei, come potete vedere qui e qui. Mancava In pugno alle stelle, che è stata una delle prime opere, dopo una serie di racconti pubblicati. Avvicinandosi il momento in cui potrò rincontrare di persona Valeria (dopo gli Eventi di Lettura di Rosta di quest’estate), ho voluto approfondirne la conoscenza tramite i romanzi che ancora mi mancavano all’appello, dopo Nuda proprietà. Le mie compagne Furiose avevano già potuto leggere Non voltarti, abbiamo perso, e Studio da carabiniere e poi ti sposo, mentre io ero rimasta leggermente indietro. L’impulso di guarigione che mi guida in questo periodo mi ha fatto posare la mano su In pugno alle stelle.

Dalla prima frase, sono stata afferrata e messa a sedere in prima fila ad assistere allo spettacolo di una Commedia Umana alla Balzac, incentrata su una famiglia molto piemontese dei giorni nostri: “Il mio nonno paterno era nato nel 1875 nella campagna pinerolese da una famiglia che non pensava con assillo al domani”. (Valeria Amerano, In pugno alle stelle, pag. 7, Alzani Editore) E’ fatta: il gancio è entrato dentro in profondità, e non riesco a toglierlo (per modo di dire) che poco più di un centinaio di pagine e qualche ora dopo, quando lo stampato finisce e inizia l’indice.

Facciamo subito la conoscenza degli avi di Anna, la voce narrante, che scopriamo essere totalizzante e discreta al tempo stesso. E’ la sua voce che sentiamo nella testa, ma vediamo i suoi familiari con i suoi occhi, nei loro corpi e nei loro caratteri. Ognuno di loro, con le sue espressioni tipiche dialettali, e le sue caratteristiche che lo distinguono senza dubbio da tutti, prende vita propria dalle parole di Anna e si mostra a noi con splendore e miseria.

Apparentemente, la narrazione è molto semplice: è la storia di una famiglia, scomposta nei due rami di ascendenza paterna e materna, sullo sfondo di Torino e della sua campagna circostante, dai primi del Novecento fino ai giorni nostri. Di semplice, però, non c’è nulla. Per inciso, prendetevi la domanda: c’è davvero qualcosa di semplice nelle storie di famiglia? E i personaggi che la compongono, sono davvero così semplici e banali zii, zie, nonni, padri? Forse nessuno di loro è Indiana Jones, il Dottor Who, uno scienziato geniale e fuori di testa, e nessuno di loro inventa una cura per il cancro, salva vite umane lanciandosi dai palazzi con superpoteri all’Uomo Ragno, o sventa rapine e ferma guerre sul nascere grazie a strabilianti doti diplomatiche.

Tutti, però, sono esseri umani. Vivono e si esprimono, con fatica o facilità, a seconda dei caratteri sviluppati da educazioni severe o lassiste, affrontano la realtà con le sue sfide e le sue domande, piccole e grandi: l’amore, la realizzazione nella vita, il rapporto con gli altri, il confronto con la fortuna e le circostanze volubili. Sono uomini e donne complessi, tutti, anche nella loro apparente banalità, e ogni evento, dal battesimo al funerale passando per il primo giorno di lavoro o la prima umiliazione, è davvero importante e fondamentale quanto decidere delle sorti del mondo.

Alla fine della lettura, ho contemplato un affresco grandioso, pieno di colore e sapore, in mille e mille sfumature. Abbiamo già avuto modo di sottolineare la padronanza e la ricchezza della lingua modellate in espressioni semplici, da parte della scrittrice, ma in questo libro diventano particolarmente calde. E’ il calore dell’affetto e della partecipazione, talvolta stizzita, della voce narrante che dipinge i suoi familiari nelle parole scritte. Anche il gelo tipico dei modi di qualcuno dei suoi parenti diventa caldo e vivo nei suoi ricordi.


Leggete In pugno alle stelle, se volete rivalutare e ripensare il vostro rapporto con il vostro gruppo parentale, sia esso già ottimale o conflittuale. Forse non vi farà diventare più buoni verso quei parenti che non perdono occasione di tirarvi frecciate o contrastarvi, ma vi farà nascere domande sulle motivazioni che li spingono a mostrare i lati di sé meno edificanti. Qualche volta, vi consolerà pure…com’è capitato a me. Certe parole e certi comportamenti di zii e cugini di Anna sono storia vecchia e dolorosa anche nei miei ricordi, pur essendo incarnati in altri visi e altri luoghi. Tuttavia, questo libro mi ha ricordato, nel suo modo caldo e garbato, che siamo tutti protagonisti di una Commedia di azioni che recitiamo talvolta inconsapevoli e meccanici, in tutte le lingue e le razze del mondo. Partendo da questo terreno comune, vedremmo quanto poco contano le altre differenze… 

2 commenti:

  1. Bel post, il libro sembra davvero interessante :)

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    1. Lo è, ti assicuro. E' la storia di tutti noi, e dei nostri rapporti famigliari.

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