domenica 5 novembre 2017

Eventi di lettura#18 – Una Settimana di Paura e Brividi, tutto tra i libri!

LoreGasp

Si è appena conclusa un’intera settimana di paura “letteraria”, tra Rosta e Buttigliera Alta, da sabato 28 ottobre a sabato 4 novembre, scaturita dall’avere nel bel mezzo la festa più paurosa, fraintesa, contestata e derisa dell’anno, Halloween, caduta martedì 31 ottobre.

Scansando il solito “dolcetto o scherzetto?” e il suo consueto codazzo di polemiche, spiegazioni e definizioni più o meno etimologiche del nome Halloween, il Blog e Bolla e Fantasia hanno voluto festeggiarla al modo letterario, non solo leggendo o consigliando libri “de paura” che potessero aiutare a entrare nello spirito (è proprio il caso di dirlo) della serata, ma invitando alcuni scrittori del campo a leggerli con noi.


A noi del Blog Del Furore e di Bolla non basta una sola serata di paura letteraria: è troppo poco il tempo per leggere!

Ed ecco partire l’invito agli scrittori di thriller di nostra conoscenza malcapit… ehm, selezionati: scegliamo e leggiamo insieme un titolo appartenente al genere horror/noir/thriller/gotico/giallo, opera di un altro autore, un altro “collega”, di qualunque nazionalità ed epoca. Incontriamoci con un pubblico di lettori e parliamone: pregi, difetti, collegamenti e rispecchiamenti con i loro stili, consigli o sconsigli.

Il risultato, ve l’anticipo, è stato di veder crescere e sviluppare due bellissimi dibattiti, divertenti, approfonditi, partecipi e di stimolo, con persone e libri diversi. È stato un continuo intrecciarsi di opinioni, battute, consigli, considerazioni tra scrittori che in quel momento erano entrati nella veste di lettori “specializzati”. Ciascuno di loro, posata la penna con cui creano i loro scritti (che hanno presentato in pochissimi minuti, superando ogni record di stringatezza ed efficacia di esposizione, senza spoiler), si è lanciato in una discussione ben argomentata e interessante sulla bellezza (o meno) del testo scelto. Forse un pochino pilotato, devo ammettere… ma era troppo allettante la prospettiva di vedere scrittori del genere trasformarsi in lettori specializzati e ascoltare le loro opinioni, suggerimenti e anche proposte.

Anche questo è un modo per conoscere un autore: non solo ascoltarlo mentre parla della propria creatura, ma anche di come parla e reagisce a quelle altrui.

Scendiamo un momento nei dettagli.

Sabato 28 ottobre ci siamo ritrovati per un Pomeriggio di Paura a Rosta, presso la Sala consiliare del Comune, grazie alla presenza infaticabile dell’assessore Anna Versino, coadiuvata da Simona. Gli scrittori invitati a rabbrividire con noi erano Gianni Rovida, autore de La donna serpente (Spunto Edizioni), Francesca Battistella, autrice de La bellezza non ti salverà (Scrittura e Scritture), e Antonio Mesisca, Nero Dostoevskji (Scrittura e Scritture). Libro scelto: Nel bosco di Aus, di Chiara Palazzolo.

Dopo le presentazioni, sono partita con la primissima domanda, la più semplice al limite della banalità: vi è piaciuto il libro? assistendo all’aprirsi di una bellissima conversazione a tre, punteggiata dalle mie domande/interferenze sui pregi e sui difetti del libro in lettura. Il testo non è dei più facili e lineari, nemmeno per l’autrice stessa: non si può classificare come horror “puro”, sempre che esista qualcosa di simile, ed è qualcosa di più ampio e stratificato di un giallo, per quanto sia pieno di mistero, con risvolti sovrannaturali, grazie alla presenza di streghe e cerchi magici di funghi. Tutti e tre gli scrittori sono stati molto brillanti e sicuri nel cogliere tanti di questi aspetti e a farli emergere, anche criticandoli. La bellezza di un dibattito sta nel dire anche “non mi ha convinto troppo, questo, perché…” poiché è motivo di arricchimento generale cogliere un lato meno splendente di una situazione, un libro, una persona.

Sarebbe troppo lungo descrivere tutto nei minimi particolari, per cui vi invito a esserci, se per caso non siete riusciti a presenziare in queste occasioni, in modo da non perdervi la possibilità di sentire parlare di libri in modo nuovo. Ciascuno degli scrittori ha contribuito con la sua esperienza, il suo bagaglio di conoscenze, il suo atteggiamento e con la passione che li contraddistingue. Non sono mancate occasioni per ridere e riflettere, concordare e dissentire. Francesca Battistella ha messo in luce tanti aspetti dell’interagire femminile interpretandolo con la sua facilità di eloquio, leggendo pezzi dal libro e collegandoli in maniera originale. Antonio Mesisca ha messo l’accento giusto su quello che non lo convinceva molto del libro, con la sua consueta vena ironica che spinge l’ascoltatore a volerne sentire di più. Gianni Rovida ha colto gli aspetti della magia e dell’atmosfera rarefatta creata dalle streghe e dal loro contrapporsi, oltre al puntualizzare certi punti lasciati vaghi dall’autrice stessa.

Tre scrittori, tre stili, tre personalità diverse, un libro e tanta piacevolezza.

Sabato 4 novembre, invece, abbiamo scelto di sentire brividi a Buttigliera Alta, presso la Sala Consigliare del Comune, grazie al vice-sindaco Laura Saccenti. La struttura era simile, ma gli scrittori invitati erano due: Gianni Bertani, autore de Il Grisbì (Forme Libere) e Davide Pappalardo, autore di Buonasera (signorina) (Eclissi). Per il libro, siamo andati decisamente a Nord, tra i ghiacci della Norvegia: Il confessore, di Jo Nesbø.

La figura di questo confessore così particolare, un carcerato drogato nemmeno lontanamente imparentato con un cappellano o un religioso di qualunque genere, ma dall’atteggiamento passivo così aperto da mettere a proprio agio i compagni carcerati, al punto da recarsi da lui in pellegrinaggio a confessare tutto dei propri crimini, mi aveva incuriosito parecchio per la sua apparente impossibilità di esistenza. Come fa un carcerato ad essere gentile d’animo e aperto ad accogliere confessioni di nefandezze? La gentilezza c’entra solo in parte, come scoprirete quando leggerete il libro. Ha molto a che fare con la contraddizione, con la coesistenza in uno stesso individuo o in una stessa situazione, di aspetti diversi e contrastanti.

Quello è stato il filo principale di un altro dibattito vivace, che si è sviluppato senza un momento di stanchezza, tra due scrittori molto preparati e pronti a sviscerare tutti gli aspetti (o quasi) del romanzo che si sono ritrovati tra le mani. Anche in questo caso non c’è stato molto spazio per la scelta democratica del titolo (:-D), per cui si sono messi in gioco con un autore lontano da loro per approccio, nazionalità e stile. Giovanni Bertani ha evidenziato con molto senso dell’umorismo il momento di blocco da lui vissuto nelle prime pagine del romanzo, quando un certo evento della vita del confessore gli ha quasi sbarrato il passo. Non si sentiva di andare avanti, a quel punto. Ma… essendo lo scrittore e la persona dalle mille risorse che è, ne è uscito brillantemente e ne ha saputo parlare con arguzia.

Davide Pappalardo è stato molto attento a cogliere anche gli aspetti e alcuni personaggi secondari, che apparentemente avrebbero potuto essere tralasciati, ma che in realtà avevano un bel ruolo preciso nel giro ampio del romanzo. Uno scrittore può farsi passare certe occasioni sotto il naso? No, non proprio.

Questi che ho descritto sono stati solo due momenti di un flusso di conversazione molto ricca e divertente a proposito di un libro, da parte di due autori che l’hanno letto e vissuto con passione. Quella stessa passione e voglia di nuovo, di nuove prospettive e di creazione, che traspare fortissima nei loro romanzi. Per quanto siano di origini diversissime (Giovanni Bertani è di Parma, mentre Davide Pappalardo siciliano, con ascendenze fenicio-aragonesi-saraceno-normanne… dovrete farvelo dire da lui, con precisione), sono accomunati da una forte passione per la scrittura, ma la scrittura vissuta, talmente a fondo, da non essere nemmeno più percepita. Sono due persone che è piacevolissimo ascoltare per ore, poiché credono in quello che dicono e sono vere nelle loro espressioni verso l’esterno, ciascuno nel suo personalissimo, originalissimo modo.

Dovrete vederli e ascoltarli dal vivo, e poi mi darete ragione. (Colto il messaggio subliminale? Seguite i prossimi eventi di Bolla e Del Furore…)

Se volete guardare tutto il resto delle foto, collegatevi alle pagine Facebook di Bolla e Fantasia e Del Furore Di Aver Libri.


Io posso dire di essere uscita arricchita di tantissimo, da questa settimana di paura e brividi. Davvero moltissimo. Del resto, la paura non è una delle altre facce dell’eccitazione?
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