Visualizzazione post con etichetta Il racconto su Dracula voevoda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Il racconto su Dracula voevoda. Mostra tutti i post

mercoledì 10 luglio 2013

Il racconto su Drakula voevoda – L’inizio storico del Dracula

Ogni tanto, mi sorge l’impulso di virare decisamente verso la direzione opposta a quella che sto percorrendo. Dracula non ha molta attinenza con Lady Susan e la questione femminile, o con Frodo che sta per capire in quale ginepraio si sta tuffando con quel bell’anello d’oro lasciatogli dal caro zio Bilbo. Ieri pomeriggio stavo guardando la mia vecchia libreria in casa dei miei genitori, che raccoglie la mia collezione libresca giovanile, riscoprendo vere e proprie perline. Una di queste è Il racconto su Drakula voevoda, di cui mi ero completamente dimenticata. E’ un gioiellino non solo per il contenuto, ma anche per l’aspetto. E’ uno dei libri di formato piccolino editi da Sellerio, con quella copertina di carta pesante ripiegata, di un informe colore grigio o blu, molto essenziale, su cui spicca, incollata, un’immagine solitamente di un quadro o di una stampa poco conosciuti, dei secoli passati. E’ uno di quei libri che a me piace immensamente tenere tra le mani come se fosse uno scrigno, e accarezzare come se fosse la lampada di Aladino custode del potentissimo genio. E’ un libro antico d’aspetto, per quanto non lo sembri affatto: stampato nel 1995, con un prezzo ancora in lire. Sulla copertina spicca un’immagine a tinte scure di un olio risalente al primo quarto del XVIII secolo, conservato al Museo Russo di Stato di San Pietroburgo. E’ un gentiluomo dal viso serio, con tratti marcati, e occhi profondi dall’espressione ferma e rapace. Le mani sono grandi, forti e suggeriscono una presa spietata, nient’affatto gentile. Un bel ritratto di Dracula, quello storico. Se non fosse per la foggia dell’abito che indossa, che a malapena s’indovina sullo sfondo scuro, e che è troppo moderna per l’epoca in cui visse davvero, non si avrebbero dubbi. E’ un piccolo gioiello, questo libro, perché parla di un frammento di storia umana, di un personaggio passato alla storia per la sua estrema crudeltà, raccontato da un monaco sconosciuto, di cui è rimasto solo un nome, Efrosin.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...