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martedì 29 gennaio 2013

Tutto quadra, adesso!

C'è una ragione per tutto...!
Come promesso, per almeno sei mesi niente più vampiri. Ma quando ho visto questa foto su Facebook non ho proprio saputo resistere. Qui c'è l'"antefatto di Twilight", se vogliamo vederla dal punto di vista di un furioso di libri, secondo cui i personaggi dei libri vivono di vita propria nonostante tu abbia chiuso la copertina, e non solo, conoscono anche quelli di altri volumi, e magari li incontrano pure. Harry Potter scongiura il morente Cedric di non andarsene in Twilight (che in inglese è anche crepuscolo, tramonto), diventando così il tenebroso vampiro Edward Cullen. E poi, avevo appena nominato entrambi qualche post fa...non c'è miglior chiusura dell'argomento, no? :-D

venerdì 26 ottobre 2012

New Moon – Eclipse – Soluzione (quasi) finale


Con il suo scatto da centometrista, e un salto da leopardo in caccia, Bella si avventa sul vampiro scintillante, mentre una bambina si sta già voltando verso di lui, attirata dal luccichio. Lo spinge all’interno del palazzo dei Volturi e gli evita per pochissimo l’esecuzione all’alba. O l’equivalente di un’esecuzione per un vampiro, insomma. Tutto è bene quel che finisce bene? Pare di no, almeno non ancora. Edward e Bella vengono portati all’interno, seguiti da Alice che nel frattempo è riuscita ad arrivare, al cospetto della temibile famiglia. Lunghi attimi di tensione, in cui sembra che entrambi debbano morire, tenuti in sospeso dagli annoiati e potentissimi arci-vampiri che si divertono un po’ a stuzzicarli, prima di lasciarli andare, con l’ingiunzione di risolvere il problema “Bella”. Bella è un problema, sì. E’ umana. E questo si potrebbe risolvere facilmente, secondo qualcuno di loro, ma Edward si oppone a trasformarla in cibo. Lei vorrebbe diventare un vampiro, ma di nuovo Edward si oppone, nel tentativo di salvarle l’anima. Insomma, non gli va bene niente. Oltre ad essere uno stalker immortale, anche parecchio esigente e difficile da accontentare. Tuttavia, non può continuare a restare umana…o in vita. Sa troppo. Conosce troppo bene i vampiri e il loro mondo, non può essere lasciata libera di andarsene in giro, vittima della propria natura incostante e volubile, che la porterebbe a spifferare il segreto anche inconsapevolmente e contro la propria volontà. E’ l’opinione dei vampiri sui poveri “esseri”, dimenticando di esserlo stati essi stessi, anche se in tempi lontanissimi. Tuttavia, non hanno completamente torto. Bella, oltre che ad avere caratteristiche umorali tipicamente femminili (suona maschilista questa affermazione, ma possiamo davvero contraddirla e rifiutarla come non vera? Magari non lo è in tutti i casi, ma una certa dose di volubilità appartiene di “default” allo spirito femminile. Possiamo definirla meglio come una sorta di predisposizione spiccata al cambiamento.), è sbadata e scoordinata senza speranza. Non può scendere da un gradino senza minacciare fratture multiple.

venerdì 12 ottobre 2012

New Moon – Eclipse – Non ci sono complicazioni a sufficienza?


Bella si è sempre sentita un po’ “strana”, o meglio, non si è mai sentita al suo posto, nei primi 17-18 anni della sua esistenza. Ora si capisce perché…va a innamorarsi, sebbene in due modi diversi, di un licantropo e di un vampiro. E non si può dire che l’offerta “umana” sia scarsa: è ammirata e desiderata, ma lei non se ne accorge proprio. In questi due libri, seguiamo Bella mentre cerca di barcamenarsi nel suo strano ménage: non sa vivere senza Edward, vuole diventare un vampiro come lui (ma lui fa parecchia resistenza, all’inizio), e non sa rinunciare a Jacob, il licantropo, che la vuole per sé e le prospetta quanto vivrebbe, è proprio il caso di dirlo, bene con lui. Lui potrebbe offrirle una vita, Edward una non-vita. Anche il vampiro, sebbene riluttante, la pensa in questo modo: non vuole che Bella diventi un mostro come lui. Edward è l’unico della sua strana famiglia a pensarla così, di se stesso: si considera un mostro, un assassino pericoloso da tenere a bada e scacciare. Jacob, invece, è orgoglioso della sua natura di lupo. E’ un’eredità magica dei suoi avi, che viene usata a scopi benefici: proteggere se stessi e gli esseri umani dai “Freddi”, dai vampiri come Edward in cerca perenne di sangue per sopravvivere. Bella, dopo molti tentennamenti, avuti soprattutto per non offendere brutalmente Jacob con la determinazione della sua decisione, sceglie come vuole avere la sua vita. Il ritmo di New Moon è un po’ lento e a tratti irritante: è comune a tutti i secondi libri delle saghe perdere forse qualcosa della spinta iniziale. L’ho già visto capitare in altre saghe: il secondo libro è il momento di transizione della storia, dall’inizio verso la sua conclusione, quando emergono problemi o situazioni nuove, ma non ancora le loro soluzioni. New Moon è soprattutto dedicato a Jacob (Edward è momentaneamente e dolorosamente lontano), alla sua trasformazione sempre più veloce in licantropo e accanito pretendente di Bella, che da parte sua si trova attratta, ma ancora profondamente legata al vampiro.


mercoledì 10 ottobre 2012

New Moon-Eclipse – Non solo vampiri…


…anche licantropi. Non potevamo trascurarli. Approfitto della coincidenza di questi giorni, in cui per televisione hanno trasmesso i primi tre film della Twilight Saga, per un commento veloce sugli altri due libri che mancano, New Moon ed Eclipse. Manca ancora Breaking Dawn, e un piccolo spin off, “La breve vita di Bree Tanner”, in cui si parla di una vampira dall’esistenza brevissima, comparsa in Eclipse. I libri numero 2 delle saghe tendono ad essere abbastanza noiosi. In New Moon, Bella Swan cade in una depressione profondissima perché Edward decide di andarsene, per non farle del male. Per quanto riesca a trattenersi, non è sicuro di riuscire a farlo per sempre. Un incidente sfortunato in casa Cullen, in cui Bella si ferisce, e rischia di essere uccisa da uno dei componenti, da poco convertito al “vegetarianesimo” dei Cullen, ancora incapace di resistere del tutto alla vista e al profumo del sangue umano, lo convince della sensatezza della sua decisione. Tuttavia, questa ha ripercussioni su entrambi, sia su Bella, che si lascia morire di tristezza, sia su di lui, che non riesce a vivere senza di lei. A questo si aggiunge anche la presenza di una vampira “cattiva”. Non è cattiva solo perché segue la dieta tradizionale dei vampiri, ma perché vuole vendicarsi dei Cullen uccidendo Bella; nel libro precedente, Twilight, il compagno della cattiva Vittoria è stato ucciso da Edward, accorso in aiuto della ragazza sul punto di diventare il dessert del vampiro. Situazione complicata, insomma. Come se non fosse sufficiente far innamorare due “razze” diverse, la Meyer aggiunge anche il motivo della vendetta e della gelosia. All’inizio ho parlato di licantropi. Parallelo al filone dei vampiri scorre quello dei licantropi. Nel primo libro emergono, ma sono presentati come una leggenda o poco più. Come se i vampiri non lo fossero…Uno degli amici di Bella è un giovane indiano della tribù dei Quileute, Jacob, che vive in una riserva nei boschi vicino a Forks, la città in cui lei vive. E’ all’interno di quella tribù che si raccontano le leggende dei licantropi, e di come la tribù stessa discendesse dai lupi. Ci stiamo allontanando sempre più dall’ambito umano. Di qui a breve, Bella si trova coinvolta in un triangolo amoroso: lei, il vampiro, e il licantropo, Jacob. E pensavamo  che le vicende di Beautiful fossero complicate? :-D

domenica 25 marzo 2012

Twilight – Un’ironia insolita

E’ un libro di vampiri strani, questo. Viene subito fuori che Edward Cullen fa parte di una “famiglia” di vampiri: padre, madre, alcuni fratelli e sorelle. Prima deroga alla figura del vampiro, oscuro, malvagio, e sempre solitario. Il padre (e in senso vampiresco lo è) è un medico, che lavora nell’ospedale della cittadina. Seconda clamorosa deroga. I vampiri lavorano? Si mostrano di giorno (mai al sole, però)? Non si nutrono di sangue umano? E poi, far lavorare un vampiro in un ospedale equivarrebbe ad affidare una serie di pollai alle volpi. Secondo me, questo è un tocco d’ironia sottilissimo e molto divertente da parte dell’autrice. Il Dottor Cullen, il padre di Edward, è anche un medico capace e molto stimato dalla comunità. Si sarebbe portati a pensare ad una doppia vita dietro alla facciata gradevole: se lavora in ospedale, ha libero accesso a sangue e vittime, che poi può facilmente occultare. Invece, emerge che il medico vampiro ha dato prova, nel corso dei secoli, di una forza d’animo talmente straordinaria da essere capace di imporsi sulla propria natura di predatore. Non solo cerca con tenacia, fino a trovarlo, il nutrimento alternativo per lui e i suoi simili, che educherà a dominare e trasformare la propria sete oscura, ma si dedica ad aiutare e curare proprio quelli che dovrebbero comporre le portate principali dei suoi pasti, gli esseri umani.  Un angelo con ali di pipistrello. Edward e i suoi fratelli non mostrano lo stesso desiderio di mescolarsi ai loro concittadini. Per quanto addestrati a tenere sotto controllo gli istinti, non sembrano fidarsi della propria forza come fa il medico. In effetti, a scuola formano un loro gruppo appartato, anche per non dover essere costretti a spiegare perché non mangiano mai dalla mensa, pur prendendo vassoi e portate come tutti gli altri studenti. Quando Edward incontra Bella per la prima volta, la protagonista femminile, il vampiro distante e superiore nella sua forza e longevità, riceve un duro colpo. La ragazza è talmente irresistibile (pur essendone completamente inconsapevole) che in lui si risveglia la sete e solo un’enorme sforzo di volontà gli impedisce di vanificare il suo addestramento. All’inizio sembra odiarla, e lei stessa ha questa impressione.  Lei rimane soggiogata dal suo fascino, ma intimorita dalla strana espressione di odio famelico che gli legge in viso, di cui non sa proprio spiegarsi l’origine. Inizia un rapporto ambiguo, sottile, fatto di silenzi, sguardi, supposizioni (soprattutto da parte di Bella, che è la voce narrante del libro), salvataggi tempestivi e del tutto straordinari da parte del vampiro, che diventa suo malgrado un angelo custode, pur se con ali di pipistrello come suo padre. Man mano che i due ragazzi si conoscono meglio (e Bella intuisce quasi subito la natura oscura del giovane e non ne rimane granché spaventata), il rapporto si colora di una certa sensualità ritrosa e anche ironica. Stephenie Meyer è di sicuro una donna ironica, abituata a sovvertire cose e situazioni. All’inizio è il vampiro ad essere attratto dalla ragazza, perché il suo profumo gli fa quasi perdere la testa e l’addestramento. Ma poi è lei che perde letteralmente la testa quando lui si avvicina fino a baciarla. Il contatto con il vampiro scatena una passione insospettata in una ragazza all’apparenza normale e dimessa (secondo la visione che Bella ha di se stessa), che deve “controllarsi” per non andare oltre. Anche perché, quell’oltre potrebbe avere conseguenze più tragiche di quanto comunemente accade.

domenica 18 marzo 2012

Twilight – L’altro vampiro

Ed ecco la moda delle ultime stagioni. Come spesso accade, leggo i libri di moda diverso tempo prima che questi diventino tali (come Il Signore degli Anelli, Il mistero del Sacro Graal, ecc.), oppure diverso tempo dopo. Aspetto che le acque e la frenesia si calmino, e poi prendo in mano il libro. Soprattutto per vedere cosa scatena così tante passioni e consensi. Capitò nello stesso modo per Harry Potter: erano già usciti tre libri prima che un’amica me li sistemasse in mano e mi dicesse di leggerli. Non volevo saperne. Dopo averli letti sono andata a cercare e ad aspettare gli altri perché qualcosa aveva risposto positivamente in me al maghetto con la cicatrice.  Ho fatto la stessa cosa con Twilight, ma devo dire che finora non si è acceso un interesse viscerale. Io adoro le storie di vampiri. Da Bram Stoker in avanti, penso di aver letto una serie di romanzi ottocenteschi più o meno famosi (come quello del Dott. Polidori, che dovrebbe aver ispirato il cult Dracula, Carmilla di Le Fanu) sul tema, fino ad arrivare ai giorni nostri. Lestat, il vampiro dandy di Anne Rice, che conobbi prima al cinema nel viso emaciato di Tom Cruise, mi convinse subito a comprare il libro e a seguire la saga. Seguo anche un fumetto sui vampiri, Dampyr. Non ho ancora deciso se sono i vampiri ad attirarmi o chi li combatte. M’interessa scoprire il vampiro, ma poi, in realtà, parteggio per chi gli dà la caccia e lo uccide. Era affascinante Dracula…ma non poteva rivaleggiare con Van Helsing. Questo capita nei romanzi dove il vampiro è il male. In Twilight, non è così. Il vampiro non si nutre di sangue umano, non è crudele e non progetta lo sterminio dell’intera razza umana per prenderne il posto. Edward è un bel giovanotto americano, meravigliosamente bello (un po’ pallido…), studente modello, bel tenebroso (e qui non è solo un modo di dire), dai modi educati d’altri tempi (ed è proprio così, letteralmente). Vive in una piccola e quasi sempre piovosa cittadina americana, frequenta la scuola e cerca di integrarsi al meglio…questione che gli riesce un po’ difficile, essendo un’icona di bellezza virile difficile da ignorare. L’adorazione altrui, però, rimane rispettosa e limitata: il giovanotto appartiene ad un’altra razza (e non è nemmeno qui un modo di dire, poiché nessuno sa che è un vampiro), e nonostante i suoi modi amichevoli, questo si percepisce talmente bene, che il resto della cittadina si accontenta di adorarlo da lontano, consapevole di non esserne all’altezza.
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