venerdì 12 maggio 2017

Lo sguardo oltre le vette – Un incanto di montagna

LoreGasp

Sono passati alcuni giorni da quando ho finito di leggere Lo sguardo oltre le vette, secondo libro di Marco Sartori, pubblicato da Spunto Edizioni. E un paio da quando l’ho presentato presso la Biblioteca Comunale di Rosta (lunedì 8 maggio), con Bolla e Fantasia, come si può vedere dalle foto allegate sotto. Non si è ancora spento l’eco delle parole e dello stile del libro, incentrato sulla montagna e su un modo particolarmente profondo di viverla e osservarla.

Sono molti i personaggi che lo popolano, e pochi sono quelli umani: il più importante, quello che attraversa i capitoli-racconti del libro ha un nome impegnativo, un paio di occhi sconcertanti, e l’età anagrafica e la resistenza fisica di altri tempi, lontani lontani: Garibaldi. La lettura-escursione di Lo sguardo oltre le vette inizia proprio con lui, tra le mani dell’ostetrica che lo accompagna nel mondo e che per la prima volta constata la qualità unica di quegli occhi già aperti e che sembrano già in grado di vedere, e si concluderà proprio con lo sguardo lanciato dal protagonista come un abbraccio verso la montagna che non potrà più incontrare per limiti raggiunti di resistenza.
Roberta Pierantoni e Marco Sartori
Seguiamo la crescita del bambino Garibaldi nella Torino “antica” del dopoguerra, nei suoi rapporti difficoltosi con la famiglia e gli amici, i colleghi e il capo nella maturità. Qualcosa s’inceppa sempre quando ha a che fare con gli esseri umani: non sono le sue creature preferite, e presto impara a selezionare le sue frequentazioni, e non ha paura di tagliare finti rapporti, amicizie inesistenti. Questa parte umana è quella che meno desidera che occupi il suo tempo, le sue energie. La sua crescita reale, il suo rapporto reale e sincero è con la montagna, e le sue creature. Signora immobile, potente, incontrastata e irraggiungibile, anche se attraversata continuamente da persone che la visitano, camminano sulle sue pendici, nei suoi boschi, convinte di conoscerla bene e di aver scoperto tutti i suoi segreti. Che provino fino a che punto sono riusciti ad arrivare in lei, quando decide di non volere nessuno su di sé, quando le sue rocce diventano improvvisamente scivolose o friabili e si sottraggono alle mani e ai piedi frettolosi dei piccoli umani arroganti che le si vorrebbero aggrappare addosso, e la temperatura cala improvvisa per l’arrivo di pioggia o nebbia.

Chi è la vera Signora, adesso?

Presto spostiamo lo sguardo dagli uomini per concentrarci sulle altre creature della montagna: lupi, cervi, coturnici. Non leggiamo semplicemente di loro e delle loro vicende: le viviamo in loro perché l’autore, Marco Sartori, ha donato loro la voce umana che non hanno perché impariamo a conoscerli DAVVERO. Il suo amore ampio e profondo per la montagna, emerso e coltivato fin da bambino, gli ha permesso di descrivere con particolari e con convinzione quello che vede, ma anche di costruire un ponte di comunicazione tra gli umani e i non umani di quell'ambiente.
Dopo aver letto questo libro, anche se non siete appassionati di montagna, imparerete che tutto quello che sapete o avete guardato finora di lei e delle sue creature, non è che la superficie. E nemmeno tutta, la superficie.

Se siete appassionati, invece, troverete qualcuno che parla la vostra lingua con proprietà, e la sa anche insegnare, con semplicità fluida. Spesso si rischia di cadere nei tecnicismi o nelle statistiche, in questo ambito, ma qui i numeri non sono importanti.

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