La notizia della morte di Barry Fairbrother (il cognome non
è scelto a caso) si sparge in un lampo. Il secondo capitolo inizia proprio con
una telefonata di uno dei personaggi, Miles Mollison, al padre, Howard
Mollison, proprietario di un negozio di
salumeria molto frequentato. Sarà la prima di una fila di comunicazioni simili,
accolte con reazioni diverse. Howard Mollison è stato avversario politico di
Barry, poiché, da benpensante ipocrita e mellifluo come si scopre man mano, non
condivideva il progetto di quest’ultimo di avvicinare sempre più la periferia
degradata (The Fields) a Pagford, contaminandola. Simon Price, padre crudele,
lavoratore meschino e intrigante, arrogante e pieno di disprezzo per il mondo,
che rovescia su moglie e figli picchiandoli e insultandoli ad ogni sguardo
storto, ne è quasi soddisfatto. Essendo un intrallazzatore di natura, aveva
sentito di una serie di traffici sordidi in comune, per cui Barry Fairbrother
intascava una sorta di “pizzo” (attribuzione tutta italiana, questa: l’inglese
non conosce un termine così leggiadro per una pratica così sordida) da alcuni
fornitori. Morto lui, gli balena in mente l’idea di prenderne il posto come
criminale e farsi un po’ di soldi a spese della comunità.
