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sabato 26 gennaio 2013

Il seggio vacante – Una notizia, reazioni diverse.


La notizia della morte di Barry Fairbrother (il cognome non è scelto a caso) si sparge in un lampo. Il secondo capitolo inizia proprio con una telefonata di uno dei personaggi, Miles Mollison, al padre, Howard Mollison, proprietario di un negozio  di salumeria molto frequentato. Sarà la prima di una fila di comunicazioni simili, accolte con reazioni diverse. Howard Mollison è stato avversario politico di Barry, poiché, da benpensante ipocrita e mellifluo come si scopre man mano, non condivideva il progetto di quest’ultimo di avvicinare sempre più la periferia degradata (The Fields) a Pagford, contaminandola. Simon Price, padre crudele, lavoratore meschino e intrigante, arrogante e pieno di disprezzo per il mondo, che rovescia su moglie e figli picchiandoli e insultandoli ad ogni sguardo storto, ne è quasi soddisfatto. Essendo un intrallazzatore di natura, aveva sentito di una serie di traffici sordidi in comune, per cui Barry Fairbrother intascava una sorta di “pizzo” (attribuzione tutta italiana, questa: l’inglese non conosce un termine così leggiadro per una pratica così sordida) da alcuni fornitori. Morto lui, gli balena in mente l’idea di prenderne il posto come criminale e farsi un po’ di soldi a spese della comunità.
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