lunedì 21 gennaio 2013

Breaking Dawn – Respiro trattenuto fino all’ultimo (da chi non respira più…)


L’atmosfera del libro si fa davvero pesante, angosciosa: i vampiri sanno che hanno infranto un tabù, per quanto non completamente, e non sanno quanto saranno ragionevoli i Volturi e quanto desiderio avranno di ascoltarli, prima di ucciderli. Non sono famosi per i loro gesti misericordiosi. Tuttavia, la famiglia Cullen non è disposta ad aspettare il suo destino con le mani in mano. Poco dopo la nascita e la crescita di Renesmee, Alice e il suo compagno Jasper scompaiono misteriosamente e in tutta fretta, non lasciando nessun indizio. Tutto ha l’aspetto di una fuga disperata, nel tentativo di salvarsi abbandonando tutto. Alice, tuttavia, lascia un indizio solo per Bella: sa bene che Edward non riesce a leggerle la mente, per cui non scoprirà tanto facilmente le intenzioni della sorella. Mentre si allenano a combattere, tentando di insegnare alcune tecniche il più velocemente possibile alla neonata Bella, cercano l’appoggio di altre comunità di vampiri, praticamente da tutto il mondo. La loro intenzione è quella di presentare Renesmee agli altri vampiri, sottolineando il fatto che la bambina cresce, e non è una terribile e pericolosa bimba immortale, il vero e proprio tabù della comunità. Cercano testimoni che facciano numero e che convincano, almeno temporaneamente, i Volturi a stare a sentire, prima di agire.
Inizia una processione di vampiri quasi comica…arrivano da tutte le parti del mondo: Europa, Egitto, Asia, Africa; alcuni sono dotati di poteri davvero enormi, in grado di influire persino sugli elementi atmosferici. In ogni caso, se i Volturi fossero proprio intenzionati a uccidere, non si sarebbero tirati indietro dalla lotta, vendendo cara la pelle. Passa un mese in un lampo, anche per chi è immune dallo scorrere del tempo. Grazie ad una conversazione quasi casuale sui Volturi e il loro modo di agire, tenuta con uno dei vampiri ospiti che è stato un tempo una delle guardie di Aro, l’arcivampiro, Bella scopre il suo potere particolare, la sua caratteristica peculiare: è uno scudo. E’ impermeabile alle capacità di Edward di leggere il pensiero, e totalmente immune al terribile potere di una delle perverse guardie di Aro, Jane, che riesce a infliggere dolori e torture devastanti con la mente. L’idea che nasce e prende forma nella mente di Bella si sviluppa con successo nell’ultima scena, quando arrivano i Volturi al gran completo, pronti a far valere la loro autorità. La scena è lunga, piena di tensione e di atmosfera pessimistica. Gli ospiti si comportano come gatti grassi che giocano pigri con i topolini che faranno loro da dessert, convinti di essere invincibili e irresistibili. Diventano persino irritanti, perché sono troppo sicuri di sé. Come avevano intuito alcuni vampiri, i Volturi non sono interessati a far rispettare la legge, quanto a far valere la propria autorità, e a dominare, eliminando coloro che potenzialmente sono troppo pericolosi, o facendoli entrare nella propria guardia per appropriarsi dei poteri cui ambiscono. Politicanti, insomma…non molto dissimili dai loro confratelli umani. Non escono bene dal confronto, di cui non anticiperò la fine e le varie modalità che sorgono in questo scontro molto particolare. In un certo senso rispettano un determinato cliché letterario, molto in voga nel teatro elisabettiano e giacobita inglesi del XVII secolo, in cui i “cattivi” erano quasi sempre italiani: poco coraggiosi ma molto abili a tramare nell’ombra, immersi negli intrighi in ogni dove, di preferenza di origine toscana. Nel corso degli anni siamo rimasti fedeli a queste caratteristiche, aggiungendo anche una buona dose di doppiezza, raddoppiando la vigliaccheria e, in ultimo, perdendo completamente il senso del pudore e del ridicolo…

2 commenti:

  1. cavolo non avevo mai pensato che effettivamente i volturi, i cattivi, i politicanti aggiungo i bastardi fossero italiani ... uhm ci dobbiamo incavolare? huahauah bellissimo post anche questo la saga raccontata da te è addirittura più bella

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    Risposte
    1. No, ormai siamo oltre l'incavolatura...nel corso della storia siamo sempre riusciti a dimostrare di essere un po' ladri e grandi intrallazzatori in politica!
      La Meyer ha seguito un cliché vecchio di secoli, e non per parlare figurato...:-)

      Grazie mille per i complimenti!

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