giovedì 10 gennaio 2013

Storia proibita di una geisha – Una vita in sfida continua!


Le prime pagine di un libro sono sempre importanti. In questo caso, già dalle prime parole, Mineko fornisce una mappa semplice ma efficace per guidare chi legge le sue parole all’interno della sua personalità, e all’interno di quel mondo etereo ma blindato delle “donne d’arte”, le geiko. Già a partire dalla sua scelta di parlare di sé e del suo mondo, si rivela una rivoluzionaria, una persona abituata ad andare controcorrente.  Il karyukai, il “mondo del fiore e del salice” è il mondo dove nascono (anche solo “artisticamente”), vivono, si addestrano e si esibiscono le geiko e le maiko (le danzatrici). E’ un quartiere che si trova in alcune città, come Kyoto, dove si coltivano e si gustano i piaceri delle arti concretizzati ed esibiti dalle donne. Nonostante la musica, la danza, e il frastuono dei banchetti, il silenzio è quello che contraddistingue il karyukai, che impone alle donne che ne fanno parte di non parlare di sé, bloccandole sotto il peso della tradizione, aumentando l’alone di mistero che già circonda tutto quello che riguarda le geishe. Mineko, tuttavia, non è una geiko “come le altre”: “Tuttavia sento che è venuto il momento di parlare. Voglio che sappiate cosa significa realmente vivere la vita della geisha, un’esistenza colma di enormi sfide professionali e di magnifiche soddisfazioni.” (Mineko Iwasaki con Rande Brown, Storia proibita di una geisha, Newton Compton Editori, pag. 7)
Mineko inizia a capire che il suo destino è nel karyukai molto presto, già all’età di tre anni; all’età di cinque si trasferisce nella casa di geishe di nome Iwasaki (da cui sarà poi adottata, prendendone il nome), e inizia il suo apprendistato artistico a sei anni, con la danza, unica sua bruciante passione, vero motore della sua intera esistenza. L’arco temporale della sua vicenda da geiko si svolge in Giappone, tra gli anni Sessanta e Settanta, quando l’intero paese sta subendo una trasformazione fortissima e viscerale, che lo farà passare di colpo da paese semi-feudale a nazione moderna. Velocemente, Mineko spiega i punti essenziali della vita da maiko e geiko, che poi passerà a illustrare con la sua vita e la sua passione nel corso del libro. Esse iniziano da bambine nell’okiya (alloggio, o casa di geishe), dove seguono un lungo e pesante programma di esercitazioni e danze: la proprietaria dell’okiya si occupa del loro addestramento, della formazione e del loro debutto. Fa in modo che possano iniziare la carriera vera e propria nel migliore dei modi. La geiko vive nell’alloggio per almeno cinque-sette anni, in cui ripagherà con i suoi guadagni gli sforzi finanziari e non sostenuti per la sua carriera. Quando raggiunge l’indipendenza può scegliere di trasferirsi altrove, mantenendo però i rapporti di lavoro con l’okiya. L’unica geisha che continua a vivere nella casa è l’atatori, l’erede della casa, che succederà alla proprietaria. Può essere sua figlia naturale (se dimostra le qualità necessarie) oppure può essere adottata. Mineko sarà l’atatori della casa Iwasaki, proprio perché sarà adottata dalla capofamiglia.

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